Sclerosi multipla, un farmaco già noto mostra capacità rigenerative

Neuroprotezione e riparazione della mielina: un risultato che riapre la ricerca clinica

La ricerca sulla sclerosi multipla progressiva compie un passo inatteso ma potenzialmente decisivo. Una molecola già conosciuta dalla farmacologia, studiata in passato per i disturbi del sonno, ha dimostrato di proteggere i neuroni e stimolare la riparazione della mielina in modelli sperimentali della malattia. Il risultato emerge da uno studio pubblicato su Science Translational Medicine, e identifica bavisant come possibile candidato terapeutico capace di intervenire su due processi centrali della sclerosi multipla progressiva: la neurodegenerazione e l’incapacità del sistema nervoso di autoripararsi.

La ricerca è stata coordinata dalla Università Vita-Salute San Raffaele e dall’IRCCS Ospedale San Raffaele, all’interno di una collaborazione internazionale che riunisce alcuni dei principali centri di neurologia e neuroscienze al mondo.

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Perché la sclerosi multipla progressiva resta una sfida aperta

La sclerosi multipla progressiva rappresenta la forma più complessa e invalidante della malattia. Colpisce oltre un milione di persone a livello globale e decine di migliaia in Italia, con un decorso lento ma costante, privo delle fasi di remissione tipiche delle forme recidivanti. In questa variante, la perdita della mielina, la guaina che consente la corretta conduzione degli impulsi nervosi, si accompagna a una progressiva degenerazione dei neuroni.

Il danno non si limita all’infiammazione, ma coinvolge direttamente la struttura del sistema nervoso centrale. I trattamenti oggi disponibili riescono a contenere parzialmente l’attività immunitaria, ma non sono in grado di riparare i tessuti danneggiati né di arrestare la perdita neuronale. Da qui la necessità, rimasta finora irrisolta, di individuare terapie capaci di protezione e rigenerazione simultanee.

Ripensare i farmaci: l’idea alla base di BRAVEinMS

Nel 2017 un consorzio internazionale di ricercatori ha scelto di cambiare prospettiva. Invece di sviluppare nuove molecole da zero, il progetto BRAVEinMS ha puntato sul riposizionamento farmacologico, ovvero sull’analisi sistematica di farmaci già approvati per altre indicazioni cliniche. L’obiettivo era chiaro: individuare composti con un profilo di sicurezza noto, capaci di agire direttamente sui meccanismi degenerativi della sclerosi multipla progressiva.

Per farlo, il consorzio ha costruito una piattaforma di screening senza precedenti, che integra:

  • analisi computazionali su grandi database biologici
  • modelli cellulari umani derivati da cellule staminali dei pazienti
  • tessuti cerebrali coltivati
  • modelli sperimentali avanzati della malattia

Un sistema pensato per selezionare rapidamente solo le molecole con un reale potenziale terapeutico.

Dal big data alla scelta di un solo candidato

Il processo di selezione è stato altamente selettivo. L’analisi iniziale ha preso in esame oltre 1.500 farmaci già noti. Attraverso modelli in silico, i ricercatori hanno individuato 273 molecole potenzialmente attive su neuroni e mielina. I successivi test di sicurezza e tossicità hanno ridotto il numero a 32 composti, mentre le valutazioni di efficacia hanno ristretto ulteriormente il campo a sei candidati principali.

Alla fine, l’attenzione si è concentrata su bavisant, un antagonista selettivo del recettore istaminico H3, già caratterizzato da un profilo farmacologico favorevole. Nei modelli sperimentali di sclerosi multipla, incluse chimere uomo–topo, bavisant ha mostrato:

  • stimolazione delle cellule produttrici di mielina
  • protezione dei neuroni dalla degenerazione
  • riduzione dell’espressione genica associata all’infiammazione

Un’azione combinata, rara nella ricerca farmacologica su questa patologia.

Un risultato che apre la medicina rigenerativa

«Per la prima volta abbiamo dimostrato che è possibile identificare una molecola in grado di rigenerare la mielina e, allo stesso tempo, proteggere i neuroni nella sclerosi multipla progressiva», afferma Paola Panina, professoressa di biologia cellulare e sperimentale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele.

«Non si tratta solo di un potenziale nuovo farmaco, ma di un nuovo modo di fare ricerca: più sistematico, più predittivo e più vicino alla biologia umana».

Una rete internazionale di competenze

Il progetto BRAVEinMS coinvolge centri di eccellenza come il Paris Brain Institute, la University of California San Francisco e l’Università di Münster.

«La nostra piattaforma accelera l’identificazione di molecole rimielinizzanti e neuroprotettive», spiega Brahim Nait-Oumesmar.

«L’uso di modelli cellulari umani e murini umanizzati migliora la validità preclinica», aggiunge Tanja Kuhlmann.

«Gli strumenti computazionali e il machine learning hanno avuto un ruolo decisivo nel ridurre migliaia di opzioni a pochi candidati reali», sottolinea Sergio Baranzini.

Cosa succede ora: verso gli studi clinici

Bavisant presenta un vantaggio rilevante: non nasce come nuova molecola.
Questo significa tempi di sviluppo più brevi, minori costi e maggiore affidabilità in termini di sicurezza. Il consorzio sta ora lavorando sull’ottimizzazione del farmaco e sull’approfondimento dei meccanismi d’azione, con l’obiettivo di avviare studi clinici di fase 2.

La ricerca è sostenuta dalla International Progressive MS Alliance, che riunisce associazioni, fondazioni, ricercatori e persone con sclerosi multipla progressiva.

«Questo progetto dimostra che la collaborazione internazionale può tradursi in opportunità terapeutiche concrete», dichiara Mario Alberto Battaglia.

«Abbiamo costruito una piattaforma capace di trasformare le conoscenze in cure», conclude Gianvito Martino.

A cura della Redazione GTNews

Link utili:
Understand, prevent and reverse progression – International Progressive MS Alliance

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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