Fumo, la proposta AIOM in Parlamento

Raggiunte le 50mila firme per aumentare il prezzo di sigarette, tabacco riscaldato, e-cig e liquidi. La misura punta a ridurre i consumi, proteggere i giovani e finanziare il Servizio sanitario nazionale

La proposta di legge popolare promossa da AIOM, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM ha raggiunto le 50mila firme necessarie per arrivare all’esame del Parlamento. La richiesta è netta: aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, comprese sigarette tradizionali, tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e liquidi. La campagna “5 euro contro il fumo” entra così nella fase politica più delicata, proprio alla vigilia della Giornata mondiale senza tabacco, che si celebra il 31 maggio.

Perché la proposta AIOM arriva ora?

Il risultato delle firme arriva dopo circa quattro mesi di raccolta e trasforma una campagna sanitaria in un tema parlamentare. Secondo i promotori, il prezzo resta una delle leve più efficaci per ridurre il consumo di tabacco, soprattutto tra i giovani, che risultano più sensibili all’aumento dei costi. L’obiettivo dichiarato è abbassare il numero dei fumatori, ridurre il carico di malattie legate al tabagismo e destinare nuove risorse al Servizio sanitario nazionale.

La proposta prevede una accisa specifica di 5 euro per ogni unità di consumo, aggiuntiva rispetto alle imposte già esistenti. Il punto politicamente più rilevante riguarda l’estensione della misura a tutti i prodotti contenenti nicotina o collegati al fumo, così da evitare che il rincaro delle sole sigarette tradizionali spinga una parte dei consumatori verso dispositivi alternativi più economici. AIOM aveva già indicato nel lancio della campagna l’obiettivo di colpire anche e-cig e tabacco riscaldato, prodotti sempre più presenti tra i consumatori giovani.

Quanti fumatori ci sono in Italia?

Il tema riguarda una quota molto ampia della popolazione. Il Ministero della Salute stima che in Italia siano attribuibili al fumo di tabacco oltre 93mila morti l’anno, con costi diretti e indiretti superiori a 26 miliardi di euro. Sempre secondo i dati istituzionali, nel 2024 i fumatori tra la popolazione dai 14 anni in su erano il 19,8%, in aumento rispetto al 19,3% del 2023. La sorveglianza PASSI 2022-2023 indica invece che tra gli adulti 18-69enni fuma circa un italiano su quattro, con una prevalenza più alta tra chi vive difficoltà economiche e tra le persone con minore istruzione.

Il dato sanitario più pesante riguarda il cancro. Il fumo è considerato il principale fattore di rischio oncologico prevenibile e incide in modo diretto anche su malattie cardiovascolari e respiratorie. Nel documento diffuso dai promotori della campagna viene ricordato che il 90% dei casi di tumore del polmone e il 50% dei tumori della vescica sono determinati proprio dal fumo. A questi si aggiungono infarto, ictus, enfisema, asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Perché il prezzo può cambiare i comportamenti?

L’aumento del prezzo dei prodotti da fumo agisce su due piani. Per chi fuma già, rende più costosa una dipendenza quotidiana. Per chi deve ancora iniziare, alza la barriera di ingresso. Questo secondo effetto pesa molto nelle fasce giovanili, dove la scelta di provare sigarette, svapo o tabacco riscaldato dipende spesso dalla disponibilità economica, dalla pressione del gruppo, dalla facilità di accesso e dalla percezione del rischio.

AIOM e le fondazioni promotrici stimano che un rincaro di 5 euro su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina possa determinare una riduzione del 37% del consumo di tabacco e generare un gettito annuo di circa 800 milioni di euro da destinare al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale. La proposta introduce anche un elemento di controllo pubblico, con l’obbligo per i Ministeri dell’Economia e della Salute di riferire ogni anno al Parlamento sull’uso dei fondi e sugli effetti di salute pubblica.

