Influenza, l’Italia rischia un’ondata anticipata. Bassetti: «Attenti ai rischi polmonari»

Negli Stati Uniti si contano già centinaia di decessi. I sintomi da riconoscere, le categorie più vulnerabili e le misure per prevenire le forme gravi

LA NOTIZIA IN BREVE – La stagione influenzale 2026-2027 potrebbe mettere alla prova il sistema sanitario italiano, soprattutto per il rischio di complicanze respiratorie nei pazienti più fragili. Matteo Bassetti invita a prestare attenzione alle forme che possono evolvere in polmonite, mentre i dati americani segnalano una circolazione anticipata del virus H1N1. In Italia resta aperta la questione dei tempi e dell’intensità dell’epidemia, aggravata dalla mancanza di dati nazionali aggiornati e da una copertura vaccinale degli anziani ancora lontana dagli obiettivi di sanità pubblica. Quali sintomi devono preoccupare e come ridurre il rischio delle forme più gravi?

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L’APPROFONDIMENTO – L’estate è ormai uno sbiadito ricordo. Il freddo è tornato e con lui anche una moltitudine di virus che minacciano di rovinarci l’autunno. E dagli Stati Uniti giungono le prime notizie che preoccupano i medici. Oltreoceano i virus influenzali hanno cominciato a circolare prima del previsto, con migliaia di ricoveri già registrati negli ospedali e un bilancio che, secondo le stime delle autorità sanitarie americane, ha raggiunto almeno 900 decessi dall’inizio della stagione. In Italia lo sguardo è rivolto alle prossime settimane, quando le temperature in calo e la maggiore permanenza negli ambienti chiusi potrebbero favorire la diffusione delle infezioni respiratorie.

A richiamare l’attenzione sul problema è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, che ha ipotizzato una stagione influenzale anticipata, accompagnata da un coinvolgimento respiratorio capace di creare problemi soprattutto ai pazienti più fragili. Secondo l’infettivologo, i contagi potrebbero crescere già durante novembre, mentre il rischio maggiore riguarda anziani e persone con malattie croniche, per le quali anche un’infezione inizialmente comune può trasformarsi in una condizione che richiede il ricovero.

Le osservazioni dello specialista arrivano mentre in Italia è in corso la campagna vaccinale 2026-2027 e l’Europa segue l’evoluzione dei virus influenzali, tra i quali compare il sottotipo A(H1N1), già responsabile della pandemia del 2009 e da allora presente nelle epidemie stagionali.

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Influenza in Italia, quando potrebbe arrivare il picco?

Ogni stagione influenzale segue un andamento diverso, influenzato dai ceppi in circolazione, dalle difese immunitarie della popolazione e dalle occasioni di contagio. In Italia il periodo di maggiore diffusione si concentra di solito tra dicembre e febbraio, ma negli ultimi anni il calendario dell’epidemia ha mostrato oscillazioni che rendono difficile prevedere quando arriverà il picco.

Bassetti si aspetta una crescita dei casi nelle prossime settimane e ritiene possibile che il momento più critico coincida con le festività natalizie o con l’inizio di gennaio. «Mi aspetto nelle prossime settimane un aumento progressivo dei casi», ha dichiarato, spiegando che molto dipenderà dalla velocità con cui il virus comincerà a circolare.

I dati europei, per ora, descrivono una situazione meno preoccupante rispetto a quella americana. Nel rapporto pubblicato il 3 novembre, riferito alla settimana 43 del 2026, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) segnala livelli bassi di circolazione influenzale nei Paesi dell’Unione europea, mentre tra i virus respiratori rilevati il SARS-CoV-2 continua a rappresentare una componente importante delle infezioni.

Per l’Italia esiste inoltre un problema di disponibilità dei dati. L’ultimo bollettino nazionale pubblicato sul portale RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità risale al 6 marzo 2026, quando le Regioni avevano sospeso l’invio delle informazioni in attesa di adeguamenti alle norme sulla gestione dei dati personali. Al 4 novembre, il portale non presenta ancora una nuova serie settimanale pubblica che permetta di misurare l’andamento della stagione in corso. Questo limite rende più difficile capire se i contagi stiano già aumentando e con quale velocità.

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Dagli Stati Uniti all’Australia: i segnali da osservare

La situazione americana ha riacceso l’attenzione sull’influenza stagionale. Secondo il rapporto dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) pubblicato il 30 ottobre, negli Stati Uniti si stimano dall’inizio della stagione almeno un milione di infezioni, 16.000 ricoveri e 900 decessi, mentre nel Connecticut sei persone di almeno 55 anni sono morte dalla fine di settembre. Il primo decesso nello Stato è arrivato circa un mese prima rispetto alla stagione precedente.

Tra i virus influenzali A sottoposti a identificazione prevale il sottotipo A(H1N1)pdm09, discendente del ceppo pandemico del 2009. La sua presenza viene rilevata anche nei campioni europei, senza che siano emerse prove sufficienti di una maggiore aggressività rispetto ai virus circolati negli anni precedenti.

