Indice
Il cratere Jinlin è tre volte più vasto di Macha e ha un diametro di ben 900 metri
Un team di ricercatori cinese ha scoperto un cratere da impatto largo quasi un chilometro: un colosso geologico rimasto sorprendentemente intatto nonostante il clima tropicale del Guangdong. Coperta da vegetazione fitta e circondata da dolci colline, una montagna apparentemente anonima del nord-ovest del Guangdong, nel sud della Cina, ha custodito per millenni un segreto cosmico. Il suo versante occidentale mostra una depressione ellittica, simile a una grande conca: una struttura tanto anomala da spingere un gruppo di ricercatori delle università di Shanghai e Guangzhou a scavare più a fondo, in senso letterale. Il risultato è straordinario: il più grande cratere da impatto dell’intero Olocene, la nostra epoca geologica, formatosi dopo l’ultima era glaciale.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Matter and Radiation at Extremes, descrive il cratere Jinlin, un’enorme cavità di 820-900 metri di diametro, quasi tre volte più grande del celebre cratere Macha in Russia, finora ritenuto il più esteso del periodo recente. Il cratere è rimasto sorprendentemente ben conservato in una regione dove l’erosione dovrebbe averne cancellato ogni traccia. Eppure, lì, nascosto sotto una coltre di granito e vegetazione, il segno dell’impatto è ancora chiaramente visibile.
Altre notizie che potrebbero interessarti:
Minaccia spaziale: l’asteroide YR4 punta dritto alla Luna
Cosa accadrebbe se un asteroide colpisse la Terra: l’ipotesi di un impatto nel 2041
Siamo alieni? Cosa ci dicono i campioni dell’asteroide Bennu
Un impatto antico, ma giovane per la Terra
Gli scienziati ritengono che il cratere Jinlin sia uno dei soli 200 crateri da impatto identificati sulla Terra, e uno dei più recenti. L’età stimata risale alla prima metà dell’Olocene, cioè a non più di 11.700 anni fa, un battito di ciglia su scala geologica.
Il suo aspetto, una depressione leggermente ellittica circondata da granito fratturato, racconta la violenza di un impatto avvenuto a velocità ipersonica. La roccia colpita si è fusa e vaporizzata in parte, lasciando un anello di fratture e frammenti.
All’interno del cratere, i ricercatori hanno trovato quarzo con caratteristiche di deformazione planare: un segno inequivocabile di origine extraterrestre. Come spiega Ming Chen, professore all’Università di Shanghai e primo autore dello studio, «sulla Terra le deformazioni planari nel quarzo si formano solo in presenza di onde d’urto estremamente intense, tra 10 e 35 gigapascal di pressione, valori impossibili da generare con processi geologici terrestri».
La firma del cielo impressa nel granito
La composizione del Jinlin è un mosaico di granito eroso e frammenti proiettati in tutte le direzioni. Il bordo e il fondo del cratere mostrano una stratigrafia complessa, dove il granito originario si mescola a piccole quantità di materiale fuso. Il ritrovamento di quarzo deformato fornisce la prova definitiva dell’impatto cosmico: non esistono altri fenomeni noti capaci di produrre simili strutture cristalline.
Il meteorite che ha colpito il Guangdong resta di composizione sconosciuta, ma la sua energia d’urto doveva essere tale da liberare una potenza pari a centinaia di bombe atomiche di Hiroshima. Eppure, in mezzo alla rigogliosa vegetazione subtropicale, le cicatrici geologiche dell’impatto si sono conservate con una chiarezza sorprendente.
Un cratere che non avrebbe dovuto esistere
E qui sta il paradosso: il Jinlin non avrebbe dovuto sopravvivere. Il sud della Cina è soggetto a climi monsonici tropicali, caratterizzati da piogge torrenziali, umidità elevata e forti variazioni termiche, tutti fattori che accelerano l’erosione. In più, la zona ha conosciuto intense attività tettoniche e magmatiche per milioni di anni.
Nonostante ciò, il cratere appare intatto come se fosse stato scavato ieri. Gli studiosi ritengono che la sua conservazione eccezionale sia dovuta alla durezza della crosta granitica, spessa fino a 80 metri, formatasi in epoca cretacea. Questa “corazza” naturale ha protetto la forma originaria dall’aggressione degli agenti atmosferici, preservando una testimonianza preziosa del passato cosmico del pianeta.
In altri contesti, crateri simili sarebbero già scomparsi. Ma nel Guangdong, paradossalmente, la combinazione di chimica del suolo, pendenza e drenaggio ha rallentato i processi di disfacimento. Il risultato è un fossile geologico perfettamente leggibile, che apre nuove prospettive alla ricerca sugli impatti.
Una finestra sul passato cosmico della Terra
Il cratere Jinlin offre oggi agli scienziati una palestra naturale per comprendere meglio la frequenza e la distribuzione degli impatti meteorici. «Ogni cratere da impatto è una testimonianza autentica della storia del nostro pianeta», spiega ancora Chen. «Questa scoperta fornisce una base oggettiva per capire la distribuzione e l’evoluzione geologica degli impatti e per studiare come i piccoli corpi extraterrestri interagiscono con la Terra».
Il team di ricerca prevede nuove campagne di rilevamento con droni, radar e campionamenti più profondi, nella speranza di rintracciare frammenti metallici o vetrosi rimasti nel sottosuolo. Il Jinlin, infatti, potrebbe rivelare anche la direzione e la velocità dell’impatto, elementi fondamentali per ricostruire la traiettoria del meteorite che, migliaia di anni fa, squarciò il cielo sopra la Cina meridionale.
Fonte:
