Stufe e camini, scattano i divieti: multe fino a 5mila euro. Le regole regione per regione

Con lโ€™arrivo del freddo tornano le restrizioni sul riscaldamento a legna e pellet. In Lombardia nuovi requisiti dal 15 ottobre, mentre Toscana, Trentino ed Emilia-Romagna introducono ulteriori limitazioni. Le norme cambiano secondo il territorio, la classe ambientale e il tipo di impianto

LA NOTIZIA IN BREVE โ€“ La possibilitร  di utilizzare una stufa a legna o un camino dipende sempre piรน dalla classe ambientale dellโ€™apparecchio e dal luogo in cui si trova lโ€™abitazione. La normativa italiana presenta un quadro frammentato: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna applicano restrizioni severe, mentre altre regioni privilegiano incentivi alla sostituzione dei vecchi impianti e interventi mirati nelle aree piรน inquinate. Il sistema delle cinque stelle, introdotto nel 2017, permette di distinguere i generatori in base alle emissioni e alle prestazioni energetiche. In Lombardia, dal 15 ottobre 2026, entrano in vigore requisiti piรน rigorosi per gli impianti superiori a 35 kW, mentre nuove disposizioni interesseranno alcune caldaie domestiche dal 2027. La Toscana introduce ulteriori divieti nella Piana lucchese dal 1ยฐ novembre. Le deroghe per i caminetti utilizzati occasionalmente, gli obblighi di manutenzione e le ordinanze comunali complicano il quadro. Chi non rispetta le prescrizioni rischia sanzioni che, in Lombardia, possono raggiungere i 5.000 euro.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito lโ€™approfondimento

Lโ€™APPROFONDIMENTO โ€“ Accendere il camino nelle prime giornate fredde potrebbe costare caro a chi utilizza un impianto che non rispetta le norme ambientali. Con lโ€™avvio della stagione del riscaldamento tornano infatti le restrizioni su stufe a legna, caminetti e apparecchi a pellet, con divieti che interessano soprattutto le zone piรน esposte allโ€™inquinamento atmosferico. In Lombardia le sanzioni per la violazione delle disposizioni regionali possono raggiungere 5.000 euro, mentre in altre aree del Paese entrano in gioco ordinanze comunali, limitazioni temporanee e requisiti differenti per le nuove installazioni. Il 15 ottobre 2026 segna una nuova scadenza per alcuni impianti lombardi, ma il calendario delle restrizioni si estende anche ai mesi successivi e al 2027.

A stabilire quali apparecchi si possono utilizzare contribuisce soprattutto la classificazione ambientale introdotta dal decreto ministeriale 186 del 2017, che assegna ai generatori alimentati a biomassa un punteggio da una a cinque stelle in funzione delle prestazioni energetiche ed emissive. Una stufa con cinque stelle garantisce caratteristiche ambientali migliori rispetto a un modello con una o due stelle, almeno nelle condizioni previste dalle prove di certificazione. Conta anche la qualitร  della legna, il corretto funzionamento della combustione e la manutenzione della canna fumaria.

Le restrizioni regionali rispondono a un reale problema ambientale. La combustione della biomassa produce polveri sottili, monossido di carbonio e altri composti inquinanti, soprattutto quando il generatore utilizza tecnologie obsolete oppure brucia legna umida. Durante lโ€™inverno, condizioni atmosferiche sfavorevoli possono trattenere gli inquinanti vicino al suolo per diversi giorni. Il fenomeno interessa in maniera particolare la Pianura Padana, dove le emissioni degli impianti domestici si sommano a quelle del traffico, delle attivitร  industriali e dellโ€™agricoltura.

Domande e risposte Come verificare la propria stufa, riconoscere i divieti, scegliere il combustibile e rispettare gli obblighi di sicurezza.
Risposte elaborate e verificate dalla redazione di GiornaleTecnologico.net sulla base delle fonti indicate nellโ€™articolo.

Lombardia e Piemonte, le restrizioni piรน severe

Lombardia. Dal 15 ottobre 2026 entrano in applicazione i nuovi requisiti emissivi e impiantistici della delibera regionale 3649 del dicembre 2024, che interessa gli impianti civili a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW. Per gli impianti tra 35 e 500 kW valgono, tra gli altri requisiti, la classificazione ambientale minima di quattro stelle e specifici limiti sulle emissioni. La normativa considera lโ€™altitudine del Comune e le caratteristiche dellโ€™impianto precedente, imponendo in determinate situazioni ulteriori dispositivi per abbattere le polveri. Per le comuni stufe domestiche restano in vigore le restrizioni precedenti: dal 2020 la Regione vieta generalmente lโ€™utilizzo di apparecchi inferiori alle tre stelle e richiede almeno quattro stelle per le nuove installazioni.

