Insetticida vietato nelle patate fresche: il test rivela tetrametrina 120 volte oltre il limite UE

L’indagine del Salvagente su 16 prodotti della grande distribuzione premia dieci campioni senza residui rilevabili. Una sola referenza bocciata

LA NOTIZIA IN BREVE – Un insetticida non autorizzato nell’Unione europea e una concentrazione 120 volte superiore al limite di riferimento: è quanto emerso dalle analisi condotte da Il Salvagente su un campione di patate Conad Percorso Qualità. La sostanza individuata è la tetrametrina, un piretroide sintetico utilizzato anche nei prodotti contro le zanzare, la cui presenza nelle colture alimentari solleva interrogativi sulla filiera produttiva. Il test, che ha coinvolto 16 prodotti italiani acquistati nella grande distribuzione, ha restituito risultati nel complesso favorevoli: dieci campioni erano privi di residui di pesticidi rilevabili, mentre negli altri sono state individuate tracce di diversi principi attivi. Le analisi hanno riguardato anche il cadmio, metallo pesante presente in sette campioni, sempre entro i limiti di legge. Le patate Conad, nelle quali è stata misurata anche la concentrazione più elevata di cadmio, sono risultate le uniche bocciate. Il risultato riguarda tuttavia un singolo campione e non può essere esteso automaticamente a tutti i lotti del marchio.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito l’approfondimento

L’APPROFONDIMENTO – Le patate sono uno degli alimenti più consumati dalle famiglie italiane, apprezzate per il prezzo contenuto e la versatilità in cucina, ma la loro coltivazione può comportare l’impiego di prodotti fitosanitari i cui residui, insieme ad alcuni contaminanti presenti nel terreno, possono raggiungere la nostra tavola. Per capire quanto siano diffuse queste sostanze, la rivista Il Salvagente ha sottoposto ad analisi 16 campioni di patate fresche di origine italiana, acquistati tra supermercati e discount e selezionati tra prodotti convenzionali, biologici, Igp e Dop.

Il quadro emerso dalle analisi, pubblicate nel numero di novembre 2026, appare nel complesso positivo, perché 10 campioni su 16 sono risultati privi di residui di pesticidi rilevabili, comprese le due referenze biologiche di Coop ViviVerde e Consilia e otto prodotti convenzionali. Negli altri casi il laboratorio ha individuato alcune sostanze utilizzate in agricoltura, generalmente in concentrazioni contenute, mentre un solo prodotto ha ottenuto un giudizio nettamente negativo.

Domande e risposte Che cos’è la tetrametrina, quali effetti può avere sulla salute e come interpretare il ritrovamento nelle patate.
  • Sostanza

    Che cos’è la tetrametrina e come agisce?

    È un insetticida sintetico della famiglia dei piretroidi. Viene impiegato in alcuni prodotti contro insetti come zanzare e mosche. Agisce alterando il funzionamento dei canali del sodio nelle cellule nervose degli insetti, provocando paralisi. Non è autorizzato nell’Unione europea come prodotto fitosanitario per trattare le patate destinate all’alimentazione.

  • Salute

    Quali sintomi può provocare la tetrametrina nell’uomo?

    Gli effetti dipendono dalla dose e dalla via di esposizione. Per i piretroidi, esposizioni elevate possono causare nausea, mal di testa, capogiri, formicolii e contrazioni muscolari; nelle intossicazioni gravi sono possibili convulsioni e alterazioni della coscienza. Questi effetti sono descritti soprattutto per esposizioni importanti e non permettono di prevedere conseguenze dal semplice dato di residuo in un alimento.

  • Rischi a lungo termine

    La tetrametrina è cancerogena o può alterare gli ormoni?

    Nell’UE è classificata come sospetta cancerogena di categoria 2. La classificazione indica un possibile pericolo, non la certezza che una singola esposizione provochi un tumore. Le potenziali proprietà di interferenza endocrina sono invece ancora oggetto di valutazione da parte dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), senza una conclusione definitiva.

  • Limiti e sicurezza

    Superare il limite di 120 volte significa un rischio 120 volte maggiore?

    No: il limite legale non coincide con la dose che provoca un’intossicazione. Gli 1,2 mg/kg misurati nel campione equivalgono a 0,12 mg in 100 grammi di patate prima di eventuali trasformazioni. Per stimare il rischio sanitario servirebbero dati sul consumo effettivo, sul peso della persona, sulla forma di esposizione e sui riferimenti tossicologici della sostanza. Il superamento resta comunque una grave anomalia da accertare.

  • Preparazione

    Lavare, sbucciare o cuocere le patate elimina la tetrametrina?

