Vita speculare, gli scienziati chiedono di vietare la creazione di batteri sintetici a specchio

Potrebbe sfuggire alle difese immunitarie, resistere a numerosi antibiotici e diffondersi negli ecosistemi. Dalla National University of Singapore arriva un nuovo appello per impedire la creazione di organismi artificiali con molecole dalla geometria invertita

LA NOTIZIA IN BREVE – La scienza potrebbe presto trovarsi davanti a una delle sue scelte più delicate: creare una forma di vita mai esistita sulla Terra oppure rinunciare a farlo per i rischi che comporterebbe. A preoccupare gli esperti sono i batteri sintetici speculari, microrganismi progettati con molecole dalla geometria invertita rispetto a quelle naturali. Una caratteristica che potrebbe renderli difficili da individuare per le difese immunitarie, meno vulnerabili agli antibiotici e capaci di sottrarsi ai meccanismi biologici che regolano gli ecosistemi.

Dalla National University of Singapore arriva la richiesta di fermarne lo sviluppo prima che diventi tecnicamente possibile. Il dibattito coinvolge ormai scienziati e istituzioni internazionali, divisi tra le opportunità offerte dalla biologia sintetica e la necessità di prevenire conseguenze potenzialmente irreversibili. Nessun batterio speculare è stato ancora creato, ma i progressi nella progettazione di molecole artificiali rendono sempre più attuale una domanda: fino a dove è prudente spingersi?

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito l’approfondimento

L’APPROFONDIMENTO – Un batterio sintetico, costruito interamente in laboratorio e capace di moltiplicarsi, colonizzare nuovi ambienti e sfuggire a molte delle difese biologiche sviluppate dalla natura. Nessuno ad oggi sembra esser ancora riuscito a crearne uno, eppure la comunità scientifica internazionale sembra preoccupata, tanto dal volerne impedire la nascita. Al centro del dibattito c’è la vita speculare, o mirror life: un’ipotetica forma di vita artificiale nella quale le principali molecole biologiche avrebbero una geometria invertita rispetto a quella degli organismi terrestri. Una differenza che potrebbe sembrare trascurabile, quantomeno per i non addetti ai lavori, perché riguarda la disposizione degli atomi nello spazio, ma che secondo numerosi scienziati rischia di produrre conseguenze difficili da controllare.

A riaccendere il confronto sono due ricercatori della National University of Singapore (NUS), Hsu Li Yang ed Eddie Tan Han Pin, che recentemente – il 19 ottobre 2026 – hanno chiesto di introdurre regole preventive per impedire la creazione di organismi speculari capaci di riprodursi autonomamente. L’appello arriva mentre la biologia sintetica, anche grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale, amplia progressivamente le possibilità di progettare e assemblare componenti biologici artificiali.

Le preoccupazioni, del resto, circolano da tempo. Nel dicembre 2024, 38 scienziati avevano pubblicato sulla rivista Science un documento sui possibili rischi di questa tecnologia. Tra i firmatari figurava anche Matthew Chang, professore della NUS. Da allora il confronto ha coinvolto immunologi, microbiologi ed esperti di biosicurezza. Le domande senza risposta sono troppe: che cosa accadrebbe se un batterio sintetico speculare entrasse in contatto con il nostro sistema immunitario? Come reagirebbero gli antibiotici? E quali conseguenze potrebbe avere la sua eventuale diffusione nell’ambiente?

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La vita ha scelto una direzione. E se la invertissimo?

Per comprendere che cosa renda tanto particolare questa tecnologia bisogna guardare alla struttura delle molecole. Molte possiedono una proprietà chiamata chiralità, dal termine greco che significa mano. Le nostre mani ne offrono un esempio immediato: destra e sinistra hanno la stessa forma generale, ma quando proviamo a sovrapporle scopriamo che non coincidono. In chimica accade qualcosa di simile. Due molecole possono essere composte dagli stessi atomi e avere legami identici, pur presentando configurazioni tridimensionali speculari.