Perché giovani e nuovi prodotti sono centrali?

La battaglia sul fumo si è spostata anche sui nuovi dispositivi. Sigarette elettroniche, tabacco riscaldato, aromi, liquidi e prodotti percepiti come meno aggressivi hanno cambiato il mercato della nicotina. Secondo AIOM, in quattro anni l’uso di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato è quasi raddoppiato, passando dal 3,9% nel 2021 al 7,4% nel 2025. Tra i 18-34enni la quota sale al 16,5%.

Il documento allegato alla campagna segnala dati ancora più preoccupanti nelle scuole. Tra gli studenti dagli 11 ai 13 anni fuma o svapa il 7,5%, mentre tra i 14 e i 17 anni la quota sale al 37,4%. Il policonsumo, cioè l’uso combinato di più prodotti, riguarda oltre il 70% dei fumatori delle scuole superiori.

Che cosa dice l’Organizzazione mondiale della sanità?

Il tema scelto dall’Organizzazione mondiale della sanità per la Giornata mondiale senza tabacco 2026 è “Unmasking the appeal – countering nicotine and tobacco addiction”. La campagna punta a smascherare le strategie con cui l’industria del tabacco e della nicotina rende attraenti nuovi prodotti, soprattutto per bambini e adolescenti. L’OMS segnala almeno 40 milioni di ragazzi tra 13 e 15 anni che usano almeno un prodotto del tabacco a livello globale e almeno 15 milioni che utilizzano sigarette elettroniche.

Il messaggio internazionale si sovrappone alla proposta italiana. Le società scientifiche chiedono di rafforzare la regolazione, chiudere le lacune normative e intervenire anche sulla convenienza economica dei prodotti. Il rischio indicato dall’OMS riguarda la capacità dell’industria di presentare i nuovi dispositivi come innovazione, moda o alternativa leggera, mantenendo però al centro la dipendenza da nicotina.

Quale sarebbe l’impatto sul Servizio sanitario?

Il gettito stimato di 800 milioni di euro l’anno rappresenta uno degli aspetti più concreti della proposta. Le risorse dovrebbero finanziare prevenzione, diagnosi, presa in carico dei pazienti e rafforzamento generale del Servizio sanitario nazionale. La logica è collegare direttamente il prelievo sui prodotti che generano danni sanitari al sistema pubblico chiamato poi a curare tumori, malattie cardiovascolari e patologie respiratorie.

Il Ministero della Salute ricorda che il tabacco provoca più decessi di alcol, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme, ed è causa nota o probabile di almeno 27 malattie. A livello europeo resta il principale fattore di rischio evitabile per la salute e la prima causa prevenibile di cancro.

Perché la misura riguarda anche l’ambiente?

Il fumo produce anche un costo ambientale. La documentazione della campagna richiama l’impatto della filiera del tabacco, indicando che per produrre una singola sigaretta servono 3,7 litri di acqua e 3,5 grammi di petrolio, con un’emissione di 4 grammi di CO2. A questo si aggiungono mozziconi dispersi, filtri, rifiuti plastici e residui chimici che finiscono nell’ambiente urbano, nei corsi d’acqua e nel mare.

L’aumento del prezzo viene quindi presentato come una misura sanitaria con ricadute sociali, economiche e ambientali. La parte decisiva si sposta ora sul Parlamento, chiamato a discutere una proposta sostenuta da società scientifiche, fondazioni e associazioni. Per AIOM e per gli altri promotori, i 5 euro in più rappresentano una scelta di prevenzione applicata alla vita quotidiana: rendere meno accessibile la nicotina, soprattutto ai più giovani, e usare le risorse generate per curare meglio le conseguenze di una dipendenza che continua a pesare sulla salute pubblica.

Note per i lettori

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono in alcun modo parere medico o prescrizione. Prima di intraprendere qualsiasi terapia o integrazione, è necessario consultare il proprio medico curante.

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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