Ti chiamano dall’estero? Attenzione a questi prefissi: cresce l’allarme truffe

Le chiamate indesiderate sono aumentate dopo i nuovi filtri anti-spoofing. Alcuni prefissi ricorrono più spesso nelle segnalazioni, ma il vero pericolo arriva quando vengono chiesti codici OTP, denaro, credenziali o richiamate verso numerazioni sconosciute

LA NOTIZIA IN BREVE – Le truffe telefoniche stanno cambiando pelle. Con i nuovi filtri anti-spoofing è diventato più difficile far comparire sul display falsi numeri italiani, così una parte delle chiamate indesiderate arriva ora direttamente con prefissi esteri. Alcune numerazioni internazionali ricorrono più spesso nelle segnalazioni, ma non esiste una blacklist ufficiale: un prefisso, da solo, non dimostra che una chiamata sia fraudolenta.

Il rischio cresce quando entrano in gioco altri segnali: squilli brevissimi che invitano a richiamare, richieste di OTP, PIN o password, falsi operatori bancari, link ricevuti via SMS o WhatsApp, presunti investimenti e trasferimenti verso “conti sicuri”. È qui che il raggiro prende forma.

Tra le tecniche più diffuse resta il wangiri, basato sulla chiamata persa e sulla curiosità della vittima. Ma le frodi più evolute possono mostrare anche numeri apparentemente affidabili, perfino quelli di banche o uffici pubblici.

La difesa migliore resta semplice: non richiamare d’impulso, non comunicare codici e interrompere subito la conversazione se qualcuno chiede denaro o accesso ai propri account. In caso di dubbio, si contatta direttamente il soggetto coinvolto attraverso i suoi canali ufficiali.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito l’approfondimento

L’APPROFONDIMENTO – Bombardati, senza tregua, dai call center. Gli utenti mobili italiani sono letteralmente sotto attacco. Ogni giorno milioni di persone ricevono chiamate indesiderate, spesso provenienti da numerazioni estere utilizzate per spam, telemarketing aggressivo e tentativi di truffa. Il fenomeno è diventato ancora più evidente dopo l’introduzione dei filtri anti-spoofing, che hanno reso più difficile mascherare le telefonate provenienti dall’estero dietro falsi numeri italiani. Nelle segnalazioni degli utenti compaiono spesso +44 Regno Unito, +33 Francia, +216 Tunisia, +218 Libia, +373 Moldavia, +383 Kosovo, +371 Lettonia, +375 Bielorussia, +370 Lituania, +381 Serbia, +255 Tanzania e +53 Cuba. Il problema, evidentemente irrisolvibile, è dato dal fatto che allo stato attuale non esiste una lista ufficiale di prefissi “truffaldini”.

Perché sono aumentate le chiamate dall’estero

Per capire che cosa sta succedendo bisogna tornare ai filtri introdotti da Agcom contro il caller ID spoofing, la tecnica che consente di far apparire sul telefono un numero diverso da quello utilizzato realmente per effettuare la chiamata. Per anni molte telefonate originate fuori dall’Italia sono arrivate sui nostri cellulari mostrando numeri italiani apparentemente normali. L’utente rispondeva senza porsi troppi problemi e questo però lo esponeva a rischi anche importanti. Dal 19 agosto 2025 gli operatori hanno iniziato a bloccare le chiamate provenienti dall’estero che utilizzavano falsamente numerazioni fisse italiane. Dal 19 novembre il sistema è stato esteso anche ai numeri mobili.

L’effetto è stato immediato. Tra il 19 e il 30 novembre dello scorso anno sono state intercettate circa 49,3 milioni di chiamate illecite che mostravano numerazioni mobili italiane contraffatte: una media superiore ai 4 milioni al giorno. Nello stesso periodo, però, le telefonate provenienti dall’estero e presentate apertamente come numerazioni straniere sono aumentate in modo esponenziale, passando da una media di circa 6,6 milioni a 23,8 milioni al giorno.

