Brendola recluta nasi umani: via al monitoraggio scientifico degli odori

Un bando pubblico coinvolge cittadini selezionati per raccogliere rilevazioni sensoriali sul territorio e trasformare le percezioni in dati utili alla tutela ambientale

A Brendola, nel Vicentino, il controllo ambientale passa dal naso dei cittadini. Il Comune ha infatti deciso di attivare un sistema strutturato di monitoraggio olfattivo per individuare e classificare le emissioni odorose sul territorio. Sei cittadini verranno selezionati come veri e propri valutatori degli odori. Il loro compito sarà semplice solo in apparenza: annusare l’aria, registrare le percezioni, trasformare una sensazione in un dato tecnico. L’iniziativa rientra nel progetto Giada, dedicato alla gestione integrata dell’impatto ambientale nel distretto conciario vicentino. Lo scorso anno diverse segnalazioni avevano acceso l’attenzione sull’area industriale. Il sindaco Bruno Beltrame ha chiarito l’origine della decisione: «Lo scorso anno abbiamo ricevuto alcune segnalazioni di odori sgradevoli … e abbiamo quindi chiesto di poter attivare il progetto». Da quel momento l’amministrazione ha scelto di passare dalla percezione diffusa a una rilevazione strutturata.

Sei volontari per mappare l’aria del territorio

Provincia di Vicenza e Comune di Brendola hanno pubblicato un bando pubblico per reclutare sei valutatori. Non si cercano tecnici con curriculum specialistici. Si cercano persone con un buon olfatto e disponibilità a seguire un protocollo rigoroso. I selezionati percorreranno itinerari stabiliti e sosterranno in postazioni prefissate. In quei punti, a intervalli regolari, annuseranno l’aria e registreranno l’intensità e la natura dell’odore percepito attraverso un’app dedicata. Ogni rilevazione diventerà un dato georeferenziato. I risultati confluiranno in un sistema di analisi incrociato con le misurazioni di ARPAV, così da collegare eventuali criticità alle possibili fonti emissive.

L’obiettivo è costruire una mappa dinamica degli odori e superare le segnalazioni sporadiche.

Requisiti semplici ma selezione rigorosa

L’avviso definisce criteri chiari. Possono candidarsi maggiorenni residenti a Brendola o nei Comuni dell’Ovest Vicentino. Serve uno smartphone con connessione Internet e un mezzo proprio per gli spostamenti. Elemento centrale è l’idoneità sanitaria. Il documento ufficiale richiede «assenza di conclamate affezioni dell’apparato respiratorio (asma, allergie, ecc.)» e specifica la necessità di «residenza nel territorio di Brendola o nei Comuni dell’Ovest Vicentino». È inoltre necessario non avere alcun coinvolgimento personale nella problematica oggetto dello studio. Queste condizioni garantiscono neutralità e affidabilità nella raccolta dei dati.

Il lavoro sul campo: annusare e registrare

Il ruolo dei valutatori segue un protocollo preciso. L’avviso descrive così l’incarico:
«l’incarico consiste nell’eseguire sopralluoghi nel territorio del Comune di Brendola, nelle date e negli orari richiesti, seguendo percorsi prestabiliti e sostando in postazioni prefissate, dove eseguire la misura sensoriale: annusare l’aria a intervalli e inserire nel questionario digitale (APP per smartphone) la propria sensazione olfattiva».

Ogni sopralluogo produce una scheda digitale. Intensità, qualità, durata dell’odore vengono annotate in modo standardizzato. Il progetto partirà nei primi mesi del 2026 e durerà fino a dodici mesi. Il contratto previsto è di lavoro autonomo occasionale, con compenso fisso per ogni attività e maggiorazioni per sopralluoghi serali, notturni o festivi.

Test olfattivi secondo norma UNI

Prima di entrare in attività, i candidati affronteranno una selezione tecnica. Saranno coordinati da Lod Srl, spin-off dell’Università di Udine specializzato nella quantificazione delle emissioni odorose. Come indicato nell’avviso, i partecipanti «saranno sottoposti ad una selezione per valutare la loro sensibilità olfattiva e l’abilità a discriminare gli odori ambientali». I test possono prevedere prove con sostanze campione come l’N-butanolo, somministrato a concentrazioni progressive per individuare la soglia percettiva.

La norma UNI EN 13725:2022 stabilisce che i valutatori debbano avere una sensibilità nella media. Un olfatto troppo debole o eccessivamente sensibile non garantirebbe dati rappresentativi.

Odori molesti e quadro normativo

Le emissioni odorose sono oggi riconosciute come parametro ambientale. L’articolo 272-bis del D.Lgs. 152/2006 fornisce la base normativa per il controllo. Nel 2023 il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato linee guida nazionali per uniformare le procedure di monitoraggio. L’olfattometria dinamica rappresenta il metodo di riferimento in Europa. Gli strumenti elettronici possono supportare il controllo continuo, ma la validazione passa sempre attraverso il panel umano. In sostanza, la tecnologia misura, l’uomo conferma. Il progetto Giada integra percezione sensoriale, modelli di dispersione atmosferica e analisi tecniche. Una triangolazione che punta a trasformare una lamentela in un dato verificabile.

A cura della Redazione GTNews

Link utili:
Progetto GIADA – Polo della concia vicentino | Osmotech – Lifeanalytics

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