Perché le persone più empatiche finiscono spesso con partner tossici (e non è colpa loro)

Uno studio sullo speed dating mostra come fiducia e apertura possano abbassare la soglia d’allarme già nei primi incontri

LA NOTIZIA IN BREVE – Le persone più empatiche possono correre un rischio maggiore di restare coinvolte con un partner tossico o manipolatore. A indicarlo è uno studio dell’Università di Innsbruck, pubblicato su Personal Relationships, che ha analizzato 1.429 incontri di speed dating tra 128 partecipanti. I ricercatori hanno confrontato i tratti della Light Triad – fiducia nell’umanità, rispetto della dignità altrui e capacità di attribuire valore a ogni persona – con caratteristiche oscure come machiavellismo, narcisismo, psicopatia e sadismo quotidiano.

I profili machiavellici e sadici ricevevano in generale meno consensi. Davanti alle personalità più luminose, però, la probabilità di rifiuto diminuiva. Il dato suggerisce un meccanismo preciso: chi ascolta, comprende e concede nuove possibilità lascia aperta più a lungo la porta della relazione, offrendo spazio a chi usa fascino, pressione emotiva o manipolazione. Lo studio fotografa il primo incontro e apre la strada a verifiche sulle relazioni durature. Il messaggio resta chiaro: l’empatia rappresenta una forza, mentre confini, reciprocità e coerenza tra parole e comportamenti aiutano a proteggerla.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito l’approfondimento:

L’APPROFONDIMENTO – Le persone empatiche rischiano più di altre di restare coinvolte con un partner manipolatore o tossico. Una ricerca condotta da un team di esperti dell’Università di Innsbruck, pubblicata sulla rivista Personal Relationships, indica che fiducia nell’umanità, rispetto e disponibilità a comprendere gli altri possono abbassare la soglia di rifiuto verso persone con tratti machiavellici o sadici già nelle prime fasi del corteggiamento. L’empatia, dunque, concede più tempo, più ascolto e maggiori possibilità a chi sa sfruttare l’apertura emotiva altrui.

È così che alcune relazioni finiscono, lasciando impressa per lunghi periodi una domanda priva di risposta: come ho fatto a concedere ancora fiducia? I segnali spesso affioravano già. Una promessa seguita da un comportamento opposto, una battuta che feriva e diventava subito «ironia», una richiesta di rispetto trasformata in accusa. Eppure il rapporto proseguiva, alimentato dalla capacità di riconoscere nell’altro una fragilità, una ferita o una possibilità di cambiamento.

Il risultato dello studio sembra chiaro: le personalità “luminose” mostrano una minore tendenza a scartare persone con caratteristiche oscure. I dati descrivono quindi una porta che rimane aperta più a lungo, offrendo al partner manipolatore lo spazio necessario per costruire il legame.

Che cosa ha scoperto lo studio?

Il gruppo guidato dalla psicologa Jana Sophie Kesenheimer ha organizzato sei sessioni di speed dating nel maggio 2023. Hanno partecipato 128 adulti, 66 uomini e 62 donne, con un’età media vicina ai 24 anni. I ricercatori hanno analizzato 1.429 incontri eterosessuali di tre minuti, circa undici per partecipante. Prima degli appuntamenti, ogni persona ha compilato questionari sui tratti “oscuri” e “luminosi”; dopo ogni incontro ha indicato il proprio interesse per un nuovo appuntamento, una relazione breve o una relazione stabile. Il team ha inserito anche l’attrattiva fisica tra le variabili di controllo.

I risultati hanno mostrato una penalizzazione generale per machiavellismo e sadismo quotidiano. Chi presentava punteggi più alti riceveva meno consensi. La dinamica cambiava davanti a un interlocutore con valori elevati nella Light Triad: la probabilità di rifiuto calava in misura significativa. Le persone più fiduciose e benevole concedevano dunque maggiori possibilità a profili che gli altri partecipanti tendevano a scartare.

