Hanno cancellato malattie che per secoli hanno ucciso milioni di persone, eppure continuano a suscitare sospetti. Tra studi smentiti, paure alimentate dai social e rischi reali spesso raccontati male, ecco che cosa dice la scienza sui vaccini e perché alcune false credenze sono così difficili da sradicare
LA NOTIZIA IN BREVE – Dall’autismo alle presunte alterazioni del DNA, le false credenze sui vaccini continuano a circolare nonostante decenni di ricerche e smentite scientifiche. Uno studio pubblicato su The Lancet stima che le vaccinazioni abbiano salvato almeno 154 milioni di vite in cinquant’anni, ma sui social resistono vecchie accuse e nuove teorie. Quali sono le bufale più diffuse? Cosa contengono davvero i vaccini? E quali effetti collaterali sono stati documentati? Tra rischi reali, paure infondate e malattie come il morbillo che tornano a diffondersi, facciamo chiarezza su una delle conquiste più importanti della medicina moderna.
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L’APPROFONDIMENTO – Di poliomielite, difterite e altre malattie che un tempo terrorizzavano le famiglie oggi si parla soprattutto nei libri di medicina. Chi è nato negli ultimi decenni, almeno nei Paesi dove le campagne vaccinali funzionano, difficilmente ha conosciuto qualcuno rimasto paralizzato dalla polio o ha assistito alle conseguenze di certe infezioni che fino alla metà del Novecento potevano trasformarsi in una condanna a morte. Sono trascorse poche generazioni, ma abbastanza perché il ricordo di quelle tragedie si sia sbiadito. E perché qualcuno abbia cominciato a chiedersi se i vaccini servano ancora, se siano davvero sicuri o se dietro le raccomandazioni dei medici ci siano interessi che nulla hanno a che fare con la salute.
Walter Ricciardi, professore di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ne ha parlato anche in un servizio della Rai. La pandemia ha amplificato quelle discussioni, ma alcune storie hanno quasi trent’anni: smentite più volte, ricompaiono come se nessuno le avesse mai controllate.
Secondo uno studio pubblicato nel 2024 su The Lancet, le vaccinazioni hanno salvato almeno 154 milioni di vite in cinquant’anni. Una stima che racconta soprattutto ciò che siamo riusciti a evitare: la morte precoce di milioni di bambini, le paralisi, i ricoveri e le conseguenze di infezioni che oggi sappiamo prevenire. Una catastrofe evitata lascia poche tracce nella memoria collettiva.
Dodici bambini, una rivista prestigiosa e un sospetto diventato leggenda
Nel 1998 Andrew Wakefield, medico britannico, pubblicò su The Lancet una ricerca che suggeriva un legame tra il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia e l’autismo. I bambini osservati erano dodici. Dodici, eppure bastarono a scuotere la fiducia di tante famiglie, anche perché lo studio appariva su una rivista rispettatissima. Quando emersero falsificazioni dei dati e gravi violazioni etiche, l’articolo venne ritirato e Wakefield fu radiato dall’albo. Troppo tardi perché la storia potesse sparire.
I segnali dell’autismo possono essere riconosciuti proprio nell’età in cui si ricevono diverse vaccinazioni. Se due cose accadono una dopo l’altra, cercare un collegamento è umano, soprattutto quando riguarda un figlio. Ma per stabilire una causa bisogna studiare moltissimi casi e confrontare i dati. È ciò che è accaduto negli anni successivi: le ricerche di qualità non hanno trovato prove che i vaccini provochino l’autismo.
La smentita non ha mai avuto la stessa forza emotiva dell’accusa. E online quel vecchio studio continua a ricomparire, talvolta senza una riga sul ritiro o sulle irregolarità accertate.
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Mercurio, alluminio e DNA: che cosa c’è di vero
Sui social certe discussioni sembrano una gara a chi trova l’ingrediente dal nome più inquietante. «C’è il mercurio», scrive qualcuno. Un altro aggiunge la formaldeide, un terzo l’alluminio. Accostate a una siringa destinata a un bambino sono parole che spaventano. Ma nessuna sostanza si valuta ignorandone dose, forma chimica e funzione.
Alcuni vaccini contengono sali di alluminio per stimolare la risposta immunitaria. La formaldeide può servire a inattivare virus o tossine durante la produzione; nel prodotto finito possono restarne tracce controllate. Il tiomersale, un conservante impiegato in passato in alcune preparazioni multidose, contiene etilmercurio, diverso dal metilmercurio associato a forme note di intossicazione. Nei vaccini pediatrici correntemente usati in Europa è generalmente assente. Gli studi non hanno dimostrato che le quantità impiegate causassero autismo.
E tutte quelle vaccinazioni nei primi anni? Un bambino incontra ogni giorno una quantità enorme di antigeni; le sue difese sanno rispondere a più stimoli insieme. Anche i vaccini combinati vengono studiati per verificarne efficacia e sicurezza. Seguire il calendario raccomandato non risulta indebolire il sistema immunitario. Rinviare le dosi senza motivi clinici, invece, significa restare esposti più a lungo alle infezioni.
Con il Covid-19 il vocabolario del sospetto si è aggiornato. L’mRNA è stato descritto come uno strumento capace di riscrivere il nostro patrimonio genetico. In realtà fornisce alle cellule istruzioni temporanee per produrre una proteina che stimola la risposta immunitaria, poi viene degradato: il suo funzionamento non comporta modifiche al DNA. Neppure le accuse di infertilità legate ai vaccini anti-Covid hanno trovato conferma nelle ricerche disponibili. Cambia la tecnologia, ma la scorciatoia resta la stessa: trasformare qualcosa di poco conosciuto in una minaccia.