La disciplina lombarda contempla alcune eccezioni, tra cui i caminetti e i piccoli impianti fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per finalitร  ricreative, purchรฉ rispettino le condizioni regionali. Unโ€™ulteriore scadenza arriverร  il 15 ottobre 2027, quando scatteranno nuovi requisiti per determinate caldaie a biomassa con potenza non superiore a 35 kW. Chi viola le prescrizioni regionali sullโ€™utilizzo degli impianti rischia una sanzione amministrativa compresa tra 500 e 5.000 euro.

Piemonte. La Regione vieta lโ€™installazione di nuovi generatori a biomassa con classificazione inferiore alle quattro stelle e, nella generalitร  del territorio, lโ€™utilizzo di quelli che non raggiungono le tre stelle. Sono previste specifiche eccezioni per i Comuni appartenenti alla zona montana IT0121. Quando le concentrazioni di inquinanti determinano lโ€™attivazione delle misure antismog, le restrizioni diventano piรน severe e possono coinvolgere anche gli apparecchi con quattro stelle. Il Piano regionale della qualitร  dellโ€™aria introduce inoltre una nuova scadenza: dal 1ยฐ agosto 2027 i generatori a biomassa di potenza inferiore a 35 kW, per le nuove installazioni, dovranno raggiungere la classe cinque stelle.

Veneto ed Emilia-Romagna, attenzione alle ordinanze e alle allerte smog

Veneto. Le limitazioni interessano gran parte del territorio regionale, con lโ€™esclusione delle zone Prealpi e Alpi secondo la classificazione prevista dalle disposizioni sullโ€™inquinamento. Le regole regionali vietano lโ€™utilizzo degli apparecchi inferiori alle tre stelle e richiedono almeno quattro stelle per le nuove installazioni. Durante le allerte arancioni e rosse il divieto regionale si estende ai generatori inferiori alle quattro stelle. Le ordinanze comunali possono stabilire prescrizioni piรน rigorose: Verona, per la stagione dal 1ยฐ ottobre 2026 al 30 aprile 2027, vieta lโ€™utilizzo degli apparecchi inferiori alle quattro stelle quando nellโ€™abitazione esiste un altro sistema di riscaldamento.

Emilia-Romagna. Dal 1ยฐ ottobre al 31 marzo, nei Comuni di pianura e nellโ€™agglomerato di Bologna, chi dispone di un sistema di riscaldamento alternativo non puรฒ utilizzare stufe e caminetti a biomassa con classificazione fino a tre stelle comprese. Durante gli episodi di maggiore inquinamento le restrizioni si estendono anche agli apparecchi a quattro stelle. Una delibera del settembre 2026 ha inoltre previsto, per gli stessi territori, lo slittamento dellโ€™accensione ordinaria degli impianti termici al 1ยฐ novembre 2026, salvo le eccezioni di legge, demandando ai Comuni i provvedimenti attuativi. Le nuove installazioni devono giร  rispettare requisiti particolarmente severi: prestazioni equivalenti alle cinque stelle per particolato e carbonio organico totale e almeno quattro stelle per gli altri parametri previsti.

Friuli-Venezia Giulia. La Regione punta sulla sostituzione dei generatori meno efficienti. Nel 2026 ha previsto contributi per eliminare vecchie stufe, caminetti e cucine economiche fino a tre stelle, oppure prive di classificazione, sostituendoli con apparecchi di almeno quattro stelle o pompe di calore. Le regole dโ€™impiego dipendono dalle disposizioni regionali e dagli eventuali provvedimenti locali per la qualitร  dellโ€™aria; non si deve quindi applicare automaticamente al Friuli il calendario dei divieti lombardi.

Trentino-Alto Adige, Valle dโ€™Aosta e Liguria

Trentino-Alto Adige. Le Province autonome di Trento e Bolzano disciplinano separatamente diversi aspetti degli impianti termici. In Trentino, dal 1ยฐ novembre 2026, la normativa provinciale richiede almeno cinque stelle per i nuovi impianti a biomassa, oltre a prescrizioni tecniche per determinate caldaie e sistemi di accumulo termico. In Alto Adige assumono particolare importanza la manutenzione, la qualitร  della combustione e i controlli delle emissioni previsti per gli impianti soggetti alla disciplina provinciale. Le autoritร  di Bolzano hanno richiamato nel marzo 2026 lโ€™attenzione sullโ€™inquinamento da benzo(a)pirene, legato anche alla combustione incompleta della legna.

