Nel primo semestre 2026 sono rimasti fuori mercato 1.463 GWh: prezzi negativi e accumuli insufficienti svelano il paradosso della transizione verde
LA NOTIZIA IN BREVE โ La Germania sta fermando temporaneamente una parte degli impianti eolici e solari perchรฉ, in alcune ore, produce piรน elettricitร di quanta il mercato e la rete riescano a utilizzare. Nel primo semestre del 2026 il curtailment commerciale ha lasciato fuori mercato 1.463 GWh di energia pulita, il 20% in piรน rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il meccanismo scatta quando sole e vento spingono la produzione mentre i consumi restano bassi. I prezzi allโingrosso possono allora scendere sotto zero e, per alcuni operatori, spegnere gli impianti diventa piรน conveniente che continuare a immettere corrente. Le nuove regole tedesche, che sospendono gli incentivi durante le fasi negative, hanno reso questa scelta ancora piรน frequente.
Il caso tedesco mostra il nuovo paradosso della transizione energetica: lโenergia verde abbonda, ma arriva nel momento sbagliato. Senza batterie, linee piรน robuste e consumi flessibili, una parte della produzione rischia di andare perduta. La lezione riguarda anche lโItalia: installare altri pannelli e turbine resta necessario, ma il vero salto di qualitร dipenderร dalla capacitร di conservare, trasferire e utilizzare lโelettricitร quando serve.
Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito lโapprofondimento
LโAPPROFONDIMENTO โ La Germania sta fermando temporaneamente una parte dei suoi impianti eolici e solari perchรฉ, in alcune ore, producono piรน elettricitร di quanta il mercato e la rete riescano ad assorbire. Nel primo semestre del 2026 il curtailment commerciale, cioรจ la rinuncia alla produzione per ragioni economiche, ha coinvolto 1.463 GWh di energia rinnovabile, il 20% in piรน rispetto allo stesso periodo del 2025. Quando il prezzo allโingrosso scende sotto zero, per alcuni operatori spegnere gli impianti diventa piรน conveniente che continuare a produrre.
ร uno dei paradossi della transizione energetica europea. Nel primo trimestre del 2026 le fonti rinnovabili hanno generato il 45,5% dellโelettricitร dellโUnione europea, rispetto al 42,7% di un anno prima. Lโeolico ha fornito il 44,9% della sola produzione verde, lโidroelettrico il 28% e il solare il 17,3%. Gli impianti aumentano, ma reti, accumuli e consumi flessibili avanzano piรน lentamente.
Indice
- 1 Perchรฉ la Germania spegne gli impianti?
- 2 Che cosa succede quando il prezzo diventa negativo?
- 3 Come รจ stato calcolato il dato?
- 4 Perchรฉ i tagli crescono piรน della produzione?
- 5 Le rinnovabili stanno diventando un rischio?
- 6 Che cosa accade nel resto dโEuropa?
- 7 Quanto รจ indipendente il rapporto?
- 8 Quali conseguenze puรฒ avere per lโItalia?
- 9 Quali soluzioni possono ridurre gli sprechi?
- 10 Come capiremo se le misure funzionano?
- 11 Qual รจ la lezione della Germania?
Perchรฉ la Germania spegne gli impianti?
Il fotovoltaico produce quando cโรจ il sole, lโeolico quando soffia il vento. La domanda elettrica segue invece altri ritmi: gli orari delle fabbriche, delle attivitร commerciali, delle abitazioni. Le due curve non sempre coincidono.
Nelle giornate luminose di primavera e dโestate, per esempio, il solare tedesco raggiunge il massimo nelle ore centrali. Proprio in quel momento, soprattutto durante i fine settimana o le festivitร , i consumi possono risultare insufficienti. Lโelettricitร disponibile cresce piรน rapidamente della richiesta e i prezzi iniziano a scendere.
Una parte del surplus puรฒ essere esportata. Ma anche Francia, Paesi Bassi, Belgio o Danimarca possono trovarsi, nelle stesse ore, con molto vento o molto sole. Le congestioni della rete interna complicano ulteriormente il quadro: lโenergia abbonda in una regione, mentre le linee non riescono a trasferirla tutta verso le zone industriali e urbane che potrebbero utilizzarla.