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I prefissi che ricorrono più spesso

Negli elenchi pubblicati online e nelle segnalazioni degli utenti compaiono numerazioni provenienti da numerosi Paesi europei ed extraeuropei. Tra quelle già citate, le più frequentemente, sono Regno Unito (+44), Francia (+33), Tunisia (+216), Libia (+218), Moldavia (+373), Kosovo (+383), Lettonia (+371), Bielorussia (+375), Lituania (+370), Serbia (+381), Tanzania (+255) e Cuba (+53). Altri elenchi riportano anche numeri provenienti da India, Pakistan, Nigeria, Bangladesh, Indonesia e altri Paesi.

Il parallelo numero estero / numero truffaldino sarebbe però una forzatura. Un numero britannico può appartenere a un call center aggressivo, ma potrebbe essere anche di un’azienda con cui abbiamo rapporti.

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Uno squillo e riattaccano: il Wangiri continua a funzionare

Tra le tecniche più vecchie c’è ancora il wangiri. Il meccanismo non ha bisogno di particolari presentazioni: il telefono squilla una volta, oppure resta attivo per pochi secondi. Poi la chiamata viene interrotta. Sul display resta una chiamata persa… E sono in tanti quelli che istintivamente richiamano finendo nella trappola. Nella migliore delle ipotesi si può finire su una numerazione internazionale o su servizi con tariffe elevate. Il guadagno dei truffatori nasce dalla curiosità o dalla preoccupazione di quella che diventerà vittima.

Il consiglio, soprattutto quando non si aspetta alcuna telefonata dall’estero, è quello di ignorare la chiamata persa. Ricevere o rispondere a una normale telefonata internazionale, da solo, non consente invece a qualcuno di sottrarre denaro dal conto corrente. Il rischio, stavolta, arriva quando la vittima viene convinta a compiere un’azione: richiamare, aprire un link, fornire credenziali o autorizzare un pagamento.

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Quando sul display compare il numero della banca

Il prefisso estero è il segnale più vistoso ma, evidenziano gli esperti, può esser quello meno pericoloso. Con lo spoofing i truffatori possono far comparire sul display numerazioni apparentemente affidabili. Nel 2026 la Polizia Postale ha segnalato casi in cui le vittime vedevano sul proprio telefono persino il numero reale di un ufficio della Polizia.

I copioni sono recitati quasi senza variabili. Il chiamante avverte di un pagamento sospetto, di un bonifico in corso oppure di un accesso anomalo al conto. Si presenta come operatore della banca, addetto antifrode o rappresentante delle forze dell’ordine. Successivamente viene presentata l’urgenza: spostare immediatamente il denaro; comunicare un codice riservato; confermare un’operazione. Seguendo le istruzioni si finisce col mettere il proprio conto bancario a rischio, consegnando al truffatore tutti gli strumenti necessari per entrarci. Un codice OTP non va mai e poi mai comunicato. Lo stesso vale per PIN, password e credenziali bancarie.

Se qualcuno dovesse informarvi di una presunta violazione del conto l’unica cosa da fare è quella di chiudere immediatamente la conversazione e contattare la banca attraverso il numero presente sull’app, sul sito ufficiale o sulla carta.

Non solo telefonate: SMS e WhatsApp completano il raggiro

Spesso la chiamata è soltanto il primo passaggio. I truffatori possono proseguire con un SMS o un messaggio WhatsApp. Un link porta a una pagina che imita quella della banca, del corriere o di un servizio conosciuto. A quel punto vengono chiesti username, password, numero della carta oppure OTP. Sono campagne di smishing che sfruttano quasi sempre lo stesso meccanismo: creare urgenza. Più il messaggio spinge ad agire in fretta, più conviene fermarsi.

CERT-AgID ha documentato anche campagne di phishing che utilizzavano il nome della Banca d’Italia per raccogliere dati personali e credenziali bancarie.

Altri tentativi, e non sono pochi, riguardano poi falsi investimenti in criptovalute e trading, oppure offerte di lavoro da remoto con guadagni apparentemente facili.

La lista aiuta, ma non basta

Bloccare le numerazioni sospette e attivare i filtri antispam dello smartphone riduce parecchio il disturbo e i rischi, ma non risolve il problema alla radice. I numeri cambiano rapidamente perché possono essere falsificati. Le campagne vengono spostate da un Paese all’altro e una numerazione utilizzata oggi può essere sostituita nell’arco di poche ore. Per questo i prefissi più segnalati possono essere utili come primo campanello d’allarme, ma fermarsi alla lista rischia di dare una falsa sensazione di sicurezza.

Link e fonti

Documenti ufficiali, avvisi delle autorità e materiali istituzionali utilizzati per verificare spoofing, chiamate dall’estero, Wangiri, phishing e principali tecniche di truffa telefonica.

  • Delibera

    Delibera 106/25/CONS – Disposizioni a tutela degli utenti finali e presentazione del numero chiamante

    Ente: Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) · Data:

    È il provvedimento alla base delle misure italiane contro il caller ID spoofing. Stabilisce le regole e le specifiche per bloccare le chiamate provenienti dall’estero che utilizzano illegittimamente numerazioni italiane come identificativo del chiamante.

    Consulta la delibera
  • Comunicato ufficiale

    Filtro anti-spoofing, nei primi 11 giorni bloccate 49,3 milioni di chiamate illecite da numerazioni mobili

    Ente: Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) · Data:

    Contiene i primi dati sull’applicazione del filtro ai numeri mobili: circa 49,3 milioni di chiamate illecite bloccate tra il 19 e il 30 novembre 2025. AGCOM rileva inoltre lo spostamento di parte delle attività illegali di teleselling verso numerazioni con prefisso estero.

    Consulta i dati AGCOM
  • Avviso istituzionale

    Utilizzo fraudolento, mediante “caller ID spoofing”, dell’utenza telefonica del C.O.S.C. Puglia

    Ente: Polizia di Stato – Questura di Bari, Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica · Data:

    Documenta una campagna nella quale i truffatori facevano apparire sul display il vero numero di un ufficio della Polizia di Stato. L’avviso chiarisce che Polizia, banche e gestori delle carte non chiedono telefonicamente OTP, PIN, password o trasferimenti di denaro.

    Consulta l’avviso della Polizia
  • Nota di sicurezza

    In corso una campagna di phishing ai danni di Banca d’Italia

    Ente: CERT-AgID · Data:

    CERT-AgID descrive una campagna che sfruttava il nome e il logo della Banca d’Italia per raccogliere dati personali, credenziali bancarie e codici OTP. È utile per verificare come SMS, link e pagine contraffatte possano affiancare le telefonate nelle frodi basate sull’ingegneria sociale.

    Consulta l’analisi CERT-AgID
  • Scheda informativa

    Wangiri – A Telephone Scam

    Ente: Europol · Consultazione:

    La scheda Europol spiega il funzionamento del Wangiri: una chiamata molto breve lascia sul telefono un numero sconosciuto e punta a convincere la vittima a richiamare, con il rischio di essere indirizzata verso numerazioni internazionali a tariffazione elevata.

    Consulta la scheda Europol
  • Banca dati istituzionale

    National Numbering Plans

    Ente: International Telecommunication Union (ITU) · Consultazione:

    La banca dati ITU raccoglie i codici telefonici internazionali assegnati ai diversi Paesi nell’ambito della numerazione E.164. Permette di verificare l’effettiva corrispondenza geografica dei prefissi citati e, ad esempio, conferma che il codice Paese del Cile è +56.

    Consulta la banca dati ITU

Fonti consultate e verificate dalla redazione di GiornaleTecnologico.net.

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Note per i lettori

L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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