Caselli autostradali addio, ma il pedaggio resta: dove c’è già il free flow e cosa rischia chi dimentica di pagare

Il nuovo sistema sposta il pagamento dal casello ai giorni successivi al viaggio. Un vantaggio per il traffico, ma anche una responsabilità in più per chi non utilizza il telepedaggio

LA NOTIZIA IN BREVE – Il pedaggio autostradale cambia forma e si sposta sempre più fuori dal casello. Con il Free Flow, già attivo su alcune tratte italiane, il passaggio viene registrato automaticamente mentre l’auto è in movimento. Il vantaggio è evidente: meno code, niente soste obbligatorie e traffico più fluido. Ma il sistema introduce anche un nuovo rischio per chi non utilizza dispositivi di telepedaggio. In assenza di addebito automatico, infatti, il conducente deve ricordarsi di saldare il transito entro i termini previsti dalla concessionaria. Superata la scadenza possono partire solleciti, costi aggiuntivi e, nei casi previsti dal Codice della strada, anche sanzioni amministrative con perdita di punti. La vera novità, quindi, non è soltanto tecnologica: il pagamento diventa meno visibile e richiede maggiore attenzione, soprattutto a chi percorre quelle tratte solo occasionalmente.

Domande e risposte

Le cose da sapere prima di percorrere un’autostrada con pedaggio Free Flow.

  • In breve

    Che cos’è il Free Flow?

    È un sistema di pedaggio autostradale senza caselli e senza sbarre. Telecamere e sensori installati sopra la carreggiata registrano il passaggio del veicolo mentre continua a viaggiare.

  • Italia

    Dove è già attivo in Italia?

    Il Free Flow è operativo sulla Pedemontana Lombarda, sulla tratta interessata della A33 Asti-Cuneo e sul raccordo Ospitaletto-Montichiari, la cosiddetta Corda Molle.

  • Pagamento

    Serve per forza Telepass?

    No. Telepass e gli altri dispositivi compatibili permettono l’addebito automatico, ma anche chi non li possiede può percorrere la strada. In questo caso dovrà pagare successivamente attraverso i canali indicati dalla concessionaria.

  • Tempi

    Quanto tempo c’è per pagare senza telepedaggio?

    Sulle principali tratte italiane oggi dotate di Free Flow il pedaggio deve essere saldato entro 15 giorni dal transito. Il passaggio può richiedere alcune ore prima di comparire nei sistemi online del gestore.

  • Sanzioni

    Che cosa succede se si dimentica di pagare?

    Scaduto il termine, la concessionaria può avviare il recupero del pedaggio e aggiungere i costi amministrativi. L’omesso pagamento può inoltre portare alle sanzioni previste dal Codice della strada, comprese la multa e la decurtazione di punti dalla patente.

  • Da sapere

    Arriva automaticamente un avviso sul telefono?

    Non necessariamente. La lettura della targa non significa che il gestore disponga del numero di telefono o dell’e-mail del conducente. Chi non utilizza il pagamento automatico deve quindi controllare il transito e ricordarsi della scadenza.

Risposte elaborate e verificate dalla redazione di GiornaleTecnologico.net sulla base delle fonti indicate nell’articolo.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito l’approfondimento

L’APPROFONDIMENTO – Addio ai caselli autostradali. Su alcune tratte il pedaggio sarà richiesto tramite un sistema intelligente chiamato Free Flow, installato su portali dotati di telecamere e sensori che leggono la targa senza imporre soste o rallentamenti. Ad oggi la tecnologia è operativa su Pedemontana Lombarda, Asti-Cuneo e raccordo Ospitaletto-Montichiari. Per chi utilizza Telepass o altri dispositivi compatibili il pagamento resta automatico. Chi ne è sprovvisto, invece, deve ricordarsi di saldare il pedaggio successivamente, sulle principali tratte entro 15 giorni dal transito. La dimenticanza può trasformarsi in un problema: prima arrivano il recupero del credito e i costi amministrativi, poi possono scattare anche le sanzioni previste dal Codice della strada. Il Free Flow elimina code e barriere, ma cambia una regola consolidata: il viaggio finisce, il conto può restare ancora da pagare.

Leggi di più

Dove sono già scomparsi i caselli in Italia?

Il Free Flow non è un progetto annunciato per un futuro lontano. In Italia viene utilizzato da anni sulla Pedemontana Lombarda, la prima autostrada del Paese ad aver adottato l’esazione senza barriere. La rete gestita dalla concessionaria comprende l’A36, la A59 Tangenziale di Como e la A60 Tangenziale di Varese. Sulla A36 risultano attualmente realizzati circa 30 chilometri dell’asse previsto; la A59 misura circa 4,3 chilometri e la A60 circa 7.

