Dalla regola ABCDE alla diagnosi precoce. La ricercatrice AIRC spiega quando un neo merita attenzione, perché le scottature da piccoli pesano anche da adulti e quale ruolo devono avere app e intelligenza artificiale
Un neo che cambia forma, colore o dimensione può essere un segnale da non sottovalutare. La prevenzione dei tumori della pelle comincia molto prima della visita dermatologica, comincia dalla corretta esposizione al sole, dalla protezione dei bambini, dall’attenzione alle scottature, dall’uso prudente delle creme solari e dalla scelta di evitare lampade e lettini abbronzanti. Il punto decisivo è imparare a osservare la propria pelle senza allarmismi e senza superficialità, distinguendo ciò che può essere normale da ciò che merita un controllo medico.
Per capire quando un neo deve preoccupare, quali segnali riconoscere e quanto contano familiarità, fototipo, ustioni solari e diagnosi precoce, ne parliamo con la professoressa Valentina Audrito, biochimica dell’Università del Piemonte Orientale e ricercatrice sostenuta da Fondazione AIRC e grazie al contributo del professor Pietro Quaglino (Università di Torino). Nel loro laboratorio studiano i meccanismi biologici che aiutano i tumori a crescere e a resistere ai farmaci, con un’attenzione particolare al melanoma metastatico e ad altri tumori solidi.
Come faccio a capire se un neo è normale o se può essere sospetto? Chi ha pelle chiara, molti nei o casi di melanoma in famiglia deve seguire controlli diversi?
Il melanoma cutaneo è un tumore che deriva dalla trasformazione tumorale dei melanociti, alcune delle cellule che formano la pelle. Come per molte altre forme di tumore, anche nel caso del melanoma, la diagnosi precoce riveste un ruolo fondamentale. Individuare la malattia nelle fasi precoci consente infatti di rimuovere completamente il tumore, riducendo il più possibile il rischio che si diffonda ai linfonodi o ad altri organi dell’organismo (metastasi). L’approccio ritenuto più efficace è quello di promuovere la consapevolezza e l’autocontrollo della pelle, incoraggiando le persone a riconoscere tempestivamente eventuali segnali sospetti.
Se un neo, in un arco di tempo limitato, cambia in maniera evidente le sue caratteristiche macroscopiche e visibili ad occhio nudo (caratteri ABCDE, descritti più avanti) è bene rivolgersi al proprio medico o a uno specialista dermatologo per gli opportuni approfondimenti. In ogni caso, anche in assenza di un neo sospetto con variazioni delle sue caratteristiche, è buona regola per una persona che ha pelle chiara e molti nei (fattori di rischio) o casi di melanoma in famiglia controllarsi periodicamente la pelle, da soli oppure con l’aiuto di un’altra persona, preferibilmente in un ambiente ben illuminato e utilizzando uno specchio per osservare le zone del corpo difficili da vedere. Per queste persone una visita annuale dal dermatologo è raccomandata perché mediante l’esame con il dermatoscopio manuale, il dermatologo è in grado di valutare caratteristiche e aspetti dei nei che a occhio nudo non si vedono.
Quali cambiamenti di un neo devono spingere a prenotare una visita dermatologica? Che cosa significa la regola ABCDE e quanto è affidabile per chi controlla la pelle da solo?
In generale, la comparsa di nuove lesioni cutanee che non tendono a scomparire nel tempo, come piccoli rigonfiamenti, noduli o ulcerazioni, soprattutto nelle aree maggiormente esposte al sole, dovrebbe essere segnalata al medico, poiché potrebbe rappresentare una forma di tumore della pelle. Per riconoscere precocemente un possibile melanoma, i dermatologi raccomandano di utilizzare la semplice regola dell’ABCDE, un metodo mnemonico che aiuta a ricordare le caratteristiche più comuni di questo tumore cutaneo. L’acronimo ABCDE indica: Asimmetria, Bordi, Colore, Diametro ed Evoluzione.
È opportuno prestare particolare attenzione alle seguenti caratteristiche:
• A – Asimmetria: una metà della lesione appare diversa dall’altra per forma o dimensioni;
• B – Bordi: i margini sono irregolari, frastagliati o poco definiti;
• C – Colore: la lesione presenta una colorazione molto scura oppure diverse tonalità all’interno dello stesso neo;
• D – Diametro: il diametro supera i 6 millimetri, risultando più grande rispetto alla maggior parte dei nei comuni;
• E – Evoluzione: il neo o la lesione cambia nel tempo, modificando dimensioni, forma, colore o altre caratteristiche.
La presenza di uno o più di questi segnali non indica necessariamente un melanoma, ma richiede una valutazione dermatologica tempestiva per escludere eventuali patologie cutanee.
