Indice
- 1 Dal rilascio in Comune all’app CieID, le procedure per attivare l’accesso online senza rifare il documento
- 2 Dove si trovano PIN e PUK della CIE?
- 3 Che cosa fare se manca il PIN ma c’è il PUK?
- 4 Che cosa fare se mancano sia PIN sia PUK?
- 5 Quando bisogna andare al Comune?
- 6 Serve denunciare lo smarrimento del documento?
- 7 Si può ottenere un PIN completamente nuovo?
- 8 Quali errori rischiano di bloccare la carta?
- 9 Come si riattiva la CIE dopo il recupero?
- 10 Perché conviene farlo prima di averne bisogno?
- 11 Che cosa devono fare oggi le famiglie?
Dal rilascio in Comune all’app CieID, le procedure per attivare l’accesso online senza rifare il documento
Dal 3 agosto la carta d’identità cartacea va definitivamente in pensione. Anche se riporta una scadenza successiva, non sarà più valida e dovrà essere sostituita dalla Carta d’identità elettronica. Chi ha ancora il vecchio documento può già rivolgersi al Comune e chiedere la CIE senza aspettare la scadenza naturale. Il cambio, però, non riguarda solo il formato del documento. Per usare la carta online servono PIN e PUK, due codici consegnati in parti separate al momento del rilascio. Molti cittadini li hanno ricevuti anni fa e oggi non sanno più dove siano finiti.
Il problema riguarda soprattutto chi ha usato la CIE solo come documento fisico e non ha mai attivato l’identità digitale. Per registrare la carta sull’app CieID o accedere ai servizi online serve il PIN. Se il PIN è stato smarrito, occorre usare il PUK per impostarne uno nuovo. Se manca anche il PUK, il cittadino può tentare il recupero tramite app CieID o chiedere la ristampa dei codici al Comune. Se la carta fisica è ancora disponibile, non serve denunciarne lo smarrimento né richiedere subito una nuova CIE.
Dove si trovano PIN e PUK della CIE?
Il PIN abilita l’accesso ai servizi digitali online con la Carta d’identità elettronica. Il PUK serve a sbloccare il PIN dopo tre inserimenti errati e permette di impostarne uno nuovo. Entrambi vengono consegnati in due parti. La prima metà si trova nella ricevuta cartacea rilasciata dall’operatore comunale al momento della richiesta della CIE. La seconda metà si trova nella lettera di accompagnamento inserita nella busta con cui viene consegnato il documento.
Il primo controllo va fatto sulla documentazione ricevuta al momento del rilascio. Chi trova la ricevuta del Comune e la busta arrivata con la carta può ricostruire PIN e PUK unendo le due metà. Chi trova solo una parte deve recuperare il resto. Chi non trova nulla deve passare all’app CieID o allo sportello comunale.
Che cosa fare se manca il PIN ma c’è il PUK?
Questo è il caso più semplice. Se il cittadino ha perso il PIN, ma possiede il PUK completo, può impostare un nuovo codice senza rifare la carta. L’operazione può essere fatta tramite app CieID oppure da computer con il Software CIE. Il vecchio PIN dimenticato viene superato. Il cittadino usa il PUK, sceglie un nuovo codice e torna a usare la carta per l’accesso digitale. Prima di andare in Comune conviene quindi verificare se almeno il PUK è stato conservato tra le carte ricevute al momento del rilascio.
Che cosa fare se mancano sia PIN sia PUK?
È la situazione più frequente tra chi ha richiesto la carta anni fa e l’ha sempre usata solo come documento di riconoscimento. In questo caso il primo tentativo può essere fatto dall’app CieID, ma solo se al momento della richiesta sono stati comunicati al Comune o al Consolato un numero di cellulare o un indirizzo e-mail ancora accessibili.
La procedura di recupero del PUK richiede uno smartphone con tecnologia NFC, l’app CieID aggiornata, la carta fisica, il numero di serie della CIE e i contatti associati al documento. Dall’app bisogna scegliere la voce Recupero PUK, avvicinare la carta allo smartphone, inserire il numero di serie riportato sulla CIE e indicare i recapiti comunicati in fase di rilascio. Per motivi di sicurezza, il completamento arriva dopo 48 ore tramite SMS o e-mail.
Se il cellulare è cambiato, l’e-mail non è più usata o quei recapiti non sono mai stati comunicati, l’app non basta. In questo caso bisogna rivolgersi al Comune.

Quando bisogna andare al Comune?
Il Comune diventa il canale corretto quando il recupero dall’app CieID non riesce. Il cittadino può recarsi presso un qualsiasi Comune e chiedere la ristampa dei codici.
Allo sportello la richiesta può essere formulata così: «Ho la Carta d’identità elettronica, ma ho smarrito PIN e PUK. Vorrei chiedere la ristampa dei codici». Dopo l’identificazione del richiedente, l’operatore può usare la funzione di ristampa prevista dal sistema CIE. La procedura consente di ristampare una o entrambe le metà di PIN e PUK.
Per accompagnare un genitore anziano conviene portare la CIE fisica, il codice fiscale e, se disponibile, un altro documento. È utile avere con sé anche un numero di cellulare attivo e un indirizzo e-mail realmente usato, così da aggiornare i contatti collegati alla carta ed evitare lo stesso problema in futuro.
Serve denunciare lo smarrimento del documento?
La denuncia serve solo quando la Carta d’identità elettronica fisica è stata persa o rubata. In quel caso il cittadino deve rivolgersi alle autorità di Pubblica Sicurezza, consegnare la denuncia al Comune e chiedere l’emissione di una nuova CIE.
Per PIN e PUK persi, invece, la denuncia non è la procedura corretta. Se la carta è ancora in possesso del cittadino, il problema riguarda i codici. La soluzione passa dal recupero del PUK, dalla ristampa in Comune e dall’impostazione di un nuovo PIN. Dichiarare smarrita una carta ancora disponibile complica la pratica e porta verso il rilascio di un nuovo documento, mentre il sistema prevede già strumenti specifici per recuperare i codici.
Si può ottenere un PIN completamente nuovo?
Sì. Il cittadino può ottenere un PIN nuovo, ma serve il PUK. Se il PUK è disponibile, si usa quello per sbloccare la carta e impostare il nuovo codice. Se anche il PUK è stato smarrito, bisogna prima recuperarlo dall’app CieID o chiederne la ristampa al Comune.
La sequenza è semplice. Prima si recupera il PUK, poi si crea un nuovo PIN. Il vecchio codice non deve essere ricordato per forza e il Comune non deve “indovinarlo”. Una volta recuperato il PUK, il PIN dimenticato può essere sostituito.
Quali errori rischiano di bloccare la carta?
Il primo errore è provare codici a caso. Dopo tre inserimenti errati il PIN si blocca e serve il PUK. Il rischio maggiore riguarda però il PUK, perché dopo dieci inserimenti consecutivi errati la carta viene bloccata in modo irreversibile per l’autenticazione online. Il documento resta utilizzabile come carta d’identità fisica, ma per ottenere un nuovo PUK utile a cambiare il PIN o attivare le credenziali CIE diventa necessaria una nuova carta.
Un altro errore frequente è confondere i codici. Il PIN della CIE è il codice della carta. Il PUK serve per sbloccarlo e cambiarlo. Il codice dell’app CieID è un elemento diverso, scelto durante l’uso dell’app. Tenerli distinti evita blocchi, tentativi errati e richieste sbagliate allo sportello.
Attenzione anche alla conservazione. La CIE non dovrebbe stare insieme ai codici, perché in caso di furto o smarrimento del portafoglio andrebbero persi insieme documento e chiave digitale. Meglio conservare PIN e PUK in casa, in un luogo sicuro, oppure in un gestore di password affidabile.
Come si riattiva la CIE dopo il recupero?
Una volta recuperato il PUK e impostato un nuovo PIN, la carta può essere registrata nell’app CieID. Serve uno smartphone con NFC, cioè capace di leggere la carta quando viene avvicinata al telefono. L’app chiede l’inserimento del PIN e la lettura della CIE. Dopo la registrazione, il cittadino può usare la carta come strumento di accesso ai servizi online.
Chi preferisce il computer può usare il Software CIE e un lettore compatibile. Per la maggior parte dei cittadini, però, la strada più semplice resta lo smartphone.
Perché conviene farlo prima di averne bisogno?
Il recupero dei codici sembra una pratica secondaria fino al giorno in cui diventa urgente. Una prenotazione sanitaria, una domanda previdenziale, un accesso a un portale comunale, una pratica fiscale o l’attivazione dei documenti digitali nell’app IO possono richiedere un’identità digitale funzionante. Scoprire in quel momento che PIN e PUK sono spariti trasforma un servizio online in una nuova corsa allo sportello.
Il passaggio dalla carta cartacea alla CIE renderà questa verifica ancora più importante. Dal 3 agosto 2026 il vecchio documento perderà validità e la carta elettronica diventerà lo standard. Averla in tasca sarà solo il primo passaggio. Per usarla davvero come chiave digitale serviranno codici disponibili, contatti aggiornati e app configurata.
Che cosa devono fare oggi le famiglie?
La verifica può essere fatta prima di qualsiasi emergenza. Si parte dalla ricerca della ricevuta comunale e della busta arrivata con la CIE. Se si trovano entrambe, si ricostruiscono PIN e PUK. Se si trova il PUK, si imposta un nuovo PIN. Se mancano entrambi, si prova il recupero dall’app CieID usando telefono NFC, numero di serie della carta e recapiti comunicati al Comune. Se l’app non basta, si va allo sportello comunale e si chiede la ristampa dei codici.
