Saturno ha un nuovo mistero: Hubble scopre una struttura impossibile tra le nuvole

Al polo sud del pianeta emerge un gigantesco decagono atmosferico, ancora instabile e mai osservato prima nel Sistema solare

A cura di Roberto Zonca

LA NOTIZIA IN BREVE โ€“ Hubble ha individuato qualcosa di inatteso nellโ€™atmosfera di Saturno: una gigantesca onda a dieci lati che circonda il polo sud. Il decagono, riconoscibile nelle immagini raccolte tra il 2023 e il 2025, corre lungo una corrente a getto che raggiunge circa 400 chilometri orari. La figura avanza perรฒ molto piรน lentamente e presenta vertici irregolari, segno che potrebbe essere ancora in formazione.

La scoperta richiama il celebre esagono del polo nord, osservato per oltre quarantโ€™anni e considerato finora un caso unico. Le due strutture non sono identiche: quella boreale appare stabile, mentre il nuovo decagono oscilla e potrebbe rivelarsi transitorio.

Secondo lo studio pubblicato su Science Advances, la forma sarebbe prodotta da unโ€™onda intrappolata nella corrente atmosferica. Le simulazioni mostrano che il fenomeno รจ possibile, ma non chiariscono ancora perchรฉ sia comparso proprio ora nรฉ quanto sia profondo. Le prossime osservazioni serviranno a capire se il decagono riuscirร  a consolidarsi o finirร  per dissolversi, offrendo nel frattempo un raro laboratorio naturale per studiare la meteorologia dei pianeti giganti.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito lโ€™approfondimento

Lโ€™APPROFONDIMENTO โ€“ Il polo sud di Saturno รจ circondato da unโ€™enorme onda atmosferica con dieci lati. La struttura, individuata nelle immagini raccolte dal telescopio spaziale Hubble e confermata attraverso osservazioni da Terra, si sviluppa allโ€™interno di una corrente a getto che raggiunge circa 400 chilometri orari. La scoperta, descritta sulle pagine della rivista Science Advances da un gruppo guidato da Agustรญn Sรกnchez-Lavega, mostra che il celebre esagono boreale non rappresenta lโ€™unica geometria prodotta dallโ€™atmosfera del pianeta.

Che cosa ha osservato Hubble

Il decagono non รจ un oggetto solido, come neppure una gigantesca tempesta isolata. Secondo gli scienziati sarebbe il risultato di una corrente atmosferica ondulata che segue un percorso a dieci lati intorno al polo sud, centrato approssimativamente alla latitudine di 63 gradi sud.

Le immagini piรน nitide sono state ottenute da Hubble il 29 agosto 2025, osservando Saturno a diverse lunghezze dโ€™onda. I filtri hanno permesso di sondare quote differenti e hanno mostrato che il fenomeno coinvolge piรน strati di nubi e foschie. La sua posizione apparente cambia leggermente passando da una banda spettrale allโ€™altra: unโ€™indicazione della sua estensione verticale.

Una precisazione riguarda le dimensioni circolate nelle prime ricostruzioni giornalistiche. Il valore di circa 167.820 chilometri non puรฒ essere interpretato come il diametro del decagono: sarebbe superiore a quello dello stesso Saturno, che misura circa 120.000 chilometri allโ€™equatore. Il dato descrive piรน verosimilmente lo sviluppo complessivo della struttura lungo la fascia atmosferica; ogni segmento raggiunge approssimativamente 16.700 chilometri, una lunghezza superiore al diametro terrestre.

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Quando รจ comparsa la struttura a dieci lati

Analizzando le immagini catturate da Hubble la struttura a dieci lati sarebbe comparsa piรน o meno nel 2023. Nel 2024 una debole ondulazione รจ stata riconosciuta anche nelle fotografie inviate al Planetary Virtual Observatory Laboratory, lโ€™archivio coordinato dallโ€™Universitร  dei Paesi Baschi al quale contribuiscono osservatori professionali e astronomi amatoriali. Proprio il lavoro degli appassionati Trevor Barry e Jean-Paul Oger ha contribuito a richiamare lโ€™attenzione sulla perturbazione. Le osservazioni da Terra del 2025 hanno poi mostrato con maggiore chiarezza alcuni vertici, mentre le immagini ad alta risoluzione di Hubble hanno consentito di ricostruirne la geometria.

Il fenomeno potrebbe essersi formato durante un periodo nel quale lโ€™inclinazione di Saturno rendeva il suo emisfero meridionale difficile da osservare dalla Terra. Dal 2012 al 2023 il polo sud รจ rimasto fuori dalla visuale utile dei telescopi terrestri. Le immagini raccolte dalla sonda Cassini, operativa intorno al pianeta tra il 2004 e il 2017, non avevano mostrato una struttura meridionale persistente paragonabile a quella attuale, anche se nel 2004 era stata osservata una perturbazione parziale nella stessa regione.

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Quanto velocemente si muove il decagono

La corrente a getto nella quale รจ immersa lโ€™onda raggiunge una velocitร  massima vicina a 400 chilometri orari. Il disegno decagonale si sposta invece molto piรน lentamente rispetto alla rotazione del pianeta, avanzando verso est a circa 10 chilometri orari, equivalenti a poco meno di tre metri al secondo.

