Indice
- 1 Basta attraversare un locale con Wi-Fi per essere “visti”. Una ricerca tedesca mostra come ogni router possa trasformarsi in telecamera invisibile
- 2 Ogni router può diventare una telecamera invisibile
- 3 Niente hardware speciale: bastano router comuni
- 4 La minaccia per la privacy e i rischi di abuso
- 5 Dalla ricerca alla sorveglianza globale: lo scenario possibile
- 6 Il dibattito si sposta a Taipei
Basta attraversare un locale con Wi-Fi per essere “visti”. Una ricerca tedesca mostra come ogni router possa trasformarsi in telecamera invisibile
Non servono telecamere, microfoni o app spia: basta un segnale Wi-Fi. È quanto ha dimostrato un gruppo di ricercatori del Karlsruhe Institute of Technology (KIT), in Germania, scoprendo che è possibile identificare una persona anche se non porta con sé alcun dispositivo elettronico. In pratica, attraversare un bar o un ufficio con una rete Wi-Fi attiva equivale a essere “ripresi”, solo che l’immagine non è fatta di luce ma di onde radio. Una tecnologia che fino a ieri sembrava fantascienza oggi diventa realtà, con implicazioni inquietanti per la privacy.
Secondo gli studiosi, il sistema sfrutta i segnali che i normali router scambiano con i dispositivi circostanti per creare una mappa tridimensionale dell’ambiente. “Osservando come si propagano le onde radio possiamo generare un’immagine delle persone presenti, proprio come farebbe una telecamera, ma con i segnali Wi-Fi al posto della luce,” spiega il professor Thorsten Strufe, esperto di cybersicurezza al KIT.
Ogni router può diventare una telecamera invisibile
La scoperta ha sollevato un allarme serio. Come sottolinea Julian Todt, del centro KASTEL dell’istituto tedesco, “questa tecnologia trasforma ogni router in un potenziale strumento di sorveglianza.” Ciò significa che chiunque passi regolarmente davanti a un locale con Wi-Fi attivo può essere identificato e riconosciuto in seguito, magari da aziende, autorità o perfino hacker.
E il paradosso è che non serve neppure portare con sé un telefono o accendere un dispositivo. Spiega Strufe: “È sufficiente che ci siano altri apparecchi Wi-Fi accesi nelle vicinanze. Anche spegnere il proprio smartphone non basta.” In un mondo in cui i router sono ormai presenti in case, uffici, ristoranti e spazi pubblici, questo significa che la sorveglianza radio può potenzialmente diventare ubiqua, senza che nessuno se ne accorga.
Niente hardware speciale: bastano router comuni
Il sistema individuato dai ricercatori non richiede apparecchiature costose né tecnologie militari. A differenza dei metodi precedenti basati su sensori LIDAR o dati “CSI” (Channel State Information), la nuova tecnica usa solo i feedback inviati dai normali dispositivi Wi-Fi ai router.
Questi segnali, detti beamforming feedback information (BFI), vengono trasmessi in chiaro, quindi leggibili anche da terzi. Analizzandoli da più angolazioni e combinandoli con algoritmi di intelligenza artificiale, il sistema è in grado di ricostruire le sagome delle persone presenti e riconoscerle con precisione sorprendente. Una volta addestrato il modello di machine learning, l’identificazione richiede solo pochi secondi.
Nel test condotto con 197 volontari, i ricercatori hanno ottenuto quasi il 100% di accuratezza, indipendentemente da prospettiva o andatura dei soggetti. Un risultato che, pur rappresentando un enorme progresso tecnico, fa scattare l’allarme etico.
La minaccia per la privacy e i rischi di abuso
“La tecnologia è potente, ma al tempo stesso pericolosa per i diritti fondamentali, in particolare per la privacy,” avverte ancora Strufe. In contesti democratici, l’uso improprio di simili strumenti potrebbe portare a forme di tracciamento di massa, mentre nei regimi autoritari l’impatto sarebbe devastante: basti pensare alla possibilità di identificare manifestanti o oppositori politici anche senza telecamere né cellulari.
Gli autori dello studio invitano perciò alla prudenza e chiedono garanzie precise nella definizione del nuovo standard Wi-Fi IEEE 802.11bf, attualmente in fase di approvazione. Senza adeguate tutele, dicono, ogni rete domestica o pubblica rischia di diventare un “occhio radio” sempre acceso.
Dalla ricerca alla sorveglianza globale: lo scenario possibile
Sebbene oggi la tecnologia sia ancora in ambito sperimentale, la combinazione tra reti wireless onnipresenti e intelligenza artificiale sempre più sofisticata lascia intravedere un futuro in cui la sorveglianza invisibile sarà la norma.
Il professor Strufe non esclude scenari peggiori: “Oggi la videosorveglianza si basa su telecamere visibili, domani potremmo avere un sistema mondiale di router che osservano tutto e tutti.” L’allarme è concreto: ogni casa con un modem acceso può contribuire, involontariamente, a una rete di tracciamento globale, accessibile non solo ai governi ma anche a chi sa sfruttarla in modo illecito.
Il dibattito si sposta a Taipei
I risultati dello studio verranno presentati dal team del KIT alla ACM Conference on Computer and Communications Security (CCS 2025), in corso dal 13 al 17 ottobre a Taipei, Taiwan. L’evento riunisce i principali esperti di sicurezza informatica del mondo e sarà l’occasione per discutere le implicazioni legali e sociali di una scoperta che ridisegna i confini tra sicurezza e libertà individuale.
Fonte:
The spy who came in from the Wi-Fi: Beware of radio network surveillance
