Tracce dโinchiostro quasi invisibili, lette con lโimaging multispettrale, rivelano nuovi dettagli sulle Lettere di San Paolo
Quarantadue pagine del Nuovo Testamento tornano alla luce dopo quasi 1.500 anni grazie a tracce dโinchiostro rimaste impresse sui fogli vicini. A recuperarle รจ stato un team internazionale coordinato dallโUniversitร di Glasgow. Per riuscire nellโintento i ricercatori hanno usato lโimaging multispettrale, tecnologia che ha consentito loro di leggere le impronte quasi invisibili ancora impresse sulla pergamena. La scoperta riguarda il Codice H, uno dei piรน importanti manoscritti antichi del Nuovo Testamento, noto anche come Codex Coislinianus o GA 015. Il lavoro รจ stato guidato da Garrick Allen, professore di teologia e critica biblica, e annunciato dallโateneo scozzese il 24 aprile 2026. La datazione al radiocarbonio ha confermato lโorigine della pergamena nel VI secolo, mentre le immagini digitali hanno permesso di recuperare porzioni di testo che la pagina fisica aveva ormai perduto. Il risultato, hanno evidenziato gli stessi artefici del lavoro di recupero, aggiunge una quantitร significativa di materiale a un manoscritto giร centrale per lo studio delle Lettere di San Paolo e della loro trasmissione nei primi secoli cristiani.
Che cosโรจ il Codice H e perchรฉ รจ finito in altri libri?
Il Codice H aveva giร una storia lunga quando venne smontato nel Medioevo. Si tratta di un manoscritto greco delle Lettere paoline, copiato su pergamena e usato per secoli prima di perdere la sua forma originaria. Nel XIII secolo, secondo la ricostruzione dellโUniversitร di Glasgow, alcune sue pagine furono riutilizzate nel Grande Monastero della Lavra, sul Monte Athos, come materiale di rilegatura e fogli di guardia per altri volumi. La Early Manuscripts Electronic Library colloca questo processo in un arco piรน ampio, tra il X e il XIII secolo, quando fogli antichi e ormai danneggiati potevano essere recuperati per proteggere testi piรน recenti.
Quella pratica, oggi considerata brutale perchรฉ causa della perdita di moltissimi preziosi documenti, era allโepoca comune. Un foglio scritto poteva essere riciclato e diventare rinforzo o protezione per un altro testo. Ed รจ proprio questa pratica che ha permesso a quelle pagine di arrivare sino ai giorni nostri.
Le pagine del Codice H, entrando in contatto con altri fogli, hanno lasciato tracce quasi invisibili a occhio nudo. In alcuni casi lโinchiostro ha trasferito una copia debolissima del testo sulla pergamena vicina. A uno sguardo veloce quelle โmacchieโ apparivano quasi come segni confusi. Con le tecniche digitali sono diventate perรฒ lettere, parole e frasi.

Come si leggono le pagine perdute del Codice H?
Il risultato ottenuto dai ricercatori รจ stato possibile anche grazie a un precedente intervento, eseguito secoli prima. Il Codice H fu presumibilmente ripassato con nuovo inchiostro, per rendere piรน leggibile un testo sbiadito. Le sostanze chimiche dellโinchiostro si sono trasferite sui fogli a contatto e hanno prodotto una specie di immagine speculare.
Lโimaging multispettrale ha permesso di leggere quelle impronte. La tecnica fotografa lo stesso oggetto con diverse lunghezze dโonda. Ogni immagine registra una risposta diversa della pergamena, dellโinchiostro, delle abrasioni e delle macchie. Poi lโelaborazione digitale separa i segnali utili dal rumore visivo. Nel caso del Codice H, questo lavoro ha reso leggibile ciรฒ che restava ormai come semplice ombra.
E non a caso i ricercatori parlano di testo fantasma. Il contenuto recuperato non coincide sempre con una scrittura ancora presente sulla pagina originaria. In diversi casi il testo proviene dal riflesso lasciato su un altro foglio. ร come leggere unโimpronta, piรน che una pagina.
Cosa cambia per le Lettere di San Paolo?
Le pagine recuperate non portano alla luce un nuovo libro del Nuovo Testamento. Il Codice H contiene parti delle Lettere di San Paolo, testi giร conosciuti attraverso la tradizione manoscritta. La novitร sta nella forma del manoscritto, nella disposizione del testo, nelle divisioni interne, nelle annotazioni e nei segni usati per guidare la lettura.
Per gli studiosi questi aspetti hanno un peso enorme. Un manoscritto antico viene studiato anche per la sua organizzazione sulla pagina. La sequenza dei brani, gli spazi, i titoli, le correzioni e i sistemi di riferimento raccontano come una comunitร leggeva, studiava e trasmetteva un testo.
Uno degli elementi piรน significativi riguarda gli elenchi di capitoli. Secondo lโUniversitร di Glasgow, il manoscritto conserva i piรน antichi esempi conosciuti di liste di capitoli per le Lettere di Paolo. Quelle liste seguono una divisione molto diversa da quella familiare ai lettori moderni. Prima dei numeri di capitolo e versetto oggi usati nelle Bibbie, servivano strumenti diversi per orientarsi dentro il testo.
