Indice
- 1 Un esperimento condotto negli Stati Uniti dimostra che la trasmissione laser può funzionare anche da piattaforme in movimento
- 2 Come funziona il sistema di trasmissione
- 3 Perché il movimento è il vero risultato
- 4 L’obiettivo finale: il solare dallo spazio
- 5 Usare gli impianti esistenti, non crearne di nuovi
- 6 I precedenti e il contesto tecnologico
- 7 Le prossime tappe e i limiti da superare
- 8 Una tecnologia che cambia il paradigma
Un esperimento condotto negli Stati Uniti dimostra che la trasmissione laser può funzionare anche da piattaforme in movimento
L’energia solare può essere raccolta da una piattaforma in quota e inviata a terra senza usare cavi. Lo ha dimostrato una startup statunitense attraverso un test condotto sopra la Pennsylvania. Gli ingegneri della giovane compagnia ha fatto decollare un aereo dotato di pannelli fotovoltaici e convertito la luce del Sole in elettricità, trasmettendola poi al suolo tramite un laser a infrarossi. L’esperimento mostra che il sistema può funzionare anche con una fonte in movimento, aprendo la strada al solare dallo spazio operativo anche di notte.
Il risultato è stato raggiunto a fine novembre dalla Overview Energy, che ha scelto un approccio volutamente pragmatico. Per il primo test operativo l’azienda ha utilizzato un aereo a turboelica in volo a circa 5.000 metri di quota, trasformandolo in una piattaforma sperimentale per la raccolta e la trasmissione di energia.
L’obiettivo non era produrre grandi quantità di elettricità, ma verificare che tutti i componenti del sistema potessero funzionare insieme in condizioni reali: generazione, conversione, puntamento e ricezione. Un passaggio cruciale, perché molte tecnologie funzionano sulla carta o in laboratorio, ma falliscono quando entrano in gioco vibrazioni, movimento e interferenze ambientali.
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Come funziona il sistema di trasmissione
Il principio è relativamente semplice, ma l’esecuzione è tutt’altro che banale. L’aereo era equipaggiato con pannelli fotovoltaici, incaricati di convertire la luce solare in elettricità durante il volo.
L’energia prodotta non veniva immagazzinata, ma convertita quasi in tempo reale in un fascio laser a infrarossi, puntato verso un ricevitore installato a terra. Il ricevitore, a sua volta, riconvertiva la luce in energia elettrica utilizzabile.
La sfida principale non riguardava il trasferimento in sé, ma la precisione del puntamento. Mantenere allineato un laser su un bersaglio fisso mentre la piattaforma di origine è in movimento richiede sistemi di tracking ottico avanzati, controllo dinamico e compensazione delle variazioni atmosferiche.
Perché il movimento è il vero risultato
Il dato più rilevante del test non è la potenza trasferita, ma il fatto che la trasmissione abbia funzionato da una piattaforma non fissa. Questo dettaglio cambia radicalmente lo scenario applicativo. Se un sistema di questo tipo riesce a operare da un aereo in volo, può teoricamente funzionare anche da satelliti in orbita, dove il movimento relativo rispetto alla superficie terrestre è costante e prevedibile.
È proprio su questo punto che Overview Energy concentra la propria strategia: dimostrare, passo dopo passo, che la trasmissione laser di energia non è solo possibile, ma gestibile, controllabile e scalabile.
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L’obiettivo finale: il solare dallo spazio
Dietro il test c’è un’idea ambiziosa ma non nuova: portare la produzione di energia solare fuori dall’atmosfera terrestre. In orbita geosincrona, a circa 35.800 chilometri di quota, i satelliti restano illuminati dal Sole in modo quasi continuo, senza essere influenzati da nuvole, stagioni o alternanza giorno-notte.
Overview Energy punta a collocare in futuro satelliti dotati di grandi superfici fotovoltaiche, capaci di raccogliere energia 24 ore su 24 e inviarla verso la Terra tramite fasci laser a bassa densità energetica.
La scelta del laser, rispetto alle microonde studiate in passato, ha un vantaggio chiave: permette una maggiore precisione e riduce la necessità di grandi infrastrutture dedicate a terra.
Usare gli impianti esistenti, non crearne di nuovi
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è l’idea di sfruttare gli impianti fotovoltaici già installati. Secondo la visione della startup, i pannelli solari terrestri potrebbero continuare a funzionare normalmente di giorno e, di notte, ricevere energia dallo spazio sotto forma di luce laser.
In questo modo, le centrali solari esistenti diventerebbero nodi ibridi, capaci di produrre energia in modo continuo senza modifiche strutturali profonde. Un approccio che riduce i costi e semplifica l’integrazione nelle reti elettriche attuali.
L’azienda sottolinea inoltre che i fasci utilizzati sarebbero progettati per essere intrinsecamente sicuri, con densità tali da non rappresentare un pericolo per persone, animali o traffico aereo.
I precedenti e il contesto tecnologico
Il trasferimento di energia via laser non è una novità assoluta. Nel 2024, la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) aveva già stabilito un record trasmettendo circa 800 watt su una distanza di 8,6 chilometri. Il test di Overview Energy non punta a superare quei numeri, ma aggiunge un elemento nuovo: la trasmissione da una piattaforma in movimento, un passaggio essenziale in vista delle applicazioni spaziali. È una differenza sostanziale, perché avvicina la tecnologia a uno scenario operativo reale e non solo dimostrativo.
Le prossime tappe e i limiti da superare
Tra un aereo e un satellite geosincrono c’è ancora molta strada. Overview Energy prevede di realizzare un dimostratore in orbita terrestre bassa entro il 2028, per validare il sistema nello spazio prima del salto verso quote più elevate.
Solo se quella fase avrà successo si potrà parlare di trasmissione energetica dallo spazio su scala commerciale, con un orizzonte temporale che guarda al 2030. Finora la startup ha raccolto circa 18,6 milioni di euro da investitori privati: una cifra modesta per l’aerospazio, ma sufficiente per sostenere le prime fasi di sviluppo.
Il nodo resta economico e ingegneristico: lanciare grandi strutture in orbita costa ancora molto, e l’affidabilità dovrà essere garantita su tempi lunghi.
Una tecnologia che cambia il paradigma
Se dovesse maturare, il solare dallo spazio non sostituirebbe le rinnovabili terrestri, ma potrebbe completarle. Energia disponibile anche di notte, indipendente dal meteo, integrabile nelle infrastrutture esistenti: sono caratteristiche che rispondono a problemi concreti della transizione energetica.
A cura della Redazione GTNews
Link utili:
Overview Energy – Our Airborne Demo Makes Space Solar Energy a Reality