    Non si può garantire. Lavaggio, sbucciatura e cottura possono ridurre alcuni residui di pesticidi, ma l’efficacia cambia a seconda della sostanza e della sua distribuzione nel tubero. Mancano dati specifici che permettano di assicurare l’eliminazione della tetrametrina nel campione analizzato: se un lotto risulta non conforme, trattarlo in cucina non è una soluzione sulla quale fare affidamento.

  • Consumatori

    Ho già mangiato patate dello stesso marchio: devo preoccuparmi?

    Il risultato riguarda un campione, non tutte le confezioni dello stesso marchio. Aver consumato patate di quella linea non dimostra di essere stati esposti alla sostanza, né permette di prevedere un danno. Se si possiede un prodotto appartenente a un lotto segnalato dalle autorità, è opportuno seguirne le indicazioni ed evitarne il consumo. In caso di sintomi sospetti dopo una possibile esposizione, rivolgersi a un medico o a un Centro antiveleni.

Risposte elaborate e verificate dalla redazione di GiornaleTecnologico.net sulla base delle fonti indicate nell’articolo.

Il caso Conad: tetrametrina oltre il limite europeo

Il risultato più significativo riguarda le patate Conad Percorso Qualità, varietà Colomba, nelle quali il laboratorio incaricato dalla rivista sostiene di aver rilevato 1,2 mg/kg di tetrametrina, un insetticida appartenente alla famiglia dei piretroidi sintetici, utilizzato anche nei prodotti contro le zanzare ma non autorizzato nell’Unione europea per l’impiego come fitosanitario sulle colture alimentari.

Il valore riscontrato supererebbe di 120 volte il limite massimo di residuo di 0,01 mg/kg, previsto come riferimento per questa sostanza. Una concentrazione che, secondo Il Salvagente, difficilmente sarebbe spiegabile con una semplice contaminazione accidentale, sebbene le sole analisi non permettano di stabilire come l’insetticida sia arrivato sul prodotto.

La tetrametrina è inoltre oggetto di valutazioni tossicologiche per i suoi possibili effetti sulla salute, comprese le proprietà di interferenza endocrina, sulle quali l’accertamento europeo risulta ancora in corso. Il superamento del limite costituisce una criticità sul piano della conformità alimentare, mentre la valutazione di un eventuale rischio per il consumatore richiederebbe anche di considerare l’esposizione effettiva e le caratteristiche tossicologiche della sostanza.

Prima di pubblicare i risultati, la rivista ha comunicato i dati a Conad chiedendo una replica, senza ricevere una posizione ufficiale entro la pubblicazione dell’inchiesta. Il campione, venduto a 1,45 euro al chilogrammo, ha ottenuto appena 3 punti nella classifica ed è risultato l’unico bocciato. Va comunque precisato che un’analisi condotta su un singolo campione non consente di estendere automaticamente il risultato a tutti i lotti commercializzati con lo stesso marchio.

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Gli altri pesticidi rilevati e la presenza di cadmio

Tra le sostanze individuate negli altri prodotti compare soprattutto il fosetil alluminio, fungicida sistemico impiegato contro alcune malattie delle piante, la cui presenza analitica può essere legata anche all’acido fosfonico proveniente da fonti differenti, compresi determinati fertilizzanti. Il laboratorio ha rilevato inoltre il propamocarb, un altro fungicida, e l’idrazide maleica, regolatore sintetico della crescita utilizzato per limitare la germogliazione dei tuberi durante la conservazione, individuato nelle patate Pizzoli Iodì.

Quest’ultima sostanza rientra nella lista dei principi attivi che Il Salvagente ritiene opportuno eliminare per precauzione, una scelta editoriale che va distinta dalle valutazioni e dalle autorizzazioni stabilite dalle autorità europee.

Un capitolo importante dell’indagine riguarda il cadmio, metallo pesante che può essere assorbito dalle radici e accumularsi nei vegetali, soprattutto quando è presente nei terreni a causa di caratteristiche geologiche, contaminazioni ambientali o utilizzo di fertilizzanti fosfatici. L’esposizione alimentare prolungata rappresenta un problema sanitario, in particolare per i possibili effetti sui reni e sul metabolismo osseo.

Nei campioni esaminati il cadmio è risultato non rilevabile in nove prodotti, mentre negli altri sette le concentrazioni oscillavano tra 0,010 e 0,040 mg/kg, restando inferiori al limite europeo di 0,1 mg/kg previsto per le patate. Il valore più alto è stato misurato ancora una volta nel campione Conad, senza tuttavia superare la soglia consentita per questo contaminante.

