Tumori maschili, l’intervista al dottor Gandaglia: «Ecco il sintomo che non va mai ignorato»

Dai controlli dopo i 45 anni al sangue nelle urine, l’urologo del San Raffaele spiega quando rivolgersi al medico e perché la diagnosi precoce può cambiare la prognosi

Molti tumori possono crescere a lungo senza dare segnali evidenti. Il problema riguarda tutti, ma negli uomini pesa di più perché l’incidenza complessiva è più alta, la mortalità oncologica è maggiore e l’adesione ai controlli di prevenzione resta spesso più bassa. Secondo i dati dell’osservatorio GLOBOCAN, promosso dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, tra gli uomini i nuovi casi sono circa il 20 per cento in più rispetto alle donne, mentre i decessi per malattia oncologica risultano superiori di circa il 40 per cento. La differenza dipende da fattori biologici, ambientali e comportamentali, ma anche dal modo in cui molti uomini si rapportano alla propria salute. Disturbi urinari, sangue nelle feci, tosse persistente, stanchezza anomala, perdita di peso senza spiegazione, cambiamenti nei testicoli o problemi legati alla sfera sessuale vengono spesso rimandati, minimizzati o affrontati solo quando diventano difficili da ignorare. La diagnosi precoce resta una delle armi più importanti contro il cancro. Ne abbiamo parlato con il dottor Giorgio Gandaglia, urologo del San Raffaele e ricercatore AIRC.

Dottor Gandaglia, ci racconta di lei, dove lavora e quali progetti di ricerca o attività cliniche segue?
Sono Professore Associato di Urologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e Aiuto Primariale presso l’Ospedale San Raffaele di Milano. Mi sono laureato nel 2011 in questa Università e specializzato, dopo due periodi all’estero in Canada e Belgio per imparare metodologie di ricerca clinica e tecniche di chirurgia robotica, nel 2017. Nel corso degli anni ho sviluppato un interesse in ambito clinico e di ricerca per i tumori urologici con particolare attenzione per il tumore della prostata.

Nel 2024 ho avuto l’onore di ricevere un grant per giovani ricercatori finanziato da Fondazione AIRC che mi ha consentito di iniziare uno studio prospettico sul tumore della prostata identificato in fase precoce. In particolare, lo studio ha l’obiettivo di testare nuovi biomarcatori di imaging e molecolari che ci consentano di identificare precocemente i pazienti a maggior rischio di progressione di malattia. Grazie anche ai nostri pazienti, che hanno accolto in maniera estremamente positiva questa possibilità, lo studio ha concluso l’arruolamento in pochi mesi e stiamo ora analizzando i dati e il materiale biologico per sviluppare e testare nuovi modelli.  

Quali sono i sintomi che un uomo non dovrebbe mai ignorare, anche quando sembrano disturbi comuni o passeggeri?
Nell’ambito urologico, un uomo non dovrebbe mai ignorare la presenza di sangue nelle urine, macroematuria, che necessita accertamenti per escludere cause tumorali. I comuni sintomi a carico dell’apparato urinario quali difficoltà a mingere, la necessità di mingere in più tempi, svegliarsi di notte o urgenza minzionale sono comuni e spesso associati a condizioni di ipertrofia prostatica benigna più che di tumore. In ogni caso è importante una visita urologica annuale a partire dai 50 anni vista la prevalenza di problematiche oncologiche e benigne nei soggetti di sesso maschile in questa fascia d’età. 

Perché gli uomini si ammalano di tumore più delle donne e perché la mortalità oncologica maschile risulta più alta?
Storicamente la responsabilità di una incidenza e mortalità per tumori maggiore negli uomini rispetto alle donne è stata attribuita allo stile di vita e a una maggiore esposizione ai fattori di rischio. Pensiamo al fumo di sigaretta, che purtroppo nel corso degli anni si è diffuso anche nella popolazione femminile, ma non solo. Alcune sostanze cancerogene che aumentano il rischio di tumori tra cui quello della vescica sono legate ad esposizioni professionali che negli scorsi anni erano più frequenti per le persone di sesso maschile. Con modifiche degli stili di vita nel corso dello scorso decennio, ci aspettiamo che la differenza di incidenza e mortalità tra i sessi si riduca in maniera sensibile.

Quando un sintomo persistente deve spingere a chiamare il medico, invece di aspettare che passi da solo?
I sintomi a carico dell’apparato urologico, che comprendono i sintomi del basso apparato urinario ma anche le coliche renali, sono particolarmente impattanti sulla qualità di vita. E’ pertanto importante una valutazione medica per escludere problematiche serie che possono compromettere, ad esempio, la funzionalità renale o risultare in danni permanenti. 

Disturbi urinari, getto debole e bisogno di alzarsi di notte possono essere solo prostata ingrossata o devono far pensare anche a un tumore?
Questi sintomi sono tipicamente legati a una condizione benigna detta ipertrofia prostatica e non a un tumore. Il tumore della prostata è nella grande maggioranza dei casi asintomatico nelle forme iniziali. Per questo motivo è importante la prevenzione e degli esami che consentano una diagnosi precoce. La presenza di disturbi urinari, anche se dovuta a condizioni benigne, non esclude il fatto che lo stesso paziente possa avere una forma tumorale ed è pertanto importante anche in questi casi la prevenzione e test per la diagnosi precoce. 

