Il modello finlandese anticipa una trasformazione destinata a coinvolgere anche l’Italia, tra innovazione, libertà di scelta e rischi di esclusione
LA NOTIZIA IN BREVE – C’è un Paese dell’Unione europea dove una banconota può non bastare per fare acquisti. Accade in Finlandia, dove alcuni negozi accettano soltanto carte e pagamenti mobili. La legge lo consente, purché il cliente venga avvertito chiaramente prima di comprare. Nel 2024 appena il 27% delle operazioni nei punti vendita finlandesi è avvenuto in contanti, contro oltre il 60% registrato in Italia.
Il caso apre un problema europeo. Banconote e monete hanno corso legale in tutta l’eurozona, ma le norme nazionali non interpretano allo stesso modo l’obbligo di accettarle. Bruxelles prepara ora un regolamento che dovrebbe limitare i negozi “cashless” e garantire ai cittadini la libertà di scelta.
Nello stesso tempo avanza il progetto dell’euro digitale, che potrebbe arrivare dal 2029. Non sostituirà formalmente il contante, ma potrebbe ridurne ancora l’uso. Quanto accade oggi in Finlandia potrebbe quindi estendersi gradualmente al resto dell’Europa: non attraverso l’abolizione delle banconote, ma perché consumatori e commercianti finiranno per utilizzarle sempre meno.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito l’approfondimento
L’APPROFONDIMENTO – C’è un Paese, nell’Unione europea, dove il contante “ha perso quasi completamente valore”. Non perché le banconote e le monete valgano meno, ma perché in molti casi i negozi chiedono ai clienti il pagamento con carta di credito o con altri sistemi digitali. Tutto questo accade in Finlandia, uno degli Stati più digitalizzati dell’eurozona. Stando ai dati ufficiali, soltanto il 27% degli acquisti avviene ancora in contanti. Le carte coprono invece il 57% delle operazioni, mentre i pagamenti mobili hanno superato il 10%.
E il tutto è ammesso dalla legge. Un commerciante può decidere di non accettare banconote e monete, purché lo comunichi in modo inequivocabile prima dell’acquisto. I clienti devono essere informati, anche con un normale cartello ben esposto e visibile all’ingresso del negozio.
La libertà contrattuale consente il “solo carta”
A chiarire la posizione finlandese è la stessa banca centrale nazionale. In Finlandia prevale il principio della libertà contrattuale: ogni attività può stabilire quali sistemi di pagamento accettare. Se il cliente conosce le condizioni prima di comprare, può rispettarle oppure rivolgersi altrove.
L’avviso preventivo fa la differenza. Un commerciante non può aspettare che il cliente arrivi alla cassa per comunicargli che le banconote non servono, soprattutto quando il prodotto è già stato consumato o il servizio è stato erogato. Deve indicare il “solo carta” quando il consumatore può ancora rinunciare senza subire un danno.
Questo non significa che tutti i negozi finlandesi abbiano eliminato il contante. La decisione spetta alla singola attività. Nella stessa città si possono incontrare locali completamente digitali e altri che continuano a gestire normalmente banconote e monete.
La Banca di Finlandia invita inoltre a mantenere il contante nei servizi di maggiore interesse pubblico. Un cittadino può rinunciare a un acquisto non indispensabile, ma non sempre dispone di un’alternativa quando deve comprare un farmaco, utilizzare un mezzo di trasporto o accedere a una prestazione essenziale.
Leggi di più
Il contante finlandese ha recuperato parte del terreno perduto
La Finlandia si trova al penultimo posto nell’eurozona per uso del denaro fisico. Soltanto i Paesi Bassi, con il 22% delle transazioni, registrano una quota inferiore. All’estremo opposto si collocano Malta, dove il contante raggiunge il 67%, e la Slovenia, con il 64%.
I dati provengono dallo studio SPACE 2024 della Banca centrale europea e riguardano i pagamenti effettuati nei punti vendita. Fotografano Paesi che condividono la stessa moneta ma continuano a usarla in modi molto diversi.
