La corsa al calcolo entra in una nuova fase: autorizzazioni sospese mentre lo Stato prepara limiti, controlli e responsabilità per Big Tech
LA NOTIZIA IN BREVE – New York sospende per un anno le autorizzazioni ai maxi data center con una potenza pari o superiore a 50 megawatt. La governatrice Kathy Hochul punta a definire nuove regole su consumi elettrici, uso dell’acqua, emissioni, rumore e ricadute economiche prima dell’arrivo dei grandi campus destinati all’intelligenza artificiale.
La crescita dell’AI richiede server ad alte prestazioni, sistemi di raffreddamento continui e connessioni capaci di assorbire enormi quantità di energia. Nello Stato, le richieste presentate dai data center sfiorano già 12 gigawatt, mentre negli Stati Uniti queste infrastrutture potrebbero consumare entro il 2030 quasi il 12% dell’elettricità nazionale.
New York vuole applicare il principio del beneficiario pagatore: le aziende tecnologiche sosterranno i costi di nuove linee, centrali, batterie e interventi sulla rete. Le future autorizzazioni potranno includere anche limiti al consumo idrico, recupero del calore, uso di energie rinnovabili e fondi destinati alle comunità locali.
La moratoria apre così una nuova fase nella regolazione dei data center hyperscale, con l’obiettivo di conciliare innovazione digitale, sicurezza energetica e tutela delle risorse.
Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito l’approfondimento:
LA NOTIZIA COMPLETA – New York congela per dodici mesi le nuove autorizzazioni ambientali statali destinate ai grandi data center. La governatrice Kathy Hochul il 14 luglio ha firmato l’ordine esecutivo numero 62, che coinvolge gli impianti capaci di assorbire almeno 50 megawatt. Durante la pausa, lo Stato definirà regole comuni su consumi elettrici, uso dell’acqua, emissioni, rumore e ricadute economiche sui territori. New York introduce così la prima moratoria statale statunitense dedicata ai data center hyperscale, le infrastrutture che sostengono servizi cloud e sistemi di intelligenza artificiale.
Che cosa ferma la moratoria?
L’ordine riguarda la costruzione e l’ampliamento dei data center con una potenza pari o superiore a 50 megawatt. Il Department of Environmental Conservation sospenderà le richieste di autorizzazione che risultavano ancora incomplete il 14 luglio. I progetti che avevano già concluso l’iter ambientale proseguiranno il proprio percorso. I Comuni manterranno inoltre le competenze urbanistiche e territoriali. L’ordine esclude le strutture dedicate principalmente a ricerca scientifica, calcolo quantistico, biomedicina, istruzione, assistenza sanitaria e al consorzio pubblico Empire AI.
La misura introduce quindi una pausa regolatoria selettiva. Lo Stato intende fissare criteri chiari prima che la crescita delle infrastrutture digitali trasformi in profondità la domanda energetica e idrica.
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Perché i data center mettono sotto pressione la rete elettrica?
A maggio 2026, la coda di connessione gestita dal New York Independent System Operator comprendeva richieste per quasi 12 gigawatt, pari a 12.000 megawatt. Oltre 8 gigawatt erano entrati nella lista durante il solo 2025.
Una struttura da 50 megawatt, attiva costantemente alla massima potenza, può consumare fino a 438 gigawattora all’anno. I grandi campus comprendono spesso diversi edifici e possono raggiungere fabbisogni molto superiori. La loro crescita richiede nuove centrali, linee elettriche, trasformatori, batterie e sistemi capaci di sostenere carichi continui.
Il fenomeno coinvolge tutti gli Stati Uniti. Il Lawrence Berkeley National Laboratory stima che nel 2030 i data center potrebbero assorbire circa l’11,8% dell’elettricità nazionale, con un consumo vicino a 649 terawattora nello scenario centrale.
L’espansione dell’intelligenza artificiale accelera questa tendenza. I sistemi generativi utilizzano processori ad alte prestazioni, soprattutto GPU, che svolgono enormi quantità di calcoli e producono molto calore. L’Agenzia internazionale dell’energia ha rilevato nel 2025 una crescita del 17% della domanda elettrica mondiale dei data center. Entro il 2030, l’IEA prevede un raddoppio dei consumi complessivi e una triplicazione per le strutture specializzate nell’AI.
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Chi sosterrà il costo delle nuove infrastrutture energetiche?
La strategia di Hochul segue il principio del “beneficiario pagatore”. Quando un operatore richiede centinaia di megawatt, la società elettrica deve spesso ampliare cabine, linee e capacità di generazione. Una cancellazione tardiva può lasciare opere già finanziate e trasferire parte dei costi sugli altri utenti.
Il procedimento Energize NY definirà tariffe dedicate ai grandi consumatori e attribuirà agli sviluppatori le spese prodotte dalle loro richieste. Lo Stato valuta anche la creazione di un Grid Acceleration Fund, alimentato da contributi anticipati dei data center.
