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“Un po’ di fumo non farà male”… invece sì: l’episodio che sconvolge la veterinaria europea
Una domenica mattina che doveva essere come tante si è trasformata in un incubo. In un allevamento del Padovano, 76 bovini cadono a terra quasi nello stesso istante, senza segni premonitori e senza alcuna spiegazione apparente. L’allevatore chiama il Servizio Veterinario dell’Usl 6 Euganea, convinto che una malattia fulminante abbia colpito i suoi 205 capi da ingrasso. I veterinari arrivano e trovano una scena devastante, ma nessun indizio riconducibile a infezioni, epidemie o eventi atmosferici. Le prime analisi non mostrano patologie in corso, non c’è febbre, nessuna lesione tipica dei virus. Poi emerge un dettaglio che sembra insignificante ma che cambia tutto: qualcuno aveva bruciato dei rami di oleandro nel campo accanto. Una nuvola di fumo, complice la bassa pressione atmosferica, era entrata nella stalla riempiendola. I bovini avevano mostrato difficoltà respiratorie prima di collassare. Mai, in letteratura, era stato documentato un avvelenamento da oleandro per sola inalazione. La vicenda diventa immediatamente un caso scientifico internazionale.
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L’indagine veterinaria che ha svelato l’impossibile
Gli esperti cominciano a ricostruire ciò che è accaduto. Non c’è epidemia, non c’è contaminazione da mangimi, non c’è alcuna malattia. Restano i rami di oleandro bruciati. L’allevatore racconta che il fumo è entrato nella stalla per ore. Gli animali morti si trovavano tutti sul lato colpito dal flusso d’aria. Anche un familiare dell’allevatore, accorso per soccorrere il bestiame, ha accusato gli stessi sintomi: difficoltà respiratorie, malessere, ricovero in ospedale e dimissioni dopo poche ore.
I veterinari decidono di approfondire. «La tossicità dell’oleandro è nota, ma nessun testo di tossicologia riporta problemi dovuti all’inalazione del suo fumo», spiega il dottor Anselmo Ferronato, direttore del Servizio Veterinario di Sanità Animale. L’Usl coinvolge quindi l’Università di Padova. Vengono eseguite autopsie, esami istologici, analisi molecolari. La conclusione è netta: nei tessuti dei bovini compare l’oleandrina, il potente principio tossico della pianta. Le lesioni coincidono perfettamente con un quadro da avvelenamento acuto.
Un caso mai registrato prima
Il caso entra nella letteratura internazionale come il primo episodio documentato di tossicità da oleandro per inalazione, e viene pubblicato su una rivista scientifica estera. L’evento mostra come condizioni ambientali sfavorevoli, come la bassa pressione e la direzione del vento, possano trasformare una bruciatura agricola in un disastro zootecnico. Gli esperti della Usl spiegano che l’episodio rimane rarissimo, ma utile per aggiornare protocolli e controlli negli allevamenti.
Benessere animale, controlli e un’ispezione inattesa dalla Russia
Standard europei sotto osservazione
Il Servizio di Igiene degli Allevamenti dell’Usl 6 ricorda che la prevenzione resta il pilastro della sanità animale. Nel 2025 i controlli sul benessere animale sono stati 245, mentre quelli sulla farmacosorveglianza hanno raggiunto quota 267, in linea con il Piano Nazionale di Farmacosorveglianza.
Parallelamente si è svolta un’attività imprevista: un’ispezione ufficiale della Repubblica Russa, interessata a verificare la qualità di uno dei pochi mangimifici italiani che esportano in quel Paese. «Non essendoci rapporti commerciali consolidati, i colleghi russi hanno voluto verificare che i nostri controlli rispettassero criteri totalmente diversi da quelli europei», racconta il dr. Nicola De Paoli, direttore della UOC Servizio Veterinario di Igiene degli Allevamenti.
Esportazioni italiane promosse: standard superati
L’azienda coinvolta non solo ha superato con successo gli standard richiesti, ma è risultata una delle sole tre in tutta la Comunità Europea ad aver ottenuto l’approvazione completa. «Attualmente la ditta esporta in Russia più di 1.400 tonnellate di mangime per cani e gatti», aggiunge De Paoli. Un risultato che dimostra quanto i sistemi di controllo italiani siano considerati affidabili anche in contesti complessi e geopoliticamente delicati.
Link utili:
Case Report: Oleandrin intoxication by inhalation in beef cattle – PMC
