Indice
- 1 Gli smartphone sono ormai al capolinea. Bosworth svela la rivoluzione che ci metteremo al polso
- 2 Dal polso alla mente: il Meta Neural Band riscrive il controllo digitale
- 3 Occhiali che amplificano i sensi e agiscono prima della richiesta
- 4 Metaverso fotorealistico e mondi generati dall’IA
- 5 Robotica, metaverso e wearable: il piano 2025
Gli smartphone sono ormai al capolinea. Bosworth svela la rivoluzione che ci metteremo al polso
Il bilancio di fine anno di Andrew “Boz” Bosworth è tutto fuorché rituale. Il CTO di Meta racconta un decennio trascorso a inseguire il successore dello smartphone, una caccia spesso improvvisata, piena di prototipi, fallimenti e tentativi senza bussola. Quest’anno però il racconto cambia tono: per Bosworth la fase esplorativa è chiusa. L’intelligenza artificiale è diventata l’elemento mancante, il pezzo che trasforma l’hardware da oggetto intrusivo a tecnologia che scompare nel quotidiano. «Abbiamo finalmente una direzione chiara», afferma, sottolineando che gli strumenti sono maturi per un salto di piattaforma paragonabile a quello che portò dal PC allo smartphone. Il simbolo di questa transizione? Gli occhiali intelligenti, prodotti ormai in grado di competere con l’elettronica di massa più popolare e di imporsi come l’hardware dominante della nuova era. Ma la svolta non si ferma agli occhiali: arriva un’interfaccia radicale, diversa da tutto ciò che il mercato abbia mai visto.
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Dal polso alla mente: il Meta Neural Band riscrive il controllo digitale
Il cuore visionario del progetto è il Meta Neural Band, un dispositivo da polso che usa l’elettromiografia per leggere i segnali nervosi e convertirli in comandi digitali. Una promessa enorme: mettere in cortocircuito intenzione e azione, eliminando l’intermediazione fisica. L’obiettivo, spiega Bosworth, è creare un’interfaccia capace di adattarsi a ogni persona senza calibrazioni complesse, grazie a modelli IA generalizzabili. La tecnologia nasce con semplici gesture, ma ambisce a molto di più: la decodifica della scrittura a mano libera direttamente dai segnali neurali. Una rivoluzione che non chiede di toccare, cliccare o digitare, ma di volere qualcosa perché accada.
Occhiali che amplificano i sensi e agiscono prima della richiesta
Per Meta il futuro non è uno schermo ma un’estensione del corpo. Gli occhiali intelligenti diventano il perno dell’esperienza quotidiana: display discreti, microfoni evoluti, IA contestuale. Bosworth immagina dispositivi in grado di isolare la voce di un interlocutore in un bar affollato, o di fornire assistenza proattiva senza dover formulare un comando. «Vogliamo liberarvi dall’obbligo di guardare un rettangolo luminoso», spiega. È una promessa di ritorno al mondo reale, dopo anni vissuti con lo sguardo fisso su pannelli che sottraggono attenzione e presenza. Qui l’IA non sostituisce la realtà: la incorpora, la amplifica e la rende più leggibile.
Metaverso fotorealistico e mondi generati dall’IA
Scansioni domestiche, ambienti replica e creazioni 3D da prompt testuale
Sulla frontiera della realtà virtuale la linea di confine tra fisico e digitale diventa quasi impercettibile. Meta punta sul Gaussian splatting, una tecnica di rendering che consente di acquisire ambienti reali e riprodurli con un fotorealismo sorprendente. Il progetto Hyperscape promette di trasformare una stanza, un laboratorio o un’intera casa in spazi VR condivisibili, con dettagli che sfidano l’occhio umano. Ma la parte più dirompente arriva dall’IA generativa: descrivere un ambiente con poche parole e vederlo materializzarsi in tre dimensioni. Una democratizzazione delle esperienze immersive che fino a poco tempo fa richiedevano competenze tecniche avanzate e software complessi.
Robotica, metaverso e wearable: il piano 2025
Il futuro delineato da Bosworth converge verso un unico ecosistema, dove robotica e wearable condividono le stesse innovazioni sviluppate per visori e occhiali. Il nuovo laboratorio di ricerca robotica, operativo dal 2025, applicherà la comprensione spaziale dell’IA al mondo fisico, dalla manipolazione alla navigazione autonoma. Il progetto complessivo di Menlo Park è chiaro: spezzare la dipendenza dallo smartphone, sostituendolo con tecnologie capaci di scomparire, diventare invisibili e fondersi con l’ambiente. Non più un oggetto da usare, ma un sistema che collabora con noi, anticipa bisogni e si ritrae quando non serve.
Link utili:
Charting the Next Frontier With AI | Meta Quest Blog | Meta Store
