Tumori reversibili, la ricerca prova a cambiare il destino delle cellule malate

Il microRNA miR-218-5p frena migrazione e invasivitร  nel carcinoma mammario triplo negativo: lโ€™effetto รจ stato osservato in vitro

LA NOTIZIA IN BREVE โ€“ Alcune cellule di carcinoma mammario triplo negativo possono perdere parte della propria aggressivitร  pur conservando le mutazioni che le hanno rese maligne. Esposte in vitro a microRNA provenienti da embrioni di pesce zebra, le cellule hanno ridotto fino al 78% la migrazione e fino al 55% la capacitร  invasiva. Lo studio, pubblicato sullโ€™International Journal of Molecular Sciences e coordinato dalla Sapienza Universitร  di Roma, individua nel microRNA miR-218-5p uno dei possibili regolatori del fenomeno, definito reversione fenotipica. Le cellule non sono tornate sane, ma hanno rallentato la proliferazione, recuperato unโ€™organizzazione piรน ordinata e perso alcune caratteristiche associate alla diffusione tumorale.

Il risultato rafforza lโ€™ipotesi che il comportamento del cancro dipenda non soltanto dalle alterazioni del DNA, ma anche dai segnali prodotti dal microambiente tumorale. La ricerca resta confinata al laboratorio: serviranno conferme su organoidi, animali e infine sullโ€™uomo prima di valutare una possibile terapia. La prospettiva รจ ambiziosa: affiancare alla distruzione del tumore una strategia capace di renderlo meno aggressivo o nuovamente vulnerabile alle cure.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito lโ€™approfondimento

Lโ€™APPROFONDIMENTO โ€“ Una cellula tumorale puรฒ perdere parte della propria aggressivitร  pur conservando le mutazioni che lโ€™hanno resa maligna. Un gruppo di ricercatori italiani lo ha osservato esponendo cellule di carcinoma mammario triplo negativo a microRNA provenienti da embrioni di pesce zebra. Nel modello sperimentale, il trattamento ha ridotto fino al 78% la migrazione cellulare e fino al 55% la capacitร  invasiva misurata attraverso una matrice artificiale.

Va evidenziato che nessuna cellula รจ tornata completamente sana, ma a detta degli scienziati รจ cambiato il modo in cui si comportava. Le cellule trattate hanno rallentato la proliferazione, recuperato unโ€™organizzazione piรน ordinata e perso parte delle caratteristiche che permettono a una neoplasia di infiltrare i tessuti.

Lo studio, pubblicato il 17 aprile 2025 sullโ€™International Journal of Molecular Sciences, รจ stato coordinato dalla Sapienza Universitร  di Roma e ha coinvolto ricercatori dellโ€™IRCCS Regina Elena, del Campus Bio-Medico e dellโ€™Istituto superiore di sanitร . Al centro del meccanismo, che prende il nome di reversione fenotipica, compare una piccola molecola chiamata miR-218-5p, capace di modificare alcuni dei segnali utilizzati dalle cellule tumorali per muoversi, moltiplicarsi e invadere.

Che cosa hanno visto i ricercatori?

Il gruppo ha raccolto i microRNA presenti in sei fasi dello sviluppo embrionale del pesce zebra, utilizzando 516 embrioni per ciascuna fase. I microRNA sono brevi sequenze di RNA che non producono proteine. Regolano invece lโ€™attivitร  dei geni, riducendo o intensificando interi programmi cellulari.

Gli estratti sono stati applicati alla linea MDA-MB-231, uno dei modelli piรน utilizzati per studiare il carcinoma mammario triplo negativo. Questa forma di tumore non presenta i recettori colpiti dalle terapie ormonali o dai farmaci diretti contro HER2 e richiede quindi strategie terapeutiche differenti.

Come confronto, i ricercatori hanno impiegato cellule mammarie non tumorali MCF-10A. Alla concentrazione di 0,3 microgrammi per millilitro, la miscela completa dei microRNA embrionali ha ridotto del 78% la migrazione delle cellule maligne. La frazione ottenuta nella fase embrionale piรน avanzata ha prodotto una diminuzione del 61%.

Nel test di invasivitร , che valuta la capacitร  delle cellule di attraversare una barriera sperimentale, le riduzioni hanno raggiunto rispettivamente il 45% e il 55%.

Il dato piรน interessante รจ emerso quando il gruppo ha cercato di capire quale molecola guidasse il cambiamento. Dopo il trattamento, nelle cellule tumorali aumentava lโ€™attivitร  del miR-218-5p. Quando gli scienziati lo hanno silenziato, gran parte dellโ€™effetto si รจ attenuata.