Più recente è l’esperienza della A33 Asti-Cuneo. Qui il sistema interessa il tronco II, da Marene sulla A6 fino all’area di Rocca Schiavino sulla SS231, mentre il tronco I tra Cuneo e Massimini continua a utilizzare l’esazione tradizionale. Sulla tratta sono attivi otto portali in linea, oltre a quello dedicato all’ospedale di Verduno. La barriera di Govone e il casello di Cherasco sono stati dismessi; con il completamento dei lavori nell’aprile 2026 il Free Flow è stato esteso sull’intero tronco interessato.

L’ultimo ingresso è quello del raccordo Ospitaletto-Montichiari, la Corda Molle bresciana. Il pedaggio Free Flow è operativo dal 1° marzo 2026 e viene rilevato attraverso dieci portali distribuiti lungo il raccordo. Anche qui la promessa è semplice: nessuna barriera da attraversare, nessuna fila davanti a una cabina di esazione.

La diffusione resta dunque circoscritta rispetto alla rete autostradale nazionale. Parlare di abolizione generale dei caselli sarebbe prematuro. Il cambiamento, però, è già visibile e riguarda infrastrutture molto diverse tra loro: una rete costruita fin dall’origine attorno al Free Flow, come la Pedemontana, una grande incompiuta completata progressivamente come l’Asti-Cuneo e un raccordo recentemente entrato nel sistema a pedaggio come la Corda Molle.

Leggi di più

Come fa il portale a riconoscere l’auto senza fermarla?

La scena alla quale siamo abituati scompare completamente. Non c’è il piazzale che si allarga davanti al casello, non bisogna scegliere tra contanti, carte e telepedaggio e non esiste una sbarra che obbliga a fermarsi.

Il lavoro viene svolto qualche metro sopra la testa del conducente. I portali installati sulla carreggiata utilizzano apparati elettronici per identificare e classificare il veicolo mentre passa. La targa permette di associare il transito all’auto; se a bordo è presente un dispositivo di telepedaggio riconosciuto dal sistema, viene rilevato anche quello. La classe del veicolo e il percorso consentono quindi di determinare quanto deve essere pagato.

Non serve rallentare apposta sotto il portale. Pedemontana Lombarda chiarisce che, nel rispetto del limite di velocità previsto sulla strada, gli apparati sono in grado di registrare il veicolo mentre procede normalmente.

È un cambiamento più profondo di quanto possa sembrare. Nel sistema tradizionale l’atto di pagare coincide con il viaggio: si arriva al casello e si salda il conto. Nel Free Flow l’auto passa prima e il pagamento viene gestito dopo. Per chi utilizza il telepedaggio la differenza è quasi invisibile. Per tutti gli altri nasce invece una scadenza da ricordare.

Come si paga se non si ha Telepass?

Qui conviene abbandonare un equivoco: non avere Telepass o un altro dispositivo automatico non impedisce di usare una strada Free Flow. Si può entrare e percorrerla normalmente. Cambia soltanto il modo in cui il pedaggio viene saldato.

Sulla Pedemontana Lombarda le possibilità sono numerose. Oltre al telepedaggio esistono il Conto Targa, che associa il veicolo a un conto corrente o a una carta, la Ricaricabile Pedemontana, il sito e l’app della concessionaria, pagoPA, Poste Italiane, alcuni servizi bancari e punti di assistenza fisici. Il termine ordinario è di 15 giorni naturali e consecutivi dal transito.

La A33 offre l’app FreeFlow A33, una piattaforma online utilizzabile anche come utente occasionale, il Conto Targa e diversi punti fisici. Il gestore precisa che un passaggio può richiedere fino a 24 ore prima di comparire nel sistema. Anche qui chi non utilizza il telepedaggio dispone di 15 giorni.

Sulla Corda Molle il meccanismo è simile: app FreeFlow A21, piattaforma web, Conto Targa oppure pagamento presso il punto fisico indicato dalla concessionaria. Anche Autovia Padana concede 15 giorni dal passaggio e avverte che i transiti possono essere visibili online entro le 24 ore successive.

Questo significa anche che chi attraversa un portale e controlla immediatamente il sito potrebbe non trovare ancora il proprio passaggio. Non è necessariamente un errore: sulle reti che lo dichiarano può essere necessario attendere l’aggiornamento dei sistemi.