Il sangue nelle urine, nello sperma o nelle feci è sempre un segnale grave oppure può dipendere anche da cause benigne?
La situazione di sangue nelle urine non va mai sottovalutata e deve portare il paziente a una valutazione urologica per escludere cause tumorali tra cui il tumore della vescica. La presenza di sangue nello sperma è nella maggior parte dei casi legata a infiammazione e a situazioni benigne. Se persiste è in ogni caso necessaria una valutazione urologica. Il sangue nelle feci non va sempre interpretato come un segnale grave ma non va sottovalutato. Se si tratta di sangue rosso vivo può essere legato a situazioni benigne quali emorroidi o ragadi. Va in ogni caso inquadrato per escludere patologie oncologiche quali tumori del colon.

Quali controlli dovrebbe fare un uomo dopo i 45-50 anni per intercettare prima i tumori più frequenti, come prostata, colon-retto, polmone e vescica?
Dal punto di vista urologico, dopo i 45 anni è importante effettuare un esame del sangue che si chiama PSA che consente di identificare precocemente le forme di tumore della prostata potenzialmente curabili e una successiva visita urologica. Per quanto riguarda il tumore del colon-retto è importante aderire a programmi di screening che valutano la presenza di sangue occulto nelle feci a partire dai 50 anni. Nell’ambito del tumore polmonare non è chiaro l’impatto di programmi di screening sulla sopravvivenza. E’ però importante una valutazione con TAC toracica nei pazienti forti fumatori o ex fumatori per identificare forme precoci di tumore del polmone potenzialmente curabile. Allo stesso modo non esistono dati che supportino uno screening per il tumore della vescica. E’ però importante una valutazione urologica nei forti fumatori o nelle persone che abbiano avuto una importante esposizione professionale a coloranti, colle, solventi e altre sostanze chimiche associate al rischio di tumore della vescica. 

Perché lo screening del colon-retto è così importante e perché molti uomini continuano a non sottoporsi ai test?
E’ uno screening che consente di identificare precocemente forme di tumore che non darebbero segno di sé. Allo stesso tempo, una volta identificati, questi tumori in fase iniziale possono essere asportati efficacemente e il paziente può considerarsi guarito. Il tumore del colon-retto è infatti spesso asintomatico nelle fasi iniziali. Il tema dei soggetti che non si sottopongono ai test non si applica solo al tumore del colon-retto ma a tutte le forme di tumore più frequenti ed è legato a diversi fattori. Primo tra tutti un retaggio colturale e la sottovalutazione del rischio. Vi è poi la paura di dover effettuare esami più invasivi quali la colonscopia che in realtà oggi vengono effettuati in maniera mini invasiva con una eccellente compliance da parte del paziente.  

L’autopalpazione dei testicoli dovrebbe diventare un’abitudine anche tra ragazzi e giovani adulti? Che cosa bisogna cercare davvero?
Il tumore del testicolo è una forma tumorale dalla quale si guarisce in oltre il 98% dei casi. Allo stesso tempo, è fondamentale identificare precocemente le forme tumorali. L’autopalpazione gioca un ruolo fondamentale. Vista anche l’epidemiologia del tumore del testicolo, frequente tra i giovani, è importante che questa diventi un’abitudine tra i ragazzi. I testicoli vanno palpati con le dita di entrambe le mani. Nel caso in cui compaiano noduli solidi è fondamentale una valutazione urologica per escludere la presenza di lesioni sospette che devono essere asportate.

Tosse persistente, raucedine o dolore al petto in un fumatore quando devono diventare motivo di approfondimento medico?
Si tratta di sintomi aspecifici che non sono necessariamente legati alla presenza di forme tumorali. E’ importante approfondire questi sintomi in presenza di fattori di rischio per tumore quali il fumo di sigaretta e nel caso in cui i sintomi durino da diversi giorni o abbiano un progressivo peggioramento.

Come si può aiutare un uomo a superare imbarazzo e ritrosia quando i sintomi riguardano sessualità, intestino, prostata o testicoli?
E’ importante mettere la persona a proprio agio e fargli capire che ha di fronte degli specialisti che trattano problematiche urologiche, sessuali o gastrointestinali tutti i giorni. Ogni sintomo, anche se motivo di imbarazzo, può essere importante per inquadrare il caso e poter aiutare i nostri pazienti nel miglior modo possibile. 

Se dovesse lasciare ai lettori un solo messaggio sulla prevenzione oncologica e sulla diagnosi precoce, quale sarebbe?
La prevenzione oncologica e la diagnosi precoce salvano vite. E’ fondamentale uno stile di vita sano, una dieta bilanciata e sottoporti ai test di diagnosi precoce.

Ringraziamo il dottor Giorgio Gandaglia per la disponibilità e per aver contribuito a chiarire, con indicazioni concrete, un tema che riguarda da vicino la salute maschile. Il messaggio che emerge dall’intervista è semplice e importante. Prestare attenzione ai segnali del corpo, parlare con il medico senza imbarazzo e aderire ai controlli di prevenzione può fare la differenza, soprattutto quando una diagnosi precoce permette di intervenire in tempo e con maggiori possibilità di cura.

Link utili:
Dottor Giorgio Gandaglia – Ospedale San Raffaele

Fondazione AIRC – PSA e diagnosi precoce del tumore alla prostata
Fondazione AIRC – Tumore della vescica
Fondazione AIRC – Tumore del testicolo
Ministero della Salute – Screening del colon-retto
Global Cancer Observatory – IARC/OMS

Note per i lettori

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono in alcun modo parere medico o prescrizione. Prima di intraprendere qualsiasi terapia o integrazione, è necessario consultare il proprio medico curante.

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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