Telo mare sul sedile dell’auto, cosa dice il Codice della Strada e quali sono i rischi per chi guida

Una consuetudine estiva può incidere su cinture, airbag e risarcimenti, ma molte affermazioni circolate online vanno ridimensionate

LA NOTIZIA IN BREVE – Dopo una giornata al mare, coprire il sedile dell’auto con un asciugamano sembra un gesto innocuo. Eppure un telo bagnato, spesso o ripiegato può modificare la posizione del corpo e il contatto con la seduta, due elementi che durante un incidente contribuiscono al lavoro di cinture di sicurezza e airbag. Il rischio più citato è il submarining (PDF), cioè lo scivolamento del bacino sotto la fascia addominale della cintura, con possibili conseguenze per gli organi interni.

Gli studi confermano che l’attrito del sedile può influire sulla dinamica dell’occupante, ma non dimostrano che un semplice telo provochi sempre questo fenomeno. Anche l’ipotesi di un airbag disattivato riguarda soprattutto alcuni modelli dotati di sensori nella seduta, in presenza di umidità o rivestimenti non compatibili. Il Codice della Strada non vieta espressamente l’asciugamano sul sedile e non prevede una multa specifica. Dopo un incidente, però, il suo eventuale ruolo potrebbe essere valutato dai periti, anche ai fini del risarcimento, soltanto in presenza di un collegamento concreto con le lesioni. La precauzione più semplice resta toglierlo prima di partire.

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L’APPROFONDIMENTO – Stendere il telo mare sul sedile dell’auto è una delle abitudini più comuni dell’estate. Protegge la tappezzeria dalla sabbia, assorbe l’acqua rimasta sul costume e rende più sopportabile una seduta arroventata dal sole. Innumerevoli articoli comparsi nelle ultime ore sul Web sostengono possibili conseguenze in caso di un controllo da parte della Polizia, ma è realmente così? Il Codice della strada, lo diciamo immediatamente, non lo vieta e non prevede multe specifiche. Quel pezzo di stoffa, soprattutto quando è bagnato, ripiegato o libero di muoversi, aggiunge tuttavia una variabile al funzionamento dei sistemi di sicurezza. Il rischio merita pertanto attenzione, ma è bene non trasformare una precauzione ragionevole nell’ennesimo allarme stagionale.

Il pericolo di scivolare sotto la cintura

Negli articoli circolati online viene richiamato soprattutto il rischio submarining (PDF), il movimento con cui, durante un urto frontale, il bacino avanza e passa sotto la fascia addominale della cintura.

La cintura dovrebbe scaricare gran parte della forza dell’impatto sulle ossa del bacino, abbastanza resistenti da sopportarla. Quando invece risale verso l’addome può comprimere tessuti e organi interni, aumentando il rischio di lesioni al fegato, alla milza, all’intestino e alla zona lombare.

Il fenomeno è ben conosciuto dagli esperti di sicurezza stradale. Attribuirlo direttamente alla presenza di un asciugamano, però, è un salto che le prove disponibili non consentono di compiere.

La dinamica in ogni caso dipende da molti fattori: inclinazione dello schienale, postura dell’occupante, tensione e geometria della cintura, conformazione del sedile, abbigliamento e intensità dell’urto. Anche l’attrito tra il corpo e la seduta ha un ruolo, ma non agisce sempre nello stesso modo.

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Chalmers University of Technology ha simulato diversi scenari. A seguito della presenza di un asciugamano il movimento del bacino è effettivamente cambiato, ma i risultati non hanno mostrato una regola universale secondo cui una superficie più scivolosa provocherebbe sempre il submarining. In alcuni test il comportamento del corpo è risultato più complesso e legato all’intero sistema di ritenuta.

Un telo di cotone asciutto, del resto, non si comporta come un asciugamano sintetico zuppo d’acqua. Contano anche lo spessore, le pieghe e la capacità del tessuto di restare fermo. L’ipotesi più concreta riguarda proprio gli spostamenti: il telo può arricciarsi sotto il bacino, far scivolare leggermente il conducente o indurlo a correggere la posizione durante la marcia.

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Airbag e sensori: molto dipende dall’automobile

Anche l’idea che il telo possa impedire l’apertura dell’airbag viene spesso presentata in modo troppo netto. Gli airbag frontali si attivano sulla base dei dati raccolti da diversi sensori, collocati in varie parti del veicolo. In molte automobili il sedile del passeggero anteriore integra un sistema capace di riconoscere la presenza, il peso o la posizione dell’occupante. Queste informazioni servono a stabilire se l’airbag debba entrare in funzione e con quale modalità.

I manuali di alcuni costruttori avvertono che rivestimenti non approvati, oggetti collocati sulla seduta, modifiche al sedile o una forte presenza di umidità possono alterare la lettura. Subaru, per esempio, segnala che una seduta bagnata può incidere sul sistema di classificazione del passeggero. Ford invita a non modificare il sedile e a mantenere una postura corretta per evitare valutazioni errate.

Questo non significa che appoggiare un normale telo faccia spegnere l’airbag. Il problema può emergere su determinati modelli e in condizioni molto specifiche, soprattutto quando il tessuto è molto bagnato, spesso oppure copre zone nelle quali sono inseriti i sensori.

Un discorso ancora diverso riguarda gli airbag laterali montati all’interno dello schienale. Alcune fodere universali possono coprire le cuciture predisposte per l’apertura del dispositivo. Per questo i produttori raccomandano rivestimenti compatibili con il modello dell’auto. Un asciugamano steso soltanto sulla parte orizzontale del sedile difficilmente crea lo stesso ostacolo, mentre avvolgere anche lo schienale richiede maggiore cautela.

La spia dell’airbag resta il riferimento più immediato. Se il posto del passeggero è occupato da un adulto e il quadro segnala la disattivazione del dispositivo, conviene fermarsi, rimuovere telo e oggetti, asciugare la seduta e controllare nuovamente.

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Nessuna multa prevista per il telo mare

Il Codice della strada non contiene un divieto dedicato agli asciugamani o ai coprisedili. L’articolo 172 impone l’uso delle cinture, ma un telo appoggiato sulla seduta non equivale di per sé a viaggiare senza cintura.

Nelle ricostruzioni pubblicate online compare spesso anche l’articolo 141, la norma che obbliga il conducente a mantenere il controllo del veicolo e ad adeguare la velocità alle condizioni della strada, del traffico e dell’automobile.

Da qui a sostenere che un agente possa multare automaticamente chi guida mentre sta seduto sopra un telo, però, ce ne passa: la semplice presenza dell’asciugamano non configura una sanzione già prevista e identificabile.

Dopo un incidente il telo potrebbe comunque entrare tra gli elementi esaminati dai periti, insieme alla posizione dei sedili, all’uso delle cinture, alla velocità e alle condizioni dell’abitacolo. La sua rilevanza dipenderebbe da quanto ha inciso realmente sulla dinamica.

Anche il risarcimento va valutato caso per caso

Un altro timore riguarda le compagnie assicurative. Secondo alcune ricostruzioni, la presenza del telo potrebbe comportare una riduzione del risarcimento sulla base dell’articolo 1227 del Codice civile. La norma prevede che il risarcimento venga ridotto quando il comportamento colposo del danneggiato contribuisce a produrre o aggravare il danno. Il principio viene applicato, per esempio, quando un passeggero senza cintura subisce lesioni più gravi proprio a causa del mancato utilizzo del dispositivo.

Nel caso dell’asciugamano servirebbe però una prova tecnica precisa. Non sarebbe sufficiente trovarlo sul sedile dopo l’incidente. Una perizia dovrebbe collegare il tessuto allo scivolamento del corpo, al malfunzionamento di un sensore o all’aggravamento di una determinata lesione.

La Cassazione ha più volte ricordato, affrontando i casi relativi alle cinture di sicurezza, che il concorso di colpa deve poggiare su un nesso causale concreto. La stessa logica varrebbe per il telo mare: la riduzione del risarcimento potrebbe essere discussa soltanto quando il suo ruolo nella dinamica risulti dimostrabile.

Una precauzione prima di partire

Chi vuole proteggere la tappezzeria può stendere il telo mentre l’auto resta parcheggiata e toglierlo al momento della partenza. È una soluzione banale, ma elimina dubbi legati allo scivolamento, alle pieghe e all’umidità trasferita al sedile. Per un utilizzo abituale è preferibile scegliere un rivestimento progettato per quella specifica automobile e compatibile con airbag laterali e sensori di occupazione. Le fodere universali che coprono completamente lo schienale meritano maggiore attenzione rispetto ai semplici proteggi-sedile.

Ultima verifica: 6 agosto 2026

Link e fonti

Documenti ufficiali, studi e materiali utilizzati per verificare e approfondire la notizia.

  • Documento ufficiale

    Articolo 141 del Codice della Strada

    Ente: Automobile Club d’Italia · Consultazione: 6 agosto 2026

    La norma disciplina la velocità e l’obbligo del conducente di conservare il controllo del veicolo.

    Consulta la fonte
  • Documento ufficiale

    Articolo 172 del Codice della Strada

    Ente: Automobile Club d’Italia · Consultazione: 6 agosto 2026

    Il testo stabilisce gli obblighi relativi all’utilizzo delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta.

    Consulta la fonte
  • Studio scientifico

    Attrito della seduta e rischio di submarining

    Ente: Chalmers University of Technology · Lingua: inglese

    Lo studio analizza il modo in cui attrito, cintura e caratteristiche del sedile possono modificare il movimento del bacino durante un urto.

    Leggi lo studio
  • Normativa

    Articolo 1227 del Codice civile

    Fonte: Normattiva · Consultazione: 6 agosto 2026

    La disposizione regola il concorso colposo del danneggiato e la possibile riduzione del risarcimento.

    Consulta la norma
Fonti consultate e verificate dalla redazione di GiornaleTecnologico.net. Ultimo controllo: 6 agosto 2026.



Note per i lettori

L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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