Nuraminis, dalle società da un euro agli asset milionari. Il nuovo affondo di Pili apre il caso: “Chi sapeva?”

Le carte francesi descrivono due maxi sistemi da 177 MW e 932 MWh, sostenuti da raccolte finanziarie per arrivare al “Ready to Build” e poi passare ad altri operatori

LA NOTIZIA IN BREVE – A Nuraminis il caso delle maxi batterie si arricchisce di un nuovo capitolo. Mauro Pili punta ora sulla struttura finanziaria che accompagna i due progetti da 177 MW e 932 MWh complessivi: Green Transition BSP I nasce in Francia con un capitale sociale di un euro, mentre Altinium Invest dichiara 2.500 euro. Intorno a questa architettura sono stati raccolti quasi 5 milioni di euro per finanziare sviluppo, studi, connessioni e iter autorizzativi, con l’obiettivo di portare gli asset allo stadio “Ready to Build” e poi cederli ad altri operatori. Il nodo, però, va oltre la finanza: mentre il valore dei progetti cresceva, resta da capire chi in Sardegna fosse già a conoscenza di L25 e L26 e quale ritorno concreto potrebbe avere il territorio chiamato a ospitarli.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito l’approfondimento

L’APPROFONDIMENTO – Un euro. Mauro Pili parte da questa cifra per rilanciare il caso delle maxi batterie di Nuraminis. Dopo la prima inchiesta sui due sistemi di accumulo da 99 e 78 MW, il nuovo intervento sposta l’attenzione sulla struttura societaria e, soprattutto, sul modo in cui quei progetti possono acquistare valore molto prima della costruzione. L’euro compare negli statuti di Green Transition BSP I, la società costituita in Francia attorno alla quale si organizza il portafoglio che comprende anche i progetti sardi. Dietro compare Altinium Invest S.r.l., con sede a Napoli e un capitale sociale dichiarato di 2.500 euro.

Capitali sociali estremamente contenuti, inseriti però dentro una struttura che ruota attorno a progetti energetici di dimensioni molto più grandi. Soltanto a Nuraminis si parla di 177 MW di potenza e 932 MWh di capacità, con stime economiche superiori a 140 milioni di euro. Il capitale sociale, va precisato, non coincide con le risorse necessarie per costruire gli impianti. Una società-veicolo può raccogliere successivamente capitali, debito e nuovi investitori. Il punto sul quale insiste Pili è un altro: quanto valore può acquisire un progetto prima che venga installata una sola batteria?

Leggi di più

Nuraminis torna al centro con 177 MW e 932 MWh

Le cifre sono quelle emerse nella prima inchiesta di Pili. L25 prevede 99 MW e 521 MWh. L26 aggiunge 78 MW e 411 MWh. Insieme fanno 177 MW e 932 MWh, poco meno di un gigawattora di capacità di accumulo concentrata nello stesso territorio comunale.

La documentazione finanziaria destinata agli investitori indica inoltre le aree come agricole e attribuisce ai due progetti costi complessivi di sviluppo, connessione e costruzione superiori a 142 milioni di euro.

Il nuovo intervento di Pili guarda però soprattutto a ciò che accade prima della fase industriale vera e propria.

Un progetto parte dalla disponibilità delle aree, prosegue con gli studi tecnici, affronta il percorso per la connessione alla rete e avanza sul terreno autorizzativo. Ogni passaggio riduce una parte dell’incertezza che circonda l’investimento e può aumentare il valore economico dell’asset. È qui che entra in scena il Ready to Build.

Il valore può maturare prima dell’arrivo dei container

L’espressione significa “pronto per essere costruito”. Nel modello descritto agli investitori, i progetti vengono sviluppati fino a raggiungere uno stadio nel quale dispongono degli elementi necessari per affrontare il cantiere. A quel punto possono passare nelle mani di altri operatori, che si occuperanno della costruzione e della gestione.

Lo sviluppatore concentra una parte rilevante delle risorse proprio su questo percorso: terreni, studi, progettazione, connessione e iter amministrativo. Quando il progetto raggiunge un livello sufficiente di maturità, acquisisce un valore proprio sul mercato.

I circa 142 milioni di euro stimati per i due impianti di Nuraminis raccontano dunque il valore complessivo dell’operazione industriale. Il business dello sviluppo, però, può maturare molto prima dell’apertura del cantiere.

