Dentro la fabbrica delle stelle di Orione, cosa ha scoperto il telescopio spaziale Webb

A 1280 anni luce dalla Terra, lโ€™infrarosso rivela gas, polveri, protostelle, getti e dischi dove prendono forma futuri sistemi planetari

Il telescopio spaziale James Webb ha osservato una piccola porzione di OMC-2, nella nube molecolare gigante Orione A, a circa 1280 anni luce dalla Terra. Lโ€™immagine scelta come Picture of the Month mostra una regione di intensa formazione stellare, dove lโ€™infrarosso di NIRCam attraversa gas e polveri che bloccano la luce visibile. Nella scena compaiono protostelle ancora avvolte nei loro gusci, getti di gas espulsi dai poli, onde dโ€™urto che accendono creste luminose, dischi dove potranno formarsi pianeti e stelle giovani di pre-sequenza principale. Le diverse tonalitร  aiutano a leggere la fisica della nube, dalla polvere fredda e densa alle regioni riscaldate, fino alle emissioni degli idrocarburi policiclici aromatici. I dati raccolti serviranno agli astronomi per studiare lโ€™accrescimento delle protostelle, lโ€™effetto dei flussi di gas sullโ€™ambiente circostante e le prime fasi della nascita stellare.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito lโ€™approfondimento:

Il James Webb Space Telescope ha puntato i suoi strumenti verso una delle regioni piรน studiate e affascinanti del cielo, la costellazione di Orione, catturando ciรฒ che gli occhi umani e i telescopi ottici non riescono a vedere. La nuova immagine scelta come Picture of the Month di giugno 2026 rivela una piccola porzione di OMC-2, una zona della nube molecolare gigante Orione A dove le stelle stanno nascendo dentro strati fitti di gas e polvere, a circa 1280 anni luce dalla Terra.

A quella distanza Webb riesce a distinguere, grazie alla sua camera nel vicino infrarosso NIRCam, una scena che riunisce diversi passaggi della formazione stellare. Nellโ€™immagine compaiono protostelle ancora avvolte nei loro bozzoli di polvere, getti di gas lanciati a grande velocitร , possibili dischi protoplanetari e stelle giovani di pre-sequenza principale, giร  abbastanza evolute da illuminare il materiale che le circonda.

Picture of the Month

Perchรฉ Webb riesce a vedere ciรฒ che resta nascosto?

La celebre Nebulosa di Orione, nota anche come M42, rappresenta solo una parte del piรน grande sistema di gas e polveri che occupa questa zona del cielo. Dietro la nebulosa si estende il complesso delle Nubi Molecolari di Orione, suddiviso in quattro grandi sezioni, da OMC-1 a OMC-4. Webb ha osservato una porzione settentrionale di OMC-2, poco sopra la Nebulosa di Orione.

La luce visibile si ferma davanti agli strati piรน densi di polvere. Per questo motivo, un telescopio ottico non riesce a ricostruire la scena interna con lo stesso livello di dettaglio. Webb lavora nellโ€™infrarosso e intercetta radiazioni che attraversano meglio il materiale oscuro. In questo modo permette agli astronomi di seguire la nascita delle stelle dentro ambienti che, fino a pochi anni fa, restavano in gran parte nascosti.

Lโ€™immagine non mostra solo una composizione spettacolare di colori, ma racconta un processo fisico. Le zone piรน scure indicano addensamenti di polvere fredda che bloccano quasi tutta la luce. Le aree arancioni e marroni segnalano polveri piรน calde. Le sfumature gialle e verdi derivano soprattutto dagli idrocarburi policiclici aromatici, molecole complesse presenti nel mezzo interstellare. Le velature blu e ciano nascono invece dalla luce di stelle e protostelle diffusa dai granelli di polvere.

Come nasce una stella dentro una nube molecolare?

Le nubi molecolari concentrano gas freddo e polveri in quantitร  molto superiori rispetto allo spazio interstellare circostante. Quando alcune zone diventano abbastanza dense, la gravitร  inizia a comprimere il materiale. Il gas collassa, si accumula e forma una protostella, cioรจ il primo nucleo di una futura stella. Durante questa fase il materiale continua a cadere verso il centro. La protostella si scalda e libera energia. Una parte di questa energia alimenta potenti getti di gas che fuoriescono dai poli. Quando questi flussi colpiscono il materiale circostante, generano onde dโ€™urto, comprimono il gas e lo riscaldano fino a produrre creste luminose molto nette.

