Non fai sesso? Colpa dei geni! Lo studio che smonta i tabù

Circa l’1% della popolazione mondiale non ha mai avuto rapporti sessuali e la genetica potrebbe essere una delle cause

Il sesso è spesso raccontato come il collante delle relazioni, il motore nascosto della salute, della felicità e perfino dell’economia familiare. Ma cosa accade a chi non ha mai avuto rapporti sessuali? La domanda non è peregrina, visto che un nuovo studio internazionale ha portato alla luce un dato sorprendente: circa l’1% delle persone non ha mai fatto sesso. Non si tratta soltanto di scelta o di mancanza di occasioni. I ricercatori hanno infatti rilevato che fattori genetici, ambientali, fisici e psicologici possono avere un peso significativo. Il risultato è un quadro complesso, che mette insieme biologia e società e che sfida molti tabù. Alcuni individui sono asessuali, cioè privi di interesse verso la sfera intima. Altri, invece, desiderano rapporti ma non riescono a trovarne le condizioni: partner disponibili, un ambiente sociale accogliente, o la sicurezza personale necessaria per vivere una relazione. E qui entra in gioco il lato oscuro: solitudine, bassa autostima, disagio psicologico e, in casi estremi, derive in subculture radicali come quelle degli incel (“celibi involontari”).

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I numeri della ricerca e il ruolo del contesto

Per arrivare a queste conclusioni, gli studiosi hanno analizzato 400.000 residenti nel Regno Unito tra i 39 e i 73 anni e 13.500 australiani di età compresa tra i 18 e gli 89. La percentuale di chi non aveva mai avuto rapporti sessuali era sorprendentemente simile in entrambi i Paesi: circa l’1% sia tra uomini che donne.

Il contesto geografico ed economico sembra però avere un ruolo. Lo studio ha evidenziato che gli uomini sessualmente inattivi vivono spesso in zone dove le donne sono numericamente meno presenti. Non solo: l’assenza di rapporti sessuali è risultata più comune nelle aree con forti diseguaglianze economiche. Una conferma indiretta arriva da ricerche parallele sul fenomeno incel negli Stati Uniti, dove le aree con maggiore disparità di reddito e minor equilibrio tra generi tendevano a generare più frustrazione e isolamento.

Il legame tra sesso e benessere psicologico

Chi non ha mai fatto sesso mostra in media livelli di felicità più bassi, maggiori sintomi di ansia e solitudine e meno occasioni di contatto sociale. Amici che passano a fare visita, familiari con cui confidarsi o anche solo la percezione che la vita abbia un significato sembrano essere meno presenti in questo gruppo.

Allo stesso tempo, i dati hanno rivelato aspetti meno scontati. Le persone sessualmente inattive risultano spesso più istruite, iniziano a portare gli occhiali in giovane età, e fanno meno uso di alcol e droghe. In campo maschile si aggiunge un ulteriore dato: chi ha una forza fisica ridotta, misurata dalla presa della mano o dalla massa muscolare delle braccia, risulta meno propenso ad avere avuto rapporti. Nessuna correlazione invece per le donne. Un mix di tratti che richiama i classici stereotipi dell’“intellettuale isolato” o del “ragazzo nerd” con meno successo nelle relazioni adolescenziali, fattore che può avere effetti a lungo termine sulla fiducia in sé stessi.

Genetica e sesso: nessun “gene dell’astinenza”

Uno dei punti centrali dello studio riguarda la genetica. I ricercatori hanno utilizzato un’analisi chiamata genome-wide association analysis, che permette di individuare eventuali correlazioni tra caratteristiche genetiche e comportamento. Il risultato? La genetica spiega circa il 15% delle differenze legate all’assenza di rapporti sessuali. Non esiste però un “gene del sesso” o, al contrario, un “gene dell’astinenza”. Si tratta piuttosto di una costellazione di tanti geni con piccoli effetti.

Le correlazioni genetiche più interessanti riguardano l’intelligenza, l’introversione, alcuni tratti legati allo spettro autistico e perfino disturbi come l’anoressia. Al contrario, risultano negativamente associati problemi come depressione, ansia, ADHD e dipendenze da alcol o droghe. Questo significa che, a livello genetico, la mancanza di rapporti sessuali può avere punti di contatto con tratti cognitivi e caratteriali, ma non coincide con un peggioramento della salute mentale in senso stretto.

Cause, conseguenze e domande aperte

Lo studio, firmato da un team internazionale guidato da Laura Wesseldijk, Abdel Abdellaoui e Karin Verweij dell’Amsterdam UMC, con la collaborazione di Brendan Zietsch dell’Università del Queensland, non pretende di avere risposte definitive. Al contrario, apre la porta a nuove domande. È il non avere rapporti a generare infelicità, oppure è la sofferenza psicologica a rendere difficile l’incontro con un partner? Oppure, ancora, esistono fattori terzi che influenzano entrambe le condizioni?

Un limite della ricerca è che i partecipanti hanno semplicemente dichiarato se avessero avuto rapporti sessuali o meno, ma non se li avessero mai desiderati. Una parte del campione potrebbe dunque essere composta da persone asessuali, per cui l’assenza di rapporti non rappresenta un problema. Eppure ci sono dati che difficilmente si spiegano con l’asessualità, come la correlazione con la forza fisica maschile o con il rapporto numerico tra uomini e donne nelle comunità. Questo fa pensare a una realtà ibrida, dove si intrecciano scelte volontarie e circostanze involontarie.

Nessun giudizio, solo comprensione

Gli autori dello studio sottolineano che non si tratta di stabilire un valore morale. “Non esiste alcun giudizio di valore sulle persone che non hanno rapporti sessuali, che sia per scelta o meno”, precisano i ricercatori. Lo scopo è piuttosto quello di capire meglio i meccanismi che regolano la sessualità umana e il suo impatto sulla vita sociale e personale.

Capire come genetica, ambiente e cultura si influenzino a vicenda potrebbe aprire la strada a strategie per ridurre l’isolamento e favorire relazioni più sane. E se c’è una lezione da trarre, è che anche su un tema considerato universale come il sesso, la realtà è molto più sfaccettata e complessa di quanto si pensi.

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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