Un altro elemento arriva dall’Australia, dove la stagione influenzale precede quella europea. Già a settembre Bassetti aveva richiamato l’attenzione su un andamento caratterizzato, secondo la sua lettura dei dati australiani, da un numero complessivo di infezioni inferiore rispetto all’anno precedente, ma da un aumento dei ricoveri ospedalieri.

Il confronto con l’emisfero australe offre indicazioni utili sui ceppi in circolazione e sulle possibili complicanze, pur lasciando aperta la questione di come evolverà l’epidemia italiana, che dipenderà anche dalla protezione immunitaria della popolazione e dalla diffusione dei diversi virus.

Il monito di Bassetti: attenzione alle complicanze respiratorie

L’infettivologo ha richiamato l’attenzione sulle forme caratterizzate da un forte coinvolgimento dell’apparato respiratorio. «Quest’anno sembra esserci un grande interessamento respiratorio», ha dichiarato, citando la possibilità che alcuni pazienti sviluppino una polmonite influenzale, tra le complicanze che possono rendere necessario il ricovero.

Il virus è in grado di raggiungere le vie aeree inferiori, danneggiare le cellule che rivestono i polmoni e provocare un’infiammazione capace di ostacolare gli scambi di ossigeno. In alcuni casi, il danno alle mucose respiratorie facilita anche l’insorgenza di infezioni batteriche, con un peggioramento che può manifestarsi dopo alcuni giorni di malattia o persino quando il paziente sembrava avviato verso la guarigione.

La polmonite è una complicanza conosciuta dell’influenza, ma al momento mancano dati clinici sufficienti per stabilire se nella stagione 2026-2027 sarà più diffusa rispetto al passato.

Come riconoscere l’influenza e quando preoccuparsi

L’influenza può manifestarsi nel giro di poche ore, con febbre, brividi, dolori muscolari diffusi, mal di testa e una spossatezza che rende faticosi anche i gesti più semplici, mentre la tosse, spesso secca nelle prime fasi, può accompagnarsi a mal di gola, congestione nasale e perdita dell’appetito. Negli adulti senza particolari problemi di salute la fase più intensa tende a risolversi nell’arco di alcuni giorni, anche se tosse e stanchezza possono durare più a lungo.

Nei bambini possono comparire vomito e diarrea, mentre negli anziani la febbre può essere modesta o assente, con un quadro dominato da debolezza, perdita dell’appetito, disorientamento o peggioramento delle condizioni generali. La somiglianza con altre infezioni respiratorie, compreso il Covid-19, rende talvolta necessario un test quando identificare il virus può orientare le decisioni terapeutiche.

Il segnale da osservare con maggiore attenzione è l’evoluzione della respirazione. Affanno a riposo, difficoltà a completare una frase senza riprendere fiato e dolore persistente al torace richiedono una valutazione medica urgente, soprattutto nei pazienti con malattie cardiache o polmonari. Anche la ricomparsa della febbre, accompagnata da tosse più intensa e peggioramento delle condizioni generali dopo un apparente recupero, può indicare una complicanza.

Negli anziani bisogna prestare attenzione alla comparsa di confusione o forte debolezza, mentre nei bambini destano preoccupazione una respirazione faticosa, la difficoltà ad assumere liquidi e una ridotta capacità di reagire agli stimoli. In presenza di grave difficoltà respiratoria, alterazione dello stato di coscienza o colorazione bluastra delle labbra occorre chiamare il 112.

Il problema italiano: troppi anziani ancora senza vaccino

La vulnerabilità della popolazione italiana emerge anche dai dati sulle vaccinazioni. Secondo l’ultima rilevazione nazionale pubblicata dal Ministero della Salute, riferita alla stagione 2024-2025, soltanto il 52,5% degli ultrasessantacinquenni aveva ricevuto il vaccino antinfluenzale, una percentuale lontana dall’obiettivo minimo del 75% indicato dalle autorità sanitarie. Il dato rappresenta un elemento concreto di preoccupazione, considerando che l’età avanzata e la presenza di patologie croniche aumentano il rischio di complicanze.

Negli anziani la risposta immunitaria può risultare meno efficace, mentre malattie cardiovascolari, diabete, asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva e altre condizioni che compromettono le difese dell’organismo rendono più difficile affrontare lo stress provocato dall’infezione. Anche le donne in gravidanza, i bambini molto piccoli e le persone immunodepresse rientrano tra i gruppi ai quali i medici raccomandano maggiore attenzione.

Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute ha confermato la vaccinazione gratuita per le categorie previste dalla circolare nazionale, comprese le persone dai 60 anni, le donne in gravidanza, i bambini dai sei mesi ai sei anni e i cittadini con determinate patologie croniche. Il vaccino richiede circa due settimane per sviluppare la risposta immunitaria e contribuisce a ridurre il rischio di forme gravi, complicanze e ricoveri, anche quando non impedisce del tutto l’infezione.

