Anziani, cardiopatici e lavoratori allโaperto sono i piรน esposti: prevenzione e assistenza devono adattarsi a rischi sempre piรน intensi
A cura di Roberto Zonca
LA NOTIZIA IN BREVE โ Il caldo intenso impone al cuore un lavoro supplementare: accelera il battito, sposta il sangue verso la pelle e favorisce la perdita di acqua e sali. Se la compensazione fallisce, aumentano viscositร del sangue, infiammazione e probabilitร di aritmie, trombosi, infarto e ictus. Lo smog aggiunge un altro carico: il PM2,5 raggiunge le parti profonde dei polmoni e puรฒ alterare vasi e coagulazione.
Il pericolo, perรฒ, non รจ distribuito allo stesso modo. Anziani, cardiopatici, lavoratori allโaperto e persone che vivono in abitazioni surriscaldate dispongono di minori possibilitร di difesa. Anche unโalluvione o un incendio possono avere conseguenze durature, interrompendo controlli, terapie e disponibilitร dei medicinali.
La ricerca pubblicata sullโEuropean Journal of Preventive Cardiology offre una sintesi delle conoscenze disponibili, ma non misura il rischio del singolo paziente: รจ una revisione narrativa, non un nuovo studio clinico. Il messaggio sanitario rimane concreto. Proteggere il cuore significa controllare pressione e glicemia, seguire le allerte e garantire cure tempestive; significa anche ridurre inquinamento, isole di calore urbane e disuguaglianze sociali.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito lโapprofondimento
LโAPPROFONDIMENTO โ La crisi climatica sta cambiando il rischio cardiovascolare. Caldo estremo, inquinamento atmosferico, incendi e alluvioni favoriscono disidratazione, infiammazione, trombosi e aritmie, mentre le emergenze possono interrompere visite, terapie e forniture di medicinali. A mettere in fila questi pericoli รจ unโampia revisione pubblicata sulle pagine dellโEuropean Journal of Preventive Cardiology, alla quale ha partecipato Anna Vittoria Mattioli, professoressa dellโUniversitร di Bologna.
Che cosa dice lo studio
Il lavoro, pubblicato online il 27 aprile 2026, riunisce le conoscenze disponibili sul rapporto tra cambiamento climatico e fattori di rischio cardiovascolare. Il gruppo internazionale comprende cardiologi, medici di famiglia, internisti, specialisti di medicina dellโesercizio e ricercatori di sanitร pubblica. Va precisato un aspetto importante: lโarticolo non presenta un nuovo esperimento clinico e non รจ una revisione sistematica. Gli autori lo definiscono una revisione narrativa non sistematica, basata su pubblicazioni selezionate in PubMed, rapporti dellโOrganizzazione mondiale della sanitร e dellโIPCC, documenti delle societร cardiologiche e altri lavori considerati rilevanti.
Mancano, dunque, una strategia formale di ricerca, criteri prestabiliti per scegliere gli studi e una valutazione standardizzata del loro rischio di errore. Il documento offre una lettura dโinsieme e propone indicazioni per la prevenzione; non permette di quantificare con una sola percentuale quanto il cambiamento climatico aumenti la probabilitร individuale di infarto o ictus.
Il testo finale รจ stato approvato quando almeno lโ80% del gruppo di lavoro ha condiviso formulazioni e interpretazioni. Gli autori dichiarano di non aver ricevuto finanziamenti specifici e di non avere conflitti di interesse.
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Perchรฉ il caldo affatica il cuore
Quando la temperatura interna sale, il corpo porta piรน sangue verso la pelle e aumenta la sudorazione per disperdere calore. Il cuore accelera, mentre la perdita di acqua e sali riduce la parte liquida del sangue.