Il dato finlandese contiene anche una sorpresa: fra il 2022 e il 2024 la quota dei pagamenti in contanti è cresciuta di otto punti percentuali. Durante la pandemia molte persone avevano quasi smesso di toccare banconote e monete; in seguito una parte della popolazione ha ripreso a utilizzarle.
La Finlandia non ha quindi già raggiunto un futuro interamente digitale. Il contante pesa poco rispetto alle carte, ma copre ancora più di un acquisto su quattro. Dietro quel 27% ci sono milioni di operazioni e una parte della popolazione che non intende rinunciare al denaro fisico.
Il corso legale dell’euro lascia aperto un conflitto
Le banconote e le monete in euro hanno corso legale in tutta l’eurozona, Finlandia compresa. Servono a pagare beni e servizi, valgono per l’importo stampato e permettono di saldare un debito. La Banca centrale europea sostiene che negozi e ristoranti debbano normalmente accettarle. Ammette il rifiuto quando esiste un motivo concreto: la difficoltà di fornire il resto, un rischio effettivo per la sicurezza oppure un accordo fra cliente ed esercente sull’impiego di un sistema diverso.
Secondo la BCE, il solo cartello “non si accettano contanti” non sempre dimostra che le parti abbiano raggiunto un accordo. La Finlandia assegna invece un peso maggiore alla libertà contrattuale. Se l’avviso compare prima dell’acquisto e il cliente decide comunque di procedere, le autorità finlandesi considerano accettate anche le condizioni di pagamento.
Non esiste una direttiva europea che risolva in modo uniforme ogni situazione. Il corso legale dell’euro discende dai trattati e dai regolamenti dell’Unione, ma le norme nazionali sui contratti hanno lasciato nascere interpretazioni differenti. Da qui l’anomalia: la stessa banconota che un negozio italiano deve normalmente accettare può essere esclusa da un’attività finlandese con un avviso esposto all’ingresso. BCE, domande sull’uso del contante
Bruxelles vuole impedire l’esclusione generalizzata delle banconote
La Commissione europea ha presentato nel 2023 una proposta di regolamento per chiarire il corso legale di banconote e monete. Il Consiglio dell’Unione europea ha raggiunto la propria posizione nel dicembre 2025, ma il procedimento legislativo non è ancora concluso.
Il testo riconosce al contante tre caratteristiche: l’accettazione obbligatoria, il pieno valore nominale e la capacità di liberare il cittadino dall’obbligo di pagamento. Se una persona offre la somma dovuta in banconote o monete, il creditore dovrebbe normalmente accettarla.
La proposta interviene direttamente anche sui negozi “cashless”. Un’attività con personale non potrebbe escludere in anticipo tutti i pagamenti in contanti limitandosi a esporre un cartello. Il commerciante dovrebbe dimostrare l’esistenza di una ragione specifica oppure concordare individualmente con il cliente un altro mezzo di pagamento.
Resterebbero alcune eccezioni. Distributori automatici, parchimetri, colonnine di ricarica e altri punti vendita senza personale potrebbero continuare a funzionare soltanto con strumenti elettronici. Gli Stati conserverebbero inoltre un certo margine per introdurre limitazioni motivate da interessi pubblici e proporzionate allo scopo.
Se il regolamento manterrà questa impostazione, anche la Finlandia dovrà restringere la libertà oggi riconosciuta ai commercianti.
In Italia il Pos non sostituisce il contante
Un commerciante italiano non potrebbe applicare con la stessa facilità il modello finlandese. Nel nostro Paese l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici si aggiunge all’uso delle banconote, non lo cancella. Dal 30 giugno 2022 commercianti e professionisti che rifiutano un pagamento tramite Pos rischiano una sanzione di 30 euro, alla quale si aggiunge il 4% dell’importo della transazione. Un guasto o un problema tecnico reale possono naturalmente rendere impossibile l’operazione senza attribuire una responsabilità all’esercente.