Un neo che prude, sanguina o fa male è sempre un segnale preoccupante?
Il prurito non è associato a una differente natura del neo, spesso danno prurito i nevi verrucosi o con componente cheratosica o anche le cheratosi seborroiche che sono benigne; quindi, il prurito non deve essere considerato di per sé un campanello di allarme.
Il trauma su un neo con conseguente possibile sanguinamento non è associato ad un maggior rischio di trasformazione in melanoma che è invece collegata alle caratteristiche del neo stesso (indicativamente è maggiore per nei piani rispetto a lesioni rilevate), al fototipo cutaneo della persona e alle modalità di esposizione solare. Si riteneva un tempo che i traumi inducessero la trasformazione tumorale in quanto la diagnosi di tumore veniva posta su lesioni rilevate avanzate che richiamavano l’attenzione del paziente quando a seguito di un trauma sanguinavano.
Tuttavia, se un neo sanguina anche minimamente, prude o è circondato da un nodulo o da un’area arrossata è bene recarsi dallo specialista per un controllo.
Ogni quanto tempo bisognerebbe controllare i nei dal dermatologo? La mappatura serve a tutti o solo alle persone considerate più a rischio?
In generale le linee guida indicano di fare 1 volta all’anno la mappatura dei nei dal dermatologo. Tuttavia, l’indicazione a controllo dei nei e la relativa frequenza di visite dipende dai fattori di rischio della persona quindi familiarità per melanoma, fototipo e numero e tipologia di nevi. Per pazienti con maggiori fattori di rischio può essere giustamente indicato una visita annuale mentre in presenza di minori o assenti fattori di rischio le visite possono essere effettuate con intervalli maggiori di tempo (ma comunque sempre da fare). Per i bambini sotto i 18 anni solitamente non vi sono indicazioni a controlli specifici dei nei a meno che in presenza di nei congeniti di grandi dimensioni o nei in evidente crescita o modifiche.
I nei nuovi che compaiono da adulti sono più rischiosi di quelli presenti da anni?
La comparsa di nevi acquisiti può verificarsi anche a 30-35 anni di età senza che di per sé vi sia un carattere di rischio, successivamente possono anche comparire tutta una serie di lesioni pigmentate che derivano dalla esposizione solare e età quali le lentigo solari o le cheratosi. Pertanto, quello che è dirimente è l’aspetto clinico e dermoscopico dei nei di recente comparsa e non di per sé la sola comparsa.
Quanto pesano le scottature prese da bambini sul rischio di melanoma da adulti? Le creme solari riducono il rischio di tumori o servono solo a evitare l’ustione?
Il principale fattore di rischio per il melanoma cutaneo è l’esposizione eccessiva e ripetuta alla luce ultravioletta (UV), principalmente veicolata dai raggi del sole. Esporsi troppo, soprattutto in età precoce, rappresenta un pericolo, perché può danneggiare il DNA delle cellule della pelle e innescare la trasformazione tumorale, il che molti anni dopo può portare all’insorgenza del melanoma.
Per questo motivo, le scottature in età pediatrica o adolescenziale possono essere considerate un fattore di rischio predisponente lo sviluppo del melanoma. Per evitare di ustionarsi è bene, fin da bambini, esporsi al sole dopo aver protetto la pelle con creme protettive contro i raggi UVA e UVB con un alto fattore di protezione solare (detto SPF), da applicare nella quantità raccomandata, più volte e a intervalli regolari e dopo essersi bagnati, in modo da assicurare una copertura continua. Utilizzare le creme protettive previene le ustioni e il danno al DNA e quindi, a lungo termine, previene la trasformazione tumorale dei melanociti.
Lampade e lettini abbronzanti sono pericolosi anche se usati poche volte l’anno?
Anche le lampade e i lettini solari sono sorgenti di raggi ultravioletti e devono quindi essere utilizzati il meno possibile, possibilmente mai, e comunque sempre con creme solari con un alto fattore di protezione.
App e intelligenza artificiale possono aiutare a riconoscere un neo sospetto oppure rischiano di dare false sicurezze?
Assolutamente l’uso di app di vario genere ed intelligenza artificiale non deve in alcun modo sostituire il dermatologo. Lo specialista rirmane l’unica figura competente nel poter valutare correttamente e riconoscere un neo potenzialmente maligno, e dare delle indicazioni su come procedere per ulteriori approfondimenti.
Link utili:
Melanoma cutaneo
Il sole: Rischi e benefici | AIRC
Sunbeds and UV Radiation – IARC
Note per i lettori
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono in alcun modo parere medico o prescrizione. Prima di intraprendere qualsiasi terapia o integrazione, è necessario consultare il proprio medico curante.
