Al Policlinico Vanvitelli i primi pazienti hanno recuperato gesti quotidiani come scrivere, guidare e mangiare da soli. La procedura usa ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica e offre una nuova opzione nei casi resistenti ai farmaci
Al Policlinico Universitario Vanvitelli di Napoli i primi pazienti trattati con ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica hanno ottenuto una forte riduzione del tremore legato al Parkinson e al tremore essenziale. La procedura, chiamata MRgFUS, non richiede bisturi, elettrodi impiantati o apertura del cranio. Il paziente resta sveglio dentro la risonanza magnetica mentre un casco con oltre mille sorgenti ultrasoniche concentra lโenergia su unโarea cerebrale coinvolta nei circuiti del tremore. Nei primi dieci casi, quattro con Parkinson e sei con tremore essenziale, i medici hanno osservato una riduzione del tremore tra lโ80 e il 100 per cento in nove pazienti; in un caso il miglioramento ha raggiunto il 40-50 per cento.
Il beneficio puรฒ tradursi in gesti quotidiani recuperati, come scrivere, mangiare, radersi o bere senza rovesciare liquidi. La terapia riguarda pazienti selezionati, resistenti ai farmaci, e richiede valutazioni neurologiche e radiologiche accurate. Non rappresenta una cura definitiva del Parkinson, ma offre una nuova opzione meno invasiva per controllare uno dei sintomi piรน invalidanti.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito il nostro approfondimento:
Trovata una possibile terapia in grado di ridurre drasticamente il tremore tipico della malattia di Parkinson. Al Policlinico Universitario Vanvitelli di Napoli, i primi pazienti trattati con ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica hanno registrato un calo del tremore fino al 100 per cento. La procedura non richiede bisturi, elettrodi impiantati o apertura del cranio e puรฒ restituire autonomia quotidiana a persone che non rispondono piรน in modo adeguato ai farmaci.
Il risultato arriva dai primi dieci pazienti trattati con la nuova piattaforma del centro universitario napoletano. Quattro convivono con la malattia di Parkinson, sei con tremore essenziale. In nove casi i medici hanno osservato una riduzione del tremore compresa tra lโ80 e il 100 per cento. In un paziente il miglioramento ha raggiunto il 40-50 per cento, risposta che i neurologi considerano comunque significativa.
Il dato pesa perchรฉ riguarda un sintomo che entra direttamente nella vita quotidiana. Il tremore puรฒ rendere difficili azioni come firmare un documento, portare una tazzina alla bocca, usare le posate, radersi o scrivere un messaggio. Per molti pazienti il problema supera il confine medico e tocca dignitร personale, indipendenza e vita sociale.
Indice
- 1 Perchรฉ il tremore puรฒ diventare cosรฌ invalidante?
- 2 Come funzionano gli ultrasuoni guidati dalla risonanza?
- 3 Che cosa cambia rispetto alla chirurgia tradizionale?
- 4 Chi puรฒ accedere alla procedura?
- 5 Quanto dura lโeffetto nel tempo?
- 6 Quali rischi bisogna conoscere?
- 7 Perchรฉ questa tecnologia apre una prospettiva nuova?
- 8 Che cosa devono fare i pazienti interessati?
Perchรฉ il tremore puรฒ diventare cosรฌ invalidante?
La malattia di Parkinson puรฒ causare tremore, rigiditร , lentezza dei movimenti, difficoltร nel cammino e perdita di fluiditร nei gesti. In alcune persone il tremore domina il quadro clinico e resiste alle terapie farmacologiche. Il tremore essenziale, invece, rappresenta un disturbo neurologico distinto e interessa soprattutto le mani durante lโazione, per esempio mentre una persona scrive, versa lโacqua o tiene il cucchiaio.
Lo racconta Mauro Sellitto, 72 anni, ingegnere di Caserta, tra i primi pazienti sottoposti alla procedura al Policlinico Vanvitelli.
ยซIl Parkinson limitava quasi del tutto la mia autonomia. Dopo la terapia il tremore dal lato destro รจ sparitoยป.