L’obbligo vale anche per gli importi molto bassi. Un bar non può negare il pagamento elettronico di un caffè soltanto perché ritiene eccessive le commissioni o preferisce ricevere monete.
Vale anche il principio opposto. La presenza del Pos non autorizza il commerciante a imporre la carta. La Banca d’Italia ricorda che il corso legale comporta normalmente l’accettazione di banconote e monete per regolare le transazioni. L’articolo 693 del Codice penale punisce inoltre chi rifiuta, senza un motivo giustificato, monete aventi corso legale. La sanzione prevista appare oggi poco incisiva, ma il principio rimane.
Un motivo valido può esistere. Nessun barista deve necessariamente accettare una banconota di valore molto elevato per un acquisto di pochi euro quando non dispone del resto. Possono pesare anche esigenze concrete di sicurezza o condizioni particolari concordate prima della vendita. Il semplice desiderio di non gestire una cassa, invece, non offre al commerciante italiano una giustificazione altrettanto solida.
Gli italiani usano le banconote più del doppio dei finlandesi
In Italia il contante copre ancora oltre il 60% dei pagamenti nei punti vendita, più del doppio rispetto alla Finlandia. Le banconote dominano soprattutto nelle operazioni inferiori a 50 euro. Il divario non dipende da una sola causa. Contano l’età media della popolazione, la diffusione dei conti correnti, la presenza di moltissime piccole attività e abitudini consolidate. L’economia sommersa contribuisce alla circolazione del denaro fisico, ma non spiega da sola la distanza tra i due Paesi.
Alcune persone controllano meglio le spese quando vedono diminuire i soldi nel portafoglio. Altre non vogliono lasciare una traccia elettronica di ogni acquisto. Per anziani, minori e cittadini privi di un conto corrente, le banconote rappresentano spesso la soluzione più semplice.
Carte e smartphone continuano comunque a guadagnare spazio. Il contactless ha velocizzato i passaggi alla cassa, molte persone pagano ormai con il telefono e i bonifici istantanei aprono nuove possibilità anche per i trasferimenti di piccolo importo. L’Italia percorre la stessa strada dei Paesi nordici, ma parte da molto più lontano.
L’euro digitale potrebbe accelerare il cambiamento
Quanto accade oggi in Finlandia potrebbe anticipare il comportamento futuro di una parte consistente dell’Europa. Per ridurre il contante non serve una legge che lo abolisca. È sufficiente che cittadini e imprese smettano progressivamente di usarlo.
L’Unione europea sta preparando una propria moneta digitale. Non sarà una criptovaluta e non verrà emessa da una società privata. Rappresenterà denaro della Banca centrale europea, come le banconote, ma potrà essere utilizzata attraverso uno smartphone, una carta o altri strumenti elettronici.
L’euro digitale dovrebbe permettere di pagare nei negozi e online, trasferire denaro fra persone e concludere alcune operazioni anche senza connessione. La sua funzione “offline” punta proprio a evitare che ogni pagamento dipenda in tempo reale dalla disponibilità della rete.
Il progetto ha superato la prima fase di preparazione. Nel luglio 2026 il Parlamento europeo ha autorizzato l’avvio dei negoziati con il Consiglio, mentre la BCE ha programmato un progetto pilota per la seconda metà del 2027. Se il quadro legislativo verrà completato e la banca centrale deciderà di procedere, una prima emissione potrebbe arrivare nel 2029. Non esiste ancora, però, una decisione definitiva.
Una moneta digitale pubblica, utilizzabile in tutta l’eurozona, potrebbe togliere altro spazio alle banconote. Se nove clienti su dieci pagassero con carta, smartphone o euro digitale, molti commercianti inizierebbero a considerare la cassa un costo superfluo. La Finlandia mostra già come prende forma questo processo.
