La vecchia rete telefonica viene dismessa per aree e centrali. Gli utenti saranno avvisati dall’operatore, potranno scegliere una nuova connessione ma non saranno costretti a restare con l’attuale fornitore
Chi oggi naviga con una vecchia linea ADSL, con una linea telefonica tradizionale o con collegamenti ancora dipendenti dal rame riceverà presto una comunicazione dal proprio operatore per passare a una tecnologia più recente. La destinazione sarà in genere la fibra FTTH, dove disponibile, oppure la FWA nelle aree in cui il cavo in fibra fino all’abitazione non è presente. Nelle zone coinvolte dalla dismissione, la rete in rame sarà progressivamente spenta. Il vecchio collegamento resterà attivo durante le fasi previste, ma al termine del percorso non potrà essere mantenuto sulla stessa infrastruttura. La migrazione sarà regolata da comunicazioni ufficiali, tempi di preavviso e procedure tecniche definite dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
La delibera AGCOM prevede che lo switch off possa partire dopo un preavviso di 6 mesi per alcune centrali e di 12 mesi per altre, seguito da una fase di migrazione tecnica di 12 mesi. Se al termine restano linee non migrate, può essere avviata una fase finale di adeguamento tecnologico, con comunicazione di cessazione del contratto per chi rifiuta il passaggio.
Il fenomeno riguarda una parte rilevante del Paese. Secondo l’Osservatorio AGCOM pubblicato il 14 maggio 2026, a dicembre 2025 gli accessi da rete fissa erano 20,53 milioni. La FTTC, cioè la fibra mista rame, rappresentava ancora il 40,5% della base clienti, mentre la FTTH era arrivata al 34,1%. Le connessioni FWA avevano raggiunto circa 2,68 milioni di accessi.
Che cosa significa switch off del rame?
Lo switch off del rame è la chiusura progressiva delle vecchie infrastrutture telefoniche basate sui doppini metallici usati per voce, ADSL e altri servizi tradizionali. La rete viene sostituita da tecnologie più moderne, capaci di offrire maggiore velocità, stabilità e capacità di trasmissione.
Il processo riguarda le centrali locali e le linee collegate a quelle centrali. AGCOM ha già pubblicato l’esito delle verifiche per 2.055 centrali locali FiberCop oggetto di istanza di dismissione. TIM aveva avviato il piano nel 2024 con le prime centrali e aveva indicato un percorso di spegnimento di circa 6.700 centrali interamente in rame entro il 2028.
Internet sarà sospeso?
La connessione potrà essere cessata solo al termine del percorso previsto, dopo le comunicazioni dell’operatore e i tempi tecnici stabiliti. L’utente continuerà a usare il servizio durante la fase di migrazione, ma dovrà scegliere una nuova tecnologia prima della chiusura definitiva della vecchia linea.
AGCOM prevede che, durante la migrazione forzata, l’adeguamento tecnologico consenta di continuare a usare servizi funzionalmente equivalenti e alle stesse condizioni economiche del contratto in essere. La cessazione riguarda i clienti che rifiutano la migrazione dopo le fasi previste.
Chi sarà coinvolto per primo?
I primi utenti coinvolti sono quelli collegati a centrali in rame già inserite nei piani di dismissione. In molti casi si tratta di linee ADSL, linee telefoniche tradizionali, servizi ISDN o collegamenti ancora basati su infrastrutture legacy.
La FTTC richiede una distinzione specifica. È una tecnologia mista, perché la fibra arriva fino all’armadio stradale e l’ultimo tratto fino all’abitazione resta in rame. Anche questa soluzione rientra nel percorso generale di superamento del rame, ma i tempi dipendono dalla centrale, dalla zona, dalla copertura disponibile e dalla comunicazione inviata dall’operatore.
Devo accettare la proposta del mio operatore?
L’utente deve migrare dalla tecnologia destinata allo spegnimento, ma può scegliere con quale operatore farlo. La comunicazione ricevuta dal gestore serve ad avviare il passaggio e a indicare le opzioni disponibili, senza togliere al cliente la possibilità di confrontare offerte, condizioni economiche e tecnologie alternative. Chi riceve l’avviso può verificare la copertura, controllare le proposte di altri operatori e decidere se restare con l’attuale gestore oppure cambiare. L’obiettivo è completare la migrazione prima della cessazione del vecchio servizio.
Il passaggio alla fibra è gratuito?
Le regole AGCOM intervengono soprattutto sui rapporti all’ingrosso tra operatori. Per le linee incluse nel piano di dismissione non sono previsti contributi di disattivazione dei servizi wholesale su rete legacy quando il servizio viene migrato verso rete NGA, né contributi di attivazione su rete NGA in alcuni casi di migrazione.
