Terminator T-800 in pattuglia con la polizia

Il robot umanoide è stato avvistato in un’area turistica di Shenzhen insieme a due agenti in carne e ossa

A Shenzhen, in una delle aree turistiche più frequentate della città cinese, un robot umanoide ha camminato accanto a due agenti di polizia durante una pattuglia pubblica. Apparentemente quanto accaduto non voleva essere una iniziativa promozionale. Le autorità non hanno fatto alcun proclama. Il robot, ripreso nei video dei tanti passanti, avanzava con passo regolare, precedendo gli agenti e mescolandosi al flusso di persone. Le immagini, immediatamente virali sui social, hanno fatto il giro del mondo.

Il “super agente” ha proporzioni umane, un corpo massiccio, movimenti controllati ma naturali. Non gesticola, non interagisce con i passanti. È stato identificato come T-800, una scelta di nome che colpisce, e lascia perplessi. Il riferimento al Terminator cinematografico è esplicito e voluto. Non nasce dai social né da soprannomi improvvisati: è la startup di Shenzhen EngineAI ad averlo presentato con questa sigla, richiamando senza ambiguità l’immaginario della fantascienza.

Non c’è però alcuna operazione di polizia affidata alla macchina. Le autorità locali hanno chiarito che non si tratta di un impiego operativo, ma di una dimostrazione legata a test sul campo. Nessun robot-agente, nessuna sostituzione degli esseri umani. Quella vista a Shenzhen non è una svolta formale, ma un segnale: la sperimentazione non avviene più nei laboratori o nelle fiere tecnologiche, ma direttamente nello spazio pubblico, davanti ai cittadini.

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Il robot T-800: dalla fantascienza alla realtà

Dietro al “Terminator” cinese c’è la giovane azienda EngineAI Robotics di Shenzhen, fondata nel 2023 e già lanciatissima nello sviluppo di robot umanoidi generalisti. Il modello T-800 è il loro fiore all’occhiello: un androide a grandezza naturale, progettato interamente in-house e presentato ufficialmente a inizio dicembre 2025. Già questo nome, T-800, è una scelta insolita e provocatoria, che porta direttamente la fantasia cinematografica nella realtà. Non a caso il robot misura circa 1,73 metri di altezza per 75 kg di peso, praticamente le stesse dimensioni di un uomo medio, e appena 3 centimetri in meno del cyborg interpretato da Schwarzenegger nei film. Insomma, EngineAI ha volutamente creato un androide “grande quanto un uomo” per enfatizzare l’effetto fantascientifico. “È come vedere Terminator camminare per strada”, hanno scritto in molti online, tra l’entusiasmo e un comprensibile brivido ironico.

Che cosa sa fare il T-800

Il robot non delude le aspettative create dal suo nome altisonante, quanto meno sul piano tecnico. Secondo EngineAI, questo robot può correre, sferrare calci e fare balzi, mostrando agilità e forza superiori a quelle umane. Le sue mani sono dotate di sensori che gli permettono di afferrare oggetti con precisione, mentre un design biomeccanico avanzato gli conferisce movimenti fluidi anche in compiti gravosi. Il T-800 monta un’intelligenza artificiale come “cervello” e utilizza potenti moduli di calcolo (basati su chip Nvidia) per elaborare dati e visione artificiale in tempo reale. Può camminare fino a 10,8 km/h, più veloce del passo umano medio, e la sua batteria garantisce circa 4-5 ore di autonomia per ogni ricarica. EngineAI punta a produrlo su larga scala: il robot è pensato per adattarsi a vari impieghi, dalle catene di montaggio industriali ai servizi alla clientela, fino a ruoli di sicurezza e supporto alle forze dell’ordine.

Il prezzo di partenza, attorno ai 25 mila dollari, lo rende potenzialmente abbordabile per enti e aziende. La passeggiata in pattuglia a Shenzhen, pur essendo una dimostrazione controllata, segnala che la fase di test in scenari reali è iniziata. In Cina si investe pesantemente in AI e robotica, e l’obiettivo è chiaro: integrare presto queste macchine in compiti pratici, dalla fabbrica… alla strada. Del resto, il governo cinese ha dichiarato la volontà di dominare il mercato dei robot umanoidi entro il 2027. Chiamatela pure visione strategica futuristica, con un pizzico di autoironia fantascientifica nel nome T-800.

Robot poliziotto: la rivoluzione silenziosa globale

Quello visto a Shenzhen non è un caso isolato, ma il segnale di una rivoluzione silenziosa in corso nel mondo della sicurezza. La Cina, insieme a molti altri Paesi, sta esplorando sempre più l’uso di robot per compiti di polizia e sorveglianza. Basti pensare a Dubai, dove già nel 2017 è entrato in servizio il primo robocop turistico. Il governo emiratino ha schierato robot come REEM nei centri commerciali e nelle strade affollate, con funzioni ben diverse dal cacciatore di criminali di Hollywood: attraverso un touch screen sul petto del robot, i cittadini possono segnalare reati o pagare multe direttamente alla macchina. Le autorità di Dubai hanno piani ambiziosi – arrivare ad avere il 25% della forza di polizia composta da robot entro il 2030 – a riprova che non si tratta solo di gadget per far notizia, ma di una strategia a lungo termine.