Negli esperimenti condotti in camere climatiche richiamati nellโarticolo, ogni aumento di 1 grado della temperatura corporea profonda รจ associato a una crescita media della frequenza cardiaca di circa 26 battiti al minuto e della gittata cardiaca di circa un litro al minuto. Il dato riguarda condizioni sperimentali e la temperatura interna dellโorganismo: non significa che un grado in piรน registrato allโesterno produca automaticamente lo stesso effetto.
Finchรฉ la termoregolazione funziona, questo lavoro aggiuntivo consente di mantenere una temperatura compatibile con il normale funzionamento degli organi. Il pericolo arriva quando il corpo non riesce piรน a smaltire il calore accumulato.
La disidratazione concentra il sangue e puรฒ favorire la coagulazione. Calore e umiditร elevata alimentano inoltre infiammazione, stress ossidativo e alterazioni dellโendotelio, il sottile rivestimento interno dei vasi. In una persona fragile, questa combinazione puรฒ facilitare aritmie, trombosi, ischemia, infarto o ictus. Una temperatura corporea superiore a circa 40,5 ยฐC, accompagnata da confusione, convulsioni o perdita di coscienza, segnala un possibile colpo di calore. ร unโemergenza medica.
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Chi rischia di piรน?
Gli anziani sono particolarmente esposti perchรฉ con lโetร si riducono la percezione della sete, la capacitร di sudare e lโafflusso di sangue verso la pelle. Cuore e reni recuperano con maggiore difficoltร la perdita di liquidi e sali. Puรฒ cosรฌ accadere che una persona anziana sia giร disidratata prima di avvertire chiaramente il bisogno di bere.
Scompenso cardiaco, cardiopatia ischemica, insufficienza renale, diabete e obesitร aggiungono altri elementi di rischio. Anche alcuni medicinali possono modificare la pressione, la sudorazione e lโequilibrio dei liquidi.
Questo non significa che diuretici, antipertensivi o altri farmaci cardiovascolari vadano sospesi allโarrivo del caldo. Una modifica autonoma della terapia potrebbe causare piรน danni dellโesposizione che si vuole contrastare. Il medico puรฒ invece valutare se controllare piรน spesso pressione, peso corporeo, funzione renale ed elettroliti.
Poi ci sono le condizioni di vita, che spesso fanno la differenza. Un lavoratore agricolo, un operaio edile o un rider producono calore attraverso lo sforzo fisico e hanno margini ridotti per evitare le ore peggiori. Chi abita allโultimo piano di un edificio surriscaldato, in un quartiere privo di alberi o senza la possibilitร economica di raffrescare la casa rimane esposto anche durante la notte.
Domande e risposte
Ulteriori chiarimenti su pressione, temperature notturne, climatizzazione e strumenti per ridurre lโesposizione.
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Climatizzazione
Lโaria condizionata protegge davvero il cuore durante unโondata di calore?
Un ambiente adeguatamente raffrescato puรฒ ridurre lo stress termico, soprattutto nelle persone fragili. Non serve trasformare la casa in un luogo freddo: lโobiettivo รจ impedire che gli ambienti rimangano surriscaldati per molte ore.
ร preferibile evitare getti dโaria diretti e sbalzi bruschi tra interno ed esterno. Ventilatori e climatizzatori richiedono inoltre filtri puliti e una manutenzione regolare, specialmente per chi soffre di disturbi respiratori.
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Temperature notturne
Perchรฉ le notti molto calde possono essere pericolose anche senza esporsi al sole?
La mancanza di refrigerio notturno impedisce allโorganismo di recuperare dallo stress accumulato durante il giorno. Frequenza cardiaca, sudorazione e vasodilatazione possono rimanere elevate per molte ore, peggiorando riposo e disidratazione.
Il rischio riguarda soprattutto anziani, cardiopatici e persone che vivono in abitazioni poco isolate. La temperatura minima notturna puรฒ quindi avere un peso sanitario rilevante quanto il picco raggiunto nel pomeriggio.
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Pressione arteriosa
Il caldo fa aumentare o diminuire la pressione?
