Caccia a Terra 2.0, ora gli astronomi sanno dove guardare

Una missione proposta alla NASA misurerebbe le oscillazioni di 14 stelle vicine per individuare pianeti rocciosi nelle zone abitabili

LA NOTIZIA IN BREVE โ€“ Il progetto SHERA punta a individuare pianeti rocciosi nelle zone abitabili di 14 stelle simili al Sole, distribuite in sette sistemi binari entro 55 anni luce dalla Terra. La missione sfrutterebbe la seconda stella come riferimento per misurare le minuscole oscillazioni prodotte dalla gravitร  di eventuali pianeti. Un telescopio spaziale con uno specchio di appena 22 centimetri seguirebbe i bersagli per tre anni, compreso il vicino sistema di Alfa Centauri. Secondo le simulazioni, SHERA potrebbe scoprire circa quattro mondi potenzialmente temperati e chiarire quanto la presenza di una compagna influenzi la formazione planetaria. Tredici delle stelle selezionate interessano anche il futuro Habitable Worlds Observatory, che potrebbe usare questi dati per ridurre i tempi delle osservazioni. Il progetto, presentato in un preprint su arXiv, attende ancora lโ€™approvazione e i finanziamenti della NASA.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito lโ€™approfondimento

Lโ€™APPROFONDIMENTO โ€“ La caccia alla cosiddetta Terra 2.0 cambia strategia grazie alle conoscenze accumulate dagli astronomi, che ora sanno dove concentrare lo sguardo. Tra i bersagli piรน interessanti emergono i sistemi binari vicini, a lungo trascurati perchรฉ la presenza di due stelle complica la ricerca dei pianeti. Il progetto SHERA trasforma questa difficoltร  in un vantaggio per cercare mondi rocciosi nelle zone abitabili di 14 stelle simili al Sole.

Il piano concentra tre anni di osservazioni su sette sistemi stellari entro 55 anni luce dalla Terra, compreso Alfa Centauri. Secondo le simulazioni, SHERA potrebbe individuare circa quattro pianeti rocciosi nelle rispettive zone abitabili. Un risultato che amplierebbe la ricerca a una parte del vicinato cosmico rimasta finora ai margini delle principali campagne sugli esopianeti.

A proporre la missione รจ un gruppo internazionale di astronomi, che ha presentato il progetto in un preprint pubblicato su arXiv il 4 agosto 2026. SHERA โ€“ Searching for Habitable Exoplanets with Relative Astrometry โ€“ attende ancora il via libera e i finanziamenti della NASA. Il progetto indica perรฒ una strada precisa: usare le coppie di stelle come strumenti per scoprire i pianeti che orbitano attorno a loro.

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Metร  delle stelle simili al Sole vive in coppia

I sistemi binari rappresentano una parte consistente delle stelle presenti nelle nostre vicinanze. Circa la metร  degli astri simili al Sole condivide infatti il proprio sistema con una o piรน compagne. Le principali ricerche di esopianeti hanno privilegiato gli astri isolati. La luce di una seconda stella puรฒ confondere i segnali, mentre lโ€™attrazione reciproca delle due componenti rende piรน complessa la ricostruzione delle orbite. Questa scelta ha escluso molti bersagli vicini e potenzialmente interessanti.

Il catalogo degli esopianeti conta ormai piรน di seimila mondi confermati o validati statisticamente. Comprende giganti gassosi vicinissimi alle proprie stelle, pianeti rocciosi piรน massicci del nostro e sistemi molto diversi da quello solare. Un vero gemello della Terra continua perรฒ a sfuggire alle osservazioni.

Gli astronomi cercano un pianeta roccioso con una massa simile alla nostra, collocato nella zona abitabile di una stella paragonabile al Sole. Quella posizione consentirebbe, in presenza di unโ€™atmosfera e di una pressione adeguate, la permanenza di acqua liquida sulla superficie. La scoperta offrirebbe quindi un candidato ideale per i grandi telescopi destinati allo studio delle atmosfere planetarie.

