Possibile sostenere il mondo con le rinnovabili: lo studio che sfida il ritorno del nucleare

Un modello globale indica che solare, eolico, reti internazionali e gestione intelligente dei consumi possono alimentare il pianeta con elettricitร  pulita. La scelta decisiva riguarda gli investimenti, perchรฉ lโ€™Europa rilancia lโ€™atomo

Un sistema elettrico mondiale alimentato interamente da fonti rinnovabili entro il 2050 รจ tecnicamente possibile. La conclusione arriva da uno studio pubblicato su Nature Energy, firmato da un gruppo internazionale di ricercatori guidato dalla Tsinghua University. Il lavoro utilizza un modello globale ad alta risoluzione che simula, per tutte le 8.760 ore di un anno, domanda elettrica, produzione, reti, distanza dai centri abitati e scenari di sviluppo tecnologico.

Il cuore del modello riguarda soprattutto fotovoltaico ed eolico, le due fonti rinnovabili variabili considerate piรน scalabili. Per arrivare a un sistema elettrico globale a emissioni nette zero servirebbero tra 15 e 20 terawatt di nuova capacitร  rinnovabile, da integrare con accumuli, reti piรน robuste, gestione flessibile dei consumi e collegamenti elettrici tra Paesi. Lo studio indica quindi una strada tecnicamente percorribile, ma legata a scelte industriali, infrastrutturali e politiche molto impegnative.

Quali fonti rinnovabili entrano in gioco?

Quando si parla di energia rinnovabile, il riferimento principale va al solare fotovoltaico e allโ€™eolico, perchรฉ sono le tecnologie oggi piรน scalabili per produrre grandi quantitร  di elettricitร  pulita. Il fotovoltaico trasforma direttamente la luce del Sole in corrente elettrica, mentre lโ€™eolico sfrutta la forza del vento attraverso turbine installate a terra o in mare.

Accanto a queste fonti ci sono anche idroelettrico, geotermia, bioenergie sostenibili ed energie marine, come moto ondoso, maree e correnti. Hanno perรฒ un peso diverso a seconda dei territori, delle risorse disponibili e dei vincoli ambientali. Batterie, accumuli, reti intelligenti e idrogeno verde non sono fonti primarie, ma tecnologie di supporto. Servono a immagazzinare energia, spostarla nel tempo, distribuirla meglio e rendere piรน stabile un sistema basato su sole e vento.

Dove si trovano le risorse rinnovabili piรน utili?

Uno dei dati piรน rilevanti riguarda la vicinanza tra produzione e consumo. Secondo il modello, oltre lโ€™80% delle risorse rinnovabili variabili considerate si trova entro 200 chilometri dai centri di domanda. Una parte consistente dellโ€™elettricitร  pulita potrebbe quindi essere prodotta a distanze compatibili con reti efficienti e investimenti gestibili. Le grandi interconnessioni restano comunque decisive. Collegare Paesi e aree geografiche diverse permette di bilanciare meglio produzione e consumi, compensare le variazioni di sole e vento e rendere il sistema piรน stabile.

Quanto territorio servirebbe per il fotovoltaico?

La transizione ha anche un costo fisico. Il solo fotovoltaico potrebbe richiedere oltre 9 milioni di ettari di superficie. รˆ una quantitร  rilevante, che impone scelte attente su suolo agricolo, paesaggio, aree industriali, terreni degradati e superfici giร  artificializzate.

La prioritร  dovrebbe andare a tetti, parcheggi, capannoni, zone produttive, aree compromesse e soluzioni agrivoltaiche progettate con criteri seri. La quantitร  di spazio richiesta rende indispensabile una pianificazione rigorosa, capace di distinguere tra impianti utili, progetti ben inseriti nel territorio e interventi costruiti solo per occupare superficie.

Perchรฉ le reti elettriche diventano decisive?

Un sistema basato su sole e vento richiede reti elettriche piรน forti, piรน intelligenti e piรน interconnesse. Il fotovoltaico produce soprattutto nelle ore diurne, lโ€™eolico varia con le condizioni meteorologiche e la domanda cambia durante la giornata. La nuova energia pulita ha quindi bisogno di infrastrutture capaci di assorbire, distribuire e bilanciare grandi quantitร  di elettricitร .

