Cometa interstellare 3I/Atlas: lo show cosmico dell’anno

Arriva da un altro sistema stellare e il 19 dicembre sfiora la Terra: 3I/Atlas è la star cosmica che batte anche Hollywood

La cometa 3I/Atlas sta attraversando il Sistema solare e, ironia della sorte, un oggetto nato chissà dove è diventato il fenomeno astronomico più seguito del momento. Gli scienziati non distolgono gli occhi dai monitor: la cometa sta offrendo un’occasione unica per confrontare la materia di altri sistemi stellari con quella delle comete “di casa nostra”. Il suo arrivo ha mobilitato telescopi da Terra, sonde in orbita e persino robot su Marte. Una campagna osservativa di questa portata non si era mai vista. Le immagini più iconiche portano la firma dell’astronomo italiano Rolando Ligustri, autore della Astronomy Picture of the Day della Nasa dedicata proprio a questo straordinario corpo interstellare.

Gli strumenti in campo sono numerosi: dodici telescopi della Nasa hanno immortalato 3I/Atlas sin dal giorno della scoperta, avvenuta lo scorso 1° luglio, e altri continueranno a farlo mentre l’oggetto prosegue il suo viaggio. Questo mosaico di osservazioni offre una prospettiva senza precedenti sulla composizione della cometa e sulle differenze rispetto agli oggetti nativi del nostro Sistema solare. Per gli scienziati è come guardare dentro un laboratorio cosmico proveniente da un altro quartiere della galassia, e ogni nuova immagine aggiunge un tassello alla comprensione dei processi che modellano la materia interstellare.

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Dalle sonde su Marte le immagini più nitide

Le osservazioni più ravvicinate della cometa provengono dalle missioni in orbita attorno al Pianeta rosso. All’inizio dell’autunno, 3I/Atlas è passata a “soli” 30 milioni di chilometri da Marte, dando modo al Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) di ottenere fotografie estremamente dettagliate.

MRO non è stato l’unico occhio marziano: anche MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution) ha registrato immagini in ultravioletto, fondamentali per analizzare i gas rilasciati dalla cometa e dedurre informazioni sulla sua composizione.

Dal suolo, il rover Perseverance ha catturato un debolissimo scorcio della cometa, un risultato difficile ma prezioso, che aggiunge un punto di vista unico alla campagna di osservazione. La pluralità di angolazioni (orbita, atmosfera marziana e superficie) consente ai ricercatori di costruire una ricostruzione tridimensionale dell’attività cometaria.

La cometa passa dietro al Sole

L’avvicinamento al Sole ha creato una situazione complicata: per settimane 3I/Atlas è stata invisibile dai telescopi terrestri, completamente oscurata dalla nostra stella. È qui che entrano in gioco le missioni eliofisiche della Nasa, progettate proprio per osservare ciò che accade nelle regioni più difficili del cielo.

Lo strumento STEREO (Solar Terrestrial Relations Observatory) ha monitorato la cometa dall’11 settembre al 2 ottobre, mentre la missione SOHO, congiunta ESA-NASA, l’ha seguita dal 15 al 26 ottobre, registrando la sua evoluzione durante il passaggio in prossimità del Sole.

Un contributo fondamentale arriva anche dalla giovane missione PUNCH (Polarimeter to Unify the Corona and Heliosphere), lanciata all’inizio dell’anno, che ha ripreso la coda della cometa tra il 20 settembre e il 3 ottobre. Per la prima volta nella storia, le missioni dedicate allo studio del Sole hanno puntato intenzionalmente uno oggetto interstellare, aprendo un capitolo completamente nuovo nell’eliofisica.

Psyche e Lucy riprendono 3I/Atlas durante il viaggio

Le sonde Psyche e Lucy, entrambe in viaggio verso asteroidi distanti, non hanno mancato l’appuntamento. Tra l’8 e il 9 settembre, Psyche ha immortalato la cometa quattro volte in otto ore, da 50 milioni di chilometri di distanza. Queste osservazioni saranno decisive per migliorare il calcolo della traiettoria.

Il 16 settembre, Lucy ha fotografato 3I/Atlas da 240 milioni di chilometri, rivelando dettagli sulla chioma e sulla coda della cometa. Unendo tutte le immagini si ottiene un quadro dinamico e completo della sua attività.

Dal Cile all’Hubble: chi osserva il viaggiatore cosmico

La cometa è stata individuata il 1° luglio dal sistema ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System) in Cile. Pochi giorni dopo è stata osservata anche dal Telescopio Spaziale Hubble, che ha fornito dati fondamentali sulla struttura della chioma.

Durante il mese di agosto sono arrivate nuove immagini dal James Webb Space Telescope e dalla missione SPHEREx, attualmente al lavoro sulla mappatura spettroscopica del cielo. Le analisi combinate aiuteranno a capire la composizione chimica della cometa e a confrontarla con quella delle comete “locali”.

Il 19 dicembre la massima vicinanza alla Terra

Il momento clou arriverà venerdì 19 dicembre, quando 3I/Atlas raggiungerà la minima distanza dal nostro pianeta: 270 milioni di chilometri, quasi il doppio della distanza Terra-Sole. Nonostante ciò, resterà comunque invisibile a occhio nudo. Dopo l’incontro con la Terra, la cometa proseguirà il suo viaggio verso l’orbita di Giove, che supererà nella primavera del 2026, continuando a essere monitorata dalle missioni Nasa durante tutto il percorso.

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