Cure e prevenzione: cosa fare ai primi sintomi

Chi presenta un rischio elevato di complicanze dovrebbe contattare il medico fin dalle prime manifestazioni dell’influenza, perché in alcuni casi può essere indicato un trattamento antivirale, come l’oseltamivir, capace di ostacolare la replicazione del virus. I benefici sono maggiori quando la terapia viene iniziata entro le prime 48 ore dalla comparsa dei sintomi, sebbene nelle forme gravi e nei pazienti ricoverati il medico possa prescriverla anche dopo questo intervallo.

Gli antibiotici trovano invece impiego quando viene diagnosticata o sospettata un’infezione batterica che ne richiede l’uso. Durante la fase acuta restano importanti il riposo, un’adeguata idratazione e la riduzione dei contatti con altre persone, accompagnati dall’aerazione degli ambienti e dalle precauzioni necessarie per proteggere chi presenta condizioni di fragilità.

Le prossime settimane permetteranno di capire se l’influenza anticiperà il proprio picco anche in Italia e quale peso avranno le complicanze respiratorie.

Nota editoriale – Questo contenuto è stato elaborato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Le informazioni raccolte sono state verificate e successivamente elaborate da un giornalista della redazione. I dati epidemiologici riportati si riferiscono alla documentazione istituzionale disponibile al 4 novembre 2026.

Link e fonti

Rapporti epidemiologici, dati sanitari e documenti istituzionali per approfondire la stagione influenzale 2026-2027, la diffusione del virus H1N1, i rischi respiratori e le misure di prevenzione in Italia.

  • Rapporto epidemiologico

    RespiVirNet – Sorveglianza integrata dei virus respiratori

    Ente: Istituto Superiore di Sanità · Data:

    Il sistema nazionale di sorveglianza delle infezioni respiratorie acute. Il bollettino del 6 marzo documenta la sospensione dei flussi regionali di dati in attesa dell’adeguamento alle norme sulla protezione delle informazioni personali. Permette di verificare i limiti dei dati italiani disponibili e di consultare gli aggiornamenti del sistema.

    Consulta il rapporto
  • Rapporto epidemiologico

    Overview of respiratory virus epidemiology in the EU/EEA, week 43, 2026

    Ente: European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) · Data:

    Il rapporto europeo descrive una circolazione influenzale ancora bassa nella maggior parte dei Paesi UE e SEE, con il sottotipo A(H1N1)pdm09 predominante tra quelli identificati. Consente di confrontare la situazione europea con quella americana e di valutare le prospettive della stagione invernale, tenendo conto dei limiti dei dati preliminari.

    Consulta il rapporto europeo
  • Rapporto di sorveglianza

    Weekly US Influenza Surveillance Report: Key Updates for Week 42, ending October 24, 2026

    Ente: Centers for Disease Control and Prevention (CDC) · Data:

    Il bollettino americano riporta almeno un milione di infezioni, 16.000 ricoveri e 900 decessi stimati dall’inizio della stagione. Documenta inoltre la predominanza del virus A(H1N1)pdm09 tra i campioni sottotipizzati e distingue le stime epidemiologiche dai ricoveri e decessi registrati. I dati sono preliminari e soggetti ad aggiornamento.

    Consulta i dati CDC
  • Banca dati istituzionale

    Dati coperture vaccinali Influenza

    Ente: Ministero della Salute · Aggiornamento:

    I dati nazionali della stagione 2024-2025 mostrano una copertura vaccinale del 52,5% tra gli anziani di almeno 65 anni, lontana dall’obiettivo minimo del 75%. La pagina permette di esaminare anche l’andamento storico delle vaccinazioni e le differenze territoriali. Il dato riguarda la precedente campagna, non quella 2026-2027.

    Consulta i dati vaccinali
  • Documento ufficiale

    Influenza, pubblicata la Circolare con le raccomandazioni per la stagione 2026-2027

    Ente: Ministero della Salute · Data:

    La comunicazione ufficiale presenta la circolare nazionale sulla prevenzione e il controllo dell’influenza, con le categorie destinatarie della vaccinazione, le indicazioni sui vaccini disponibili e le misure di protezione. Conferma la raccomandazione per le persone dai 60 anni, le donne in gravidanza, i bambini piccoli e i soggetti con specifiche patologie.

    Consulta il documento
  • Scheda sanitaria ufficiale

    Signs and Symptoms of Flu

    Ente: Centers for Disease Control and Prevention (CDC) · Data:

    La scheda clinica descrive i sintomi dell’influenza, le complicanze come la polmonite e i segnali che richiedono assistenza medica urgente. Contiene indicazioni distinte per adulti e bambini, comprese difficoltà respiratorie, dolore toracico, confusione e peggioramento dopo un primo recupero. Chiarisce inoltre che l’influenza può manifestarsi anche senza febbre.

    Consulta la scheda sanitaria

Fonti consultate e verificate dalla redazione di GiornaleTecnologico.net.

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Note per i lettori

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono in alcun modo parere medico o prescrizione. Prima di intraprendere qualsiasi terapia o integrazione, è necessario consultare il proprio medico curante.

L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

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