Puรฒ provocare entrambe le variazioni, a seconda della persona e delle condizioni. La dilatazione dei vasi tende ad abbassare la pressione; disidratazione, sforzo, stress e risposta ormonale possono invece renderla instabile o contribuire a un rialzo.
Chi assume antipertensivi o diuretici puรฒ controllare la pressione piรน spesso nei periodi molto caldi e riferire al medico valori insolitamente bassi o elevati, vertigini e svenimenti. La terapia va modificata esclusivamente su indicazione sanitaria.
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Aria domestica
Un purificatore dโaria puรฒ ridurre il rischio cardiovascolare causato dallo smog?
I dispositivi con filtro HEPA possono diminuire la quantitร di particolato presente negli ambienti chiusi. Lโefficacia dipende dalla dimensione della stanza, dalla portata dellโapparecchio, dalla qualitร del filtro e dalla frequenza con cui entra aria inquinata dallโesterno.
Alcuni studi hanno osservato miglioramenti in indicatori intermedi, come pressione e infiammazione, ma le prove sulla prevenzione diretta di infarti e ictus rimangono limitate. Il purificatore riduce una parte dellโesposizione domestica e non sostituisce le politiche per la qualitร dellโaria.
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Dispositivi digitali
Smartwatch e termometri possono avvertire in anticipo di uno stress da calore?
Possono offrire segnali utili, ma non diagnosticano un colpo di calore. Un aumento insolito della frequenza cardiaca a riposo, insieme a debolezza, nausea, vertigini o confusione, merita attenzione durante una giornata molto calda.
La temperatura rilevata al polso o sulla pelle non coincide necessariamente con quella corporea profonda. I valori di uno smartwatch vanno quindi interpretati come indicazioni orientative, senza ritardare la richiesta di assistenza in presenza di sintomi importanti.
Come agisce lโinquinamento su arterie e circolazione
Il legame fra smog e malattie cardiovascolari poggia su prove raccolte nellโarco di molti anni. Le particelle piรน fini, soprattutto il PM2,5, raggiungono le parti profonde dei polmoni e innescano processi che coinvolgono lโintero organismo: infiammazione, stress ossidativo, alterazioni della coagulazione e perdita di elasticitร dei vasi.
Oltre al particolato entrano in gioco ozono, biossido di azoto, monossido di carbonio e biossido di zolfo. Nelle persone giร malate, lโesposizione puรฒ peggiorare il controllo della pressione e della glicemia e aumentare la probabilitร di eventi acuti.
Secondo le stime internazionali citate nellโarticolo, ogni anno piรน di tre milioni di morti per cardiopatia ischemica e ictus sono associate allโinquinamento atmosferico. Caldo e smog possono rafforzarsi a vicenda. Le temperature elevate facilitano la formazione di ozono a bassa quota; siccitร e incendi liberano grandi quantitร di polveri; le superfici asfaltate e gli edifici trattengono calore e lo rilasciano lentamente. Nelle cittร piรน dense, lโesposizione puรฒ continuare anche dopo il tramonto, quando il corpo avrebbe bisogno di recuperare.

Qual รจ il legame con diabete e alimentazione
Una parte del danno segue percorsi meno immediati. Siccitร , alluvioni, perdita dei raccolti e impoverimento dei terreni possono ridurre la disponibilitร di alimenti freschi e farne salire il prezzo. Le famiglie con meno risorse finiscono piรน facilmente per acquistare prodotti economici, molto lavorati e ricchi di sale, zuccheri o grassi.
Gli eventi estremi riducono anche le occasioni di movimento e ostacolano la continuitร delle cure. Dopo unโalluvione o un incendio, un paziente puรฒ perdere il glucometro, rimanere senza medicinali o saltare una visita. Sono conseguenze meno visibili di unโambulanza chiamata durante unโondata di calore, ma incidono sulla gestione delle malattie croniche.