Quasi cinque milioni raccolti in Francia

La documentazione citata da Pili mostra anche da dove arriva una parte delle risorse utilizzate per accompagnare i progetti lungo questo percorso. Attraverso Enerfip sono state concluse due raccolte che, sommate, sfiorano 5 milioni di euro. Le somme non sono destinate a coprire l’intero costo industriale dei BESS. Finanziano soprattutto la fase di sviluppo: studi, attività tecniche, iter amministrativi e connessioni.

L’euro posto da Pili al centro del nuovo intervento assume qui il suo significato politico. La società francese nasce con un capitale sociale minimo, poi attorno ai progetti arrivano capitali esterni destinati a portarli sempre più avanti. Aumenta così il grado di maturità dell’asset e, con esso, il potenziale valore di una futura cessione.

Pili interpreta questo meccanismo in termini molto duri e parla di trasformazione del territorio sardo in asset finanziari. La documentazione disponibile consente di descrivere il modello economico e la prospettiva di vendita dei progetti. Non offre invece elementi sufficienti per attribuire irregolarità o complicità a soggetti pubblici o privati.

E intanto, chi sapeva?

Mentre in Francia gli investitori disponevano di numeri, costi, potenze, capacità, stato dello sviluppo e prospettiva di vendita, a Nuraminis il progetto restava fuori dal dibattito pubblico. Chi, in Sardegna, era già a conoscenza di L25 e L26? La domanda non equivale a indicare responsabilità. Un progetto di queste dimensioni attraversa inevitabilmente soggetti privati, proprietari dei terreni, tecnici, gestori della connessione e uffici chiamati a seguire le procedure. Le carte citate da Pili raccontano attività già abbastanza avanzate da essere presentate agli investitori come parte di un percorso verso il Ready to Build.

Diventa quindi legittimo chiedere quando le informazioni siano arrivate alle istituzioni del territorio e fino a quale livello. Il contrasto resta evidente: da una parte un progetto descritto agli investitori con un elevato grado di dettaglio; dall’altra una comunità che fatica ancora a conoscere con precisione la localizzazione dei due impianti e il percorso seguito dalle pratiche.

La risposta, a questo punto, potrà arrivare soltanto dagli atti: protocolli, comunicazioni e documentazione amministrativa potranno chiarire chi fosse stato informato e in quale momento.

Terra, connessione e autorizzazione diventano parte del valore

Il valore di un progetto energetico nasce molto prima dell’impianto finito. Un terreno disponibile ha un certo valore, ma lo stesso terreno, associato a un progetto avanzato, con una soluzione di connessione definita e un iter autorizzativo portato avanti, entra in un’altra dimensione economica.

È questo il cuore della tesi di Pili: il valore non risiede soltanto nell’impianto futuro, ma nel progetto che accumula terreni disponibili, connessione e autorizzazioni fino a diventare un asset cedibile.

Chi sviluppa un progetto energetico crea valore riducendo progressivamente i rischi che lo circondano. Un acquirente interessato a costruire l’impianto pagherà molto di più per un asset con aree disponibili, progettazione avanzata e autorizzazioni rispetto a una proposta ancora embrionale.

Il territorio entra nella costruzione del valore

L25 e L26 insistono su un territorio preciso. Le carte indicano Nuraminis e più precisamente terreni agricoli. Indicano potenze, capacità e costi. Descrivono una strategia che punta allo sviluppo e alla possibile cessione degli asset quando raggiungeranno la maturità necessaria.

Se parte del valore economico del progetto nasce dalla disponibilità di quelle aree e dalla possibilità di collegarle alla rete, diventa legittimo chiedersi quale rapporto esisterà fra il valore generato e la comunità che ospita gli impianti.

Quali ricadute economiche arriveranno a Nuraminis? Quanta occupazione produrrà la costruzione? Quanta ne resterà durante l’esercizio? Sono previste compensazioni o interventi per il territorio?

La documentazione emersa racconta con precisione il percorso finanziario dell’operazione. Offre molte meno risposte su questi aspetti.