La vita terrestre segue una regola chimica uniforme: le proteine vengono costruite quasi esclusivamente con amminoacidi di una determinata configurazione, chiamata L, mentre gli zuccheri che compongono DNA e RNA appartengono alla cosiddetta configurazione D. Sono due modi di organizzare gli atomi nello spazio. Un batterio sintetico speculare invertirebbe questa organizzazione, utilizzando molecole con geometria opposta.

Gli scienziati stanno esplorando la possibilità di invertire tale organizzazione. Le proteine sarebbero formate da amminoacidi D, mentre DNA e RNA utilizzerebbero zuccheri L. Il risultato, almeno teoricamente, sarebbe una cellula sintetica dotata di un apparato biologico speculare rispetto a quello naturale.

Gli esseri viventi dipendono da continue interazioni tra molecole che devono riconoscersi e adattarsi reciprocamente. Enzimi, recettori e anticorpi funzionano grazie a una precisa compatibilità geometrica. Quando una molecola presenta la configurazione opposta, il riconoscimento può diventare difficile se non addirittura impossibile.

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Perché un batterio speculare preoccupa gli immunologi

Il primo interrogativo riguarda il nostro sistema immunitario. Nel corso dell’evoluzione, gli organismi hanno sviluppato strumenti sofisticati per riconoscere virus, batteri e altri agenti estranei. Alcuni di questi individuano particolari strutture molecolari presenti sulla superficie dei microrganismi mentre altri utilizzano enzimi e anticorpi per neutralizzarli o facilitarne l’eliminazione.

Un batterio costruito con molecole speculari potrebbe interferire con diversi passaggi di questo processo. I recettori immunitari, abituati a riconoscere determinate configurazioni, potrebbero non interagire con le strutture invertite. Anche gli enzimi incaricati di degradare le molecole estranee potrebbero incontrare difficoltà. Esperimenti condotti su singole proteine speculari hanno già mostrato una maggiore resistenza alla degradazione enzimatica e, in alcuni casi, una ridotta capacità di provocare risposte immunitarie.

Gli scienziati firmatari dell’appello temono quindi che questi organismi possano provocare infezioni difficili da riconoscere e contrastare. La questione riguarderebbe potenzialmente esseri umani, animali e piante, perché tutti condividono alcuni principi fondamentali di organizzazione molecolare.

Ma tra le menti più illuminate del pianeta ve ne sono alcune che ritengono il rischio contenuto e gestibile. Il nostro organismo dispone infatti di numerosi sistemi di protezione, e alcuni potrebbero continuare a funzionare. Asserire oggi che un eventuale batterio sintetico possa sfuggire a ogni difesa immunitaria sarebbe scientificamente scorretto perché nessuno ha mai avuto l’opportunità di studiare un’infezione provocata da un organismo interamente speculare, per la semplice ragione che questi microrganismi ancora non esistono.

Una difficoltà analoga potrebbe riguardare gli antibiotici. Molti farmaci antibatterici agiscono legandosi a strutture specifiche, come enzimi o ribosomi. Se queste strutture avessero una geometria invertita potrebbero perdere parte della propria efficacia.

Gli ecosistemi potrebbero essere ancora più vulnerabili

Anche i biologi sembrano preoccupati. Possibili conseguenze negative potrebbero riguardare anche l’ambiente. Un organismo speculare liberato in natura potrebbe avere rapporti insoliti con le altre forme di vita, a partire dai microrganismi che normalmente ne limitano la proliferazione. I batteri competono per i nutrienti, vengono consumati da organismi più grandi e subiscono l’attacco dei batteriofagi, virus specializzati nell’infettarli. Questi ultimi riconoscono le specifiche strutture presenti sulla superficie delle cellule e le utilizzano per avviare l’infezione.

Un batterio speculare potrebbe non offrire i punti di riconoscimento necessari. Anche alcuni predatori microscopici potrebbero avere difficoltà a digerirlo o a ricavarne nutrimento. Se una parte dei controlli biologici venisse meno, il microrganismo potrebbe trovare opportunità di diffusione difficili da prevedere.