Qui si trova il cuore della ricerca. Le personalità luminose cercavano un secondo incontro con maggiore apertura; i profili oscuri, invece, mostravano la stessa disponibilità verso partner luminosi e partner meno luminosi. La coppia “angelo e manipolatore” nasce quindi da una selezione asimmetrica, più che da una calamita reciproca.

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Empatia e “Light Triad” indicano la stessa cosa?

Nel linguaggio comune, la parola empatia riassume bene una parte del fenomeno. La psicologia raccoglie però gli aspetti misurati dallo studio nella Light Triad, formata da tre dimensioni: fede nell’umanità, cioè la convinzione che le persone abbiano una natura fondamentalmente buona; umanesimo, cioè il valore attribuito alla dignità di ogni individuo; kantismo, cioè la scelta di trattare gli altri come persone dotate di valore proprio, anziché come strumenti per raggiungere un obiettivo.

Questi tratti descrivono chi ascolta, concede il beneficio del dubbio, cerca una spiegazione dietro un gesto sgradevole e lascia spazio alla riparazione. In una relazione sana, tale orientamento crea fiducia, cooperazione e intimità emotiva. Davanti a una persona orientata al controllo o allo sfruttamento, la stessa apertura può prolungare la fase di valutazione e offrire più occasioni per costruire un legame.

La ricerca parla di tratti subclinici distribuiti lungo un continuum. I questionari descrivono tendenze di personalità; una diagnosi clinica richiede percorsi, strumenti e competenze differenti. Anche la parola “tossico” appartiene soprattutto al linguaggio divulgativo: indica relazioni che consumano serenità, autonomia e sicurezza, mentre la scienza osserva comportamenti, schemi di controllo e caratteristiche misurabili.

Perché una persona generosa concede più tempo?

Chi crede nella bontà umana interpreta spesso un comportamento ambiguo attraverso la lente della comprensione. Un ritardo diventa stress, una frase svalutante diventa insicurezza, un’esplosione di rabbia diventa una ferita del passato. Questa lettura produce una narrazione coerente e rassicurante: dietro il gesto duro vive una persona che soffre e merita aiuto.

Il passaggio critico arriva quando la spiegazione prende il posto della verifica. L’empatia guarda le cause; il discernimento guarda anche gli effetti. Una persona può portare dentro di sé dolore, paura e fragilità, mentre le sue azioni continuano a ferire chi le sta accanto. La comprensione delle origini conserva valore; la valutazione del comportamento protegge la relazione.

La personalità manipolatoria sfrutta proprio questa distanza tra intenzioni attribuite e fatti osservabili. Alterna vicinanza e freddezza, promesse e ritiri, approvazione e svalutazione. Chi riceve questi segnali investe altre energie per recuperare la fase iniziale del rapporto. La generosità diventa così un credito emotivo rinnovato molte volte.

Perché narcisismo e psicopatia superano più facilmente il primo incontro?

Lo studio ha rilevato un dato diverso per narcisismo e psicopatia: questi tratti ricevevano un numero di consensi simile al resto del campione. In uno speed date di tre minuti, sicurezza, disinvoltura, audacia e capacità di concentrare l’attenzione sull’interlocutore possono esercitare un forte richiamo. Il corteggiamento iniziale premia spesso la brillantezza sociale, mentre reciprocità, affidabilità e rispetto emergono attraverso il tempo e la ripetizione dei comportamenti.

Questo risultato ridimensiona una delle domande più dolorose dopo una relazione logorante: come ho fatto a capirlo così tardi? Alcune caratteristiche acquistano chiarezza soltanto quando arrivano frustrazione, conflitto, limiti e responsabilità condivise. Una persona affascinante durante il corteggiamento può mostrare un volto molto diverso quando riceve un rifiuto, incontra un confine o deve riparare un danno.