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Le coppie stellari diventano strumenti di misura

SHERA seguirร  gli spostamenti delle stelle anzichรฉ provare a fotografare direttamente i pianeti. Ogni mondo esercita una forza gravitazionale sul proprio astro e lo costringe a compiere una piccola oscillazione attorno al centro di massa comune.

Nei sistemi binari, la seconda stella offre un punto di riferimento luminoso e vicino. Il telescopio misurerebbe piรน volte la distanza apparente tra le due componenti. Sulla loro orbita, ampia e giร  ricostruibile, cercherebbe le piccole variazioni periodiche prodotte da eventuali pianeti.

La stessa caratteristica che ha complicato le ricerche precedenti diventerebbe cosรฌ il cuore della nuova tecnica. Confrontare due astri vicini nel cielo permette anche di ridurre gli errori che compaiono quando si utilizza come riferimento un insieme di stelle lontane e deboli.

Il segnale di una Terra rimane minuscolo. A circa 33 anni luce, un pianeta con la stessa massa del nostro sposterebbe una stella come il Sole di appena 0,3 microsecondi dโ€™arco. Le misure astrometriche pubblicate finora si collocano generalmente intorno ai 100 microsecondi dโ€™arco.

Gaia osserva miliardi di astri e ne ricostruisce i movimenti su una parte enorme del cielo. SHERA seguirebbe la strada opposta: pochi bersagli, molto luminosi, osservati ripetutamente per tre anni.

Domande e risposte Orbite, misure e limiti della ricerca di pianeti nei sistemi binari.
  • Osservazione

    Un pianeta deve transitare davanti alla stella per essere scoperto da SHERA?

    No, lโ€™astrometria non richiede un transito. SHERA cercherebbe lo spostamento della stella prodotto dalla gravitร  del pianeta. Il metodo puรฒ quindi funzionare anche quando lโ€™orbita non risulta allineata con la Terra. Lโ€™inclinazione influisce comunque sullโ€™intensitร  e sulla forma del segnale osservato.

  • Caratteristiche

    SHERA potrร  stabilire se un pianeta assomiglia davvero alla Terra?

    Potrร  misurarne soprattutto la massa e lโ€™orbita. Lโ€™attrazione esercitata sulla stella fornisce informazioni sulla massa, ma non rivela direttamente il raggio, la superficie o la composizione dellโ€™atmosfera. Per capire se il pianeta sia roccioso e potenzialmente abitabile serviranno osservazioni complementari, comprese quelle del futuro Habitable Worlds Observatory.

  • Orbite

    SHERA cercherร  pianeti che orbitano attorno a una stella o attorno a entrambe?

    La ricerca principale riguarda pianeti in orbita attorno a una delle due stelle. Gli astronomi chiamano queste traiettorie orbite di tipo S. I pianeti circumbinari, che girano attorno allโ€™intera coppia, seguono invece orbite di tipo P e non rappresentano lโ€™obiettivo principale del programma descritto per SHERA.

  • Stabilitร 

    Un pianeta nella zona abitabile puรฒ mantenere unโ€™orbita stabile tra due stelle?

    Sรฌ, se rimane abbastanza vicino alla stella attorno alla quale orbita. Gli autori hanno confrontato le zone abitabili con i limiti di stabilitร  gravitazionale dei sette sistemi selezionati. Nella maggior parte dei casi lโ€™intera fascia conservativa risulta compatibile con orbite stabili. Per 36 Ophiuchi la regione stabile comprende invece poco piรน della metร  della zona abitabile stimata.

  • Tempi

    Tre anni di osservazioni sono sufficienti per riconoscere un pianeta?

    Il campione รจ stato scelto anche in funzione della durata prevista della missione. Nelle stelle selezionate, le zone abitabili corrispondono in genere a periodi orbitali compresi fra circa 0,2 e 3 anni. SHERA potrebbe quindi seguire uno o piรน giri completi di molti pianeti. Le orbite piรน lunghe lascerebbero segnali parziali e piรน difficili da interpretare.

