Meta sotto accusa: tracciamento utenti anche in incognito

Un sistema occulto di tracciamento aggira Android, VPN e cookie: Meta rischia 32 miliardi di euro di multa

Unโ€™indagine condotta da un team internazionale di ricercatori ha svelato un sofisticato meccanismo di tracciamento messo in atto da Meta. Il sistema, ribattezzato โ€œlocalhost trackingโ€, permetteva di raccogliere dati personali degli utenti anche quando questi adottavano misure per proteggere la propria privacy, come lโ€™uso di VPN, modalitร  incognito o il rifiuto dei cookie. Attraverso una combinazione di script browser e app mobili, Meta era in grado di aggirare le barriere di sicurezza imposte dal sistema operativo Android, costruito proprio per impedire la comunicazione tra applicazioni non autorizzate. Il tracciamento avveniva indipendentemente dal comportamento consapevole dellโ€™utente e si basava su canali invisibili e non documentati ufficialmente. Il risultato era un quadro dettagliato delle abitudini online degli utenti, associato alla loro identitร  reale sui social network.

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Una rete invisibile che ha coinvolto migliaia di siti

Meta Pixel e WebRTC usati per bypassare le protezioni

Secondo la ricerca, solo negli Stati Uniti oltre 17.000 siti web utilizzavano il sistema Meta Pixel con questo meccanismo attivo. Nel mondo, il 22% dei portali piรน visitati risultava coinvolto. Il tracciamento si basava su due componenti: le app di Facebook e Instagram, che attivavano un servizio in background ogni volta che venivano aperte, e gli script dei siti web che comunicavano con queste app attraverso la rete locale del dispositivo.

Quando lโ€™utente visitava un sito con Meta Pixel, veniva attivato il WebRTC, una tecnologia usata solitamente per le videochiamate. Meta ne ha modificato il comportamento attraverso una tecnica chiamata SDP Munging, permettendo allo script di inviare un identificatore chiamato _fbp allโ€™app installata, anche senza che lโ€™utente lo sapesse. Questo identificativo veniva poi associato direttamente allโ€™account reale di Facebook o Instagram dellโ€™utente.

Raccolta dati anche senza uso attivo delle app

Il sistema sfruttava porte di rete locali TCP e UDP per mantenere attivo un canale di ascolto anche dopo la chiusura delle app. Le informazioni raccolte โ€“ URL, eventi, metadati โ€“ venivano inviate sia localmente allโ€™app che ai server di Meta via internet, in modo parallelo. Il collegamento tra lโ€™identificativo _fbp e i dati dellโ€™account avveniva tramite una mutazione GraphQL, tecnologia usata per trasmettere dati tra client e server. Questo permetteva a Meta di profilare lโ€™utente in modo completo, anche se aveva esplicitamente negato il consenso alla raccolta dei dati.

Un rischio legale da 32 miliardi di euro per Meta

Violazioni gravi di GDPR, DSA e DMA

Lโ€™impatto giuridico della scoperta รจ enorme. Meta rischia sanzioni per violazione simultanea di tre normative europee: il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), il Digital Services Act (DSA) e il Digital Markets Act (DMA). Ciascuna normativa protegge ambiti diversi e consente sanzioni autonome, che in combinazione possono arrivare fino al 20% del fatturato globale, circa 32 miliardi di euro.

Il GDPR รจ stato infranto per assenza di consenso, violazione dei principi di minimizzazione e mancanza di protezione per impostazione predefinita. Il DSA vieta lโ€™uso di dati sensibili per fini pubblicitari senza consenso esplicito, e il DMA โ€“ attraverso lโ€™articolo 5.2 โ€“ proibisce la combinazione di dati tra piattaforme come Facebook e Instagram. La tecnica utilizzata da Meta infrange tutti e tre i punti.

Profilazione completa degli utenti e impatto sulla privacy

La quantitร  di dati raccolti da questo sistema รจ impressionante. Non solo la cronologia di navigazione e gli URL visitati, ma anche prodotti visti o acquistati, moduli compilati, registrazioni effettuate e comportamenti temporali. Ogni interazione sul web veniva potenzialmente associata allโ€™identitร  reale dellโ€™utente, rendendo di fatto inefficaci tutte le contromisure di anonimizzazione. I dispositivi iOS e browser come Brave o DuckDuckGo sembrano essere gli unici a resistere efficacemente a questa sorveglianza.

La scoperta dei ricercatori e le conseguenze future

Il sistema รจ stato scoperto da un gruppo di studiosi โ€“ Tim Vlummens, Narseo Vallina-Rodriguez, Nipuna Weerasekara, Gunes Acar e Aniketh Girish โ€“ che ne hanno documentato il funzionamento in ogni dettaglio. Il meccanismo risultava attivo da almeno nove mesi per Meta, ma tecniche simili erano in uso da otto anni anche da Yandex Metrica. La persistenza nel tempo potrebbe aggravare ulteriormente le sanzioni. La reputazione di Meta, giร  colpita da una multa di 200 milioni di euro nel 2025 per il modello โ€œpaga o acconsentiโ€, รจ destinata a subire un nuovo duro colpo. Se le autoritร  europee confermeranno le violazioni, ci si troverร  di fronte alla piรน grande sanzione privacy mai applicata nel settore digitale.

Fonte:
META

Roberto Zonca

Roberto Zonca รจ giornalista professionista, attivo nellโ€™informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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