Questo esperimento attribuisce al microRNA un ruolo funzionale nel fenomeno osservato. Altre molecole presenti negli estratti potrebbero partecipare al processo, ma miR-218-5p offre un bersaglio preciso sul quale concentrare i prossimi studi. Il risultato appartiene ancora al laboratorio. Una coltura cellulare consente di isolare i meccanismi, ma non riproduce la complessitร  di un organismo, dove entrano in gioco sistema immunitario, vasi sanguigni, metabolismo, distribuzione delle molecole e interazioni con altri organi.

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Come puรฒ un segnale cambiare una cellula tumorale?

Il miR-218-5p interviene sulla via PI3K, uno dei circuiti molecolari che regolano crescita, sopravvivenza e movimento cellulare. Nei tumori questa via risulta spesso iperattiva e contribuisce alla proliferazione, alla resistenza ai trattamenti e allโ€™invasivitร .

Dopo lโ€™esposizione agli estratti embrionali, le cellule hanno modificato lโ€™equilibrio tra i fosfolipidi PIP2 e PIP3 e riorganizzato il citoscheletro, lโ€™impalcatura interna che ne determina forma e movimento. Le proteine E-caderina e beta-catenina sono tornate a concentrarsi nelle giunzioni che tengono unite le cellule.

Le cellule tumorali piรน aggressive tendono invece a perdere adesione, separarsi dalle cellule vicine e acquisire una struttura adatta al movimento. Questo processo prende il nome di transizione epitelio-mesenchimale, o EMT, e accompagna spesso lโ€™acquisizione di una maggiore capacitร  invasiva.

Nel modello studiato, il trattamento ha contrastato parte di questa trasformazione. Le cellule hanno recuperato unโ€™organizzazione piรน simile a quella del tessuto originario e hanno ridotto la propria mobilitร . Il loro patrimonio genetico restava alterato, ma gli stessi geni producevano conseguenze differenti.

Andrea Pensotti ha dedicato il proprio dottorato alla ricostruzione di questo filone di ricerca insieme a Mariano Bizzarri e Marta Bertolaso. Dal lavoro รจ nato anche il libro Reversione. La scoperta scientifica che sta cambiando la nostra visione del tumore, pubblicato da HarperCollins.

ยซLo stesso identico gene, immerso in contesti diversi, genera comportamenti cellulari differentiยป, osserva Pensotti. La frase concentra il cuore della questione. Tra una mutazione e il comportamento finale della cellula intervengono infatti il microambiente, lโ€™epigenetica e la rete di segnali scambiati con i tessuti circostanti.

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Il microambiente puรฒ modificare il destino del tumore?

Il cancro resta una malattia legata allโ€™accumulo di alterazioni genetiche. Le mutazioni colpiscono i geni che controllano proliferazione, riparazione del DNA, morte cellulare e risposta ai segnali esterni. Senza queste anomalie, molte neoplasie non potrebbero svilupparsi.

Una cellula, tuttavia, vive dentro un sistema. Intorno a lei si trovano altre cellule, fibre, vasi sanguigni, molecole infiammatorie e componenti del sistema immunitario. Questo insieme forma il microambiente tumorale. In alcuni casi il microambiente nutre la neoplasia, facilita la crescita dei vasi, ostacola le difese immunitarie e favorisce la resistenza ai farmaci. In altri puรฒ limitarne lโ€™espansione. Anche lโ€™epigenetica interviene nel processo, regolando quali geni vengono attivati e quali restano silenziosi senza modificare la sequenza del DNA.

Durante lo sviluppo embrionale, cellule con lo stesso patrimonio genetico diventano neuroni, muscoli, pelle o tessuto osseo perchรฉ ricevono istruzioni differenti. La ricerca sulla reversione prova a capire se una parte di quei segnali possa influire anche su cellule che hanno giร  acquisito caratteristiche tumorali.

Lโ€™idea attraversa la biologia da decenni. Diversi esperimenti, condotti a partire dalla metร  del Novecento, hanno mostrato che cellule maligne inserite in determinati ambienti embrionali possono perdere alcune proprietร  aggressive. La letteratura resta frammentata e utilizza modelli molto differenti, ma il fenomeno รจ ricomparso in laboratori ed epoche diverse.

Pensotti lo descrive attraverso unโ€™immagine: ยซCome se dovessimo riportare le nostre cellule allโ€™origine, dando loro le istruzioni che avevano dimenticatoยป.

La metafora aiuta a comprendere lโ€™obiettivo, purchรฉ venga interpretata con precisione. I ricercatori non cercano di riavvolgere completamente la storia biologica della cellula. Tentano di individuare i segnali capaci di renderla meno aggressiva, piรน stabile o nuovamente sensibile alle cure.

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Che cosa cโ€™entrano le guarigioni spontanee?

Nella storia della medicina esistono casi documentati nei quali una neoplasia si รจ ridotta o รจ scomparsa senza un trattamento sufficiente a spiegare il fenomeno. Le regressioni spontanee sono state osservate soprattutto nei melanomi, nei carcinomi renali, nei linfomi, nelle leucemie e nei neuroblastomi.