Valle dโ€™Aosta. Il Piano regionale per la qualitร  dellโ€™aria 2025-2031 affronta il contributo delle biomasse alle concentrazioni di polveri sottili e idrocarburi policiclici aromatici. La Regione ha pubblicato linee guida dedicate al corretto riscaldamento a legna, alla scelta degli apparecchi e alla manutenzione. Per verificare eventuali restrizioni occorre considerare le disposizioni applicabili al proprio Comune, evitando di trasferire automaticamente i divieti adottati nelle pianure di altre regioni.

Liguria. Il Consiglio regionale ha approvato il 29 settembre 2026 lโ€™aggiornamento del Piano di risanamento e tutela della qualitร  dellโ€™aria. Il documento affronta le criticitร  atmosferiche locali e le misure per contenere le emissioni. Per i proprietari di stufe e caminetti restano fondamentali i requisiti tecnici nazionali e le eventuali prescrizioni territoriali. Anche in questa regione la conformitร  di un impianto dipende dalle sue caratteristiche e dalle disposizioni effettivamente applicabili nel luogo di installazione.

Toscana, Umbria, Marche e Lazio: le differenze nel Centro Italia

Toscana. Dal 1ยฐ novembre 2026 scatta unโ€™importante restrizione nella Piana lucchese, una delle aree regionali piรน problematiche per le polveri sottili. Nei Comuni interessati, tra cui Lucca, Capannori, Altopascio e Montecatini Terme, sotto i 200 metri di altitudine, il divieto stagionale coinvolge i caminetti aperti e i generatori a biomassa inferiori alle quattro stelle, in presenza di un altro sistema di riscaldamento. Nei Comuni critici per il PM10 la Regione prevede inoltre restrizioni sulle nuove installazioni, mentre nel restante territorio richiede generalmente almeno quattro stelle per i nuovi apparecchi.

Umbria. Le politiche regionali si concentrano soprattutto sulla sostituzione degli impianti piรน inquinanti, con attenzione alla Conca ternana e alle zone di valle. Nellโ€™ottobre 2026 la Regione ha avviato un nuovo bando di incentivi per favorire il passaggio da vecchie stufe e caminetti a generatori a basse emissioni o pompe di calore, con contributi aggiuntivi rispetto al Conto Termico 3.0. Eventuali limitazioni allโ€™accensione richiedono la verifica delle disposizioni territoriali.

Marche. La Regione adotta misure stagionali per contenere gli inquinanti soprattutto nei Comuni della fascia costiera e valliva. Il piano di intervento contempla provvedimenti sugli impianti termici pubblici e privati, che trovano applicazione attraverso gli atti delle amministrazioni locali. Per i proprietari di stufe e caminetti รจ quindi importante consultare le ordinanze del Comune, specialmente durante il periodo invernale e nelle giornate con qualitร  dellโ€™aria critica.

Lazio. Il Piano regionale di risanamento della qualitร  dellโ€™aria introduce restrizioni stagionali sui generatori alimentati a biomassa negli immobili con sistemi di riscaldamento alternativi. A Frosinone, per esempio, le disposizioni richiamate dal Comune prevedono dal 15 ottobre al 15 marzo limitazioni sui camini aperti e sugli apparecchi che non raggiungono la classe quattro stelle, nelle condizioni indicate dal piano. Il territorio del Lazio presenta situazioni differenti e le ordinanze comunali possono prevedere ulteriori misure durante gli episodi di inquinamento.

Abruzzo, Molise e Campania

Abruzzo. La Regione ha scelto di sostenere il rinnovo degli impianti domestici attraverso incentivi economici. Nel luglio 2026 ha annunciato un programma che comprende 3,5 milioni di euro per sostituire i generatori di calore obsoleti, nellโ€™ambito delle iniziative per migliorare la qualitร  dellโ€™aria. Le limitazioni sullโ€™utilizzo vanno verificate attraverso le norme regionali e gli eventuali provvedimenti comunali.

Molise. Per le stufe e i camini domestici il riferimento resta la disciplina tecnica nazionale, insieme alle prescrizioni locali eventualmente applicabili. La scadenza lombarda del 15 ottobre 2026 non determina nuovi divieti automatici per le abitazioni molisane. Chi installa o sostituisce un apparecchio deve comunque rispettare le regole di sicurezza, le caratteristiche del generatore e gli adempimenti previsti per lโ€™impianto.

