Un rapporto dell’intelligence USA svela nuove immagini della misteriosa navetta cinese Shenlong e avverte: Pechino potrebbe schierare armi laser in orbita entro il 2030
LA NOTIZIA IN BREVE – Lo spazio sta diventando un terreno di confronto militare sempre più delicato, nel quale la capacità di controllare o neutralizzare i satelliti avversari potrebbe decidere l’esito di un conflitto. Al centro delle attenzioni c’è Shenlong, un velivolo sperimentale cinese senza equipaggio, capace di restare in orbita per mesi, rilasciare piccoli oggetti e compiere manovre di avvicinamento. Operazioni che potrebbero servire alla manutenzione dei satelliti, ma anche assumere finalità militari. A rendere più inquietante lo scenario sono le valutazioni dell’intelligence statunitense sullo sviluppo di armi a energia diretta, capaci di disturbare o danneggiare le apparecchiature spaziali. Non esistono prove che la navetta cinese sia armata, ma la competizione coinvolge ormai anche gli Stati Uniti, che hanno ammesso di possedere sistemi d’arma in orbita. Una corsa tecnologica dalle conseguenze difficili da prevedere, perché dalle infrastrutture spaziali dipendono servizi essenziali utilizzati ogni giorno sulla Terra.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito l’approfondimento
L’APPROFONDIMENTO– Navi spaziali e armi laser. La Cina sta sviluppando tecnologie che potrebbero cambiare gli equilibri militari nello spazio, suscitando crescente preoccupazione negli Stati Uniti. A lanciare l’allarme è l’intelligence americana, che in un nuovo rapporto mostra una rara fotografia della misteriosa navetta cinese Shenlong e avverte: Pechino potrebbe schierare armi laser in orbita entro il 2030.
Il documento, intitolato Challenges to Security in Space è stato pubblicato pochi giorni fa dalla Defense Intelligence Agency (DIA). Gli esperti descrivono i progressi compiuti dalla Cina nel settore spaziale, soffermandosi sulle tecnologie che potrebbero essere utilizzate per sorvegliare, disturbare o neutralizzare i satelliti dei Paesi avversari. Fra le tante immagini una sembra preoccupare di più l’intelligence americana. Si tratta di una immagine scattata nel 2024 dalla società americana Maxar Technologies, e sembra mostrare la navetta cinese, ancora oggi avvolta da un notevole riserbo.
Il velivolo ricorda lo shuttle americano, sebbene abbia dimensioni più contenute e non trasporti astronauti. La sua configurazione è simile a quella dell’X-37B utilizzato dagli Stati Uniti: raggiunge l’orbita a bordo di un razzo e può rimanere nello spazio anche per mesi. Successivamente, a missione ultimata, torna sulla Terra, atterrando su una normale pista.
Dal 2020 la Cina ha avviato quattro missioni sperimentali, durante le quali Shenlong ha dimostrato capacità che vanno oltre il semplice volo orbitale. Gli osservatori hanno infatti rilevato il rilascio di piccoli oggetti nello spazio e successive manovre di avvicinamento, con possibili operazioni di recupero. Sono attività che potrebbero servire per ispezionare o riparare satelliti, ma anche per scopi militari che inquietano l’America.
Un veicolo capace di raggiungere e avvicinare un oggetto in orbita potrebbe infatti essere utilizzato per interferire con un satellite nemico, senza necessariamente distruggerlo. Non esistono tuttavia prove pubbliche che Shenlong trasporti armamenti o abbia condotto operazioni ostili.
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Armi laser nello spazio: quanto è concreta la minaccia?
Le preoccupazioni americane non riguardano soltanto la navetta. Secondo la DIA, Pechino sta sviluppando anche sistemi a energia diretta, tecnologie che utilizzano fasci laser o microonde ad alta potenza per disturbare o danneggiare apparecchiature elettroniche a distanza. L’intelligence statunitense ritiene che la Cina disponga già di capacità laser antisatellite basate a terra e che entro la fine di questo decennio possa trasferire sistemi analoghi nello spazio. Da una posizione orbitale, queste armi potrebbero minacciare satelliti per le comunicazioni, la sorveglianza e la navigazione, con conseguenze potenzialmente gravi.