Restano eventi eccezionali. Le stime piรน citate indicano una frequenza compresa tra un caso ogni 60.000 e uno ogni 100.000 diagnosi, con margini di incertezza molto ampi. Alcune osservazioni risalgono a periodi nei quali strumenti diagnostici, classificazioni e tecniche di imaging offrivano garanzie inferiori rispetto a oggi. Le spiegazioni proposte comprendono lโ€™attivazione del sistema immunitario, cambiamenti ormonali, apoptosi, blocco della formazione dei vasi sanguigni, differenziamento cellulare e modificazioni epigenetiche. In molti casi il meccanismo resta sconosciuto.

Questi episodi indicano che il comportamento biologico di un tumore puรฒ cambiare. Non rappresentano perรฒ una terapia riproducibile. Osservare una regressione dopo unโ€™infezione o unโ€™intensa risposta immunitaria non permette di stabilire quale segnale abbia prodotto lโ€™effetto, quale dose servirebbe e come ripeterlo in sicurezza.

Anche il numero delle pubblicazioni presenti su PubMed puรฒ generare unโ€™impressione distorta. I risultati comprendono casi clinici, revisioni, studi di laboratorio, ipotesi e articoli che citano piรน volte gli stessi episodi. Non corrispondono al numero delle guarigioni spontanee accertate.

La regressione clinica e la reversione sperimentale descrivono quindi due fenomeni distinti. La prima riguarda lโ€™andamento di una malattia in un paziente; la seconda un cambiamento provocato e misurato nel comportamento delle cellule.

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Esiste una terapia capace di โ€œrieducareโ€ il cancro?

La medicina possiede almeno un esempio concreto di terapia basata sul differenziamento: la cura della leucemia promielocitica acuta. In questa malattia, le cellule del sangue restano bloccate in uno stadio immaturo a causa di una specifica alterazione cromosomica che produce la proteina PML-RARฮฑ. Lโ€™acido all-trans retinoico e il triossido di arsenico intervengono su quel meccanismo e permettono alle cellule leucemiche di riprendere il proprio percorso di maturazione.

La strategia ha trasformato una delle leucemie piรน pericolose in una patologia altamente curabile. Uno studio pubblicato nel 2025 da un consorzio asiatico ha riportato, nei gruppi trattati con regimi contenenti arsenico, una sopravvivenza globale a cinque anni compresa tra 91,4% e 92,3%. Nel regime orale analizzato, la sopravvivenza libera da recidiva ha raggiunto il 97,8%.

Il successo dimostra che modificare lo stato di differenziazione di una cellula tumorale puรฒ produrre benefici clinici enormi. In questo caso, perรฒ, la terapia sfrutta una vulnerabilitร  molecolare ben definita.

I tumori solidi presentano una struttura piรน complessa. Allโ€™interno della stessa massa possono convivere popolazioni cellulari diverse, portatrici di mutazioni differenti e immerse in microambienti capaci di cambiare da una zona allโ€™altra.

La leucemia promielocitica dimostra quindi che il principio biologico puรฒ funzionare. Il trasferimento ad altre neoplasie richiederร  strategie costruite sulle caratteristiche di ciascun tumore.

Quanto รจ solida la ricerca sulla reversione?

Nel 2024 Pensotti, Bizzarri e Bertolaso hanno pubblicato su Oncology Reports una revisione degli esperimenti condotti dagli anni Cinquanta su teratocarcinomi, melanomi, tumori mammari, epatici e cerebrali. Il lavoro comprende colture cellulari, innesti in embrioni, modelli animali ed esposizioni a estratti provenienti da microambienti embrionali. La ricostruzione mostra che la reversione non deriva da una singola osservazione e che piรน gruppi hanno documentato cambiamenti nel comportamento delle cellule tumorali.

La revisione possiede perรฒ un valore soprattutto storico e teorico. Gli autori hanno selezionato gli studi pionieristici o maggiormente citati senza seguire il metodo di una metanalisi. Mancano un protocollo preregistrato, una valutazione uniforme del rischio di distorsione e dati clinici abbastanza omogenei da permettere una stima dellโ€™efficacia.

Il quadro che emerge รจ interessante, ma ancora irregolare. Tecniche sperimentali, definizioni di reversione, linee cellulari e criteri di valutazione cambiano da uno studio allโ€™altro. La prossima fase dovrร  trasformare questa raccolta di segnali in un programma sperimentale condiviso e riproducibile.

Anche la composizione degli estratti embrionali rappresenta un problema. Una miscela naturale contiene molte molecole e puรฒ variare in base alla fase di sviluppo, alle condizioni di raccolta e alle procedure di preparazione. Una futura applicazione clinica richiederร  componenti definite, dosi costanti e sistemi di produzione controllabili.