Dopo il trattamento ha ripreso a compiere gesti che la malattia aveva reso difficili, come guidare, scrivere, radersi e mangiare con le posate.
Come funzionano gli ultrasuoni guidati dalla risonanza?
La tecnica si chiama MRgFUS, sigla di Magnetic Resonance-guided Focused Ultrasound. Il paziente indossa un casco dotato di oltre mille sorgenti ultrasoniche e si trova allโinterno di una risonanza magnetica. Il team medico concentra i fasci di ultrasuoni su una piccola area del cervello coinvolta nei circuiti del tremore.
La risonanza magnetica aiuta i medici a individuare il punto da trattare con precisione millimetrica e a controllare la temperatura durante tutta la procedura. Gli ultrasuoni scaldano gradualmente il bersaglio cerebrale e creano una piccola lesione terapeutica controllata. In questo modo interrompono il circuito anomalo che alimenta il tremore.
Il paziente resta sveglio. Durante la seduta i neurologi controllano la risposta motoria in tempo reale e chiedono alla persona di compiere piccoli movimenti, disegnare, muovere la mano o afferrare un oggetto. Questo monitoraggio consente di verificare lโeffetto della terapia mentre il trattamento procede.
In alcuni casi il beneficio compare giร durante la procedura. Per un paziente che convive da anni con una mano fuori controllo, vedere il tremore ridursi in sala rappresenta un passaggio clinico ed emotivo molto forte.
Che cosa cambia rispetto alla chirurgia tradizionale?
La MRgFUS offre un approccio diverso rispetto alla stimolazione cerebrale profonda, terapia consolidata e importante per molti pazienti con Parkinson. La stimolazione cerebrale profonda richiede lโinserimento di elettrodi nel cervello e di un generatore sottocutaneo, simile a un pacemaker. La procedura a ultrasuoni lavora invece dallโesterno.
Questo riduce alcuni rischi legati allโintervento chirurgico, agli impianti e alle infezioni. Il cervello resta comunque lโorgano bersaglio e il team deve selezionare con grande attenzione i pazienti. La tecnica apre quindi una strada meno invasiva per persone con tremore molto invalidante e controllo farmacologico insufficiente.
Il Policlinico Vanvitelli ha introdotto la versione aggiornata di questa piattaforma e diventa il primo ospedale del Sud Italia a disporre della tecnologia nella nuova configurazione. Per molti pazienti del Mezzogiorno significa poter accedere a una procedura neurologica avanzata senza affrontare lunghi spostamenti verso centri del Nord Italia o strutture estere.
La disponibilitร a Napoli puรฒ ridurre viaggi, costi, attese e difficoltร organizzative per pazienti e familiari. Una cura avanzata produce piรน valore quando il sistema sanitario la avvicina ai territori e la inserisce in un percorso di presa in carico.
Chi puรฒ accedere alla procedura?
La terapia a ultrasuoni riguarda pazienti selezionati. Il candidato ideale presenta un tremore importante, resistente ai farmaci, con un impatto evidente sulla qualitร della vita. Prima del trattamento servono valutazioni neurologiche, radiologiche e cliniche accurate.
Il team considera diagnosi, tipo di tremore, risposta ai farmaci, etร , condizioni generali, compatibilitร con la risonanza magnetica e caratteristiche anatomiche del cranio. La precisione della procedura dipende anche dal modo in cui gli ultrasuoni attraversano lโosso cranico e raggiungono il bersaglio cerebrale.
La selezione rappresenta una parte decisiva della cura. La tecnologia puรฒ offrire molto nei casi giusti e richiede prudenza quando il quadro clinico presenta altre criticitร . Chi convive con un tremore grave dovrebbe parlarne con il neurologo di riferimento e chiedere una valutazione in un centro specializzato nei disturbi del movimento.
Quanto dura lโeffetto nel tempo?
La durata del beneficio rappresenta una delle domande piรน importanti. I dati di follow-up citati dal team napoletano indicano che il controllo del tremore puรฒ restare significativo anche dopo cinque anni. La progressione naturale della malattia puรฒ perรฒ portare nel tempo a una parziale ricomparsa dei sintomi o alla comparsa di altri disturbi motori.
La procedura agisce sul tremore e sui circuiti neurologici scelti come bersaglio. Il Parkinson resta una malattia neurodegenerativa complessa e richiede controlli, aggiustamenti terapeutici, attivitร fisica mirata, riabilitazione quando serve e attenzione ai sintomi non motori, come sonno, umore, voce, equilibrio, memoria e autonomia generale.
In alcuni casi i medici possono valutare una nuova procedura, sempre dopo uno screening completo. La decisione dipende dal beneficio ottenuto, dal tempo trascorso, dai sintomi residui e dalle condizioni cliniche della persona.
Quali rischi bisogna conoscere?
La procedura a ultrasuoni evita bisturi e impianti, ma richiede comunque una valutazione specialistica rigorosa. Durante o dopo il trattamento possono comparire mal di testa, nausea, formicolii, instabilitร , disturbi dellโequilibrio, alterazioni della sensibilitร o difficoltร temporanee nella parola e nella deglutizione. In una parte dei pazienti alcuni effetti possono durare piรน a lungo.
Per questo motivo il consenso informato conta molto. Il paziente deve conoscere benefici attesi, possibili rischi, alternative disponibili e ruolo della terapia nel proprio percorso. La procedura rappresenta una terapia sintomatica per casi selezionati e lascia intatto il bisogno di seguire la malattia nel tempo con il neurologo.
Parlare di risultati fino al 100 per cento ha senso solo chiarendo che il dato riguarda alcuni pazienti del primo gruppo trattato e che ogni caso richiede una valutazione individuale. La prudenza rende la notizia piรน utile e aiuta i pazienti a orientarsi senza false aspettative.
Perchรฉ questa tecnologia apre una prospettiva nuova?
Negli ultimi anni gli ultrasuoni focalizzati hanno attirato lโattenzione dei centri neurologici internazionali perchรฉ consentono di intervenire su bersagli cerebrali profondi senza incisioni. Gli studi clinici hanno giร documentato risultati importanti nel tremore essenziale e nel Parkinson tremor-dominant resistente ai farmaci. La ricerca continua a esplorare anche altri sintomi motori, come rigiditร , lentezza e discinesie.
Il caso di Napoli mostra come una tecnologia nata nei grandi centri di ricerca possa arrivare dentro un ospedale universitario del Sud Italia e trasformarsi in una possibilitร concreta per i pazienti. Questo passaggio conta quanto il dato clinico, perchรฉ la qualitร dellโassistenza dipende anche dalla distribuzione delle competenze sul territorio.
Il futuro della cura del Parkinson passerร sempre di piรน da percorsi personalizzati. Farmaci, riabilitazione, attivitร fisica, tecnologie di neuromodulazione, chirurgia funzionale e ultrasuoni focalizzati potranno lavorare insieme, con scelte diverse a seconda della fase di malattia e del profilo del paziente.
Che cosa devono fare i pazienti interessati?
Chi convive con Parkinson o tremore essenziale e presenta un tremore grave dovrebbe partire dal confronto con il proprio neurologo. La domanda piรน utile riguarda lโidoneitร clinica. Tipo di tremore, risposta ai farmaci e condizioni generali consentono una valutazione per MRgFUS?
Il passo successivo riguarda il centro specialistico. La procedura richiede unโรฉquipe esperta nei disturbi del movimento, neuroradiologia avanzata, risonanza magnetica, tecnologia dedicata e monitoraggio durante il trattamento. Serve un percorso strutturato, seguito da professionisti abituati a valutare rischi, benefici e alternative.
La notizia del Policlinico Vanvitelli racconta una possibilitร reale per pazienti selezionati, con risultati giร molto forti sul tremore e sulla vita quotidiana. A volte il progresso medico assume la forma di un gesto recuperato: una firma leggibile, una tazzina portata alla bocca, una mano che torna ferma dopo anni di malattia.
Link utili:
Nature Reviews Neurologyย โย Applications of focused ultrasound in the brain: from thermoablation to drug delivery
The New England Journal of Medicineย โย A Randomized Trial of Focused Ultrasound Thalamotomy for Essential Tremor