A quel punto alcuni operatori interrompono volontariamente lโimmissione. ร il curtailment commerciale. Diverso รจ il curtailment di sistema, nel quale il gestore della rete ordina di ridurre la potenza per evitare sovraccarichi o squilibri. Nel primo caso decide il prezzo; nel secondo interviene la sicurezza della rete.
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Che cosa succede quando il prezzo diventa negativo?
Nel mercato elettrico del giorno prima, produttori e acquirenti presentano offerte per ogni fascia temporale. Se lโofferta supera ampiamente la domanda, il prezzo puรฒ scendere sotto zero. Significa che alcuni produttori accettano di pagare pur di continuare a immettere energia.
La scelta, a prima vista, sembra priva di logica. In realtร , fermare e riavviare una centrale puรฒ comportare costi elevati. Alcuni impianti ricevono inoltre incentivi o ricavi contrattuali capaci di compensare la perdita sul mercato allโingrosso. Le rinnovabili, prive del costo del combustibile, possono continuare a generare con spese operative contenute.
Per molti nuovi impianti tedeschi, perรฒ, le regole sono cambiate. Il Solarspitzengesetz, entrato in vigore nel febbraio 2025, sospende temporaneamente il sostegno economico quando il prezzo dellโelettricitร diventa negativo. Sotto quella soglia produrre puรฒ trasformarsi in una perdita, e spegnere diventa la scelta piรน razionale.
Dallโottobre 2025 il mercato del giorno prima utilizza inoltre intervalli di quindici minuti anzichรฉ fasce orarie. Gli operatori possono reagire molto piรน rapidamente alle oscillazioni.
Il risultato appare nei dati. Nel primo semestre 2026 le ore tedesche con prezzi negativi sono scese da 389 a 299, il 23% in meno. Eppure, nello stesso periodo, il volume di energia ritirato dal mercato รจ cresciuto del 20%. Gli impianti si sono fermati meno spesso, ma con tagli piรน consistenti.
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Come รจ stato calcolato il dato?
Il valore di 1.463 GWh arriva dallโEuropean Price Sensitive Curtailment Report, elaborato da Montel EnAppSys. Il modello analizza le curve di vendita del mercato del giorno prima e stima, per ogni intervallo, quanta elettricitร sia stata offerta a un prezzo compreso tra la quotazione finale dellโasta e zero euro.
In altre parole, individua lโenergia che i produttori avrebbero potuto vendere, ma che รจ rimasta fuori dal mercato perchรฉ il prezzo richiesto superava quello accettato dagli acquirenti.
Lโanalisi confronta il periodo compreso tra gennaio e giugno 2025 con lo stesso semestre del 2026. Il modello considera nove Paesi per i volumi commercialmente tagliati e dieci per le ore con quotazioni negative.
Il risultato resta comunque una stima, non la lettura diretta dei contatori di ogni impianto. Le offerte sono anonime e non permettono di distinguere con precisione la quota eolica da quella solare. Alcuni produttori possono fermarsi giร con prezzi leggermente positivi, mentre gli scambi infragiornalieri possono cambiare le posizioni assunte nellโasta precedente.
Il calcolo esclude inoltre le riduzioni ordinate per congestioni, redispatching o bilanciamento della rete. I 1.463 GWh descrivono quindi il curtailment attribuito alle condizioni economiche, non tutta lโenergia rinnovabile disponibile e rimasta inutilizzata.
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Perchรฉ i tagli crescono piรน della produzione?
Nel primo semestre del 2026 la produzione solare tedesca รจ aumentata di circa il 6%, passando da 41,3 a 43,7 TWh. Quella eolica รจ cresciuta del 12%, da 60,8 a 67,9 TWh. Il curtailment commerciale, perรฒ, รจ salito del 20%.
La spiegazione sta nella concentrazione della produzione. In molte giornate primaverili ed estive il mercato tedesco raggiunge giร livelli elevati di offerta nelle ore centrali. Aggiungere nuova capacitร fotovoltaica significa immettere altra elettricitร proprio quando ce nโรจ giร molta.
Gli economisti dellโenergia parlano di price cannibalisation. Ogni nuovo impianto contribuisce ad abbassare il prezzo nelle stesse ore in cui vende. Piรน pannelli entrano in funzione, minore puรฒ diventare il valore medio dellโelettricitร solare, soprattutto in assenza di batterie, contratti di lungo periodo o consumatori capaci di spostare i propri prelievi.