Campania. La Regione ha avviato programmi per ridurre le emissioni dei camini tradizionali e favorire il rinnovo degli impianti. Nel maggio 2026 ha stanziato ulteriori 1,1 milioni di euro per finanziare le domande rimaste in attesa nellโ€™ambito dellโ€™iniziativa Incentivi Camini, annunciando anche lโ€™estensione della misura alle attivitร  di ristorazione. La presenza di un programma di sostituzione, naturalmente, non comporta di per sรฉ il divieto generalizzato di utilizzare tutti gli apparecchi meno recenti.

Puglia, Basilicata e Calabria

Puglia. La Regione ha introdotto con la delibera 943 del luglio 2023 misure per i Comuni nei quali il riscaldamento domestico a biomassa contribuisce alle criticitร  del PM10. Le amministrazioni interessate possono limitare lโ€™utilizzo di camini e stufe privi di certificazione ambientale oppure inferiori alle tre stelle. Le restrizioni dipendono dalle condizioni locali e dai provvedimenti adottati, con particolare attenzione alle aree dove ARPA Puglia rileva superamenti o rischi per la qualitร  dellโ€™aria.

Basilicata e Calabria. In queste regioni non risulta, dalle disposizioni consultate, una nuova scadenza generalizzata al 15 ottobre 2026 paragonabile a quella lombarda. Restano i requisiti nazionali per gli impianti a biomassa e la possibilitร  di ulteriori prescrizioni locali. Per stabilire se un vecchio camino sia utilizzabile occorre verificare le norme applicabili alla specifica abitazione e lโ€™eventuale presenza di ordinanze comunali.

Sicilia e Sardegna, quali regole rispettare

Sicilia. Il Piano regionale di tutela della qualitร  dellโ€™aria, approvato nel 2018, costituisce il riferimento per le politiche di contenimento delle emissioni. La scadenza del 15 ottobre 2026 non introduce un divieto regionale generalizzato per tutte le stufe e i camini domestici. Rimangono gli obblighi tecnici previsti dalla normativa nazionale e le eventuali disposizioni adottate localmente.

Sardegna. La Regione affronta il tema delle emissioni da riscaldamento domestico nel proprio Piano di qualitร  dellโ€™aria. Al momento non emerge tuttavia una disposizione regionale che imponga, dal 15 ottobre, lo spegnimento generalizzato delle stufe inferiori alle tre o quattro stelle. Chi possiede un impianto a legna o pellet deve comunque rispettare le norme nazionali sullโ€™installazione, la sicurezza, la manutenzione e i combustibili, oltre agli eventuali regolamenti locali.

Manutenzione e canna fumaria: gli obblighi che riguardano tutti

Al di lร  delle restrizioni ambientali, lโ€™utilizzo di stufe e camini richiede controlli periodici. La norma tecnica UNI 10683:2022 stabilisce i criteri per la verifica, lโ€™installazione, il controllo e la manutenzione dei generatori a biocombustibili solidi fino a 35 kW. Le scadenze concrete dipendono dalle caratteristiche dellโ€™apparecchio, dalle istruzioni del costruttore e dalla disciplina applicabile.

In Lombardia la Regione raccomanda la pulizia del sistema di evacuazione dei fumi almeno una volta allโ€™anno oppure ogni quattro tonnellate di biomassa consumata, ferma restando la necessitร  di rispettare gli obblighi di manutenzione e controllo. Il professionista deve inoltre compilare la documentazione prevista e provvedere, nei casi prescritti, alla registrazione nel CURIT, il catasto regionale degli impianti termici. Prima di riaccendere il riscaldamento conviene dunque recuperare il libretto dellโ€™apparecchio, controllarne la classificazione ambientale e verificare le ordinanze del proprio Comune.

Link e fonti

Decreti, delibere e documenti istituzionali per verificare divieti, classificazioni ambientali e nuove regole regionali su stufe e camini.

  • Normativa nazionale

    Decreto 7 novembre 2017, n. 186 โ€“ Certificazione dei generatori di calore a biomassa

    Ente: Ministero dellโ€™Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ยท Data:

    Il regolamento nazionale stabilisce i criteri di certificazione dei generatori alimentati a legna, pellet e altre biomasse solide. Definisce la classificazione ambientale da una a cinque stelle utilizzata dalle Regioni per stabilire requisiti e limitazioni. Il provvedimento รจ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2017.