Ma i batteri sintetici potrebbero avere comunque dei punti deboli. La geometria invertita, che rappresenta l’aspetto preoccupante, potrebbe ostacolare il batterio stesso. Molte sostanze nutritive disponibili in natura possiedono infatti la chiralità tipica della vita terrestre e per questo risultare inutilizzabili per un metabolismo speculare. Problema risolto dunque? I batteri sintetici sarebbero in grado di sopravvivere esclusivamente in laboratorio? La risposta è no, perché la natura offre anche composti privi di chiralità, che un eventuale microrganismo potrebbe riuscire a sfruttare. Non si può inoltre escludere che alcune forme di vita speculare possano sviluppare strategie metaboliche uniche, capaci di ridurre la dipendenza dalle sostanze organiche prodotte dagli organismi convenzionali.

La mancanza di certezze porta ora gli esperti a chiedere uno stop alla sperimentazione incontrollata, così da ridurre al minimo le possibilità di incidenti capaci di alterare gli equilibri microbici su scala ambientale e scongiurare un’eventuale diffusione incontrollata potrebbe risultare estremamente difficile da arrestare.

Quanto siamo vicini alla creazione della vita speculare?

Al momento, benché alcuni dei suoi componenti sono già stati realizzati in laboratorio, la prospettiva di creare un batterio sintetico sembra remota, quasi da finzione cinematografica. I ricercatori sono riusciti a sintetizzare proteine speculari, segmenti di acidi nucleici e particolari enzimi con configurazione invertita. Realizzare una cellula completa rappresenta una sfida di ben altra portata. Le difficoltà tecniche sono enormi e molti passaggi non dispongono ancora di soluzioni praticabili.

Nel documento scientifico del 2024 gli esperti avevano indicato un orizzonte di almeno dieci anni, lasciando aperta la possibilità che occorra molto più tempo. L’impiego crescente dell’intelligenza artificiale nella progettazione di proteine e sistemi biologici potrebbe tuttavia accelerare alcune delle ricerche.

I possibili benefici medici e la richiesta di un divieto

La ricerca sulle molecole speculari interessa da tempo anche l’industria farmaceutica. Alcuni composti costruiti con amminoacidi D resistono meglio agli enzimi che normalmente degradano le proteine. Questa proprietà può renderli utili per sviluppare medicinali molto più stabili, molecole diagnostiche o nuovi materiali biologici. Esistono già farmaci che sfruttano amminoacidi D, come l’etelcalcetide, impiegato in specifiche condizioni cliniche nei pazienti sottoposti a emodialisi. Gli scienziati contrari alla creazione di vita speculare autonoma non sono contrari a questo genere di lavori, ma chiedono di attivare delle restrizioni sugli esperimenti finalizzati a costruire organismi completi capaci di replicarsi.

Il confronto ha assunto ormai una dimensione internazionale. Nel giugno 2025 l’Institut Pasteur di Parigi ha ospitato una conferenza dedicata al tema. Nel marzo 2026 anche il Comitato consultivo scientifico del Segretario generale delle Nazioni Unite ha pubblicato un documento sulla vita speculare, sollecitando attenzione e cooperazione internazionale. A Singapore, il 28 settembre, un nuovo incontro ha riunito esperti impegnati a discutere i possibili strumenti di prevenzione.

Hsu Li Yang ed Eddie Tan Han Pin chiedono che Singapore assuma un ruolo attivo, introducendo restrizioni ai finanziamenti per la creazione di organismi speculari autoreplicanti e rafforzando i controlli sugli ordini di DNA e RNA sintetici. Altre proposte riguardano gli impegni volontari degli enti di ricerca, la sorveglianza sulle tecnologie più sensibili e l’elaborazione di regole condivise tra Paesi.

Una normativa internazionale vincolante ancora manca, e trovare un accordo – ancor più in questi tempi caratterizzati da tensioni e instabilità politiche – non sarà semplice, perché occorrerà distinguere le ricerche potenzialmente pericolose da quelle che potrebbero offrire nuove opportunità terapeutiche.

Link e fonti

Studi scientifici originali, rapporti tecnici, documenti istituzionali e interventi dei ricercatori utilizzati per verificare i rischi della vita speculare e le richieste di regolamentazione internazionale.

  • Intervento originale

    Mirror life and why we should avoid creating it

    Autori: Hsu Li Yang ed Eddie Tan Han Pin
    Ente: National University of Singapore (NUS); pubblicato su The Straits Times
    Data:

    È l’intervento che ha rilanciato il dibattito sulla vita speculare. I due ricercatori esaminano i potenziali rischi sanitari e ambientali dei microrganismi artificiali e propongono misure preventive, tra cui restrizioni ai finanziamenti e controlli sulla sintesi di materiale genetico. Il collegamento porta alla riproduzione integrale dell’articolo in PDF, conservata sul sito ufficiale della NUS.

    Leggi l’intervento originale (PDF) ↗
  • Articolo scientifico

    Confronting risks of mirror life

    Autori: Katarzyna P. Adamala e altri
    Rivista: Science, vol. 386, n. 6728
    Data: (pubblicazione online)

    È l’appello scientifico sottoscritto da 38 ricercatori internazionali, tra cui Matthew W. Chang della NUS. Analizza i possibili pericoli derivanti dalla creazione di organismi speculari autoreplicanti e chiede un confronto internazionale sulle restrizioni da adottare. Si tratta di un contributo del tipo Policy Forum, non di uno studio sperimentale su batteri già realizzati.

    Consulta l’articolo scientifico ↗
  • Rapporto tecnico

    Technical Report on Mirror Bacteria: Feasibility and Risks

    Autori: Katarzyna P. Adamala e altri
    Archivio: Stanford Digital Repository
    Versione:

    Rapporto tecnico che accompagna l’articolo pubblicato su Science. Esamina la fattibilità della costruzione di batteri speculari e approfondisce i possibili effetti sulle difese immunitarie, sugli animali, sulle piante e sugli ecosistemi. Analizza anche i limiti delle contromisure disponibili. Le conseguenze descritte costituiscono valutazioni di rischio e scenari teorici, non effetti osservati su organismi speculari completi.

    Consulta il rapporto tecnico ↗
  • Documento ufficiale

    Mirror Life

    Ente: Scientific Advisory Board del Segretario generale delle Nazioni Unite
    Data:

    Documento scientifico delle Nazioni Unite dedicato alle opportunità e ai rischi della biologia speculare. Distingue le singole molecole artificiali dagli organismi capaci di riprodursi e richiama l’attenzione sulle possibili conseguenze sanitarie e ambientali. Propone un coordinamento multilaterale per definire limiti, strumenti di sorveglianza e misure di prevenzione prima che la tecnologia diventi praticabile.

    Consulta il documento ONU ↗
  • Rapporto istituzionale

    Mirror life

    Ente: Government Office for Science, Regno Unito
    Pubblicazione:
    Aggiornamento:

    Sintesi di una tavola rotonda scientifica organizzata per supportare le valutazioni delle autorità britanniche. Esamina le difficoltà tecniche della creazione di vita speculare, i possibili effetti sull’immunità e sull’ambiente, l’efficacia delle contromisure e le applicazioni terapeutiche delle molecole invertite. Il documento evidenzia le incertezze scientifiche e non costituisce una decisione normativa o una posizione ufficiale di governo.

    Consulta il rapporto britannico ↗
  • Nota istituzionale

    Mirror Life: Inside the Discussion

    Ente: Institut Pasteur, Parigi
    Pubblicazione:
    Aggiornamento:

    Approfondimento istituzionale sulla conferenza internazionale del 12 e 13 giugno 2025 dedicata ai rischi della vita speculare. Illustra il concetto di chiralità, lo stato delle conoscenze scientifiche e le preoccupazioni riguardanti salute pubblica ed ecosistemi. Riassume inoltre le conclusioni degli esperti, favorevoli a evitare la creazione di organismi speculari e a sviluppare strumenti internazionali di governance.

    Consulta l’approfondimento ↗

Fonti consultate e verificate dalla redazione di GiornaleTecnologico.net.

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Note per i lettori

L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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