Una corsa agli armamenti che coinvolge anche Washington
Pechino respinge le accuse e sostiene di essere contraria alla militarizzazione dello spazio, chiedendo accordi internazionali capaci di impedire una nuova corsa agli armamenti. Una posizione che si confronta con una realtà sempre più complessa, nella quale le grandi potenze investono in tecnologie difficili da distinguere fra impieghi civili e militari. Gli Stati Uniti, del resto, non nascondono le proprie ambizioni. Nel settembre 2026 Washington ha riconosciuto di disporre già di sistemi d’arma per il controllo dello spazio installati in orbita, senza rivelarne le caratteristiche. Il rischio è che lo spazio diventi un nuovo terreno di confronto militare, con possibili ripercussioni anche sulla Terra.
Link e fonti
Rapporti dell’intelligence statunitense, analisi indipendenti e documenti istituzionali per approfondire il programma spaziale cinese, le armi antisatellite e la crescente competizione militare nello spazio.
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Rapporto ufficiale
Challenges to Security in Space (2026)
È il documento dell’intelligence militare americana da cui nasce la notizia. Esamina le capacità spaziali di Cina, Russia e altri Paesi, descrive le minacce ai satelliti e contiene la fotografia del velivolo cinese acquisita da Maxar Technologies nel 2024. Le valutazioni sulle future armi orbitali rappresentano scenari di intelligence, non la conferma di sistemi già operativi.
Consulta il rapporto originale (PDF) -
Scheda tecnica indipendente
Chinese Reusable Experimental Spacecraft Fact Sheet
Ricostruisce le missioni del velivolo spaziale cinese dal 2020 al 2026, comprese le manovre di avvicinamento e le operazioni con piccoli oggetti orbitali. Distingue le capacità osservate dai possibili impieghi militari, precisando che non emergono prove pubbliche di attacchi contro satelliti di altri Paesi.
Consulta la scheda tecnica -
Rapporto tecnico
2026 Global Counterspace Capabilities Report
Analizza sulla base di informazioni pubbliche le tecnologie antisatellite sviluppate da tredici Paesi, tra cui Cina e Stati Uniti. Esamina laser, guerra elettronica, sistemi orbitali e attacchi informatici, distinguendo sperimentazioni, capacità documentate e programmi ancora in fase di sviluppo. Offre un confronto indipendente rispetto alle valutazioni della DIA.
Consulta il rapporto tecnico -
Documento ufficiale
China’s Position on Strengthening Outer Space Governance
Presenta la posizione ufficiale di Pechino sulla sicurezza e sulla governance dello spazio. La Cina dichiara di opporsi alla collocazione di armi nello spazio e propone accordi internazionali per prevenire conflitti orbitali. Il testo permette di confrontare le dichiarazioni del governo cinese con le preoccupazioni espresse dagli Stati Uniti.
Consulta il documento ufficiale -
Comunicato ufficiale
Meink offers blueprint for modernizing Air, Space Forces ‘affordably’
Il comunicato ufficiale riporta le dichiarazioni del segretario dell’Aeronautica statunitense Troy Meink, che ha riconosciuto pubblicamente la presenza di armi americane per il controllo dello spazio già installate in orbita. Non ne vengono specificate le caratteristiche: il documento non dimostra che si tratti di sistemi laser.
Consulta il comunicato ufficiale -
Comunicato istituzionale
US Space Force launches eighth X-37B mission
Documenta il lancio dell’ottava missione del velivolo sperimentale americano X-37B, una navetta spaziale riutilizzabile senza equipaggio. Permette di verificare il confronto tecnologico con il programma cinese, mostrando che anche Washington utilizza veicoli orbitali per sperimentazioni e sviluppo di nuove capacità spaziali.
Consulta il comunicato della Space Force
Note per i lettori
L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

