Morbillo fuori controllo, è allarme. Italia tra i Paesi a rischio

La malattia considerata debellata torna a diffondersi: colpa del calo vaccinale e della disinformazione

Il morbillo, una delle infezioni più contagiose mai conosciute, è tornato a far parlare di sé con numeri in netta crescita in diverse regioni del mondo. La situazione preoccupa in particolare negli Stati Uniti, dove la malattia era stata dichiarata eliminata nel 2000, e dove invece oggi si registra il maggior numero di casi degli ultimi decenni. Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), da gennaio a oggi sono stati rilevati 1.288 casi, con 162 ricoveri e 3 decessi. Questo incremento è un chiaro segnale che il virus sta riemergendo in modo deciso. «È un numero significativo, considerando che la malattia era stata eliminata», ha spiegato Giovanni Rezza, ex direttore della Prevenzione sanitaria al Ministero della Salute. Le autorità sanitarie americane hanno identificato un focolaio importante in una contea del Texas, dove si concentra circa un terzo dei casi. Tra i principali responsabili di questa recrudescenza vi è il calo della copertura vaccinale, in parte alimentato da campagne di disinformazione, spesso sostenute da figure pubbliche come Robert Kennedy, attuale segretario alla Sanità e dichiaratamente contrario alle politiche vaccinali tradizionali.

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In calo le vaccinazioni pediatriche negli USA

Il dato che desta maggiore preoccupazione è il progressivo calo della copertura vaccinale infantile. In oltre 30 Stati americani si registrano diminuzioni significative delle vaccinazioni contro morbillo, rosolia, parotite, varicella, poliomielite e pertosse. Un fenomeno che potrebbe aprire scenari molto gravi nei prossimi decenni. JAMA, una delle principali riviste scientifiche mediche, ha pubblicato uno studio che ipotizza cosa accadrebbe in caso di ulteriori cali vaccinali: una riduzione del 10% potrebbe causare oltre 11 milioni di casi di morbillo nei prossimi 25 anni. Un crollo del 50% porterebbe a numeri drammatici: 51 milioni di infezioni, con quasi 10 milioni di casi di rosolia e oltre 4 milioni di poliomielite, con migliaia di decessi, complicanze neurologiche e ricoveri. Le proiezioni sono quindi chiare: senza un’inversione di tendenza, il ritorno delle grandi epidemie è più che probabile.

Epidemia in crescita anche in Europa

I numeri preoccupano: Italia tra i Paesi a rischio

Anche l’Europa è in una fase delicata. Secondo i dati aggiornati di Oms e Unicef, nel 2024 si sono registrati 127.350 casi di morbillo nella Regione europea, il doppio rispetto al 2023 e il numero più alto degli ultimi 27 anni. Questa tendenza conferma che la sorveglianza sanitaria si è indebolita dopo la pandemia, lasciando spazio alla diffusione di virus già conosciuti. Anche l’Italia risente di questa dinamica: a maggio 2025 i casi sono stati 65, contro i 37 di aprile, per un totale di 334 contagi dall’inizio dell’anno. La proiezione annuale suggerisce che potremmo superare i mille casi entro dicembre. Il dato più allarmante è che quasi il 90% degli infetti non era vaccinato. I bambini sotto i 5 anni rappresentano la fascia più vulnerabile, poiché possono sviluppare complicanze gravi come encefaliti, polmoniti e danni neurologici permanenti. La copertura vaccinale in Italia si attesta al 94,64% per i nati nel 2021, appena sotto la soglia raccomandata del 95%, necessaria per garantire l’immunità di gregge. Le differenze regionali restano marcate: si passa dall’83,8% di Bolzano al 97,3% della Toscana.

L’efficacia dei vaccini e il bilancio economico

Un’indagine condotta dal Burnet Institute e pubblicata sul British Medical Journal Global Health sottolinea quanto le campagne vaccinali siano state determinanti per la salute pubblica, in particolare nei Paesi a basso reddito. Grazie ai vaccini si è evitato il 60% dei decessi legati a malattie come morbillo, colera ed Ebola. L’effetto positivo si estende anche all’economia: tra il 2000 e il 2023 i benefici economici complessivi delle campagne vaccinali superano i 32 miliardi di dollari. Questi risultati confermano che la vaccinazione non è solo una misura sanitaria ma anche un investimento a lungo termine, capace di ridurre costi sanitari e sociali. Interrompere o ritardare le vaccinazioni mette a rischio i risultati ottenuti con decenni di campagne pubbliche. La sfida ora è mantenere alta la fiducia nella scienza, promuovendo informazione chiara e accessibile.

Il richiamo vaccinale è cruciale

«Quando la copertura scende sotto il 95% e il richiamo non viene effettuato, aumenta il rischio di epidemie anche nei Paesi sviluppati», ha dichiarato Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive. Il ciclo vaccinale contro il morbillo prevede due dosi, e la seconda, spesso trascurata, è fondamentale per garantire una protezione duratura. «È essenziale – aggiunge Rezza – non solo che i bambini vengano vaccinati per tempo, ma anche che gli adulti non immunizzati si sottopongano al vaccino». L’Oms continua a ricordare che il morbillo resta una delle principali cause di morte infantile prevenibile, con oltre 100.000 decessi ogni anno nel mondo. «Basta un calo minimo dell’attenzione – conclude Rezza – per far esplodere nuovi focolai. Per questo è fondamentale non abbassare la guardia, soprattutto in vista dell’estate e dei viaggi internazionali».

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