Biglia cosmica inganna i telescopi: il mistero della Nebulosa Bolla

Trasparente come vetro e lontana migliaia di anni luce, NGC 7635 appare all’oculare come un fragile guscio di luce

Nella costellazione di Cassiopea, non lontano dall’ammasso stellare aperto M52, si nasconde uno degli oggetti più suggestivi del cielo profondo: NGC 7635, conosciuta anche come Nebulosa Bolla o C11. Osservata al telescopio, appare come una sfera luminosa e trasparente, simile a una biglia sospesa nel vuoto cosmico. La sua distanza dalla Terra è stimata tra 7.100 e 11.000 anni luce, un’incertezza che non fa che aumentare il suo fascino. Nei giorni scorsi, prima dell’arrivo di nuvole e maltempo, Omar Cazzanti è riuscito a fotografare questo oggetto dai Castelli Romani. L’astrofotografia resta infatti il metodo più efficace per apprezzarne la struttura: all’oculare, anche con strumenti di grande diametro, la nebulosa si mostra solo come un debole guscio evanescente, lontano dall’aspetto spettacolare restituito dalle lunghe esposizioni.

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Cos’è la Nebulosa Bolla

Dal punto di vista astronomico, NGC 7635 è una nebulosa a emissione, ovvero una regione di idrogeno ionizzato (HII). Questo tipo di nebulosa si forma quando la radiazione ultravioletta emessa da stelle molto calde strappa elettroni agli atomi di idrogeno, rendendoli ionizzati. Nel caso della Nebulosa Bolla, la caratteristica forma sferica – in realtà leggermente deformata – è scolpita da una stella estremamente massiccia e calda, la BD +60°2522, una stella di tipo O.

Questa stella non si trova al centro geometrico della bolla, ma è visibilmente decentrata. La causa è la distribuzione irregolare delle nubi di gas freddo nell’ambiente circostante, che influenza l’espansione della struttura. Con una massa pari a 45 volte quella del Sole, BD +60°2522 è un astro giovane e dalla vita breve, destinato a un destino violento.

Il vento stellare che modella la bolla cosmica

La Nebulosa Bolla è il risultato diretto dell’interazione tra il gas caldissimo espulso dalla stella e il gas freddo interstellare che la circonda. È proprio questo scontro a dare origine alla spettacolare struttura globulare osservabile nelle immagini.

La NASA descrive il fenomeno in modo estremamente chiaro: “Il gas sulla stella diventa così caldo che si disperde nello spazio sotto forma di un ‘vento stellare’ che si muove a oltre 6,5 milioni di chilometri all’ora. Questo flusso spazza via il freddo gas interstellare di fronte a sé, formando il bordo esterno della bolla, proprio come uno spazzaneve che accumula neve davanti a sé mentre avanza.”

Il bordo luminoso che delimita la nebulosa è dunque una sorta di onda d’urto cosmica, una firma visibile della potenza sprigionata da una stella destinata a vivere poco.

Una stella giovane destinata a esplodere

Secondo l’agenzia spaziale statunitense, BD +60°2522 ha un’età di circa 4 milioni di anni, un’inezia in termini astronomici. Proprio per la sua enorme massa, la sua evoluzione è rapidissima e il suo futuro appare già scritto. La NASA sottolinea che tra 10 o 20 milioni di anni la stella potrebbe esplodere come supernova, liberando una quantità di energia difficilmente immaginabile. I resti di eventi di questo tipo sono osservabili in oggetti celebri come la Nebulosa Velo (C33), immortalata pochi giorni prima anche dagli stessi osservatori amatoriali.

Nel 2016, la Nebulosa Bolla è finita sotto l’occhio del Telescopio Spaziale Hubble, che l’ha ripresa in occasione del 26° anniversario dal lancio, restituendo dettagli irraggiungibili da strumenti terrestri di piccolo diametro.

Fotografare NGC 7635 da casa: tecnica e limiti

Le immagini pubblicate sono state ottenute con un rifrattore apocromatico amatoriale, dotato di una focale di appena 460 millimetri. Una scelta che rende la nebulosa piuttosto piccola nel campo inquadrato, ma comunque riconoscibile grazie all’uso di un filtro a banda ultrastretta da 3 nanometri, capace di esaltare le regioni a emissione.

Per realizzare lo scatto finale è stato necessario effettuare lo stacking di diverse ore di riprese, con pose singole da 5 minuti ciascuna. Solo attraverso la fotografia a lunga esposizione, l’inseguimento automatico dell’oggetto e una montatura robotizzata con camera guida è possibile ottenere risultati simili anche da un giardino di casa.

Smart telescope e nuove frontiere dell’astrofotografia

Negli ultimi anni stanno prendendo piede anche i cosiddetti smart telescope, strumenti completamente automatizzati che permettono di ottenere immagini di qualità con un impegno minimo. Nel caso specifico, però, le condizioni non erano ideali: l’aria era molto umida e la luce della Luna introduceva ulteriore disturbo.

Gli autori dello scatto precisano di non essere astrofotografi professionisti e che la post produzione potrebbe essere affinata ulteriormente. Nonostante ciò, le immagini vengono condivise con un obiettivo chiaro: mostrare le meraviglie nascoste dello spazio profondo, come la stessa Nebulosa Bolla o oggetti iconici quali la Nebulosa Elmo di Thor, capaci di ricordarci quanto l’universo resti ancora sorprendente e in gran parte inesplorato.

A cura della redazione GTNews

Link utili:
Hubble captures birthday bubble | ESA/Hubble

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