Risposte elaborate e verificate dalla redazione di GiornaleTecnologico.net sulla base delle fonti indicate nellโ€™articolo.

Uno specchio da 22 centimetri controllerร  gli errori

La missione utilizzerebbe un telescopio compatto, con uno specchio primario di appena 22 centimetri. La precisione dipenderebbe soprattutto da una particolare lavorazione della sua superficie. Una tecnica a fascio di elettroni inciderebbe sullo specchio una pupilla diffrattiva. Il disegno distribuirebbe la luce stellare sul sensore secondo uno schema prestabilito, trasformando lo specchio in una sorta di righello interno.

Variazioni di temperatura, deformazioni ottiche e imperfezioni del rivelatore possono produrre spostamenti piรน grandi di quelli causati da un pianeta. Lo schema impresso sullo specchio permetterebbe agli astronomi di riconoscere e correggere questi errori.

Anche lโ€™attivitร  delle stelle richiede attenzione. Una grande macchia modifica la distribuzione della luce sulla superficie e sposta leggermente il centro apparente dellโ€™astro. Le variazioni cromatiche e spettrali aiuterebbero a distinguere questo fenomeno dal movimento gravitazionale prodotto da un pianeta.

SHERA raccoglie lโ€™esperienza di TOLIMAN, un telescopio da 12,5 centimetri concepito per osservare Alfa Centauri. La nuova missione estenderebbe lo stesso metodo a sette sistemi, mantenendo dimensioni e costi compatibili con il programma NASA Small Explorer.

Alfa Centauri offre il bersaglio migliore

Alfa Centauri A e B occupano un posto centrale nella lista. Le due stelle si trovano a circa 4,37 anni luce dalla Terra e possiedono entrambe regioni nelle quali un pianeta potrebbe mantenere unโ€™orbita stabile allโ€™interno della zona abitabile. La vicinanza aumenta lโ€™ampiezza apparente del movimento. Secondo i calcoli degli autori, una Terra in orbita attorno ad Alfa Centauri A produrrebbe unโ€™oscillazione di circa 2,5 microsecondi dโ€™arco. Attorno ad Alfa Centauri B il segnale raggiungerebbe circa 1,7 microsecondi dโ€™arco. Questi valori superano di diverse volte quelli attesi intorno a stelle simili situate a una decina di parsec.

La ricerca chiarirebbe anche quanto la presenza di una compagna influenzi la nascita dei pianeti. Nelle coppie piรน strette, le forze gravitazionali possono ridurre o deformare il disco di gas e polveri dal quale si formano i nuovi mondi. In seguito possono modificarne le orbite o espellerli dal sistema.

Le osservazioni mostrano giร  una minore presenza di pianeti con periodi inferiori a cento giorni nelle coppie piรน vicine. I dati diventano molto piรน scarsi per i mondi con orbite lunghe, compresi quelli collocati nelle zone abitabili.

Quattro scoperte rappresentano lo scenario atteso

Gli autori hanno applicato alle 14 stelle le attuali stime sulla diffusione dei piccoli pianeti. Il calcolo produce una media di circa quattro mondi rocciosi nelle zone abitabili. La cifra indica uno scenario statistico e non quattro candidati giร  intravisti. Anche un risultato piรน povero fornirebbe informazioni preziose. Meno di due rilevazioni suggerirebbero una frequenza inferiore alle attese e un ruolo piรน incisivo delle stelle compagne nella formazione o nella sopravvivenza dei pianeti.

Un secondo gruppo ha intanto sviluppato MARA, lโ€™algoritmo destinato a riconoscere le oscillazioni allโ€™interno dei dati. I ricercatori lo hanno sperimentato con osservazioni simulate di Alfa Centauri A, inserendo segnali planetari di massa e orbita conosciute.

Il software ha recuperato mondi con massa vicina a quella terrestre e periodi di circa un anno. In alcuni scenari ha raggiunto pianeti da mezza massa terrestre su orbite triennali. Il secondo preprint disponibile su arXiv misura per ora le capacitร  dellโ€™algoritmo in un ambiente simulato; la ricerca di pianeti reali comincerร  soltanto con osservazioni adeguate.