Il periodo necessario perchรฉ lโ€™intera figura compia un giro rispetto allโ€™atmosfera di riferimento รจ dellโ€™ordine di 800 giorni terrestri. A questo lento spostamento si sovrappone un secondo movimento: i vertici oscillano in longitudine con un periodo di circa 32 giorni. Questa oscillazione costituisce una delle differenze piรน interessanti rispetto allโ€™esagono boreale. Indica che il decagono potrebbe trovarsi ancora in una fase di assestamento oppure dipendere da perturbazioni atmosferiche che cambiano nel tempo.

Perchรฉ il confronto con lโ€™esagono del polo nord รจ importante?

Lโ€™esagono di Saturno fu riconosciuto nel 1988 riesaminando le immagini raccolte durante i passaggi delle sonde Voyager 1 e Voyager 2, avvenuti rispettivamente nel 1980 e nel 1981. La struttura si estende per circa 30.000 chilometri e circonda il polo nord lungo una corrente a getto estremamente veloce. La sua persistenza per oltre quattro decenni, piรน di un intero anno saturniano, lo aveva trasformato in un caso apparentemente unico nel Sistema solare. Il decagono meridionale cambia questa interpretazione: Saturno sembra capace di generare onde poligonali differenti in entrambi gli emisferi.

Le somiglianze, tuttavia, non cancellano le differenze. Lโ€™esagono settentrionale appare regolare e stabile; nel decagono alcuni vertici risultano marcati, altri sfumati. La nuova figura si muove lentamente e presenta oscillazioni interne che non sono state rilevate nello stesso modo al nord.

Domande e risposte Altri chiarimenti sullโ€™origine del decagono di Saturno, sulla sua osservazione e sulle differenze rispetto agli altri fenomeni planetari.
  • Osservazioni

    Il decagono di Saturno potrebbe essere soltanto un effetto prodotto dalle immagini?

    Le osservazioni disponibili rendono questa spiegazione poco probabile. La formazione รจ stata riconosciuta in immagini ottenute in anni diversi, a piรน lunghezze dโ€™onda e con strumenti spaziali e terrestri. Hubble ha inoltre seguito alcuni vertici durante la rotazione del pianeta, permettendo di misurarne il movimento.

    Lโ€™elaborazione delle immagini serve a proiettare la regione polare e a rendere piรน visibili i contrasti, ma la presenza dellโ€™onda atmosferica non dipende da una singola fotografia o da un solo filtro.

  • Geometria

    Perchรฉ viene chiamato decagono se alcuni lati appaiono poco regolari?

    Il termine descrive la periodicitร  dellโ€™onda, non un poligono geometricamente perfetto. Gli scienziati hanno individuato dieci ondulazioni principali lungo la corrente a getto, corrispondenti ai lati e ai vertici della figura atmosferica.

    Alcuni vertici risultano meno contrastati e cambiano nel tempo. Questa irregolaritร  potrebbe indicare che il fenomeno รจ ancora in formazione oppure che possiede una stabilitร  inferiore rispetto allโ€™esagono del polo nord.

  • Astronomia amatoriale

    Il decagono puรฒ essere osservato con un normale telescopio amatoriale?

    Non รจ facilmente distinguibile attraverso una semplice osservazione visuale. Saturno appare molto piccolo dalla Terra e la regione polare richiede immagini di buona qualitร , condizioni atmosferiche favorevoli e tecniche di elaborazione specifiche.

    Astronomi amatoriali esperti hanno comunque contribuito alla scoperta raccogliendo numerose fotografie nel tempo. Il confronto tra piรน immagini ha permesso di seguire alcune ondulazioni, poi caratterizzate con la risoluzione superiore di Hubble.

  • Sistema planetario

    Il fenomeno puรฒ avere conseguenze sugli anelli o sulle lune di Saturno?

    No, il decagono รจ una configurazione dellโ€™atmosfera del pianeta. Si trova nelle nubi intorno alla latitudine di circa 63 gradi sud e non altera lโ€™orbita degli anelli o dei satelliti naturali.

    Le dimensioni della formazione sono enormi, ma riguardano lโ€™estensione orizzontale di unโ€™onda dentro una corrente a getto. Il fenomeno รจ paragonabile, per natura, a una vasta configurazione meteorologica e non a un corpo capace di esercitare effetti gravitazionali indipendenti.

  • Durata

    Quanto potrebbe durare il decagono al polo sud di Saturno?

    La durata non รจ ancora prevedibile. Lโ€™esagono settentrionale รจ rimasto riconoscibile per oltre quarantโ€™anni, mentre il decagono meridionale appare piรน recente, irregolare e dinamico. Le immagini disponibili documentano la sua evoluzione soltanto dal 2023.

    Le osservazioni dei prossimi anni dovranno stabilire se la corrente raggiungerร  una configurazione stabile, continuerร  a cambiare oppure perderร  progressivamente la forma a dieci lati. La persistenza dei vertici e la loro oscillazione costituiranno due indicatori decisivi.

