Sotto la gigantesca struttura dโacciaio che protegge il reattore 4, i materiali radioattivi continuano a trasformarsi. Gli scienziati studiano lโaumento dei neutroni, il deterioramento del combustibile e la formazione di polveri contaminate
LA NOTIZIA IN BREVE โ A quarantโanni dal disastro nucleare, Chernobyl resta un laboratorio di fenomeni ancora difficili da prevedere. Nelle profonditร del reattore 4, alcuni strumenti hanno rilevato un aumento dei neutroni, alimentando interrogativi sul comportamento del combustibile nucleare fuso. Il dato, ripreso sui social come un incremento del 40% delle radiazioni, viene spesso interpretato in modo fuorviante. Intanto, i residui radioattivi si deteriorano e possono trasformarsi in polveri potenzialmente pericolose se disperse nellโambiente. A rendere piรน delicata la situazione รจ il danneggiamento della gigantesca copertura protettiva, colpita da un drone nel febbraio 2025. Gli esperti seguono lโevoluzione dei materiali e valutano i rischi legati a possibili rilasci radioattivi. Esiste il pericolo di una nuova contaminazione? Le radiazioni potrebbero raggiungere altri Paesi europei, Italia compresa? Le rilevazioni disponibili non indicano unโemergenza in corso, ma la sicurezza dellโimpianto continua a rappresentare una sfida scientifica e ambientale.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito lโapprofondimento
LโAPPROFONDIMENTO โ A quarantโanni dal disastro del 26 aprile 1986, Chernobyl continua a tenere alta lโattenzione di media e scienziati. Nel cuore del reattore distrutto si trovano ancora enormi quantitร di combustibile nucleare fuso, mescolato al cemento, alla sabbia e ai metalli della struttura originaria. Materiali che, lentamente, cambiano composizione e caratteristiche fisiche. Alcuni strumenti hanno registrato un aumento dellโattivitร neutronica in determinate zone, mentre nuove ricerche documentano la produzione di particelle radioattive dovuta al deterioramento dei residui. Fenomeni che richiedono attenzione, soprattutto dopo il danneggiamento della grande copertura protettiva.
Il mistero dei neutroni sotto il reattore
Uno degli ambienti piรน sorvegliati รจ la stanza 305/2, situata esattamente sotto il reattore 4 interessato dallโesplosione. Al suo interno si trovano accumuli di corium, la massa solidificata prodotta dalla fusione del combustibile nucleare e dei materiali circostanti.ย Nel 2021 la rivista Science segnalรฒ un fenomeno insolito: alcuni rilevatori avevano registrato un progressivo aumento del flusso di neutroni dopo lโinstallazione della nuova copertura metallica nel 2016. In una zona della stanza 305/2, i conteggi risultavano quasi raddoppiati nellโarco di pochi anni.
Lโipotesi รจ che la progressiva diminuzione dellโumiditร abbia modificato il comportamento dei neutroni allโinterno dei residui nucleari. Lโacqua puรฒ infatti influenzare la probabilitร che si verifichino nuove fissioni. Una ricerca pubblicata nel 2025 sulla rivista Nuclear Physics and Atomic Energy, basata sulle misurazioni raccolte tra il 2017 e il 2024, ha confermato che in diversi punti il flusso neutronico รจ cresciuto mentre lโintensitร della radiazione gamma diminuiva
Il famoso aumento del 40% delle radiazioni
Su molti media, e di riflesso sui social, circolano titoli che parlano di un aumento del 40% della radioattivitร a Chernobyl, lasciando intendere che sia in corso una nuova emergenza nucleare.
La realtร fortunatamente รจ diversa e meno preoccupante. I dati riguardano variazioni dei neutroni registrate in specifici ambienti del reattore, e non un incremento generalizzato delle radiazioni.ย Gli esperti valutano anche la possibilitร teorica di episodi locali di criticitร , ossia condizioni nelle quali le reazioni di fissione possono autosostenersi.
Il combustibile nucleare si trasforma in polvere
Esiste poi un problema. I materiali simili alla lava, formatisi durante lโincidente, possono deteriorarsi e contribuire alla formazione di polveri radioattive.ย Uno studio dellโInstitute for Safety Problems of Nuclear Power Plants, pubblicato nel 2024, ha analizzato gli aerosol presenti nella stanza 304/3 del vecchio sarcofago. Le misurazioni effettuate tra il 2019 e il 2023 hanno evidenziato particelle contenenti radionuclidi compatibili con quelli presenti nelle masse di combustibile solidificato.
Tali polveri rappresentano una preoccupazione, soprattutto per chi in quelle aree deve ancora oggi lavorare. Se disperse allโesterno in quantitร significative, infatti, quelle polveri potrebbero determinare un problema per la salute.
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Il drone che ha danneggiato la protezione
I nuovi problemi sono nati il 14 febbraio dello scorso anno, qundo un drone ha colpito il New Safe Confinement, la copertura dโacciaio costruita sopra il vecchio sarcofago. Lโimpatto ha provocato un incendio, danneggiato il rivestimento e compromesso sistemi fondamentali per il contenimento dei materiali radioattivi. Secondo lโAgenzia internazionale per lโenergia atomica (AIEA), la struttura ha perso parte delle sue funzioni essenziali di sicurezza, pur conservando lโintegritร degli elementi portanti.
Senza interventi adeguati Chernobyl si trasformerebbe nuovamente in una minaccia concreta: lโumiditร e la corrosione potrebbero accelerare il deterioramento della struttura, ostacolando lo smantellamento del vecchio sarcofago.
La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo stima una spesa di almeno 500 milioni di euro per il ripristino completo. Il 15 ottobre 2026, i Paesi del G7 hanno annunciato ulteriori 260 milioni di euro di sostegno. Lโobiettivo รจ completare gli interventi entro il 2030.
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Quali rischi corrono la popolazione e lโEuropa?
La domanda piรน importante riguarda la possibilitร che nuovi materiali radioattivi raggiungano lโambiente esterno. Il rischio principale รจ legato allโeventuale dispersione di polveri e sostanze contaminate. Le conseguenze dipenderebbero dalla quantitร di materiale rilasciato, dalle condizioni meteorologiche e dallโeffettiva esposizione delle persone.
Nella comunicazione ufficiale del 14 aprile, la direzione della centrale ha riferito che i sistemi di sorveglianza funzionavano regolarmente, senza superamenti delle soglie di controllo. In assenza di nuovi eventi esterni, il rischio di rilascio incontrollato veniva valutato come basso. Chernobyl rimane tuttavia โun problema di sicurezza internazionaleโ, aggravato ormai da tempo dalla guerra e dalla vulnerabilitร delle infrastrutture.
Note per i lettori
Lโimmagine usata per questo articolo รจ stata creata grazie allโutilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