    Consulta il decreto
  • Delibera regionale

    DGR XII/3649 โ€“ Nuovi requisiti emissivi e impiantistici per gli impianti a biomassa superiori a 35 kW

    Ente: Regione Lombardia ยท Data:

    รˆ la delibera originale che introduce i requisiti applicabili dal 15 ottobre 2026 agli impianti termici civili a biomassa con potenza al focolare superiore a 35 kW. Il documento contiene le soglie emissive, le prescrizioni tecniche e le distinzioni legate allโ€™altitudine e al tipo di impianto. Consente di verificare quali apparecchi interessi effettivamente la nuova scadenza.

    Consulta la delibera
  • Scheda istituzionale

    Informazioni per lโ€™uso corretto di generatori di calore a biomassa legnosa

    Ente: Regione Lombardia ยท Aggiornamento:

    La pagina regionale riunisce le regole sullโ€™utilizzo di stufe e caminetti, le deroghe, gli obblighi di controllo e le indicazioni sulla manutenzione. Chiarisce anche le nuove disposizioni previste per alcune caldaie dal 15 ottobre 2027 e il riferimento sanzionatorio che prevede multe da 500 a 5.000 euro. Include collegamenti alle principali delibere.

    Consulta la scheda regionale
  • Piano regionale

    Piano Regionale di Qualitร  dellโ€™Aria del Piemonte

    Ente: Regione Piemonte ยท Aggiornamento del piano:

    Il piano regionale definisce gli interventi per ridurre lโ€™inquinamento atmosferico, comprese le misure relative al riscaldamento a biomassa legnosa. La pagina raccoglie il piano approvato nel 2024 e il successivo aggiornamento del 2026, con le norme di attuazione e i documenti allegati. รˆ il riferimento istituzionale per verificare lโ€™evoluzione delle restrizioni piemontesi.

    Consulta il piano
  • Scheda istituzionale

    Biomassa โ€“ Aria Pulita

    Ente: Regione Veneto ยท Consultazione:

    La scheda ufficiale illustra i divieti di utilizzo dei generatori a biomassa nelle diverse zone del Veneto, le limitazioni durante le allerte smog e i requisiti per installare nuovi apparecchi. Spiega le eccezioni previste per alcune aree montane e per gli edifici che utilizzano la biomassa come unica fonte di riscaldamento. Riporta anche le prescrizioni sulla qualitร  del pellet.

    Consulta le regole regionali
  • Documento istituzionale

    Riscaldamento domestico a biomasse โ€“ PAIR 2030

    Ente: Regione Emilia-Romagna ยท Aggiornamento:

    La Regione descrive le limitazioni stagionali previste dal Piano Aria Integrato Regionale 2030. Il documento chiarisce quali generatori possono essere utilizzati nei Comuni di pianura tra ottobre e marzo e come cambiano i divieti durante le misure emergenziali. Specifica inoltre le prestazioni richieste ai nuovi impianti e gli obblighi sulla certificazione del pellet.

    Consulta il piano regionale
  • Scheda istituzionale

    Qualitร  dellโ€™aria: periodo critico

    Ente: Regione Toscana ยท Consultazione:

    La scheda regionale illustra le misure per contenere lโ€™inquinamento atmosferico durante la stagione fredda. Specifica i Comuni interessati dalle restrizioni nella Piana lucchese e la nuova soglia ambientale applicabile dal 1ยฐ novembre 2026 ai caminetti aperti e ai generatori a biomassa, in presenza di sistemi di riscaldamento alternativi.

    Consulta le disposizioni
  • Regolamento provinciale

    Decreto del Presidente della Provincia 13 luglio 2009, n. 11-13/Leg

    Ente: Provincia autonoma di Trento ยท Data originaria:

    Il regolamento provinciale, consultabile nel testo coordinato con le successive modifiche, disciplina gli impianti termici civili. Contiene anche i requisiti ambientali per i nuovi generatori a biomassa, compresa la classificazione minima a cinque stelle prevista dal 1ยฐ novembre 2026. รˆ utile per distinguere le prescrizioni trentine da quelle delle altre regioni.

    Consulta il regolamento
Fonti consultate e verificate dalla redazione di GiornaleTecnologico.net. Ultimo controllo: .

Note per i lettori

Lโ€™immagine usata per questo articolo รจ stata creata grazie allโ€™utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

Roberto Zonca

Roberto Zonca รจ giornalista professionista, attivo nellโ€™informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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