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Come leggere i risultati del test

La classifica elaborata da Il Salvagente attribuisce il 60% del giudizio alla presenza di cadmio e il restante 40% al numero e al profilo di rischio dei residui fitosanitari, introducendo penalizzazioni per alcune sostanze considerate indesiderabili e la bocciatura in caso di pesticidi vietati.

I risultati mostrano quindi una situazione abbastanza favorevole per la maggioranza dei prodotti esaminati, ma evidenziano anche l’importanza dei controlli lungo la filiera agricola e distributiva. La presenza di residui entro i limiti di legge non implica automaticamente un pericolo sanitario, così come il superamento di una soglia normativa richiede verifiche e valutazioni specifiche, pur rappresentando un elemento che merita attenzione.

Le analisi integrali, con i risultati e i giudizi relativi a tutti i 16 marchi, sono pubblicate nel numero di novembre 2026 della rivista Il Salvagente.

Nota sulla trasparenza editoriale – Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale per la rielaborazione e l’organizzazione dei contenuti. Il testo è stato successivamente verificato, revisionato e validato da un giornalista della redazione di GiornaleTecnologico.net, che ne assume la responsabilità editoriale.

Link e fonti

L’inchiesta originale sulle patate vendute in Italia, la normativa europea sui residui di pesticidi e cadmio e le valutazioni scientifiche sulle sostanze individuate.

  • Inchiesta originale

    Test su 16 marchi di patate: spunta il pesticida vietato

    Ente: Il Salvagente · Data:

    È la fonte primaria dei risultati del test condotto su 16 campioni di patate fresche di origine italiana. Riporta la concentrazione di tetrametrina di 1,2 mg/kg rilevata nel campione Conad, gli altri residui individuati, i valori del cadmio e i criteri adottati per assegnare i giudizi. Le tabelle complete sono pubblicate nel numero di novembre 2026 della rivista.

    Leggi l’inchiesta originale
  • Regolamento UE

    Regolamento (CE) n. 396/2005 sui livelli massimi di residui di antiparassitari negli alimenti

    Ente: Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea · Data:

    Stabilisce il quadro normativo europeo per i limiti massimi dei residui di pesticidi negli alimenti di origine vegetale e animale. Prevede un valore generale di 0,01 mg/kg quando non è fissato un limite specifico, salvo le eccezioni previste dalla normativa. È il riferimento per comprendere il significato del superamento riscontrato nell’inchiesta.

    Consulta il regolamento
  • Banca dati istituzionale

    EU Pesticides Database

    Ente: Commissione europea, Direzione generale Salute e sicurezza alimentare · Consultazione:

    Banca dati ufficiale per consultare lo stato di approvazione delle sostanze attive impiegate nei prodotti fitosanitari e i limiti massimi di residui applicabili alle diverse colture. Consente di effettuare ricerche per sostanza o alimento, distinguendo le autorizzazioni agricole dai limiti dei residui. Ha finalità informative: per i valori giuridicamente vincolanti fanno fede gli atti pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

    Consulta la banca dati
  • Regolamento UE

    Regolamento (UE) 2023/915 relativo ai tenori massimi di alcuni contaminanti negli alimenti

    Ente: Commissione europea · Data:

    Definisce i limiti europei per contaminanti alimentari come il cadmio. Nell’allegato, alla voce 3.2.2.1, il valore massimo applicabile alle patate è di 0,10 mg/kg, riferito al prodotto sbucciato. Permette di confrontare i valori da 0,010 a 0,040 mg/kg riportati nell’inchiesta con la soglia normativa.

    Consulta il regolamento aggiornato
  • Valutazione istituzionale

    Endocrine disruptor assessment – Tetramethrin

    Ente: Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) · Ultimo aggiornamento:

    Scheda istituzionale relativa alla valutazione delle potenziali proprietà di interferenza endocrina della tetrametrina come principio attivo biocida. Al momento dell’aggiornamento la procedura risulta ancora in corso. Il documento permette quindi di distinguere un sospetto oggetto di valutazione da una conclusione scientifica definitiva.

    Consulta la valutazione ECHA
  • Parere scientifico

    Cadmium in food – Scientific opinion of the Panel on Contaminants in the Food Chain

    Ente: Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) · Data:

    Parere scientifico pubblicato sull’EFSA Journal che esamina l’esposizione alimentare al cadmio e i suoi effetti tossicologici, con particolare attenzione all’accumulo nell’organismo e ai possibili danni renali. Costituisce una base scientifica per comprendere perché questo metallo viene monitorato negli alimenti, anche quando i singoli campioni rispettano i limiti di legge.

    Consulta il parere scientifico

Note per i lettori

L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

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