Corrente del Golfo al collasso: l’Europa verso secoli di siccità

Uno studio olandese accende l’allarme: se l’AMOC si spegne, il Sud Europa potrebbe affrontare una siccità mai vista nella storia umana

Immaginate un’Europa, e l’Italia per prima, dove l’estate sembra non finire mai. Non un’estate piacevole, luminosa, mediterranea, ma un’estate senza acqua, dove la pioggia diventa un ricordo, un bene raro, un lusso ormai fuori portata. È la prospettiva che emerge da un nuovo studio dell’Università di Utrecht e che, secondo gli esperti, non appartiene alla fantascienza ma alla fisica dell’Oceano Atlantico.

Da anni sentiamo parlare di crisi climatica e di correnti oceaniche in difficoltà, ma questa volta il quadro è più duro, quasi chirurgico. Livescience ha rilanciato con forza l’analisi che punta il dito sul possibile collasso dell’AMOC, il grande nastro trasportatore del calore che sorregge il clima europeo. Dietro quella sigla si nasconde la parte più vitale della Corrente del Golfo, il meccanismo che ha reso abitabili e prosperi territori che a quelle latitudini, senza calore oceanico, sarebbero rigidi come il Canada. “Il clima sull’Europa è influenzato sia dalla temperatura che dalle precipitazioni”, spiega René van Westen, autore principale dello studio. Se quel sistema si inceppa, l’intero equilibrio precipitativo del continente implode.

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Il motore del clima si incrina: cosa dicono i modelli

Per capire la portata dello scenario occorre immaginare l’Atlantico come un enorme tapis roulant che sposta acqua calda verso nord e acqua fredda verso sud. Questo sistema, fragile e complesso, risponde alla temperatura e alla salinità dell’oceano. Ed è proprio qui che entra in gioco il Riscaldamento Globale: più ghiaccio si scioglie, più acqua dolce invade il Nord Atlantico, alterando quelle densità che tengono in moto la circolazione. Gli scienziati temono un “tipping point”, un punto oltre il quale il sistema non rallenta: collassa.

Secondo lo studio olandese, mai prima d’ora le simulazioni avevano confrontato in modo così dettagliato gli effetti sulle piogge estive europee in caso di blocco totale dell’AMOC. Le otto simulazioni elaborate dal team abbracciano oltre 1.000 anni, un periodo smisurato su scala meteorologica. Quattro modelli guardano al mondo pre-industriale, mentre gli altri quattro si concentrano su scenari moderni, incluso l’RCP4.5, quello in cui le emissioni raggiungono un picco a metà secolo per poi scendere.

Siccità estrema se il cuore dell’Atlantico si spegne

Nei modelli RCP4.5, l’iniezione massiccia di acqua dolce porta alla chiusura del nastro trasportatore atlantico. E il risultato è brutale: l’Europa diventa un continente assetato. Anche senza collasso, lo scenario climatico “standard” prevede estati più secche. Ma se si somma il collasso dell’AMOC, “ottieni estremi di siccità ancora maggiori”, avverte van Westen.

L’intensità della stagione secca, già in aumento dell’8% con la corrente attiva, schizza al 28% in caso di collasso. Le regioni settentrionali non sono immuni: la Svezia passerebbe da +54% a un devastante +72%. Il Sud Europa, già provato, entra nel territorio dell’incubo. La Spagna, oggi simbolo della battaglia contro la desertificazione, vedrebbe un peggioramento del 40% con AMOC attiva e del 60% in caso di blocco totale. Un continente intero cambierebbe volto: dall’agricoltura alle risorse idriche, dagli ecosistemi alle città.

Oltre i prossimi cento anni: simulazioni su scala secolare

C’è un aspetto che rende lo studio ancora più rilevante: non analizza il clima del 2030, né quello del 2100. Proietta l’Europa verso stati climatici stabili dopo enormi trasformazioni. “Siamo interessati alle risposte medie con diversi tipi di stati dell’AMOC sullo sfondo”, precisa van Westen. Karsten Haustein, dell’Università di Lipsia, riconosce il valore di questo approccio: queste simulazioni descrivono cosa accade “centinaia di anni dopo che tutto è cambiato”. Tuttavia, invita a non confondere lo scenario transitorio con quello di equilibrio: ciò che pianifichiamo per i prossimi decenni non rappresenta per forza ciò che avverrà fra secoli. E se da un lato questo apre spiragli di complessità, dall’altro aggiunge materiale per capire quali rischi possano diventare permanenti.

Jon Robson, dell’Università di Reading, frena l’allarme: il modello richiede un’enorme quantità di acqua dolce per far collassare l’AMOC, quantità che giudica “non realistiche”. Tuttavia ammette che lo scenario resta fisicamente possibile e va considerato come un campanello d’allarme, non come una profezia.

Conseguenze per mille anni

Il messaggio che arriva dagli esperti è però univoco. Stefan Rahmstorf del Potsdam Institute avverte che i problemi di siccità, già in crescita a causa del Riscaldamento Globale, peggiorerebbero drasticamente con un indebolimento dell’AMOC. E aggiunge che questo indebolimento appare “sempre più probabile”. Se il sistema collassa, le conseguenze durano almeno mille anni. Significa decine di generazioni che vivono in un’Europa radicalmente diversa, più ostile, più arida. La Corrente del Golfo ha sostenuto per millenni il clima che ha permesso alla civiltà europea di prosperare. Pensare che possa spegnersi, lasciando spazio a inverni rigidi e a estati torride e asciutte, dovrebbe far tremare chi oggi decide politiche industriali ed energetiche. Le immagini dei fiumi in secca e delle montagne senza neve non sono un trailer apocalittico ma il segnale che stiamo già giocando con il punto di non ritorno.

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