Queste strutture aiutano gli astronomi a individuare le protostelle anche quando restano invisibili dentro i gusci di polvere. Seguendo a ritroso la direzione dei getti, i ricercatori possono risalire alla posizione delle stelle appena nate. Lโ€™immagine di Webb diventa quindi una mappa dinamica, utile per capire dove il collasso gravitazionale sta ancora alimentando nuove stelle.

Che cosa raccontano le stelle giร  emerse dalla polvere?

Accanto alle protostelle piรน giovani compaiono stelle piรน evolute. Questi astri hanno giร  disperso buona parte del gas e della polvere da cui hanno preso forma, grazie alla radiazione e ai venti stellari. Per questo appaiono in zone piรน pulite e illuminano OMC-2 con una luce intensa, spesso bianca o azzurra.

Il confronto fra le aree oscure, le regioni attraversate dai getti e le zone giร  rischiarate dalle stelle giovani permette di osservare in unโ€™unica immagine diverse etร  della stessa storia cosmica. Webb mostra la formazione stellare come un ambiente attivo, dove ogni nuova stella modifica il materiale vicino e puรฒ influenzare la nascita di altri astri.

Questo aspetto rende OMC-2 un laboratorio naturale molto importante. La regione si trova abbastanza vicino alla Terra, in termini astronomici, e offre una visuale dettagliata sui primi stadi dellโ€™evoluzione stellare. Gli astronomi possono studiare come il gas cade sulle protostelle, come i getti alterano le nubi circostanti e come la radiazione ultravioletta delle stelle giovani cambia la chimica dei dischi dove in futuro potrebbero formarsi pianeti.

Perchรฉ questa immagine รจ utile alla ricerca?

La forza dellโ€™immagine sta nella quantitร  di fenomeni che raccoglie nello stesso campo di osservazione. Webb non consegna soltanto una fotografia spettacolare della costellazione di Orione. Offre dati utili per capire come nasce una stella e in quale modo lโ€™ambiente circostante ne condiziona lโ€™evoluzione.

Il programma osservativo comprende OMC-2 e la vicina OMC-3. Gli astronomi useranno i dati per analizzare lโ€™accrescimento delle protostelle, la struttura dei dischi circumstellari e lโ€™effetto dei numerosi flussi di gas che attraversano la regione. Ogni getto, ogni cresta luminosa e ogni globulo scuro aggiungono informazioni su un processo che riguarda anche la storia del nostro Sistema solare.

Il Sole, infatti, nacque circa 4,6 miliardi di anni fa dentro una nube ricca di gas e polvere. Studiare regioni come OMC-2 significa osservare ambienti simili a quelli in cui possono prendere forma nuove stelle e nuovi sistemi planetari. Webb permette di avvicinare questa fase iniziale con una precisione che aiuta la ricerca a collegare le immagini del cielo alla fisica della formazione stellare.

Che cosa vediamo davvero nella foto di Webb?

La nuova immagine di Orione mostra una regione in cui la materia non resta ferma. Le nubi si addensano, le protostelle crescono, i getti scavano canali nel gas, le onde dโ€™urto accendono filamenti luminosi e le stelle piรน mature cominciano a liberare lo spazio intorno a sรฉ.

Il risultato visivo colpisce per i colori e per la profonditร , ma il valore scientifico arriva dalla lettura dei dettagli. Webb consente agli astronomi di distinguere zone fredde e opache, polveri riscaldate, emissioni molecolari, gas urtato dai getti e luce diffusa dalle stelle giovani. In una sola scena, la nube OMC-2 mostra la nascita stellare come un processo collettivo, dove ogni oggetto modifica lโ€™ambiente che lo ha generato.

La costellazione di Orione continua cosรฌ a funzionare come una grande finestra sulla vita delle stelle. Webb ha aperto quella finestra nellโ€™infrarosso e ha reso visibile un paesaggio cosmico che, in luce ordinaria, rimane nascosto dietro la polvere.

Link utili:
Picture of the Month

Webb unveils young stars across every stage of formation | ESA/Webb

Roberto Zonca

Roberto Zonca รจ giornalista professionista, attivo nellโ€™informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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