Non รจ la quantitร annuale di energia a creare il problema, ma il momento in cui arriva.
Le rinnovabili stanno diventando un rischio?
Il caso tedesco non racconta un fallimento dellโeolico o del fotovoltaico. Mostra, piuttosto, che la loro integrazione richiede un sistema elettrico diverso da quello costruito attorno alle grandi centrali convenzionali.
Solare ed eolico producono senza acquistare combustibili e con emissioni operative molto basse. La loro generazione, perรฒ, si concentra nelle ore meteorologicamente favorevoli. La rete deve quindi spostare lโelettricitร nello spazio, attraverso linee piรน robuste, e nel tempo, attraverso batterie e altri sistemi di accumulo.
Un certo livello di curtailment rimane fisiologico. Costruire infrastrutture capaci di recuperare anche lโultimo chilowattora prodotto durante il picco piรน raro dellโanno potrebbe costare piรน dellโenergia salvata. Il segnale diventa preoccupante quando gli spegnimenti acquistano carattere strutturale, comprimono i ricavi e rendono meno attraenti i nuovi investimenti.
La stessa giornata puรฒ cosรฌ offrire elettricitร quasi senza valore a mezzogiorno e prezzi elevati la sera, quando il fotovoltaico smette di produrre ma famiglie e imprese continuano a consumare. Il rischio reale nasce da questa rigiditร : energia abbondante nel momento sbagliato e insufficiente poche ore dopo.
Che cosa accade nel resto dโEuropa?
La Germania rappresenta la principale eccezione emersa dal rapporto. In Francia il curtailment commerciale รจ sceso del 32%, da 1.035 a 700 GWh, anche se le ore con prezzi negativi sono aumentate da 363 a 413. Nei Paesi Bassi il volume รจ diminuito del 51%, passando da 518 a 255 GWh. In Finlandia il calo ha raggiunto lโ89%.
Le differenze dipendono anche dalle regole nazionali. Una parte degli impianti francesi mantiene la convenienza a produrre durante lievi fasi negative, mentre il sistema tedesco spinge molti nuovi operatori a fermarsi appena il prezzo attraversa lo zero.
Entrano in gioco anche il livello dei consumi, le temperature, la produzione nucleare e idroelettrica, gli scambi con lโestero e la presenza di batterie. Due Paesi con quote simili di eolico e fotovoltaico possono quindi registrare risultati molto diversi.
Attribuire tutto alla crescita delle rinnovabili sarebbe una semplificazione. La struttura del mercato e la flessibilitร del sistema contano almeno quanto la potenza installata.
Quanto รจ indipendente il rapporto?
Lโanalisi porta la firma di Jean-Paul Harreman, Director di Montel Analytics. La societร fornisce dati, previsioni, consulenza e strumenti a produttori, trader e gestori di portafoglio attivi nei mercati energetici.
Si tratta di un rapporto industriale basato su un modello proprietario, non di uno studio scientifico sottoposto a revisione tra pari. Il documento descrive il metodo e ne riconosce alcuni limiti, ma non presenta una sezione formale dedicata a finanziamenti, brevetti o conflitti di interesse.
La natura commerciale della societร non rende automaticamente inattendibili i risultati, ma impone cautela. I dati ufficiali della Bundesnetzagentur confermano la crescita storica delle ore negative e il loro legame con produzione elevata, domanda ridotta e rigiditร della rete. La stima dei 1.463 GWh dipende invece dal modello Montel e dovrร essere confrontata con altre analisi indipendenti.
Quali conseguenze puรฒ avere per lโItalia?
Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto circa il 41% della domanda elettrica italiana, mentre la produzione fotovoltaica ha raggiunto 44,3 TWh, con un aumento vicino al 25% rispetto allโanno precedente. Anche il nostro Paese dovrร gestire un numero crescente di ore nelle quali il sole produce piรน energia di quanta il mercato locale o la rete possano utilizzare.
LโItalia resta fuori dalla classifica commerciale di Montel perchรฉ i dati disponibili non risultano compatibili con il metodo impiegato. Terna rileva soprattutto le riduzioni richieste per ragioni di sicurezza e per i limiti delle linee, un fenomeno diverso dalle fermate volontarie provocate dal prezzo.
