Finanzia la guerra, i Massive Attack dicono addio a Spotify

Il duo di Bristol rompe con la piattaforma di Daniel Ek, accusata di investire milioni in tecnologie belliche. La musica diventa atto di coscienza

I Massive Attack hanno deciso di chiudere la porta in faccia al colosso dello streaming. Con un post secco su Instagram, il duo britannico ha annunciato che Spotify non avrร  piรน la loro musica. Il motivo? Il CEO Daniel Ek finanzia, attraverso la societร  Prima Materia, tecnologie per droni militari sviluppate dalla tedesca Helsing. โ€œLโ€™algoritmo che decide cosa ascoltiamo,โ€ scrivono, โ€œha il rumore del metallo e non del vinile.โ€ รˆ un boicottaggio in piena regola, lโ€™ennesima frattura tra artisti e piattaforme, ma stavolta lโ€™eco va ben oltre lo streaming: mette in discussione lโ€™anima stessa dellโ€™industria musicale, sospesa tra etica e profitto. La notizia ha fatto il giro del mondo in poche ore, trasformando una scelta personale in un dibattito globale. Per molti fan, non รจ solo una decisione economica o ideologica, ma il segnale che anche la musica โ€“ quella con la โ€œMโ€ maiuscola โ€“ puรฒ ancora ribellarsi alle logiche dellโ€™algoritmo.

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Le accuse al CEO Daniel Ek

Dietro la scelta dei Massive Attack si nasconde un intreccio tra tecnologia, guerra e business. Daniel Ek, fondatore di Spotify, รจ infatti uno dei principali investitori di Helsing AI, azienda che sviluppa sistemi di intelligenza artificiale per applicazioni militari, tra cui droni e piattaforme di sorveglianza autonoma.

Attraverso la holding Prima Materia, Ek avrebbe investito oltre 100 milioni di euro nel progetto, presentandolo come unโ€™โ€œiniziativa per la difesa dellโ€™Europaโ€. Una giustificazione che perรฒ non ha convinto il duo di Bristol, da sempre vicino a battaglie ambientaliste e pacifiste.

Giร  nel 2022, Robert Del Naja โ€“ anima visiva e politica del gruppo โ€“ aveva criticato pubblicamente la deriva โ€œcorporateโ€ della musica in streaming, denunciando la scarsa trasparenza sui compensi agli artisti. Oggi la questione si allarga: non solo quanto guadagna Spotify, ma da chi prende i soldi.

Catalogo in uscita e nuova etichetta

Il duo ha annunciato che dal prossimo anno pubblicherร  una serie di lavori โ€œcreati nel recente passatoโ€, disponibili su supporto fisico e digitale, ma โ€œcon unโ€™eccezione per Spotifyโ€. รˆ la nascita di un nuovo progetto editoriale indipendente, che comprenderร  ristampe, inediti e collaborazioni curate direttamente dalla band.

I Massive Attack intendono cosรฌ recuperare un contatto piรน diretto con il pubblico, libero dalle intermediazioni algoritmiche. โ€œNon vogliamo che la nostra musica viva dentro un calcolo di probabilitร ,โ€ avrebbe dichiarato una fonte vicina al gruppo.

Il gesto si inserisce anche nel movimento No Music For Genocide, che chiede ai musicisti di rimuovere le proprie opere dalle piattaforme attive nei territori coinvolti in conflitti o violazioni dei diritti umani. Coerentemente, il gruppo ha chiesto alla propria etichetta โ€“ Universal Music Group โ€“ di eliminare il catalogo di Massive Attack da tutti i servizi di streaming in Israele.

Spotify e le proteste degli artisti

Non รจ la prima volta che Spotify finisce al centro di una polemica. Durante la pandemia, Neil Young lasciรฒ la piattaforma accusandola di ospitare il podcast di Joe Rogan, reo di diffondere teorie complottiste su vaccini e COVID. Poco dopo, altri artisti come Joni Mitchell e David Crosby seguirono il suo esempio.

La questione, perรฒ, oggi รจ diversa: allora si trattava di disinformazione sanitaria, oggi di intelligenza artificiale applicata alla guerra. Spotify si ritrova ancora una volta costretta a giustificarsi, ma la linea ufficiale resta prudente. โ€œNon commentiamo le attivitร  personali dei nostri dirigenti,โ€ ha fatto sapere lโ€™ufficio stampa.

Eppure, la mossa dei Massive Attack tocca un nervo scoperto. La musica digitale รจ diventata un settore da miliardi, ma con margini sempre piรน stretti per gli artisti. Se le piattaforme vengono percepite come moralmente compromesse, la loro immagine potrebbe incrinarsi anche agli occhi del pubblico.

Daniel Ek verso lโ€™uscita (parziale)

A rendere il quadro ancora piรน turbolento cโ€™รจ la recente notizia che Daniel Ek lascerร  il ruolo di CEO il 1ยฐ gennaio 2026. Al suo posto subentreranno Alex Norstrรถm e Gustav Sรถderstrรถm, in qualitร  di co-CEO. Ek non sparirร  perรฒ dai radar: resterร  presidente esecutivo, concentrandosi sulle strategie di lungo periodo.

Una mossa che molti analisti leggono come tentativo di allontanare lโ€™immagine personale dalle polemiche. Tuttavia, il danno reputazionale resta: le scelte private del fondatore hanno messo Spotify in una posizione difficile, costretta a navigare tra libertร  imprenditoriale e responsabilitร  etica.

Musica, etica e algoritmo

Il caso Massive Attack apre una riflessione piรน ampia: puรฒ la musica restare neutrale in un mondo dove ogni clic รจ un dato, ogni artista un brand e ogni nota una forma di profitto?
Nel 1998, quando usciva Mezzanine, il gruppo di Bristol cantava lโ€™angoscia della societร  digitale nascente. Oggi, ventisei anni dopo, quello stesso disagio si materializza nelle piattaforme che promettono libertร  ma costruiscono dipendenza. La decisione di abbandonare Spotify non รจ solo un atto politico, รจ un esperimento sociale: capire se la musica puรฒ ancora esistere fuori dagli algoritmi. Forse non cambierร  il mondo, ma obbliga tutti โ€“ artisti, fan e piattaforme โ€“ a una domanda essenziale: quanto costa davvero la nostra musica, e chi la paga?

Fonte:

Massive Attack remove music from Spotify to protest against CEO Daniel Ekโ€™s investment in AI military | Massive Attack | The Guardian

Roberto Zonca

Roberto Zonca รจ giornalista professionista, attivo nellโ€™informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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