La tutela legale non può obbligare le persone a usare il contante
Bruxelles sta portando avanti due progetti che possono sembrare in contrasto: creare l’euro digitale e, allo stesso tempo, rafforzare il diritto di usare le banconote. La scelta ha la sua logica. L’Europa vuole offrire una forma elettronica di moneta pubblica senza lasciare tutti i pagamenti digitali nelle mani di banche e circuiti internazionali. Ma non vuole neppure escludere chi usa il contante o rendere l’economia vulnerabile a blackout, guasti e attacchi informatici.
Le norme possono obbligare i negozi ad accettare banconote e monete. Non possono però costringere i cittadini a preferirle. Se l’uso continuerà a diminuire, caleranno anche gli sportelli automatici, le filiali con servizio di cassa e le imprese specializzate nel trasporto del denaro. Gestire poche operazioni in contanti potrebbe diventare sempre più costoso.
Il “solo carta” espone il sistema a nuovi rischi
Eliminare il contante offre vantaggi evidenti a un’attività. Non occorre procurarsi il resto, diminuiscono gli errori, cala il rischio di rapine e ogni incasso lascia subito una registrazione. Nessuno deve contare le banconote a fine giornata o portarle in banca. La dipendenza dalla tecnologia, però, diventa totale. Un terminale guasto, un’interruzione della rete o un problema al circuito bancario possono bloccare le vendite. Se il negozio non possiede una cassa, non dispone neppure di un sistema di riserva. Nei Paesi nordici la questione ha già assunto una dimensione strategica. Governi e banche centrali studiano sistemi elettronici capaci di continuare a funzionare durante blackout, attacchi informatici o interruzioni delle comunicazioni internazionali.
Il contante svolge già questa funzione. Passa da una mano all’altra senza elettricità, internet, password o autorizzazioni. Tutelarlo non significa difendere per nostalgia un’abitudine del passato, ma conservare un’alternativa per i cittadini e uno strumento di emergenza per l’economia.
Link e fonti
Studi, norme e documenti istituzionali per verificare i dati sull’uso del contante, le regole applicate in Finlandia e lo sviluppo dell’euro digitale.
-
Studio europeo
Abitudini di pagamento dei consumatori nell’eurozona – SPACE 2024
Lo studio confronta i sistemi utilizzati nei punti vendita dell’eurozona. Riporta per la Finlandia il 27% di pagamenti in contanti e il 57% con carta; per l’Italia la quota del denaro fisico raggiunge il 61%.
Consulta lo studio -
Banca centrale
Denaro e sistemi di pagamento in Finlandia
La banca centrale spiega che, in base alla libertà contrattuale, i negozi possono scegliere i mezzi di pagamento accettati, purché informino chiaramente i clienti prima che decidano di acquistare.
Consulta la pagina -
Chiarimento istituzionale
Accettazione del contante nell’eurozona
Le risposte ufficiali della BCE illustrano il significato del corso legale dell’euro e i casi nei quali un esercente può giustificare il rifiuto di banconote o monete.
Consulta le risposte -
Normativa europea
Rafforzamento del corso legale delle banconote e delle monete
Il Consiglio presenta la propria posizione sul regolamento destinato a garantire l’accesso al contante, la sua accettazione e la libertà dei cittadini di scegliere il sistema di pagamento.
Consulta il documento -
Rapporto nazionale
Abitudini di pagamento dei consumatori in Italia
Il rapporto analizza la diffusione dei diversi strumenti di pagamento in Italia e conferma il ruolo ancora prevalente del contante, soprattutto per gli acquisti di importo inferiore a 50 euro.
Consulta il rapporto -
Guida istituzionale
Contante e altri strumenti di pagamento in Italia
La guida descrive il corso legale di banconote e monete, il funzionamento delle carte e le caratteristiche dei principali strumenti utilizzati per regolare gli acquisti.
Consulta la guida -
Progetto europeo
Stato dei lavori e calendario dell’euro digitale
Le risposte ufficiali indicano l’avvio del progetto pilota nella seconda metà del 2027 e una possibile prima emissione nel 2029, subordinata all’approvazione delle norme europee e alla decisione finale della BCE.
Consulta le risposte
Note per i lettori
L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