Il punto più delicato: gli effetti indesiderati non sono inventati
Dopo un vaccino si può stare male. Un braccio dolorante, febbre, spossatezza sono reazioni note, perlopiù transitorie. Esistono anche effetti avversi gravi, sebbene rari: l’anafilassi è uno di questi. Per alcuni vaccini a mRNA contro il Covid-19 sono stati riconosciuti casi molto rari di miocardite e pericardite, soprattutto nei maschi giovani. Frequenza e rischio variano secondo età, prodotto e dose. Fingere che tutto questo non esista sarebbe un pessimo servizio ai lettori.
Se una persona ha un malore il giorno dopo la vaccinazione, il sospetto di un collegamento merita attenzione, ma la successione degli eventi non basta a dimostrarlo. L’AIFA raccoglie le segnalazioni di sospette reazioni avverse; le autorità sanitarie cercano segnali, confrontano gruppi, verificano se un evento sia più frequente del previsto. A volte emerge un rischio reale e le raccomandazioni cambiano. È così che deve funzionare la sorveglianza.
Resta da confrontare quel rischio con quello della malattia, tenendo conto dell’età, delle condizioni di salute e della probabilità di contagio.
Il morbillo non legge i commenti sui social
Prendiamo il morbillo. Per qualcuno è il ricordo di una settimana passata a letto da bambino, con la febbre e le macchie rosse. Per altri è stato una polmonite, un’encefalite, un ricovero lungo. Può uccidere. E continua a circolare, anche dove ormai siamo abituati a considerarlo una malattia del passato.
Tra settembre 2025 e agosto 2026, secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo si sono registrati 2.335 casi, di cui 653 in Italia. Per frenare la trasmissione di un virus tanto contagioso occorre una copertura molto alta, attorno al 95% con due dosi. Quando la copertura scende, aumentano le possibilità che l’infezione raggiunga anche chi non può vaccinarsi per ragioni mediche o perché è ancora troppo piccolo. Una protezione collettiva efficace si misura anche attraverso le persone che non si ammalano. È difficile raccontarle. Molto più facile condividere un video emozionante, senza chiedersi se la storia che racconta sia stata verificata.
Link e fonti
Studi scientifici originali, revisioni delle evidenze e documenti delle autorità sanitarie utilizzati per verificare le informazioni sui vaccini, le false credenze, gli effetti avversi e la diffusione delle malattie prevenibili.
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Studio scientifico
Contribution of vaccination to improved survival and health: modelling 50 years of the Expanded Programme on Immunization
Lo studio originale che stima in 154 milioni le morti evitate grazie alle vaccinazioni tra il 1974 e il 2024. Si basa su modelli matematici e statistici relativi a 14 agenti patogeni e permette di verificare l’impatto delle campagne vaccinali sulla mortalità infantile e sulla sopravvivenza globale. Il testo integrale è consultabile gratuitamente su PubMed Central.
Consulta lo studio scientifico -
Revisione scientifica
Vaccines, thiomersal and autism spectrum disorder: evidence review 2010-2025
Revisione sistematica delle ricerche pubblicate tra il 2010 e l’agosto 2025 sul possibile rapporto tra vaccinazioni, tiomersale e disturbi dello spettro autistico. Gli studi metodologicamente più rigorosi non supportano l’esistenza di un legame causale. Il documento valuta anche la qualità delle ricerche che hanno suggerito associazioni, evidenziandone i limiti.
Consulta la revisione OMS -
Documento ufficiale
Vaccines: concerns, questions and false claims
La documentazione ufficiale dell’EMA affronta le principali false credenze sulla sicurezza dei vaccini. Spiega l’origine della teoria sull’autismo, il ruolo del tiomersale, l’impiego dei sali di alluminio come adiuvanti e i controlli previsti sui componenti vaccinali. È utile per distinguere le sostanze effettivamente presenti dai rischi attribuiti loro senza adeguate prove scientifiche.
Consulta il documento EMA -
Documentazione scientifica ufficiale
COVID-19 vaccines: key facts
Le spiegazioni dell’autorità regolatoria europea chiariscono perché l’RNA messaggero dei vaccini anti-Covid non modifica il DNA umano. La pagina affronta anche la sicurezza dei vaccini, le segnalazioni di sospetti effetti indesiderati e gli episodi rari di miocardite e pericardite riconosciuti attraverso la sorveglianza sanitaria.
Consulta le informazioni EMA -
Procedura istituzionale
Come segnalare una reazione avversa
La pagina ufficiale AIFA illustra come cittadini e operatori sanitari possono segnalare sospette reazioni avverse a farmaci e vaccini. Permette di comprendere il funzionamento della farmacovigilanza e perché una segnalazione rappresenti un sospetto da analizzare, senza dimostrare automaticamente un rapporto causale con la vaccinazione.
Consulta la procedura AIFA -
Rapporto epidemiologico
Measles and Rubella monthly report
Il rapporto mensile di sorveglianza riporta 2.335 casi di morbillo nell’UE e nello Spazio economico europeo tra settembre 2025 e agosto 2026, di cui 653 in Italia. Contiene dati per Paese, fasce d’età e stato vaccinale, utili per verificare la persistente circolazione del virus. Le statistiche possono essere aggiornate retrospettivamente dall’ECDC.
Consulta il rapporto epidemiologico
Note per i lettori
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono in alcun modo parere medico o prescrizione. Prima di intraprendere qualsiasi terapia o integrazione, è necessario consultare il proprio medico curante.
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