SHERA preparerร  il lavoro del futuro HWO

Tredici delle 14 stelle selezionate figurano anche tra i bersagli di prima fascia dellโ€™Habitable Worlds Observatory. La NASA sta progettando HWO per fotografare pianeti simili alla Terra e analizzarne lโ€™atmosfera. Prima di studiare un mondo, il grande osservatorio dovrร  localizzarlo, seguirne il movimento e ricostruirne lโ€™orbita. Questa fase potrebbe assorbire una parte rilevante del tempo disponibile.

SHERA gli consegnerebbe una mappa preliminare: stelle con pianeti, masse, periodi e posizioni previste lungo lโ€™orbita. Secondo le simulazioni, queste informazioni ridurrebbero fino al 40% il tempo richiesto da alcune osservazioni con HWO.

Il passaggio decisivo spetta ora alla NASA. SHERA ha giร  una lista di bersagli, una tecnologia di riferimento e simulazioni che ne sostengono il potenziale scientifico. Servono ancora la selezione ufficiale, i finanziamenti e un calendario. La missione aprirebbe una parte del cielo rimasta a lungo in secondo piano. Se una seconda Terra orbita attorno a una delle stelle piรน vicine, la presenza di un altro sole nello stesso sistema potrebbe finalmente aiutarci a trovarla.

Link e fonti

Studi scientifici e pagine ufficiali per approfondire SHERA, lโ€™astrometria dei sistemi binari e il futuro osservatorio HWO.

  • Preprint scientifico

    SHERA: la ricerca di pianeti abitabili nei sistemi binari

    Autori: Christiansen et al. ยท Pubblicazione:

    Il lavoro presenta il progetto della missione SHERA, i sette sistemi stellari selezionati, la tecnologia della pupilla diffrattiva e le stime sul numero di pianeti rilevabili.

    Consulta il preprint
  • Analisi dei dati

    MARA: riconoscere i pianeti attraverso lโ€™astrometria relativa

    Autori: Roberson et al. ยท Pubblicazione:

    Lo studio descrive lโ€™algoritmo MARA e i test eseguiti su dati simulati. Le prove riguardano anche pianeti con massa vicina a quella terrestre attorno ad Alfa Centauri A.

    Consulta lo studio
  • Modellazione ottica

    ADORA: calibrazione e recupero del segnale di SHERA

    Autori: McKeithen et al. ยท Pubblicazione:

    Il preprint analizza gli errori ottici e strumentali che potrebbero alterare le misure, compresi puntamento, scala dellโ€™immagine, risposta spettrale e calibrazione del sensore.

    Consulta il preprint
  • Scheda NASA

    SHERA e le tecnologie sviluppate da Eduardo Bendek

    Ente: NASA ยท Aggiornamento della pagina:

    La scheda professionale del ricercatore NASA Eduardo Bendek include SHERA tra i progetti di missione Small Explorer derivati dallโ€™esperienza maturata con TOLIMAN.

    Consulta la scheda NASA
  • Progetto precursore

    TOLIMAN Space Telescope

    Ente: University of Sydney ยท Consultazione:

    Il sito ufficiale presenta il piccolo telescopio progettato per cercare pianeti attorno ad Alfa Centauri attraverso le variazioni nella distanza apparente tra le due stelle.

    Visita il sito ufficiale
  • Missione futura

    Habitable Worlds Observatory

    Ente: NASA Science ยท Consultazione:

    La pagina ufficiale illustra gli obiettivi di HWO, il futuro osservatorio destinato a fotografare pianeti potenzialmente abitabili e ad analizzarne le atmosfere.

    Approfondisci HWO
Fonti consultate e verificate dalla redazione di GiornaleTecnologico.net. Ultimo controllo: .

Roberto Zonca

Roberto Zonca รจ giornalista professionista, attivo nellโ€™informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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