Servono accumuli, reti digitali, linee ad alta capacitร , collegamenti tra Paesi, sistemi di previsione e strumenti che aiutino a spostare alcuni consumi nelle ore in cui la produzione rinnovabile รจ piรน abbondante. La partita delle rinnovabili si gioca tanto sugli impianti quanto sulle reti.

Come si possono ridurre i costi della transizione?

Lo studio individua tre leve economiche principali. La prima รจ la gestione della domanda, cioรจ la possibilitร  di orientare una parte dei consumi verso le ore piรน favorevoli alla produzione rinnovabile. La seconda รจ lโ€™espansione delle grandi linee di trasmissione, comprese quelle tra Paesi diversi. La terza riguarda la rimozione delle barriere commerciali sulle tecnologie pulite, dai pannelli ai componenti elettrici.

Secondo gli autori, la gestione della domanda puรฒ ridurre i costi del sistema del 6,5%, pari a circa 182 miliardi di dollari lโ€™anno. Lโ€™espansione delle reti internazionali puรฒ tagliarli del 5,6%, mentre la rimozione delle barriere al commercio delle tecnologie rinnovabili puรฒ arrivare a una riduzione del 12,2%, pari a circa 345 miliardi di dollari lโ€™anno.

Perchรฉ lโ€™Africa puรฒ avere un ruolo centrale?

Il modello assegna un ruolo importante ai Paesi a basso reddito, in particolare a molte aree dellโ€™Africa, dove la disponibilitร  di risorse solari รจ altissima e la domanda elettrica รจ destinata a crescere. Una rete costruita direttamente su fonti pulite puรฒ migliorare lโ€™accesso allโ€™energia, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati e favorire uno sviluppo piรน equilibrato.

In questa prospettiva la transizione energetica diventa anche una questione di giustizia climatica. I Paesi che hanno contribuito meno alle emissioni storiche possono accedere a elettricitร  moderna senza seguire per intero il vecchio modello fossile delle economie industrializzate.

Che cosa dicono le previsioni sulle rinnovabili?

Le previsioni internazionali confermano la forza della crescita in corso. Lโ€™Agenzia internazionale dellโ€™energia stima che la capacitร  rinnovabile mondiale aumenterร  di circa 4.600 gigawatt tra il 2025 e il 2030, una quantitร  paragonabile alla capacitร  elettrica complessiva di Cina, Unione europea e Giappone.

Il fotovoltaico guida questa espansione e rappresenta quasi lโ€™80% della nuova capacitร  rinnovabile prevista nel periodo, favorito dal calo dei costi, dalla diffusione degli impianti distribuiti e da autorizzazioni piรน rapide in diversi mercati.

Perchรฉ lโ€™Europa rilancia il nucleare?

Il tema del nucleare รจ tornato centrale in Europa dopo la crisi del gas, la guerra in Ucraina e il bisogno di ridurre la dipendenza energetica dallโ€™estero. Diversi Paesi considerano lโ€™atomo una fonte stabile, programmabile e a basse emissioni, capace di affiancare rinnovabili e accumuli nella decarbonizzazione del sistema elettrico.

La Commissione europea sostiene anche lo sviluppo degli Small Modular Reactors, i piccoli reattori modulari, attraverso unโ€™alleanza industriale pensata per favorire dimostrazione e diffusione dei primi progetti europei nei primi anni Trenta. Il nucleare rientra cosรฌ nel confronto politico come tecnologia utile alla sicurezza energetica, ma il suo peso reale dipenderร  da tempi, costi e capacitร  industriale.

Il nucleare rischia di togliere spazio alle rinnovabili?

Il punto piรน delicato riguarda la distribuzione di risorse pubbliche, attenzione politica e capacitร  amministrativa. Il nucleare richiede investimenti elevati, filiere specializzate, autorizzazioni lunghe e gestione delle scorie. Servono inoltre il consenso territoriale e procedure di sicurezza complesse. Le rinnovabili, invece, possono produrre benefici climatici giร  in questo decennio, a condizione che crescano insieme a reti e accumuli.

Qual รจ il problema dei tempi del nucleare?