Le possibili origini del poligono

Lโ€™ipotesi principale collega il decagono a una onda serpeggiante intrappolata in una corrente a getto. In un fluido in rapida rotazione, piccole perturbazioni possono deformare un flusso inizialmente circolare. Se velocitร , curvatura e gradienti atmosferici assumono determinate configurazioni, lโ€™ondulazione puรฒ organizzarsi in una successione quasi regolare di lati e vertici.

Il gruppo di Sรกnchez-Lavega ha sperimentato questa possibilitร  mediante simulazioni numeriche basate sulle cosiddette shallow-water equations, le equazioni delle acque poco profonde. Il modello rappresenta lโ€™atmosfera come uno strato fluido semplificato e permette di studiare la formazione e la durata delle onde intorno a una corrente.

Le simulazioni mostrano che una configurazione a dieci lati puรฒ effettivamente emergere e sopravvivere per un certo periodo. Non individuano, perรฒ, un unico processo responsabile: condizioni iniziali diverse possono produrre risultati simili.

Un vortice anticiclonico osservato intorno a 55 gradi sud, comparso nel 2023 e diventato molto piรน scuro nel 2025, potrebbe aver fornito la perturbazione iniziale. Questa relazione rimane unโ€™ipotesi da verificare attraverso modelli tridimensionali piรน completi.

Quali informazioni arrivano dalle osservazioni nellโ€™infrarosso

Le misure effettuate con il Very Large Telescope dellโ€™ESO hanno permesso di esaminare la struttura termica della regione polare. I dati indicano che la velocitร  dei venti varia con lโ€™altitudine, mentre le immagini di Hubble mostrano una stratificazione delle nubi e delle foschie che rendono visibile il decagono. I risultati ridimensionano lโ€™idea di una semplice figura disegnata nello strato nuvoloso piรน esterno. Lโ€™onda possiede una componente tridimensionale, anche se la sua profonditร  effettiva resta sconosciuta.

Gli scienziati devono ancora stabilire se il decagono sia radicato molto sotto le nubi osservabili oppure rappresenti un fenomeno relativamente superficiale. Rimane incerta anche la composizione degli aerosol responsabili delle tonalitร  blu rilevate in alcune immagini.

Perchรฉ Saturno produce queste geometrie?

Onde e correnti atmosferiche sono comuni sui pianeti dotati di atmosfera, ma finora soltanto Saturno ha mostrato getti organizzati in grandi poligoni regolari. Giove presenta disposizioni poligonali di cicloni attorno ai poli โ€“ otto al nord e cinque al sud nelle osservazioni della missione Juno โ€“ ma si tratta di vortici distinti.

La scoperta offre un secondo laboratorio naturale con cui mettere alla prova le teorie sviluppate per spiegare lโ€™esagono. Un modello credibile dovrร  riprodurre non soltanto il numero dei lati, ma anche la velocitร  dellโ€™onda, lโ€™oscillazione dei vertici, la struttura verticale e le differenze tra i due emisferi. Le osservazioni successive diranno se il decagono riuscirร  a stabilizzarsi oppure perderร  gradualmente la propria geometria. Hubble, il James Webb Space Telescope, il VLT e la rete di astronomi amatoriali potranno seguirne lโ€™evoluzione mentre il polo sud di Saturno diventerร  progressivamente piรน visibile.

Link e fonti

Studi, immagini ufficiali e approfondimenti scientifici per verificare la scoperta del decagono al polo sud di Saturno.

  • Studio scientifico

    A decagon wave around Saturnโ€™s south pole

    Science Advances ยท

    La pubblicazione originale descrive le osservazioni di Hubble e dei telescopi terrestri, il movimento dellโ€™onda e le simulazioni impiegate per studiarne la possibile origine.

    Consulta lo studio
  • Fonte istituzionale

    Hubble segue il nuovo decagono di Saturno

    NASA ยท Goddard Space Flight Center ยท

    La NASA ricostruisce la scoperta, illustra il ruolo del programma OPAL e pubblica le immagini della formazione atmosferica ottenute a diverse lunghezze dโ€™onda.

    Vai alla fonte NASA
  • Universitร 

    La scoperta coordinata dallโ€™Universitร  dei Paesi Baschi

    Universidad del Paรญs Vasco โ€“ EHU ยท

    Lโ€™ateneo presenta il gruppo guidato da Agustรญn Sรกnchez-Lavega e chiarisce il contributo di Hubble, del VLT e della rete internazionale di astronomi amatoriali.

    Leggi il comunicato
  • Verifica indipendente

    Valutazioni degli esperti sulla ricerca

    Science Media Centre Espaรฑa ยท

    Esperti esterni commentano la qualitร  dello studio, spiegano le differenze rispetto allโ€™esagono settentrionale e ricordano i limiti degli attuali modelli atmosferici.

    Leggi le valutazioni

Note per i lettori

Lโ€™immagine usata per questo articolo รจ stata creata grazie allโ€™utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

Roberto Zonca

Roberto Zonca รจ giornalista professionista, attivo nellโ€™informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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