E l’Occidente non resta a guardare

Nel frattempo, anche in Occidente si muovono i primi passi: negli Stati Uniti diversi dipartimenti hanno sperimentato robot di pattuglia, seppur di foggia diversa dal T-800 cinese. New York, ad esempio, nel 2023 ha presentato un robot K5 per sorvegliare la stazione della metropolitana di Times Square. Questo automa a forma di cilindro alto circa 1,5 metri e pesante quasi 200 kg è dotato di telecamere a 360 gradi ma privo di braccia, e viene impiegato nelle ore notturne per monitorare i corridoi sotterranei.

Durante i primi due mesi di prova, il K5 ha pattugliato la zona affiancato da un operatore umano della NYPD, fungendo da deterrente e mappando l’area in autonomia. Terminato il pilot, l’obiettivo è lasciarlo girare da solo, sorvegliando e trasmettendo immagini in tempo reale alla centrale. Oltre al “robottone” K5, la polizia newyorkese ha arruolato anche i cosiddetti “Digidog” – cani robot quadrupedi – per assistere in operazioni speciali come emergenze con ostaggi o perlustrazioni in ambienti pericolosi. Insomma, dai RoboCop di Dubai ai guardiani elettronici nelle metropolitane americane, i robot poliziotto stanno lentamente ma inesorabilmente facendosi spazio.

Umani e robot fianco a fianco

La rapida comparsa di umanoidi in divisa (o meglio, in livrea robotica) pone interrogativi affascinanti su come evolverà il lavoro delle forze dell’ordine. Se oggi un T-800 in pattuglia sembra solo una curiosità virale, domani potrebbe diventare parte della normalità. I video come quello di Shenzhen mostrano chiaramente quanto la frontiera tecnologica si sia avvicinata al nostro quotidiano. Certo, al momento questi androidi sono colleghi in prova, osservati speciali affiancati da supervisori umani. Ma il ritmo dell’innovazione è incalzante.

I sostenitori dei robot in ambito sicurezza evidenziano i vantaggi: un robot non si stanca, può monitorare instancabilmente un’area 24/7, non ha timori nel fronteggiare situazioni ad alto rischio e può raccogliere dati preziosi. Ad esempio, un robot di sorveglianza in USA ha già aiutato a identificare vandali fornendo filmati utili alla polizia. In prospettiva, schierare automi in compiti ripetitivi o pericolosi consentirebbe agli agenti umani di concentrarsi su interventi più delicati e complessi – un po’ come avere sentinelle instancabili a guardia dei “punti noiosi” o sensibili della città, lasciando gli esseri umani liberi di agire dove serve di più. Di contro, non mancano le criticità e le perplessità etiche.

La presenza di “poliziotti di ferro” solleva dubbi sulla privacy, sul possibile uso eccessivo della sorveglianza e sulla reazione emotiva delle persone nel vedere macchine dotate di potere coercitivo. In più, la tecnologia è ancora in fase acerba: emblematico il fatto che a New York il robot K5 necessitasse di babysitter armati per proteggerlo e guidarlo durante le ronde.

Il caso T-800 ha suscitato reazioni contrastanti

C’è chi grida al futuro entusiasmante e chi, memore delle saghe di fantascienza, osserva con un filo di inquietudine queste somiglianze con i Terminator. Il CEO di EngineAI ha persino organizzato una trovata mediatica – facendosi prendere a calci dal suo T-800 in un video – per dimostrare che il robot è reale e non un effetto speciale al computer. Segno che l’opinione pubblica fatica ancora a credere ai propri occhi: i confini tra realtà e fantasia si stanno assottigliando in fretta.

Sta di fatto che la rivoluzione robotica nelle forze di polizia avanza in sordina ma avanza. Oggi un robot può consegnare multe o sorvegliare una stazione, domani forse inseguire sospetti (entro i limiti programmati dalla legge, si spera). L’idea di vedere umani e androidi fianco a fianco a mantenere l’ordine non è più solo uno spunto da film, ma un processo già in atto. E mentre questa transizione si svolge senza clamore – una pattuglia dimostrativa qui, un progetto pilota lì – vale la pena chiedersi come cambierà il nostro rapporto con l’autorità e la tecnologia. Per ora, il “Terminator” cinese T-800 è dalla parte giusta della legge e sorride (o meglio, si muove) alle telecamere insieme ai suoi colleghi umani. L’augurio ironico è che continui così: “Hasta la vista, baby” – ma solo ai malintenzionati.

A cura della Redazione GTNews

Link utili:
Humanoid ‘Terminator’ robot cop patrols with police officers in China

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