Indice
- 1 Il gruppo di Rupert Murdoch ridefinisce il rapporto tra editoria e tecnologia con nuove licenze sui contenuti. Il CEO Robert Thomson parla di partnership strategiche e di una fase di negoziazioni globali
- 2 Il valore dei dati editoriali nell’era dell’IA
- 3 “Corteggia e fai causa”: la strategia di Murdoch
- 4 Partnership sui dati e nuovi equilibri digitali
- 5 Nuovi progetti editoriali nel gruppo Murdoch
- 6 Il giornalismo come infrastruttura dell’intelligenza artificiale
Il gruppo di Rupert Murdoch ridefinisce il rapporto tra editoria e tecnologia con nuove licenze sui contenuti. Il CEO Robert Thomson parla di partnership strategiche e di una fase di negoziazioni globali
L’intelligenza artificiale ha fame di dati. E il giornalismo professionale sta diventando una delle sue fonti più preziose. È dentro questa trasformazione che si inserisce il nuovo accordo siglato tra News Corp, il colosso editoriale controllato da Rupert Murdoch, e Meta, la società guidata da Mark Zuckerberg. L’intesa, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, potrebbe raggiungere un valore complessivo di 150 milioni di dollari in tre anni e consentirà alla piattaforma tecnologica di utilizzare i contenuti delle testate statunitensi e britanniche del gruppo per addestrare modelli di intelligenza artificiale e alimentare le risposte dei chatbot.
Chi produce informazione diventa fornitore di materia prima per l’IA. I giornali smettono dunque di essere soltanto un mezzo di comunicazione, e diventano veri e propri archivi di conoscenza strutturata, capaci di nutrire i sistemi di generazione automatica del linguaggio. A spiegare questa visione è stato Robert Thomson, amministratore delegato di News Corp, che ha descritto il gruppo editoriale come una “azienda di input” per l’intelligenza artificiale. Una definizione che racconta un cambio di prospettiva profondo. I contenuti giornalistici diventano dati di alta qualità. E quei dati alimentano le macchine che generano informazione.
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Il valore dei dati editoriali nell’era dell’IA
L’accordo con Meta arriva dopo un’altra operazione importante. Nel 2024 News Corp aveva già firmato un’intesa con OpenAI, dal valore stimato di circa 250 milioni di dollari, che permette alla società di accedere sia agli articoli più recenti sia agli archivi storici delle testate del gruppo per addestrare i modelli di ChatGPT.
I contenuti editoriali sono diventati un asset economico cruciale nel mercato dell’intelligenza artificiale. Durante una conferenza organizzata da Morgan Stanley, Thomson ha insistito proprio su questo punto.
“I dati, le informazioni e le notizie che vengono inseriti devono essere affidabili, ed è difficile battere il Times di Londra o l’Australian o Dow Jones come input”, ha dichiarato.
Per il manager australiano, il valore dell’informazione crescerà nel tempo. “Credo che assisterete a un cambiamento drastico nella valutazione del valore dei nostri asset nel tempo, semplicemente perché sempre più soggetti si rivolgeranno a noi nel settore finanziario, nell’energia, nell’agricoltura, nei servizi in generale, nel mondo degli affari in senso lato – servizi collegati – perché hanno sviluppato un’idea per un prodotto e desiderano una base di dati affidabile”.
La logica è chiara: più l’IA diventa centrale, più aumenta la richiesta di contenuti verificati e strutturati.
“Corteggia e fai causa”: la strategia di Murdoch
News Corp ha scelto un approccio pragmatico nei confronti delle aziende tecnologiche. Thomson lo ha riassunto con un’espressione che ha attirato molta attenzione nel settore: “woo and sue”, letteralmente “corteggia e fai causa”.
In altre parole, il gruppo editoriale cerca accordi commerciali con le società di intelligenza artificiale. Allo stesso tempo difende in tribunale i propri contenuti quando ritiene che vengano utilizzati senza autorizzazione.