Il Codice H mostra proprio questa fase antica della lettura. Il lettore non aveva davanti una pagina organizzata come una moderna edizione a stampa. Aveva segni, elenchi, prologhi, richiami e divisioni pensati per accompagnarlo nel percorso. In un manoscritto del VI secolo, questi elementi diventano una prova materiale del rapporto tra testo sacro e pratica quotidiana dello studio.
Che cosโรจ lโapparato eutaliano?
Il Codice H รจ legato anche al cosiddetto apparato eutaliano, un insieme di strumenti pensati per rendere piรน ordinata la lettura delle Lettere paoline. La Early Manuscripts Electronic Library lo descrive come la piรน antica testimonianza nota di questo apparato. Si tratta di un sistema fatto di prologhi, elenchi, divisioni, marcatori e riferimenti. Non era unโaggiunta decorativa. Serviva a usare meglio il testo.
Per capire il valore della scoperta bisogna immaginare il manoscritto come uno strumento di lavoro. Chi lo apriva doveva trovare un passo, seguire una sezione, riconoscere una citazione, passare da un argomento allโaltro. Lโapparato eutaliano offriva una mappa. Prima degli indici moderni, questa mappa aiutava il lettore a muoversi in un testo lungo e denso.
Le pagine recuperate permettono quindi di osservare una forma antica di organizzazione del sapere. La storia del Nuovo Testamento passa anche da questi dettagli. Non soltanto dalle varianti tra una parola e lโaltra, ma dal modo in cui i testi venivano disposti, letti e resi maneggevoli. In questa prospettiva, un elenco di capitoli puรฒ dire molto sul pubblico, sulla scuola di copiatura e sullโuso concreto del manoscritto.
Cosa rivelano le correzioni dei copisti?
Le immagini recuperate mostrano anche correzioni e annotazioni. Sono segni piccoli, ma molto importanti. Indicano che il manoscritto veniva letto, controllato e modificato nel tempo. I copisti non lavoravano su oggetti astratti. Avevano davanti pagine usate, talvolta danneggiate, corrette da mani diverse e adattate a esigenze di lettura.
Dove si trovano oggi i frammenti del Codice H?
Il recupero del Codice H รจ anche una ricerca di ricomposizione. I fogli superstiti del manoscritto non si trovano tutti nello stesso luogo. La documentazione specialistica indica materiali conservati in diverse istituzioni europee, tra cui Parigi, Torino, Kyiv, Mosca, San Pietroburgo e il monastero della Megisti Lavra. La dispersione riflette la storia lunga e complessa del codice, passato attraverso biblioteche, raccolte e fondi diversi.
La Early Manuscripts Electronic Library ha contribuito alla produzione delle immagini multispettrali della maggior parte del materiale esistente. Il lavoro svolto nel 2023 ha permesso di studiare i fogli disponibili e le tracce di trasferimento dellโinchiostro. Lโarchivio dati dellโUniversitร di Glasgow descrive anche immagini multispettrali dei fogli di GA 015 provenienti da Torino, Parigi e dal monastero della Megisti Lavra, comprese immagini elaborate dei fogli con trasferimento dโinchiostro.
Il recupero di un manoscritto frammentario richiede fotografie ad alta qualitร , competenze filologiche, analisi del supporto, confronto tra frammenti e ricostruzione digitale. Ogni foglio deve essere letto come testo e come oggetto. La pergamena, il taglio, la posizione dei segni, la direzione dellโimpronta e la risposta dellโinchiostro alla luce diventano dati da mettere in relazione.
Perchรฉ la scoperta del Codice H รจ importante?
ยซPoichรฉ il Codice H รจ una testimonianza cosรฌ importante per la nostra comprensione delle Scritture cristiane โ commenta Allen โ aver scoperto nuove prove, e in questa quantitร , del suo aspetto originario รจ a dir poco monumentaleยป.
A cosa serve lโimaging multispettrale sui manoscritti?
Il caso del Codice H mostra lโimportanza delle tecniche di imaging nello studio dei manoscritti antichi. Grazie a queste tecniche รจ possibile operare su documenti estremamente fragili senza aggredire il reperto stesso, permettendo di vedere dettagli che una normale osservazione non mostra.
Il progetto ha una ricaduta pubblica. LโUniversitร di Glasgow segnala che una nuova edizione a stampa del Codice H รจ in preparazione e che una edizione digitale รจ disponibile liberamente. Questo significa che il materiale recuperato potrร essere consultato, verificato e studiato da una comunitร piรน ampia.
Perchรฉ le impronte dโinchiostro sono cosรฌ preziose?
Nonostante il risultato ottenuto, il Codice H resta un manoscritto frammentario. Le 42 pagine recuperate aiutano tuttavia a ricostruire la forma antica di un codice che ha attraversato quasi quindici secoli. Raccontano la trasmissione delle Lettere di Paolo, il lavoro dei copisti, le pratiche di lettura e il riuso medievale della pergamena.
A cura della Redazione GTNews
Link utili:
University of Glasgow โ University news โ 42 lost pages of the new testament manuscript discovered
Codex H (GA 015) โ Early Manuscripts Electronic Library
