Vaccino antinfluenzale, tutto sui possibili effetti avversi

Nella campagna 2025/26 adesioni in crescita, ma i dubbi sono tanti: cosa sapere per restare più sereni

La campagna vaccinale antinfluenzale 2025/2026 è ufficialmente partita con una ripresa evidente dell’adesione, specialmente tra gli anziani e le categorie più fragili, dopo un anno in cui i numeri erano risultati «tutt’altro che soddisfacenti». Come ogni anno, e come ogni volta che si parla di vaccini, compaiono puntuali le domande sui possibili effetti collaterali della vaccinazione. Il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università Statale di Milano, rassicura: «Il vaccino per l’influenza è efficace e sicuro. I disturbi che possono comparire dopo l’iniezione sono nella stragrande maggioranza dei casi lievi e si risolvono spontaneamente. Gli eventi gravi, che richiedono un intervento ospedaliero, sono invece rarissimi». Eppure, nonostante queste parole rassicuranti, l’eco mediatica degli “effetti collaterali” continua a sfumare la lettura del dato reale: stiamo davvero guardando un’emergenza o alimentando un timore mediatico? In questo articolo analizziamo – in modo semplice e diretto – quali sono gli eventuali effetti avversi del vaccino antinfluenzale e come leggerli alla luce dei fatti, non solo della paura.

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Reazioni locali e sistemiche: cosa sapere con chiarezza

Reazioni locali
Nel punto dell’iniezione della vaccinazione antinfluenzale può verificarsi dolore, arrossamento, gonfiore o una sensazione di calore. Questi sintomi riguardano fino all’80 % delle persone vaccinate, principalmente nei minuti o nelle ore successive. A volte emerge anche un leggero indurimento o un linfonodo temporaneamente ingrossato nella zona ascellare o inguinale. Non sono fenomeni nuovi: si risolvono in modo spontaneo nel giro di poche ore.

Reazioni sistemiche
Tra quelle più evidenti troviamo febbricola inferiore a 38,5 °C, un malessere generale, dolori muscolari o articolari, cefalea e senso di stanchezza. Secondo i dati delle autorità sanitarie, queste reazioni si verificano in circa un terzo dei casi. In alcuni soggetti possono comparire anche nausea e disturbi gastrointestinali. In questi casi basta riposo, buona idratazione e, se necessario, un leggero antipiretico o analgesico.

Reazioni allergiche, neurologiche e altri casi più rari

Le reazioni allergiche legate alla vaccinazione antinfluenzale sono davvero poco frequenti. Nella maggior parte dei casi si manifestano come orticaria, rash cutanei o prurito diffuso. Le forme gravi come l’anafilassi – che comportano difficoltà respiratorie o perdita di coscienza – si verificano circa un caso su un milione di dosi somministrate. Meno spesso si segnalano reazioni neurologiche transitorie, come parestesie o cefalea intensa, che tendono a risolversi in pochi giorni. Alcuni casi isolati di sindrome di Sindrome di Guillain‑Barré o neurite ottica sono stati osservati: si tratta però di fatti estremamente rari e che richiedono valutazione specialistica. Anche le reazioni cardiache, quali miocardite o pericardite, sono segnalate in misura molto limitata e soprattutto nei giovani adulti di sesso maschile, con manifestazioni generalmente lievi e reversibili.

Eventi avversi molto rari e bilancio tra rischi e benefici

Tra gli eventi avversi estremamente rari, le autorità sanitarie segnalano alterazioni ematologiche come trombocitopenia o trombosi atipiche: si tratta di fenomeni associati in passato a specifici vaccini a vettore virale, ma praticamente assenti nelle formulazioni antinfluenzali attualmente in uso. In tali circostanze, e soltanto in questi rari casi, la gestione richiede un monitoraggio ospedaliero e una terapia anticoagulante mirata. Riprendendo le parole di Pregliasco: «La maggior parte delle reazioni è lieve e autolimitante. I benefici in termini di prevenzione delle complicanze influenzali, soprattutto per le persone anziane o fragili, superano di gran lunga i rischi». È una frase che va letta con attenzione: non per spingere all’obbligo, ma per aiutare a contestualizzare. Perché, nonostante qualche titolo sensazionalista, quello che emerge è che la vaccinazione antinfluenzale rappresenta un investimento nella salute pubblica, non una scommessa azzardata.

I dati vanno letti senza troppi allarmismi

La campagna vaccinale antinfluenzale 2025/26 mostra segnali positivi di adesione e, insieme, richiama l’attenzione sui sospetti effetti collaterali. Però, analizzando i numeri e i fatti, si capisce che la stragrande maggioranza delle reazioni è lieve e temporanea. I casi gravi esistono, ma sono statisticamente marginali. Ecco perché è fondamentale informarsi, ma senza farsi prendere dalla psicosi.

Fonte:

Ministero della Salute – Influenza, pubblicata la Circolare con le raccomandazioni per la stagione 2025-2026

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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