Il primo incontro racconta il talento nel presentarsi. La qualità di una relazione emerge dal modo in cui due persone affrontano il tempo, le differenze e il potere.

Lo studio dimostra che l’empatia conduce a relazioni abusive?

La ricerca fotografa l’attrazione iniziale, quindi il passaggio da un “sì” dopo tre minuti a una relazione tossica resta un’ipotesi da verificare. Gli autori segnalano effetti di dimensioni contenute, un campione giovane, incontri eterosessuali e questionari basati sulle dichiarazioni dei partecipanti. Gli stessi studiosi propongono ricerche longitudinali, osservazioni sulle app di dating e campioni queer, così da seguire l’evoluzione delle coppie nel tempo.

Il lavoro offre dunque un indizio importante, anziché una legge universale. Mostra un possibile meccanismo di accesso: le persone orientate alla fiducia applicano una soglia di esclusione più alta e concedono ulteriori occasioni. Da quel momento, molti altri fattori entrano nella storia: stile di attaccamento, esperienze familiari, solitudine, dipendenza economica, rete sociale, eventi traumatici, desiderio di stabilità e capacità del partner di alternare gratificazione e pressione.

Come si protegge l’empatia mantenendola viva?

La risposta costruttiva punta sui confini, più che sulla diffidenza. Un confine stabilisce quali comportamenti trovano spazio nella relazione e quali conseguenze seguono a una violazione. La sua efficacia nasce dalla coerenza: parole chiare, tempi definiti, azioni proporzionate.

Tre criteri aiutano a leggere un rapporto. Il primo riguarda la corrispondenza tra parole e fatti: una promessa acquista valore quando genera comportamenti ripetuti. Il secondo riguarda la reciprocità: cura, ascolto e adattamento circolano in entrambe le direzioni. Il terzo riguarda la risposta al limite: un partner affidabile accoglie il confine, dialoga e ripara; un partner orientato al controllo punisce, ridicolizza, insiste oppure sposta la colpa.

Anche il tempo svolge una funzione protettiva. La fiducia cresce per gradi, seguendo la qualità delle azioni osservate. Amici, familiari e professionisti possono offrire uno sguardo esterno quando il coinvolgimento emotivo rende i segnali più sfumati. L’empatia diventa più sicura quando cammina accanto al discernimento.

Quali segnali meritano attenzione immediata?

Svalutazione continua, isolamento dagli affetti, controllo di telefono e denaro, minacce, intimidazioni, pressione sessuale, sorveglianza e paura indicano una dinamica che supera il semplice conflitto di coppia. Le fonti sanitarie descrivono questi comportamenti come forme di abuso emotivo, psicologico, sessuale o coercitivo.

In presenza di paura o pericolo, la priorità diventa la sicurezza. In Italia il 1522, servizio pubblico antiviolenza e antistalking, offre assistenza gratuita 24 ore su 24 tramite telefono e chat con operatrici specializzate. Le emergenze richiedono il numero unico 112.

Che cosa resta dopo una relazione tossica?

Resta spesso una ferita alla fiducia in sé: la persona ripercorre ogni episodio e trasforma la propria generosità in un capo d’accusa. La ricerca di Innsbruck suggerisce una lettura diversa. La vulnerabilità nasceva da una qualità reale, orientata alla dignità, alla speranza e alla comprensione. La guarigione chiede quindi una nuova alleanza tra cuore e giudizio, anziché la rinuncia alla sensibilità. Vedere il bene negli altri rappresenta una forza, ma guardare anche la continuità dei fatti rende quella forza più adulta e protetta. L’obiettivo consiste nel conservare l’apertura, affidando l’accesso alla propria vita a chi dimostra rispetto, reciprocità e responsabilità.

Link utili:
Shedding Light on Dark Romance: Light Personalities’ Reduced Rejection of Machiavellian and Sadistic Partners – Kesenheimer – 2026 – Personal Relationships – Wiley Online Library

Note per i lettori

L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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