Vietato dimenticarsi di pagare

Dimenticarsi di pagare, ancor più se lo si deve fare a distanza di qualche giorno, è abbastanza probabile. Questo perché manca il gesto che per decenni ha ricordato all’automobilista che l’autostrada aveva un prezzo. Non viene consegnato il classico biglietto all’ingresso. Non c’è una barriera in uscita. Chi non è registrato a un servizio di pagamento o di notifica non deve dare per scontato che sul telefono arrivi automaticamente un messaggio pochi minuti dopo il passaggio.

Il rischio riguarda soprattutto chi quella strada non la percorre abitualmente. Un residente impara rapidamente dove si trova il portale e come saldare il conto. Più esposto è il turista, chi utilizza un’auto a noleggio, chi arriva dall’estero o chi incontra una tratta Free Flow per la prima volta.

Pedemontana Lombarda permette di verificare online i pedaggi ancora aperti e offre servizi che automatizzano il pagamento collegando la targa a un conto o a una carta. La stessa logica del Conto Targa viene utilizzata sulle altre reti: una volta associato il veicolo, il rischio di dimenticare il singolo passaggio si riduce.

Resta comunque un cambio di abitudine. Il vecchio casello obbligava a risolvere il problema lì, davanti alla sbarra. Il portale lascia proseguire e affida all’automobilista il compito di ricordare ciò che è accaduto.

Che cosa succede dopo i 15 giorni

È il passaggio sul quale occorre fare maggiore chiarezza, perché la sequenza viene spesso raccontata in modo troppo sbrigativo. Sulla Pedemontana Lombarda, trascorsi i 15 giorni senza pagamento, la concessionaria avvia il recupero del credito. Per un veicolo con targa italiana viene inviato all’intestatario un sollecito che comprende il pedaggio e i costi amministrativi sostenuti. Se anche quello rimane insoluto può seguire un secondo sollecito e successivamente l’affidamento della pratica a una società esterna di recupero.

Asti-Cuneo descrive una procedura analoga: dopo la scadenza viene inviato un sollecito, normalmente maggiorato delle spese di riscossione, visura e postalizzazione. La concessionaria precisa inoltre che possono trovare applicazione le sanzioni amministrative previste dall’articolo 176 del Codice della strada.

Il punto importante è che il sedicesimo giorno non va immaginato come un interruttore che genera istantaneamente una multa da centinaia di euro. Quello che certamente cambia è la posizione del pedaggio: il pagamento è scaduto e il gestore può avviare il recupero, con ulteriori costi. Poi entra in gioco il Codice della strada.

Quanto può costare il mancato pagamento?

L’obbligo di versare il pedaggio è previsto dall’articolo 176 del Codice della strada, che contempla espressamente anche sistemi di esazione automatizzata e senza barriere. Per l’omesso pagamento la sanzione amministrativa indicata è compresa tra 87 e 344 euro; alla violazione è associata anche la decurtazione di due punti dalla patente. Il quadro è riportato nelle informazioni della Pedemontana e in una guida pubblicata dall’ACI nell’agosto 2026.

Pedaggio e sanzione, però, vanno tenuti distinti. Il primo è il prezzo dovuto alla concessionaria per avere percorso l’autostrada. La seconda riguarda la violazione dell’obbligo di pagamento previsto dalla legge.

È una differenza che diventa concreta quando il conto viene saldato in ritardo. Pedemontana Lombarda chiarisce infatti che pagare il sollecito non impedisce automaticamente l’applicazione della sanzione amministrativa.

Una dimenticanza che inizialmente riguarda magari pochi euro di autostrada può dunque diventare molto più costosa. Ed è questo, più della tecnologia nascosta nei portali, l’aspetto che chi viaggia deve conoscere.

Il Free Flow penalizza chi ha poca dimestichezza con Internet?

Il rischio esiste, ma il sistema non è esclusivamente digitale. Sulla A33, ad esempio, sono presenti Info Point, Touch Point e Pay Point, alcuni dei quali accettano anche contanti. Pedemontana Lombarda prevede pagamenti attraverso uffici postali e punti di assistenza; Autovia Padana indica, tra le alternative, un Info Point presso Brescia Sud.

Il problema per una persona poco abituata ad app, account e carte online arriva prima: deve capire di avere un pedaggio aperto e sapere a quale concessionaria rivolgersi.

Più il modello si allargherà, più questo aspetto diventerà importante. Una segnaletica poco evidente o istruzioni difficili da capire possono trasformare un sistema nato per semplificare il viaggio in un adempimento poco intuitivo, soprattutto per chi attraversa occasionalmente la zona.

I quindici giorni concessi dalle tre reti oggi considerate lasciano un margine ragionevole, ma funzionano soltanto se l’automobilista ha compreso che il conto esiste.