Lo studio sui microRNA dichiara un finanziamento di Aurora Biosearch Srl, societร  che ha fornito anche gli embrioni di pesce zebra. Gli autori affermano che il finanziatore non ha partecipato alla progettazione, allโ€™analisi dei risultati o alla preparazione dellโ€™articolo e dichiarano lโ€™assenza di conflitti di interesse.

Il finanziamento privato rappresenta un elemento di trasparenza, non un giudizio sulla qualitร  del lavoro. La prova piรน importante arriverร  dalla replicazione: altri laboratori dovranno ottenere risultati comparabili utilizzando gli stessi protocolli, microRNA sintetici e modelli tumorali differenti.

Quale distanza separa il laboratorio dai pazienti?

Il lavoro del 2025 utilizza prevalentemente una linea cellulare coltivata in vitro. Questo modello permette di osservare con precisione migrazione, invasivitร , proliferazione e organizzazione delle proteine, ma riproduce soltanto una parte della malattia.

Un tumore allโ€™interno dellโ€™organismo riceve ossigeno e nutrienti dai vasi, interagisce con le cellule immunitarie, modifica il metabolismo e puรฒ diffondersi in organi distanti. Una terapia basata sui microRNA dovrebbe raggiungere selettivamente le cellule maligne, attraversare le barriere biologiche, resistere alla degradazione e mantenere una concentrazione efficace abbastanza a lungo.

Il miR-218-5p regola inoltre numerosi geni contemporaneamente. Questa caratteristica consente di intervenire su reti complesse, ma puรฒ produrre effetti indesiderati in tessuti sani. Dose, distribuzione, durata e tossicitร  dovranno essere studiate con particolare attenzione.

Pensotti ha annunciato lโ€™avvio di test sui topi. Il risultato scientifico pubblicato piรน recente del gruppo riguarda perรฒ le cellule coltivate. La sperimentazione animale costituisce dunque il passaggio successivo.

Prima serviranno conferme in altre linee tumorali, negli organoidi e nelle cellule prelevate direttamente dai pazienti. Gli organoidi, strutture tridimensionali coltivate in laboratorio, riproducono meglio lโ€™architettura e lโ€™eterogeneitร  di un tumore.

Gli studi animali dovranno poi stabilire se il trattamento raggiunge il bersaglio, limita la crescita della neoplasia, riduce le metastasi e mantiene un profilo di sicurezza accettabile. Solo dopo risultati preclinici solidi sarร  possibile progettare una prima sperimentazione sullโ€™uomo, concentrata inizialmente sulla sicurezza e sulla dose.

Che cosa cambia per chi affronta un tumore?

Per i pazienti, questa ricerca indica una prospettiva ma non una terapia disponibile. Nessun trattamento a base di estratti embrionali o miR-218-5p รจ stato ancora approvato per la reversione di un tumore solido. Le cure restano chirurgia, radioterapia, chemioterapia, immunoterapia, terapie ormonali e farmaci mirati, scelti sulla base del tipo di neoplasia e delle caratteristiche del singolo paziente. La prospettiva piรน realistica consiste nellโ€™affiancare un giorno questi trattamenti con molecole capaci di ridurre lโ€™aggressivitร , contenere la diffusione o ripristinare la sensibilitร  ai farmaci. In alcuni tumori la strategia potrebbe favorire il differenziamento; in altri rallentare la proliferazione o ostacolare lโ€™invasivitร .

In Italia si stimano per il 2025 circa 390.000 nuove diagnosi oncologiche. Nello stesso tempo, mortalitร  e sopravvivenza continuano a migliorare grazie agli screening, alla diagnosi precoce e ai progressi delle terapie. La ricerca sulla reversione si inserisce in questo percorso, fatto piรน spesso di avanzamenti graduali che di svolte improvvise.

La parola โ€œreversibileโ€ richiede responsabilitร , perchรฉ puรฒ alimentare false speranze e diventare un richiamo per integratori, preparati commerciali o trattamenti alternativi privi di prove. Gli esperimenti descritti appartengono alla ricerca oncologica e richiedono controlli, validazioni e sperimentazioni cliniche.

Link utili:
Studio originale sui microRNA embrionali e sul carcinoma mammario triplo negativo
National Cancer Institute, ricerca su plasticitร  cellulare e microambiente tumorale

AIRC โ€“ Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro ETS

Note per i lettori

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono in alcun modo parere medico o prescrizione. Prima di intraprendere qualsiasi terapia o integrazione, รจ necessario consultare il proprio medico curante.

Lโ€™immagine usata per questo articolo รจ stata creata grazie allโ€™utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

Roberto Zonca

Roberto Zonca รจ giornalista professionista, attivo nellโ€™informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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