Il fondo potrà finanziare nuove reti, impianti rinnovabili, batterie e programmi per ridurre i picchi di domanda. Una riserva assicurativa potrà invece coprire i rischi legati a ritardi, ridimensionamenti o cancellazioni. In questo modo, ogni richiesta di connessione comporterà un impegno economico proporzionato alle dimensioni del progetto.
Perché l’acqua diventa una risorsa strategica per l’AI?
I server trasformano gran parte dell’elettricità assorbita in calore. Molte strutture utilizzano torri evaporative e grandi quantità d’acqua per mantenere stabile la temperatura delle apparecchiature. Il fabbisogno cresce durante le giornate più calde, quando acquedotti, fiumi e falde affrontano già una domanda elevata.
Durante la moratoria, il Dipartimento ambientale valuterà prelievi, qualità delle acque, trattamento degli scarichi e possibilità di riuso. Le nuove regole potranno introdurre contatori dedicati e indicatori come il WUE, Water Usage Effectiveness, che misura i litri consumati per ogni chilowattora utilizzato dai server.
Le soluzioni disponibili comprendono circuiti chiusi, raffreddamento diretto a liquido, recupero della condensa, uso di acque reflue trattate e impiego dell’aria esterna nei mesi più freschi. Una gestione più efficiente delle torri evaporative può ridurre del 20% l’acqua di reintegro e del 50% gli scarichi.
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Come possono diventare più sostenibili i nuovi impianti?
Le regole potranno misurare l’efficienza attraverso il PUE, il rapporto tra l’energia totale consumata dall’edificio e quella utilizzata direttamente dai computer. Un valore vicino a 1 indica un impiego più efficiente dell’elettricità.
I progettisti possono inoltre recuperare il calore prodotto dai server e trasferirlo a reti di teleriscaldamento, serre, edifici pubblici o attività industriali. Batterie e nuova produzione rinnovabile possono sostenere la rete nelle ore di maggiore domanda.
Anche la gestione dei calcoli offre margini di intervento. L’addestramento dei modelli e l’elaborazione di grandi archivi possono concentrarsi nelle fasce orarie con maggiore disponibilità energetica. I software possono distribuire le attività tra più centri e ridurre i picchi di consumo senza compromettere i servizi essenziali.
Quali vantaggi potranno ottenere le comunità locali?
Entro metà settembre, l’agenzia Empire State Development pubblicherà un Community Investment Framework. Il documento aiuterà Comuni e contee a negoziare compensazioni proporzionate alle dimensioni degli impianti. Gli operatori potranno finanziare reti elettriche locali, banda larga, acquedotti, depuratori, scuole, servizi per l’infanzia e programmi contro la povertà energetica. Il modello prevede anche salari contrattuali, accordi sindacali, assunzioni sul territorio, apprendistati e percorsi di formazione.
I data center generano investimenti elevati durante la costruzione e impiegano una forza lavoro più contenuta durante la gestione ordinaria. Un fondo territoriale può trasformare parte del valore economico prodotto dagli impianti in servizi duraturi per la popolazione.
Perché la moratoria divide politica e territori?
La senatrice democratica Kristen Gonzalez, promotrice del Responsible Data Center Development Act, sostiene tariffe separate, obiettivi di efficienza, energia rinnovabile, tutele per i lavoratori e benefici economici per le comunità.
Il candidato repubblicano alla carica di governatore Bruce Blakeman preferisce affidare le decisioni ai governi locali, che potrebbero valutare ogni progetto sulla base di investimenti e occupazione. Nel Maine, la governatrice Janet Mills ha seguito questa impostazione per favorire un data center in una comunità colpita dalla chiusura di una cartiera.
Il confronto riguarda quindi la scala delle decisioni. Le amministrazioni locali conoscono le esigenze economiche del territorio, mentre lo Stato valuta gli effetti complessivi sulla rete, sulle bollette e sugli obiettivi climatici. New York prova a unire le due dimensioni attraverso standard statali e accordi locali.
Che cosa dovrà costruire New York durante la pausa?
Lo Stato dovrà collegare ogni nuova autorizzazione a consumi misurabili, disponibilità idrica, nuova energia pulita, investimenti nella rete e vantaggi verificabili per le comunità. Dati pubblici su elettricità, acqua, emissioni, rumore, occupazione e incentivi fiscali permetteranno di confrontare i progetti. Tariffe dedicate potranno proteggere famiglie e piccole imprese, mentre contratti vincolanti potranno finanziare infrastrutture e servizi locali.
Link utili:
No 62: Establishing a Temporary Moratorium on Data Centers in New York While the State Develops Higher Standards for Data Center Development and Benefits Blueprint to Support Localities | Governor Kathy Hochul | New York State
Community Investment Framework | Empire State Development
Note per i lettori
L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale
