Il MIT punta su incrocio dei dati e verifiche digitali per individuare chi viaggia senza polizza obbligatoria
Sono 9 milioni i veicoli italiani privi di RC auto. Il dato arriva dal Centro elaborazione della Motorizzazione e il ministro Matteo Salvini lo ha portato all’assemblea ANIA: su 47 milioni di mezzi censiti, una quota enorme risulta priva di copertura obbligatoria. L’archivio, però, mescola auto, camion, moto e ciclomotori ancora in circolazione con veicoli fermi da anni, destinati alla rottamazione o rimasti vivi solo nelle carte.
Il piano del MIT punta quindi a separare il dato amministrativo dal rischio reale. Banche dati pubbliche e assicurative, informazioni del PRA, revisioni, rottamazioni e lettura automatica delle targhe possono individuare chi viaggia davvero senza polizza. La criticità cresce tra mezzi pesanti, motocicli e ciclomotori, con province dove la scopertura raggiunge livelli molto alti. La stretta digitale sulla RC auto obbligatoria promette controlli più mirati, maggiore sicurezza stradale e una tutela più forte per le vittime degli incidenti, anche attraverso il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito l’approfondimento:
Nelle strade italiane circolano nove milioni di veicoli privi della RC auto obbligatoria. Il dato arriva dal Centro elaborazione della Motorizzazione e il ministro Matteo Salvini lo ha illustrato durante l’assemblea ANIA: il parco registrato conta circa 47 milioni di mezzi, tra auto, camion, moto e ciclomotori. La cifra misura circa il 19% dell’archivio nazionale, con un’avvertenza decisiva: dentro quel numero entrano anche mezzi fermi da anni, veicoli avviati alla rottamazione e targhe ancora presenti nelle banche dati amministrative.
Indice
La scoperta
Il fenomeno cresce nelle categorie più difficili da controllare. Su circa un milione di mezzi pesanti, 300 mila risultano scoperti: circa tre su dieci. Tra le due ruote il segnale diventa più forte: oltre 3 milioni di motocicli su 8 milioni e 2,3 milioni di ciclomotori su 3,2 milioni mostrano una scopertura RC. In alcune province, per certe categorie, l’incidenza arriva fino al 90%. Tale geografia suggerisca si debbano attivare dei controlli mirati dove i dati mostrano concentrazioni anomale.
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Perché serve una lettura scientifica dei numeri?
Il dato racconta l’ampiezza del problema, la statistica misura il rischio reale. Un archivio pubblico può contenere mezzi demoliti in ritardo, pratiche incomplete, targhe ancora aperte, veicoli fermi in garage e mezzi usati ogni giorno. La ricerca efficace deve incrociare Motorizzazione, compagnie assicurative, PRA, revisioni, passaggi di proprietà, rottamazioni e letture targa. Solo questa integrazione trasforma una lista di targhe in una mappa del rischio stradale.
Qui entra la parte tecnologica. Le banche dati assicurative aggiornano già in tempo reale le informazioni sulla copertura RCA consultabili dal Portale dell’Automobilista. Il salto successivo riguarda l’uso sistematico di OCR, telecamere stradali, varchi elettronici e controlli su strada, collegati a regole tecniche chiare. Il sistema deve individuare chi circola con un mezzo scoperto, correggere gli archivi sporchi e ridurre gli errori amministrativi.
Chi paga il costo dei veicoli scoperti?
La scopertura RC auto colpisce anche chi paga regolarmente la polizza. In caso di incidente con un mezzo scoperto o privo di identificazione, interviene il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, gestito da Consap, con istruttoria affidata alle imprese designate dall’IVASS. Il Fondo tutela le vittime, però il sistema assicurativo sostiene il costo collettivo. Ridurre l’evasione assicurativa significa proteggere i danneggiati, aumentare l’equità tra automobilisti e alleggerire una distorsione che pesa sui premi.
Link utili:
Portale dell’Automobilista – Verifica copertura RCA
Quattroruote – Dati sui 9 milioni di veicoli senza RC auto