Il nucleare puรฒ contribuire alla decarbonizzazione nei Paesi che dispongono giร  di centrali operative, competenze tecniche e filiere consolidate. La situazione cambia quando si parla di nuovi impianti. Una centrale richiede molti anni tra decisione politica, progettazione, autorizzazioni, finanziamento, costruzione e messa in servizio.

Gli SMR vengono presentati come tecnologia piรน modulare e potenzialmente piรน rapida, ma in Europa devono ancora dimostrare una maturitร  commerciale piena. La transizione climatica chiede tagli alle emissioni giร  nei prossimi anni. Questo rende prioritarie le tecnologie capaci di produrre effetti misurabili in tempi brevi.

Quanto nucleare prevede lโ€™Unione europea?

La Commissione europea stima che la capacitร  nucleare installata nellโ€™Unione possa passare da 98 gigawatt elettrici nel 2025 a circa 109 gigawatt nel 2050. Bruxelles considera lโ€™atomo una delle opzioni a basse emissioni utili per sicurezza energetica, competitivitร  industriale e decarbonizzazione, soprattutto nei Paesi che scelgono di mantenerlo o svilupparlo.

La stessa impostazione europea affida perรฒ alle rinnovabili il ruolo piรน ampio nella nuova produzione pulita, mentre il nucleare viene indicato come complemento in alcuni sistemi nazionali. Il cuore della trasformazione resta quindi la capacitร  di installare molta piรน potenza verde e di adeguare le reti.

Che cosa cambia con REPowerEU?

Il piano REPowerEU nasce per ridurre rapidamente la dipendenza europea dai combustibili fossili russi e accelerare la transizione verde. La strategia punta su risparmio energetico, produzione pulita, diversificazione delle forniture e maggiore sicurezza del sistema.

Le rinnovabili rappresentano la leva piรน rapida per ridurre importazioni, emissioni e vulnerabilitร  geopolitica. Il nucleare puรฒ avere un ruolo nei Paesi che lo scelgono, ma la velocitร  del cambiamento dipende soprattutto dalla capacitร  di installare nuova potenza rinnovabile, rafforzare le reti e rendere piรน flessibili i consumi.

Quale scelta deve fare lโ€™Europa?

Lโ€™Europa deve costruire una strategia coerente. Servono sicurezza energetica, industria competitiva e fonti stabili, ma la riduzione delle emissioni richiede interventi immediati su rinnovabili, accumuli, reti, efficienza e consumi. Il nucleare puรฒ restare nel mix dei Paesi che lo considerano strategico, soprattutto dove esistono impianti e competenze.

La prioritร  comune resta la costruzione rapida di un sistema elettrico capace di assorbire molta piรน energia pulita. Autorizzazioni piรน semplici, infrastrutture moderne e regole condivise possono trasformare le rinnovabili da promessa ambientale a pilastro industriale della nuova sicurezza europea.

Che cosa cambia per cittadini e imprese?

Un sistema elettrico fondato sulle rinnovabili puรฒ incidere su bollette, qualitร  dellโ€™aria, sicurezza energetica, industria e occupazione. Per i cittadini significa elettricitร  piรน pulita, maggiore autoconsumo, comunitร  energetiche, pompe di calore, veicoli elettrici e consumi piรน flessibili.

Per le imprese significa accesso a energia meno esposta alla volatilitร  dei combustibili fossili, nuovi investimenti in filiere tecnologiche e maggiore competitivitร  nei settori che consumano molta elettricitร . Il valore di pannelli e turbine dipende perรฒ dalla capacitร  di immettere, trasportare e usare lโ€™energia in modo efficiente.

Qual รจ la vera conclusione dello studio?

La conclusione piรน forte dello studio รจ che un sistema elettrico globale, un sistema che sia totalmente rinnovabile, รจ alla nostra portata. Il principale problema sarร  quello di farlo comprendere a politiche, industriali e infrastrutturali. Servono investimenti coordinati, cooperazione internazionale, meno barriere commerciali e pianificazione capace di tenere insieme clima, costi e accesso universale allโ€™energia.

Link utili:
Integrated planning of net-zero power systems for all | Nature Energy

Articolo ispirato dallโ€™approfondimento Tech xPlore:
100% renewable energy by 2050? A global model maps the way forward

Note per i lettori

Lโ€™immagine usata per questo articolo รจ stata creata grazie allโ€™utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

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