Per il cliente finale contano le condizioni del contratto proposto dall’operatore. In precedenti operazioni di switch off, TIM ha comunicato che per i propri clienti il passaggio preventivo ai nuovi collegamenti digitali era effettuato gratuitamente, con consegna del modem e verifica dell’impianto domestico. Prima di accettare, conviene controllare eventuali costi, durata del vincolo, modem, prezzo dopo il periodo promozionale e condizioni di recesso.
Che differenza c’è tra ADSL, FTTC e FTTH?
L’ADSL usa la vecchia rete telefonica in rame dalla centrale fino a casa. È la tecnologia più vecchia e ha prestazioni limitate.
La FTTC usa fibra fino all’armadio stradale, poi rame dall’armadio all’abitazione. Offre prestazioni migliori dell’ADSL, ma dipende ancora dalla qualità e dalla lunghezza dell’ultimo tratto in rame.
La FTTH porta la fibra ottica direttamente dentro casa. È la soluzione più moderna e stabile, con velocità superiori e maggiore capacità di trasmissione. Quando è disponibile, rappresenta la destinazione principale della migrazione.
Che cos’è la FWA e quando viene proposta?
La FWA, Fixed Wireless Access, è una connessione fissa via radio. Il segnale arriva all’abitazione da un’antenna dell’operatore, collegata a sua volta alla rete in fibra. È una soluzione usata soprattutto nelle aree rurali, isolate o difficili da cablare.
AGCOM prevede il ricorso alla FWA in modo residuale e in particolare nelle aree periferiche, con comunicazione preventiva all’Autorità quando questa tecnologia viene usata per garantire la copertura necessaria alla migrazione.
Come verificare se casa è coperta dalla fibra?
La prima verifica va fatta sul sito del proprio operatore. In parallelo si può controllare la copertura sui portali degli operatori infrastrutturali, come Open Fiber, inserendo l’indirizzo dell’abitazione e verificando se il civico risulta coperto da rete FTTH o FWA. Un indirizzo può risultare coperto, in lavorazione, non ancora vendibile oppure raggiunto da una tecnologia diversa dalla fibra fino a casa. In caso di dubbi conviene chiedere conferma scritta all’operatore prima di avviare la migrazione.
Che cosa deve fare chi riceve l’avviso?
Chi riceve la comunicazione deve controllare data, tecnologia proposta, condizioni economiche e tempi di passaggio. Subito dopo dovrebbe verificare quali alternative sono disponibili al proprio indirizzo. Se la FTTH è attivabile, rappresenta la scelta più solida. Se la FTTH manca, la FWA può diventare la soluzione per mantenere una connessione fissa.
Meglio evitare decisioni al telefono senza documentazione. È preferibile farsi inviare l’offerta per iscritto, confrontare i prezzi e controllare se il nuovo contratto mantiene lo stesso costo oppure introduce nuove condizioni dopo i primi mesi.
Che cosa succede se non faccio nulla?
Ignorare l’avviso espone al rischio di arrivare alla fase finale senza una nuova connessione attiva. Durante la prima fase il servizio prosegue, ma la linea appartiene a una tecnologia destinata alla dismissione nella zona interessata. Dopo i preavvisi e la fase di migrazione, il vecchio servizio può essere cessato.
La comunicazione dell’operatore va quindi considerata come un avviso operativo. Non serve accettare in fretta la prima proposta ricevuta, ma è necessario scegliere per tempo una soluzione alternativa.
Il rame viene spento perché non funziona più?
Il rame viene spento perché il sistema delle telecomunicazioni sta passando a reti più efficienti. Molte linee continuano ancora a funzionare, ma mantenere in parallelo vecchie centrali, apparati legacy e nuove reti in fibra comporta costi elevati, maggiori consumi energetici e limiti tecnici. TIM ha indicato anche benefici ambientali collegati alla dismissione delle centrali in rame, con una riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2. La chiusura della vecchia rete risponde quindi a una scelta industriale, tecnologica e regolatoria.
Qual è il consiglio pratico per gli utenti?
Il consiglio è verificare subito la copertura del proprio indirizzo, anche prima di ricevere la comunicazione dell’operatore. Chi è già raggiunto dalla FTTH può valutare il passaggio con maggiore margine e scegliere l’offerta più conveniente. Chi vive in aree senza fibra fino a casa dovrebbe controllare la disponibilità della FWA e le prestazioni reali nella propria zona.
Link utili:
AGCOM – Osservatorio sulle comunicazioni n. 1/2026
AGCOM – Delibera 458/24/CONS sulle centrali FiberCop
TIM – Avvio dello switch off della rete in rame
Open Fiber – Verifica copertura
Note per i lettori
L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale
