La classifica Newsweek 2027 si allarga a 13 discipline: Bambino Gesù quarto in pediatria, Gemelli presente in tutte le graduatorie
Sono 41 gli ospedali italiani presenti nelle classifiche internazionali dei migliori centri specializzati elaborate da Newsweek con Statista, una presenza che colloca l’Italia davanti alla Spagna e alle spalle di Francia, Germania e Regno Unito. Con i World’s Best Specialized Hospitals 2027, pubblicati il 17 settembre, il confronto si estende a 13 discipline e vede diversi centri italiani raggiungere le zone alte delle graduatorie. Il risultato più importante arriva dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che guadagna due posizioni, sale dal sesto al quarto posto mondiale in pediatria e si conferma primo in Europa. Il Policlinico Gemelli compare invece in tutte le specialità considerate e mantiene il terzo posto mondiale in ostetricia e ginecologia.
La mappa italiana va molto oltre Roma. Milano continua a concentrare alcuni dei centri più riconoscibili nel mondo per oncologia, cardiologia e neuroscienze, con IEO, Monzino e Besta; Bologna conserva nel Rizzoli uno dei nomi più forti dell’ortopedia. Accanto a loro ricorrono San Raffaele, Niguarda, Humanitas, Sant’Orsola, Padova, l’Istituto Nazionale dei Tumori e numerose altre strutture che compaiono in una o più discipline. Il ranking fotografa due modelli della sanità italiana: grandi policlinici capaci di competere in molti settori e ospedali che hanno costruito il proprio prestigio internazionale attorno a una specialità precisa.

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Bambino Gesù, due posizioni guadagnate e il podio ormai vicino
Il salto più evidente è quello del Bambino Gesù. Nel ranking 2026 occupava la sesta posizione; nell’edizione 2027 raggiunge la quarta, dietro soltanto all’Hospital for Sick Children di Toronto, al Boston Children’s Hospital e al Children’s Hospital of Philadelphia. È inoltre l’unico ospedale italiano presente nelle prime 25 posizioni della pediatria. Per costruire questa graduatoria, Newsweek e Statista hanno preso in considerazione circa 800 strutture pediatriche di 35 Paesi, selezionandone 250 per la lista finale. Il Bambino Gesù riceve anche due riconoscimenti interni, le cosiddette standout specialties, per oncologia e neonatologia.
Un altro elemento riguarda i Patient-Reported Outcome Measures, i PROMs. Sono strumenti utilizzati per raccogliere direttamente dai pazienti informazioni sullo stato di salute, sulla qualità della vita e sugli effetti delle cure. L’ospedale romano ottiene la valutazione massima prevista per il livello di implementazione di questi programmi. La posizione del Bambino Gesù assume un peso particolare anche guardando alla provenienza dei primi tre classificati: Canada e Stati Uniti continuano a occupare le posizioni dominanti della pediatria mondiale. Il centro romano riesce quindi a inserirsi in un gruppo tradizionalmente presidiato dai maggiori ospedali pediatrici nordamericani.
Gemelli, tredici classifiche e quattro primati italiani
Il Policlinico Universitario Agostino Gemelli segue una strada diversa. Il suo dato più significativo è la continuità con cui compare nelle varie discipline: nell’edizione 2027 è presente in tutte e tredici le classifiche. Il risultato più alto arriva ancora da ostetricia e ginecologia, dove il Gemelli è terzo al mondo. In gastroenterologia raggiunge l’undicesima posizione mondiale. È inoltre primo in Italia in quattro discipline: ostetricia e ginecologia, gastroenterologia, endocrinologia e pneumologia.
Altri piazzamenti descrivono bene l’ampiezza del policlinico romano: 27° al mondo in cardiologia, 29° in oncologia, 70° in ortopedia e 75° in neurochirurgia. In neurologia e nella nuova graduatoria di nefrologia si colloca al secondo posto italiano.
In oncologia il Gemelli ha assistito nel 2025 quasi 65 mila pazienti, oltre il 22% provenienti da fuori Lazio, secondo i dati diffusi dalla Fondazione. La mobilità sanitaria verso il centro romano aiuta a leggere il ranking anche da un altro punto di vista: la reputazione internazionale tende a seguire ospedali che raccolgono casistiche numerose e complesse e che attirano pazienti ben oltre il proprio territorio. La presenza contemporanea in tredici aree rende il Gemelli un caso particolare nella rappresentanza italiana. Centri come Besta, Rizzoli, IEO e Monzino concentrano invece una parte rilevante delle proprie risorse scientifiche e cliniche in un numero più limitato di discipline.
Milano continua a pesare in oncologia, cuore e neuroscienze
Milano rimane uno dei poli più visibili della classifica. Nell’edizione precedente IEO e Monzino erano già tra i primi venti al mondo rispettivamente in oncologia e cardiologia, mentre il Besta occupava il 14° posto in neurologia e il 17° in neurochirurgia. Il ranking 2027 conferma il ruolo di questi centri tra i riferimenti italiani nei rispettivi settori.
La forza di Milano emerge anche dalla densità di strutture presenti nelle varie graduatorie. San Raffaele, Niguarda, Humanitas, Istituto Nazionale dei Tumori, Galeazzi-Sant’Ambrogio e Policlinico partecipano al ranking in discipline differenti.
La fotografia territoriale dell’edizione precedente era già molto netta: 16 dei 41 ospedali italiani presenti nelle classifiche erano lombardi. Il Lazio ne contava otto, il Piemonte quattro, Veneto e Toscana tre ciascuno. Emilia-Romagna e Campania avevano due strutture, mentre Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Marche ne avevano una.
Il Rizzoli e il valore della superspecializzazione
L’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna rappresenta forse l’esempio più immediato del valore assunto dalla specializzazione. Nel ranking 2026 era undicesimo al mondo in ortopedia e primo in Italia, davanti al Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano e al Gemelli.
Per strutture di questo tipo il vantaggio deriva dalla concentrazione di competenze. Un grande numero di pazienti con patologie simili alimenta l’esperienza dei gruppi clinici; l’attività assistenziale fornisce a sua volta casi e dati alla ricerca; i programmi scientifici attirano specialisti e collaborazioni internazionali.
È un meccanismo particolarmente importante nelle patologie rare o negli interventi ad alta complessità, dove il volume di attività del centro e l’esperienza dell’équipe possono assumere un ruolo decisivo. Lo stesso principio aiuta a comprendere il peso del Besta nelle neuroscienze, del Monzino nella cardiologia e dello IEO nell’oncologia. La reputazione internazionale di questi istituti nasce da una storia costruita attorno a campi clinici molto riconoscibili.
Entra la nefrologia, le discipline salgono a tredici
La novità dell’edizione 2027 è la nefrologia. Il settore dedicato alle malattie renali porta da dodici a tredici le aree considerate dal ranking. Alle precedenti cardiologia, cardiochirurgia, endocrinologia, gastroenterologia, neurologia, neurochirurgia, pediatria, pneumologia, ostetricia e ginecologia, oncologia, ortopedia e urologia si aggiunge così una disciplina che comprende una vasta area di assistenza, dalle malattie renali croniche alle condizioni che possono richiedere dialisi o trapianto. Statista aveva impostato la valutazione 2027 su tredici campi medici, vietando ai professionisti coinvolti nel sondaggio di raccomandare la struttura nella quale lavorano.
L’allargamento rende il confronto ancora più frammentato per specialità. Uno stesso ospedale può avere una posizione elevata in una disciplina e molto più bassa in un’altra; numerosi centri entrano inoltre soltanto nelle graduatorie legate alla propria attività principale. Da qui deriva uno dei dati più interessanti dell’Italia: il sistema riesce a produrre sia ospedali molto competitivi su una singola area sia strutture con una forte presenza multidisciplinare.
Come viene costruita la classifica
La posizione in graduatoria nasce soprattutto dalla reputazione professionale. Nell’edizione 2027 questa componente pesa per circa l’85% del punteggio complessivo. Migliaia di medici, dirigenti ospedalieri e professionisti sanitari di oltre 30 Paesi vengono chiamati a indicare le strutture considerate migliori nella propria area.
Il 10% deriva dagli accreditamenti e dalle certificazioni di qualità, mentre il restante 5% riguarda l’implementazione dei PROMs.
Questo metodo attribuisce quindi un peso molto elevato alla considerazione di cui un ospedale gode tra gli addetti ai lavori. Un centro citato ripetutamente da specialisti di Paesi differenti possiede generalmente una forte visibilità scientifica, una casistica riconosciuta e una rete internazionale consolidata.
La graduatoria, tuttavia, non raccoglie in un unico indicatore mondiale tutti gli esiti clinici dei pazienti. Mortalità, complicanze postoperatorie, sopravvivenza oncologica, infezioni, riammissioni e tempi di accesso vengono misurati con sistemi sanitari e registri che variano molto da Paese a Paese.
Per un paziente, quindi, il piazzamento offre soprattutto una prima indicazione sui centri con maggiore reputazione nella disciplina. La scelta concreta richiede di scendere molto più in profondità: patologia specifica, esperienza dell’équipe, numero di interventi eseguiti, tecnologie disponibili, risultati pubblicati e accesso a eventuali studi clinici.
Il ranking racconta le punte del sistema sanitario italiano
I risultati Newsweek descrivono una parte precisa della sanità italiana: quella dei grandi centri di riferimento. Restano fuori dal campo visivo questioni decisive per milioni di cittadini, come liste d’attesa, disponibilità di personale, accesso alla medicina territoriale e differenze regionali. Il successo di un IRCCS milanese o di un grande policlinico romano può convivere con difficoltà molto forti in altri segmenti dello stesso Servizio sanitario nazionale. Allo stesso tempo, la presenza italiana mostra la capacità di alcuni ospedali di competere stabilmente con strutture dotate di dimensioni e risorse enormi. Il Bambino Gesù quarto in pediatria, il Gemelli terzo in ostetricia e ginecologia, insieme al ruolo costruito negli anni da IEO, Monzino, Besta e Rizzoli, indicano dove si sono formati alcuni dei poli nazionali più riconoscibili all’estero.
Link utili
Classifiche, metodologia e informazioni ufficiali sugli ospedali citati nell’approfondimento.
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Classifica
World’s Best Specialized Hospitals 2027
Le graduatorie internazionali di Newsweek dedicate ai migliori ospedali nelle diverse specialità mediche.
Consulta la classifica -
Metodologia
Statista – Healthcare Rankings
Il portale dedicato alla metodologia e ai criteri utilizzati per elaborare le classifiche sanitarie internazionali.
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Pediatria
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
Informazioni sul centro romano, quarto al mondo nella graduatoria Newsweek 2027 dedicata alla pediatria.
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Policlinico
Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS
Il sito ufficiale del policlinico romano presente nelle tredici specialità considerate dal ranking 2027.
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