Il messaggio è stato espresso con grande chiarezza dal CEO. “Vi corteggeremo. Vorremmo che foste nostri partner. Ma se state rubando i nostri contenuti, vi faremo causa”. E ancora: “Vorremmo che foste nostri partner. Ma se state rubando i nostri contenuti, vi faremo causa… vi veniamo a prendere. Possiamo vedervi mentre lo fate. Prima o poi arriveremo anche da voi. Ci sarà uno sconto per chi si consegna spontaneamente e una penalità per chi resiste”.
Questa strategia riflette un clima che attraversa l’intero settore dei media. Molti editori cercano accordi di licenza con le piattaforme di IA. Altri preferiscono la via legale per difendere i diritti sui contenuti.
Partnership sui dati e nuovi equilibri digitali
L’intesa con News Corp si inserisce in una strategia più ampia di Meta, che negli ultimi mesi ha rafforzato le collaborazioni con diverse testate giornalistiche. Tra queste figurano CNN, Fox News e Reuters, realtà editoriali che possiedono grandi archivi informativi e produzioni quotidiane ad alto ritmo. L’obiettivo della società tecnologica è quello di integrare fonti informative affidabili nei propri sistemi di intelligenza artificiale.
Parallelamente, Meta ha avviato una riorganizzazione interna dei team dedicati all’IA. La società punta allo sviluppo di nuovi modelli e alla creazione di sistemi capaci di fornire contenuti tempestivi e pertinenti, alimentati da fonti giornalistiche riconosciute.
Le redazioni diventano partner tecnologici. Producono contenuti. Forniscono dati. Offrono contesto e verifica delle informazioni.
Il rapporto tra piattaforme digitali e giornali entra così in una fase nuova. Non si tratta più soltanto di distribuzione delle notizie sui social. Si tratta di alimentare direttamente i sistemi che generano informazione automatica.
Nuovi progetti editoriali nel gruppo Murdoch
Durante lo stesso intervento pubblico, Thomson ha parlato anche dei nuovi sviluppi editoriali all’interno del gruppo. In particolare ha citato il lancio del California Post, una nuova testata con sede a Los Angeles.
Il progetto punta a rafforzare la presenza del gruppo nell’informazione locale statunitense, un segmento che negli ultimi anni ha vissuto una fase di forte trasformazione.
Il CEO ha inoltre commentato i primi risultati dell’app collegata alla nuova testata. “I download dell’app sono il doppio di quanto ci aspettassimo”, ha spiegato.
I dati ufficiali saranno comunicati nella prossima trimestrale del gruppo. Nel frattempo News Corp continua a esplorare nuovi accordi con le aziende tecnologiche. Secondo Thomson, la società si trova già in una fase avanzata di ulteriori negoziazioni e nuovi annunci potrebbero arrivare nel prossimo futuro.
Il giornalismo come infrastruttura dell’intelligenza artificiale
La trasformazione in corso suggerisce una domanda cruciale: che ruolo avrà il giornalismo nell’era dell’IA? L’approccio di News Corp indica una possibile risposta. I contenuti editoriali diventano infrastruttura informativa per i sistemi di intelligenza artificiale. Le redazioni producono dati verificati, archivi strutturati, analisi e contesto.
Per le aziende tecnologiche questa materia prima è fondamentale. I modelli linguistici funzionano meglio quando vengono addestrati con informazioni affidabili e aggiornate. Per gli editori si apre una nuova opportunità economica. Gli archivi giornalistici accumulati in decenni di lavoro possono trasformarsi in licenze milionarie. Il futuro del settore si giocherà probabilmente proprio qui. Nel rapporto tra produzione di conoscenza e tecnologie che la elaborano.
A cura della Redazione GTNews
Link utili:
News Corp is essentially an AI ‘input company’, chief executive says, after US$150m deal with Meta | News Corporation | The Guardian
News Corp, Meta in AI Content Licensing Deal Worth Up to $50 Million a Year – WSJ