Gli studi esaminati riportano associazioni fra esposizioni climatiche e peggioramento di pressione arteriosa, controllo della glicemia e metabolismo dei lipidi. Le prove, tuttavia, hanno una forza diversa. Il rapporto tra temperature estreme, inquinamento ed eventi cardiovascolari poggia su una base piรน consistente; i possibili effetti sullโincidenza del diabete e sulle variazioni di colesterolo e trigliceridi risentono maggiormente delle differenze fra popolazioni, metodi di ricerca e condizioni sociali.
Perchรฉ la crisi climatica aumenta le disuguaglianze
Due persone possono attraversare la stessa ondata di calore in condizioni opposte. La prima vive in una casa ben isolata, puรฒ accendere il climatizzatore, modificare gli orari di lavoro e contare sullโaiuto della famiglia. La seconda abita in un appartamento che durante la notte rimane rovente, lavora allโaperto e limita lโuso dellโenergia per paura della bolletta.
Anche la maggiore vulnerabilitร attribuita ad alcune minoranze etniche va letta soprattutto attraverso lavoro, reddito, abitazione, accesso alle cure ed esposizione allโinquinamento. Lโappartenenza a un gruppo diventa spesso lโindicatore di uno svantaggio sociale, piรน che la spiegazione biologica del rischio.
Le donne possono subire effetti sproporzionati per la combinazione fra caratteristiche fisiologiche, gravidanza, diabete gestazionale, responsabilitร di cura e disparitร economiche. La situazione varia molto tra Paesi e fasce sociali, ma il punto resta lo stesso: il clima si innesta su fragilitร giร esistenti e le amplifica.
Quanto sono solide le prove disponibili
Lo studio restituisce una direzione chiara, ma non una formula capace di prevedere il rischio del singolo paziente. La risposta dellโorganismo cambia in base a etร , malattie, farmaci, umiditร , durata dellโesposizione, acclimatazione e qualitร dellโabitazione. Molte ricerche sono osservazionali. Possono mostrare che ricoveri e decessi aumentano durante determinate condizioni ambientali, mentre distinguere il peso preciso di temperatura, smog, reddito, assistenza sanitaria e patologie pregresse diventa piรน difficile.
Mancano soprattutto studi prospettici e sperimentazioni dedicate alle contromisure: quali pazienti debbano essere contattati prima di unโondata di calore, quando sia opportuno riesaminare una terapia e quanto possa ridurre i ricoveri un programma personalizzato di allerta. Il pericolo cardiovascolare associato a caldo e inquinamento appare ben documentato. La traduzione di queste conoscenze in protocolli clinici uniformi procede con maggiore lentezza.
Come puรฒ proteggersi chi ha una malattia cardiovascolare
Seguire le allerte locali permette di programmare spostamenti e attivitร . Nelle giornate piรน difficili conviene evitare gli sforzi nelle ore centrali, mantenere freschi gli ambienti e controllare eventuali sintomi con maggiore attenzione.
Lโidratazione va calibrata sulla condizione personale. Bere regolarmente aiuta a prevenire la perdita di liquidi, ma chi soffre di scompenso cardiaco o insufficienza renale potrebbe dover rispettare limiti precisi. In quel caso valgono le indicazioni fornite dal medico.
Debolezza, vertigini, nausea, mal di testa, crampi e sudorazione intensa possono essere i primi segnali di un disturbo da calore. Confusione, svenimento, dolore al petto, difficoltร respiratoria, disturbi neurologici o temperatura corporea molto elevata richiedono un intervento rapido.
Nei giorni con concentrazioni elevate di inquinanti, le persone fragili possono spostare lโattivitร fisica in un luogo chiuso o scegliere orari con una qualitร dellโaria migliore. ร una protezione individuale utile, anche se la riduzione reale dellโesposizione dipende dalle politiche urbane, energetiche e industriali.
