Pensionati, errore dell’Inps sulle CU 2026: 270mila dichiarazioni 730 da controllare

L’addizionale comunale Irpef manca in alcuni dati fiscali confluiti nella precompilata. Chi ha già trasmesso il modello può annullarlo una sola volta entro il 22 giugno oppure rivolgersi al Caf per la rettifica

Sono circa 270mila i pensionati italiani interessati dall’errore nelle Certificazioni uniche Inps 2026. In alcune CU manca l’indicazione dell’addizionale comunale Irpef, una voce fiscale che può incidere sulla dichiarazione dei redditi e che va quindi verificata prima di inviare il 730 o correggere un modello già trasmesso. L’anomalia riguarda una trattenuta già applicata, ma assente nel documento fiscale utilizzato per predisporre la dichiarazione. L’Inps ha aggiornato le certificazioni e l’Agenzia delle Entrate dovrà recepire i dati corretti nella precompilata.

Che cosa è successo alla CU Inps?

La Certificazione unica serve a riepilogare i redditi percepiti, le ritenute fiscali e gli altri dati necessari per compilare la dichiarazione dei redditi. Nel caso segnalato, il reddito da pensione risulta presente, mentre in alcune certificazioni manca la voce relativa all’addizionale comunale. L’errore può sembrare piccolo, perché gli importi interessati nella maggior parte dei casi, sono contenuti. Il problema nasce però dal fatto che il 730 viene costruito proprio sui dati presenti nella CU. Se il documento fiscale è incompleto, anche la dichiarazione può contenere una incongruenza.

Che cos’è l’addizionale comunale Irpef?

L’addizionale comunale Irpef è una imposta locale calcolata in base al Comune di residenza. Per i pensionati viene trattenuta direttamente dall’Inps, che agisce come sostituto d’imposta. In pratica, il pensionato può trovare questa trattenuta nel cedolino mensile. Anche quando l’importo è basso, la voce deve comparire correttamente nella documentazione fiscale. Se manca nella CU, il contribuente deve verificare la versione aggiornata prima di usare quel documento per il 730.

Come sapere se la propria CU è sbagliata?

Il controllo più semplice consiste nello scaricare di nuovo la Certificazione unica 2026 dal sito Inps oppure nel farsela ristampare da Caf, patronato o professionista. L’Inps rende disponibile la CU tramite MyINPS, servizio “Certificazione Unica”, “Cedolino della pensione” e app INPS Mobile. Chi preferisce i canali tradizionali può rivolgersi anche a Caf, patronati, punti di servizio Inps presso i sindacati dei pensionati, Pec, numero verde e Contact Center.

Dopo aver recuperato la nuova CU, bisogna confrontarla con quella già consegnata o usata per la dichiarazione. Il punto da controllare è la presenza dell’addizionale comunale. Se la nuova certificazione contiene dati diversi, il 730 va rivisto.

Chi ha già inviato il 730 deve rifarlo?

Chi ha già inviato il 730 deve prima verificare se l’errore ha modificato davvero il risultato della dichiarazione. La correzione serve quando il dato mancante cambia imposte, credito o debito.

Se il modello è stato inviato autonomamente tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente può annullare il 730 già trasmesso una sola volta entro il 22 giugno 2026. Dopo l’annullamento, i dati inseriti vengono cancellati e la dichiarazione può essere corretta e inviata di nuovo.

Prima di annullare il modello, però, conviene avere già in mano la CU aggiornata. L’annullamento è una possibilità utile, ma va usata solo quando è chiaro quale dato correggere.

Che cosa deve fare chi si è rivolto a un Caf?

Il pensionato che ha consegnato la documentazione a un Caf dovrebbe contattare lo stesso centro e chiedere se la dichiarazione è stata predisposta con la CU aggiornata. Se il 730 deve ancora essere trasmesso, il Caf potrà correggere i dati prima dell’invio.

Se invece il modello è già stato presentato, il Caf dovrà valutare la procedura corretta. In alcuni casi può bastare un 730 integrativo. In altri, soprattutto quando dalla correzione deriva un maggior debito o un minor credito, può essere necessario il modello Redditi.

Quali scadenze bisogna ricordare?

Il 730/2026 per dipendenti e pensionati va presentato entro il 30 settembre 2026. Se dopo l’invio emergono errori, la correzione cambia in base all’effetto fiscale. Quando la modifica porta a un maggior credito, a un minor debito o a una imposta invariata, si può presentare un 730 integrativo tramite Caf o professionista abilitato entro il 26 ottobre 2026.

Quando invece la correzione comporta un maggior debito o un minor credito, la strada ordinaria è il modello Redditi Persone fisiche 2026, da presentare come correttiva nei termini entro il 2 novembre 2026, perché il 31 ottobre cade di sabato.

Il pensionato rischia sanzioni?

Il rischio principale è lasciare nella dichiarazione un dato sbagliato. Se la differenza fiscale è minima o non cambia il risultato finale, l’effetto pratico può essere nullo. Se invece la CU aggiornata modifica il calcolo, conviene correggere subito.

La responsabilità dell’errore nella certificazione è dell’ente che ha prodotto il documento. Il contribuente, però, una volta disponibile la versione aggiornata, deve usare il dato corretto. Per questo è prudente conservare sia la vecchia CU sia quella nuova, annotando quando è stata scaricata la versione aggiornata.

E se il pensionato è deceduto?

Il problema può riguardare anche vedove, vedovi ed eredi chiamati a presentare la dichiarazione per conto di un pensionato deceduto. In questi casi il controllo è ancora più importante, perché chi compila il modello potrebbe avere a disposizione soltanto la CU scaricata in precedenza.

La cosa più sicura è richiedere l’ultima certificazione disponibile e farla verificare da un Caf o da un professionista. Gli eredi abilitati possono utilizzare anche i servizi della dichiarazione precompilata secondo le regole previste dall’Agenzia delle Entrate.

Perché questo errore pesa anche se gli importi sono bassi?

L’importo dell’addizionale comunale può essere modesto, ma il documento fiscale deve essere corretto. Il problema pesa anche perché arriva dopo altri errori sulle Certificazioni uniche 2026, con correzioni che hanno riguardato percettori di Naspi, cassa integrazione, maternità e altre prestazioni. Per molti contribuenti la precompilata dovrebbe semplificare la dichiarazione dei redditi, ma una sequenza di correzioni in corso d’opera rischia di incrinare la fiducia nei dati messi a disposizione dagli enti pubblici.

Link utili:
Certificazione Unica 2026 Inps

730 precompilato, presentazione e operazioni successive

Note per i lettori

L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

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