Una compressa al giorno per perdere il 10% del peso in un anno

La nuova molecola promette un taglio di peso record. E manda in crisi l’era delle iniezioni GLP-1

Una pillola al giorno, niente aghi, niente frigo, prezzo più basso e risultati tangibili. La corsa globale ai farmaci anti-obesità potrebbe cambiare direzione dopo l’arrivo di una nuova molecola che promette un dimagrimento medio del 10% in 18 mesi. La conferma arriva da uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine di The Lancet, che mette sul tavolo numeri destinati a far discutere e, soprattutto, a far tremare i colossi dei trattamenti iniettabili come Ozempic e Mounjaro.  orforglipron, la nuova molecola firmata Eli Lilly che promette un dimagrimento medio del 10% in 18 mesi. Lo rivela uno studio pubblicato su The Lancet,

La molecola, la orforglipron – firmata Eli Lilly – sembra offrire una curva discendente del peso che, per molti pazienti, rappresenta l’inizio di un nuovo percorso: più semplice, più gestibile e molto meno invasivo. Le attuali terapie GLP-1 funzionano, ma comportano aghi, costi elevati e condizioni logistiche complicate. L’idea di ottenere lo stesso beneficio con un semplice gesto quotidiano rende questa nuova pillola un potenziale terremoto per il settore.

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Il test clinico e i risultati

Lo studio ha coinvolto oltre 1.500 adulti in dieci Paesi, tutti con obesità e diabete di tipo 2. Ai partecipanti è stato chiesto di assumere ogni giorno orforglipron e seguire consigli standard su alimentazione ed esercizio fisico. I risultati hanno colpito: con la dose più alta (36 mg) la perdita di peso dopo 72 settimane ha toccato quota 10%, mentre il gruppo placebo ha registrato appena un 2%. Risultati simili a quelli già osservati nei pazienti obesi senza diabete, dove la riduzione media arriva al 12%.

Il paragone col gigante Mounjaro

Il dato resta però inferiore ai livelli raggiunti da Mounjaro, il trattamento settimanale iniettabile della stessa Eli Lilly, che in studi paralleli ha mostrato un taglio del 22% del peso corporeo. In altre parole: la pillola funziona, ma l’ago resta più potente. Tuttavia, in un mondo dove la continuità terapeutica è spesso messa a rischio da costi e complessità, la facilità d’uso di un farmaco orale potrebbe diventare un vantaggio strategico decisivo.

Effetti collaterali e perché la pillola resta comunque promettente

Come tutti gli agonisti GLP-1, anche orforglipron presenta effetti collaterali già noti: nausea, vomito, stipsi e diarrea, soprattutto alle dosi più alte. Si tratta però di reazioni attese e in linea con quelle dei farmaci iniettabili. La vera novità non sta dunque nella tollerabilità, ma nella fruibilità. Una compressa quotidiana riduce barriere psicologiche, elimina aghi e refrigerazione e può risultare più accettabile per milioni di pazienti. E quando un trattamento diventa più semplice, diventa anche più continuo. È questo l’elemento che molti clinici osservano con interesse: meno ostacoli, più aderenza, più risultati nel lungo periodo.

Il prezzo, la speranza FDA e l’emergenza obesità globale

Secondo l’autrice principale dello studio, Deborah Horn (UTHealth Houston), i numeri sono già molto chiari: “È emozionante avere un farmaco orale in grado di portare a un dimagrimento a due cifre, pari in media a 23 libbre (10 kg)”. Se la Food and Drug Administration approverà il farmaco, il suo arrivo sul mercato USA è previsto per il 2026, con un costo significativamente più basso rispetto agli iniettabili, che oggi superano i 1.000 dollari al mese negli Stati Uniti.

Un problema globale

Secondo l’OMS, 3,7 milioni di persone sono morte nel 2021 per condizioni legate a obesità e sovrappeso. Le terapie GLP-1, nate per il diabete, oggi mostrano potenzialità crescenti: riduzione del rischio cardiaco, miglioramento dell’apnea notturna, perfino possibili applicazioni nel trattamento delle dipendenze. Per questo alcuni esperti chiedono versioni generiche a basso costo, producibili per appena 4 dollari al mese, da distribuire nei Paesi dove il tasso di mortalità è più alto. La battaglia non è solo clinica, ma geopolitica.

Una rivoluzione o solo un nuovo inizio?

Orforglipron non sostituirà Mounjaro, né spodesterà Ozempic. Ma potrebbe diventare la porta d’accesso più pratica al mondo GLP-1 per milioni di persone che finora non hanno potuto, o voluto, ricorrere alle iniezioni. Il settore è in fermento e il mercato dei farmaci anti-obesità vale già decine di miliardi. L’arrivo di una pillola efficace, stabile e più economica potrebbe alterare gli equilibri. E per una volta, la semplificazione – quella vera – potrebbe diventare la vera cura.

Fonte:
The Lancet

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