Quali strumenti sono giร attivi in Italia
Il Ministero della Salute pubblica bollettini dedicati alle ondate di calore per 27 cittร italiane. Nel 2026 il servizio รจ attivo dal 25 maggio al 20 settembre e utilizza diversi livelli di allerta per segnalare le condizioni potenzialmente pericolose. Il bollettino, da solo, avvisa. La prevenzione comincia quando quellโavviso fa partire telefonate alle persone fragili, assistenza domiciliare, controlli nelle strutture per anziani, disponibilitร di spazi freschi e una diversa organizzazione del lavoro allโaperto.
Oggi informazioni sanitarie e ambientali viaggiano ancora troppo spesso su binari separati. Il medico conosce patologie e terapie del paziente; i servizi meteorologici e ambientali misurano il pericolo in arrivo. Mettere in comunicazione questi dati, nel rispetto della privacy, consentirebbe di raggiungere prima chi rischia davvero.
La preparazione del personale sanitario rimane disomogenea. In alcune indagini internazionali citate nello studio, appena il 36,2% degli operatori dichiarava di parlare con i pazienti dei rischi climatici per la salute. Mancano tempo, formazione e procedure condivise.
Da dove arriva la stima di 5,1 milioni di morti evitabili?
La cifra non รจ stata calcolata dalla nuova revisione. Proviene da uno studio osservazionale e modellistico pubblicato nel 2023 sul BMJ, costruito sui livelli mondiali di PM2,5 e ozono registrati nel 2019. Il modello associa allโinquinamento atmosferico esterno 8,3 milioni di morti in quellโanno. Circa il 61%, pari a 5,1 milioni, sarebbe riconducibile allโuso di combustibili fossili. Lโintervallo di incertezza รจ ampio: da 3,6 a 6,3 milioni di decessi.
Si tratta della simulazione di uno scenario nel quale carbone, petrolio e gas vengono sostituiti con fonti energetiche pulite. La stima non identifica singole vittime e non descrive un risultato giร ottenuto. Misura il beneficio sanitario potenziale di una trasformazione globale del sistema energetico.
Trasporti puliti, abitazioni piรน resistenti al caldo, alberature urbane e minori emissioni industriali producono perรฒ vantaggi anche nel presente. Riducono lo smog respirato ogni giorno e attenuano il calore nei quartieri piรน esposti.
La prevenzione cardiovascolare, a questo punto, non puรฒ fermarsi alla porta dellโambulatorio. Pressione, glicemia e colesterolo continuano a contare, ma contano anche lโaria che entra nei polmoni, la temperatura raggiunta dalla casa durante la notte e la presenza di qualcuno capace di accorgersi che una persona fragile sta male.
Link e fonti
Studi scientifici, dati sanitari e risorse istituzionali per approfondire gli effetti del cambiamento climatico sulla salute cardiovascolare.
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Studio scientifico
Climate change and cardiovascular risk factors management
Revisione narrativa internazionale sui rapporti tra temperature estreme, inquinamento, fattori di rischio cardiovascolare e strategie di adattamento sanitario.
Consulta lo studio -
Servizio istituzionale
Bollettini italiani sulle ondate di calore
Previsioni del rischio sanitario legato alle alte temperature nelle cittร monitorate, con livelli di allerta e indicazioni per proteggere le persone fragili.
Consulta i bollettini -
Studio epidemiologico
Morti da inquinamento attribuibili ai combustibili fossili
Studio osservazionale e modellistico dal quale deriva la stima mondiale di 5,1 milioni di decessi annuali attribuibili allโinquinamento prodotto dai combustibili fossili.
Consulta lo studio -
Quadro sanitario
Cambiamento climatico e salute
Quadro generale degli effetti sanitari prodotti da caldo, eventi estremi, insicurezza alimentare, malattie infettive e deterioramento delle condizioni ambientali.
Consulta la risorsa