La domanda che resta sul tavolo

Il primo capitolo dell’inchiesta di Mauro Pili ha mostrato le dimensioni dell’operazione: 177 MW, 932 MWh e oltre 142 milioni di euro di costi stimati. Il secondo mette a fuoco il meccanismo attraverso il quale quei progetti possono diventare economicamente preziosi prima ancora di trasformarsi in cantieri.

Un euro di capitale sociale alla nascita della società francese. 2.500 euro nella società italiana che la costituisce. Quasi 5 milioni raccolti presso investitori. Poi terreni, studi, connessioni, autorizzazioni e l’obiettivo Ready to Build.

Il passaggio finale previsto dal modello è la cessione.

L’euro resta soprattutto un simbolo. La sostanza sta nel percorso successivo: raccogliere risorse, assicurarsi le aree, sviluppare la connessione, avanzare nelle autorizzazioni e portare l’asset fino al punto in cui un altro operatore possa acquistarlo e costruirlo.

Per Nuraminis restano aperti due interrogativi: se una parte di quel valore nasce dall’utilizzo del territorio, quale beneficio tornerà alla comunità che lo ospita? E soprattutto: mentre quei progetti acquistavano valore, raccoglievano capitali e avanzavano verso il Ready to Build, chi in Sardegna ne era già a conoscenza?

Link e fonti

I documenti finanziari, societari, istituzionali e tecnici utilizzati per verificare i progetti di accumulo al litio previsti a Nuraminis.

  • Documento finanziario

    Green Transition BSP 1 – seconda tranche

    Enerfip · Documentazione per gli investitori

    La documentazione descrive il portafoglio BESS sviluppato da Altinium, i progetti L25 e L26 di Nuraminis, lo stato delle procedure, le connessioni alla rete e la strategia di sviluppo fino al “Ready to Build”.

    Consulta la documentazione Enerfip ↗
  • Finanziamento

    Green Transition BSP 1 – prima raccolta

    Enerfip · Operazione di finanziamento

    La prima raccolta documenta il finanziamento destinato allo sviluppo dei sistemi di accumulo, agli studi tecnici, alle procedure autorizzative e ai costi di connessione alla rete.

    Consulta la prima raccolta ↗
  • Atto societario

    Statuti di Green Transition BSP I

    Registro societario francese / Pappers · 14 febbraio 2025

    Gli statuti riportano la costituzione della società francese con capitale sociale di un euro e indicano Altinium Invest S.r.l. come socio costituente.

    Apri gli statuti ↗
  • Autorizzazioni

    Procedimenti autorizzativi per i sistemi BESS

    Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

    La guida operativa del MASE illustra competenze, procedure e documentazione richiesta per l’Autorizzazione Unica dei grandi sistemi di accumulo elettrochimico.

    Consulta la guida MASE ↗
  • Sicurezza

    BESS: incendi e gestione delle emergenze

    U.S. Environmental Protection Agency

    L’EPA approfondisce i principali scenari incidentali dei sistemi di accumulo, il monitoraggio dell’aria, le sostanze che possono essere liberate durante un incendio e la gestione delle acque utilizzate nell’emergenza.

    Approfondisci la sicurezza dei BESS ↗
  • Test di sicurezza

    UL 9540A – Thermal runaway e propagazione

    UL Solutions

    Il metodo UL 9540A viene utilizzato per studiare il comportamento delle batterie durante una fuga termica, la propagazione tra celle e moduli e la produzione di gas infiammabili.

    Consulta il metodo UL 9540A ↗
  • Salute

    Fluoruro di idrogeno e rischi per la salute

    Centers for Disease Control and Prevention

    Scheda sanitaria sugli effetti dell’esposizione al fluoruro di idrogeno, una delle sostanze che possono essere considerate nella valutazione dei fumi prodotti da incendi di batterie agli ioni di litio.

    Consulta la scheda CDC ↗
  • Comune

    Albo Pretorio del Comune di Nuraminis

    Comune di Nuraminis

    Il portale consente di ricercare gli atti pubblicati dal Comune e può essere utilizzato per verificare comunicazioni, procedimenti e documenti collegati ai progetti energetici che interessano il territorio.

    Consulta l’Albo Pretorio ↗
Fonti selezionate e verificate dalla redazione di GiornaleTecnologico.net. Ultimo controllo: 2 settembre 2026.

Note per i lettori

L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

Correlati