Quali vantaggi porta l’assenza delle barriere?

Il primo si vede sulla strada. Una barriera autostradale costringe il traffico a modificare il proprio andamento: le corsie si moltiplicano, le auto rallentano, si distribuiscono tra i diversi sistemi di pagamento e poi devono tornare a convergere. Nei periodi di forte affluenza quel passaggio può diventare un imbuto.

Con il Free Flow le automobili proseguono invece lungo la carreggiata. Le concessionarie indicano tra i benefici attesi minori code e rallentamenti, con vantaggi per la sicurezza e con una riduzione delle emissioni associate ai veicoli in attesa e alle successive ripartenze.

Naturalmente non significa che una strada dotata di Free Flow diventi immune dal traffico. Incidenti, cantieri, capacità insufficiente dell’infrastruttura e grandi flussi di veicoli continuano a produrre code. Scompare però il rallentamento imposto esclusivamente dall’esazione del pedaggio.

Cambia anche l’infrastruttura necessaria per incassarlo. Diminuisce il ruolo delle grandi barriere fisiche e cresce quello dei sistemi informatici, delle telecamere, delle banche dati e delle piattaforme di pagamento. La modernizzazione del casello, in altre parole, non consiste semplicemente nel demolirlo: sposta una parte dell’autostrada dal cemento al software.

I caselli tradizionali sono destinati a sparire?

Oggi non esiste una data alla quale associare lo smantellamento di tutti i caselli italiani. Le esperienze operative mostrano però che l’esazione senza barriere è ormai uscita dalla fase della semplice sperimentazione. Pedemontana Lombarda la utilizza come elemento strutturale della propria rete. Asti-Cuneo ha dismesso la barriera di Govone e il casello di Cherasco sul tronco passato al nuovo sistema. Dal marzo 2026 la stessa tecnologia viene utilizzata sulla Corda Molle.

Per l’automobilista la questione, almeno per ora, è meno futuristica e molto più pratica. E’ fondamentale riconoscere la segnaletica di una tratta Free Flow e sapere che l’assenza della sbarra non significa strada gratuita.

Link e fonti

Informazioni ufficiali su Free Flow, tratte interessate, pagamenti e norme per chi viaggia senza caselli.

  • Guida ufficiale

    Free Flow: funzionamento, pagamento e mancato versamento

    Ente: Autostrada Pedemontana Lombarda · Consultazione:

    Le FAQ ufficiali spiegano come i portali identificano il veicolo, il termine di 15 giorni per pagare e le procedure previste in caso di mancato versamento del pedaggio.

    Consulta la guida
  • Tratta autostradale

    A33 Asti-Cuneo: dove sono attivi i portali Free Flow

    Ente: Asti-Cuneo S.p.A. · Consultazione:

    La concessionaria indica le sezioni della A33 interessate dall’esazione senza barriere, i portali installati e le tratte che continuano a utilizzare il sistema tradizionale.

    Consulta la tratta
  • Pagamenti

    Asti-Cuneo: modalità e termini per pagare il pedaggio

    Ente: Asti-Cuneo S.p.A. · Consultazione:

    La pagina riporta il termine di 15 giorni dal transito per chi non utilizza il telepedaggio, le modalità disponibili e l’invio del sollecito in caso di mancato pagamento.

    Consulta le modalità
  • Tratta autostradale

    Ospitaletto-Montichiari: il Free Flow sulla Corda Molle

    Ente: Autovia Padana · Aggiornamento:

    La pagina ufficiale conferma l’attivazione dal 1° marzo 2026 del pedaggio Free Flow sul raccordo Ospitaletto-Montichiari e la presenza di dieci portali in linea.

    Consulta la tratta
  • Pagamenti

    Corda Molle: come pagare senza dispositivo di telepedaggio

    Ente: Autovia Padana · Consultazione:

    Il gestore illustra app, piattaforma online, Conto Targa e punto fisico di assistenza. Per chi non usa il telepedaggio il termine indicato è di 15 giorni dall’avvenuto passaggio.

    Consulta le modalità
  • Normativa italiana

    Codice della strada: articolo 176 e pagamento del pedaggio

    Ente: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana · Consultazione:

    Il testo dell’articolo 176 disciplina l’esazione del pedaggio autostradale anche attraverso sistemi automatizzati e stabilisce gli obblighi del conducente e il quadro sanzionatorio.

    Consulta la norma
Fonti consultate e verificate dalla redazione di GiornaleTecnologico.net. Ultimo controllo: .

Note per i lettori

L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

Correlati