Il tema interessa soprattutto il Mezzogiorno e le isole, dove si concentra una quota importante dei nuovi progetti. Sicilia e Sardegna possiedono risorse solari ed eoliche abbondanti, ma la possibilitร di trasferire lโelettricitร verso le aree con maggiore domanda dipende dalla capacitร delle interconnessioni.
Terna stima che entro il 2030 serviranno circa 71,5 GWh di nuova capacitร di accumulo, oltre agli impianti di pompaggio giร disponibili. La prima asta del MACSE, il meccanismo dedicato allo stoccaggio elettrico, ha assegnato 10 GWh di batterie al Centro-Sud, al Sud, alla Calabria, alla Sicilia e alla Sardegna. Lโentrata in esercizio รจ prevista nel 2028.
Sono investimenti che potrebbero evitare allโItalia di inseguire il problema quando gli spegnimenti saranno giร diventati frequenti.
Quali soluzioni possono ridurre gli sprechi?
Le batterie rappresentano la risposta piรน immediata. Possono caricarsi nelle ore centrali della giornata e restituire elettricitร la sera, quando il fotovoltaico cala e i consumi restano elevati. Funzionano bene per gli squilibri che durano poche ore.
Per spostare grandi quantitร di energia tra giornate, settimane o stagioni servono anche pompaggio idroelettrico, accumuli termici, idrogeno e tecnologie di lunga durata. Ogni soluzione presenta costi, rendimenti e tempi di realizzazione differenti.
La Commissione europea calcola che nel 2030 il fabbisogno di flessibilitร raggiungerร il 24% della domanda elettrica dellโUnione, pari a 288 TWh. Non basterร , dunque, installare altri pannelli e turbine. Serviranno reti piรน robuste, sistemi di accumulo e consumatori in grado di reagire ai prezzi.
Qui entra in gioco la demand response. Industrie, pompe di calore, impianti di refrigerazione, colonnine per auto elettriche ed elettrolizzatori possono aumentare i prelievi durante le ore di abbondanza. Lโelettricitร che oggi viene tagliata potrebbe cosรฌ sostituire gas e altri combustibili.
La Germania ha giร introdotto il programma Use, donโt curtail 2.0, pensato proprio per valorizzare lโenergia che rischia di restare inutilizzata. La flessibilitร dei consumi, perรฒ, non sostituisce le nuove linee e gli accumuli: deve procedere insieme a loro.
Come capiremo se le misure funzionano?
Contare soltanto le ore con prezzi negativi puรฒ portare fuori strada. Nel 2026 la Germania ne ha registrate meno, ma durante quegli episodi ha ritirato dal mercato una quantitร maggiore di energia.
Per valutare i progressi servirร osservare i gigawattora effettivamente tagliati, la durata delle congestioni, la capacitร realmente disponibile negli accumuli e la quota di consumi che risponde ai segnali di prezzo. Bisognerร inoltre mantenere distinta la rinuncia commerciale dalle riduzioni imposte dal gestore della rete.
Montel stima per la Germania un curtailment commerciale vicino a 1.985 GWh nellโintero 2026, contro 1.751 GWh nel 2025. Resta una previsione: meteo, domanda, disponibilitร delle centrali e scambi con lโestero potranno cambiare il risultato finale.
Qual รจ la lezione della Germania?
La Germania dispone di quantitร crescenti di energia pulita, ma una parte del suo sistema elettrico risponde ancora alla logica del passato, quando erano soprattutto le centrali a seguire la domanda. Con il solare e lโeolico deve accadere anche il contrario: consumi e accumuli devono adattarsi, almeno in parte, alla disponibilitร dellโenergia.
Spegnere temporaneamente un impianto puรฒ limitare una perdita e aiutare a mantenere in equilibrio il sistema. Farlo sempre piรน spesso significherebbe perรฒ sprecare elettricitร , investimenti e opportunitร industriali.
La prossima fase della transizione energetica si misurerร perciรฒ meno con il numero dei pannelli installati e piรน con la quantitร di energia pulita che reti, batterie e consumatori riusciranno davvero a utilizzare.
Link utili:
European Price Sensitive Curtailment Report โ Montel EnAppSys
Eurostat โ Produzione elettrica rinnovabile nellโUE, primo trimestre 2026
Note per i lettori
Lโimmagine usata per questo articolo รจ stata creata grazie allโutilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

