Indice
- 1 Il caso riguarda soprattutto le Baleari: per le persone il rischio è contenuto. Gli esemplari filmati sono colubri terrestri non velenosi
- 2 Perché i serpenti nuotano a Ibiza?
- 3 Quale specie sta creando il problema?
- 4 Perché la lucertola delle Pitiuse è in pericolo?
- 5 Cosa rischiano i turisti italiani a Ibiza?
- 6 Come devono comportarsi famiglie e bambini?
- 7 Il rischio riguarda anche altre mete?
- 8 Che cosa può accadere sulle spiagge italiane?
- 9 Cosa fare se si vede un serpente?
- 10 Cosa fare in caso di morso?
- 11 Qual è la lezione ambientale?
Il caso riguarda soprattutto le Baleari: per le persone il rischio è contenuto. Gli esemplari filmati sono colubri terrestri non velenosi
“L’arcipelago delle Baleari è invaso dai serpenti marini”. Nelle ultime ore la notizia è stata rilanciata da molte testate giornalistiche, suscitando la preoccupazione di tanti vacanzieri in procinto di partire per le agognate vacanze. L’allarme riguarda prevalentemente Ibiza, dove gli avvistamenti in mare si susseguono in modo quasi frenetico. Sui social circolano video che mostrano diversi esemplari di colubro ferro di cavallo impegnati nella traversata per raggiungere piccoli isolotti dell’arcipelago. L’allarmismo, tolti pochi click extra, non ha tuttavia ragion d’essere, ed è per questo che abbiamo deciso di analizzare quanto sta accadendo con occhio critico. La prima cosa da dire è che questi rettili vivono sulla terraferma e, cosa ancor più importante, sono privi di veleno. Sono oltretutto specie che tendono a evitare il contatto con l’uomo.
La definizione di “serpenti marini”, dunque, è impropria. I veri serpenti marini sono rettili adattati alla vita in acqua, spesso velenosi, diffusi soprattutto nelle aree tropicali dell’Indo-Pacifico. A Ibiza si parla di serpenti terrestri capaci di nuotare: la differenza è sostanziale, soprattutto per chi deve partire per le vacanze e vuole capire se le spiagge delle Baleari siano diventate improvvisamente pericolose.
La risposta è rassicurante per le persone, ma molto meno per l’ambiente. Per i turisti il rischio sanitario resta basso. Per la biodiversità delle Pitiuse, invece, l’impatto è già pesante. Il colubro ferro di cavallo sta raggiungendo nuovi territori e minaccia una specie unica dell’arcipelago, la lucertola delle Pitiuse, un piccolo rettile endemico che vive a Ibiza, Formentera e negli isolotti vicini.

Perché i serpenti nuotano a Ibiza?
I serpenti terrestri, nonostante il nome che portano, sanno nuotare e lo fanno ben più spesso di quanto si immagini. Possono attraversare canali, stagni, foci e brevi tratti di mare quando cercano nuovi spazi, cibo o rifugi. Nel caso di Ibiza, il comportamento è stato documentato in modo diretto nel 2024, quando una guardia ambientale locale ha filmato un colubro ferro di cavallo durante la traversata verso l’isolotto di Santa Eulària, a circa 450 metri dalla costa.
Il fenomeno nasce dalla forte espansione della specie sull’isola. Il colubro ferro di cavallo ha trovato molte prede, pochi ostacoli naturali e un ambiente favorevole alla riproduzione. Con l’aumento della popolazione cresce anche la competizione per spazio e cibo. Alcuni esemplari si spostano verso nuovi territori e il mare, in questo caso, diventa un corridoio naturale.
L’origine dell’invasione è legata al commercio di ulivi ornamentali e di altri grandi alberi importati dalla penisola iberica. Tronchi cavi, radici e fessure hanno offerto rifugio ai serpenti durante il trasporto. Il primo avvistamento a Ibiza risale al 2003. Da allora la specie si è diffusa rapidamente, fino a diventare una delle principali minacce per la fauna locale.
Quale specie sta creando il problema?
La specie al centro degli avvistamenti è il colubro ferro di cavallo (Hemorrhois hippocrepis), un serpente diffuso nella Spagna meridionale e orientale e nel Nord Africa. Può raggiungere dimensioni importanti, soprattutto dove trova abbondanza di prede, ma resta un rettile non velenoso.
Il morso è una difesa estrema dell’animale, e può avvenire se lo stesso viene afferrato, calpestato o disturbato. In quel caso il problema riguarda una ferita locale, da lavare e disinfettare, con valutazione medica se compaiono dolore intenso, gonfiore, arrossamento, infezione o sintomi generali. Il rischio principale, quindi, nasce dal comportamento umano: tentare di prenderlo, spostarlo o fotografarlo da distanza ravvicinata.
Nelle Baleari vengono citate anche altre specie introdotte o problematiche, tra cui il serpente scala (Zamenis scalaris), il colubro lacertino o serpente bastardo (Malpolon monspessulanus) e il biacco maggiore o verde-giallo (Hierophis viridiflavus). Il loro impatto riguarda soprattutto gli ecosistemi insulari, dove rettili, piccoli mammiferi, uccelli e anfibi possono diventare prede facili in ambienti molto limitati.
Perché la lucertola delle Pitiuse è in pericolo?
La lucertola delle Pitiuse è una specie endemica, legata a Ibiza, Formentera e agli isolotti dell’arcipelago. Vive in ambienti piccoli, fragili e molto esposti agli squilibri. Controlla popolazioni di insetti, partecipa alla dispersione dei semi e contribuisce al funzionamento delle comunità vegetali locali. Ogni isolotto ospita popolazioni con colori e caratteristiche proprie. Alcune lucertole sono verdi, altre blu, nere, grigie, arancioni o brune. Questa varietà è il risultato di migliaia di anni di isolamento. La scomparsa di una popolazione locale cancella una parte della storia evolutiva delle Baleari.
I dati raccolti dalle autorità locali mostrano la rapidità del fenomeno. Nel 2025 il Govern delle Baleari ha superato le 4.400 catture di serpenti invasivi nelle Pitiuse. Nel 2024 erano stati catturati oltre 3.800 esemplari, più di 3.000 solo a Ibiza. La lucertola delle Pitiuse è oggi classificata come specie in pericolo nella Lista Rossa IUCN.
Cosa rischiano i turisti italiani a Ibiza?
Per gli italiani in partenza verso Ibiza il rischio sanitario resta molto contenuto. Il colubro ferro di cavallo come detto non è velenoso e non cerca il contatto con l’uomo. Può mordere se viene manipolato o messo alle strette, ma il pericolo riguarda soprattutto piccoli traumi, graffi, sanguinamento e possibili infezioni della ferita.
In spiaggia il rischio è ancora più basso. Un serpente può essere visto in acqua o vicino alla riva durante uno spostamento, ma tende a proseguire o a cercare una via di fuga. Chi lo vede mentre fa il bagno deve allontanarsi con calma e uscire dall’acqua senza colpirlo. Urla, panico e tentativi di intervento improvvisato aumentano il rischio di incidenti.
La prudenza serve soprattutto fuori dalle spiagge più frequentate. Sentieri costieri, muretti a secco, pietraie, giardini di ville, aree rurali, zone con vegetazione secca, depositi di legna e terreni vicini agli uliveti sono contesti più favorevoli agli incontri. Chi soggiorna in case isolate, agriturismi o strutture con giardino dovrebbe controllare dove mette mani e piedi, soprattutto nelle ore fresche.
Come devono comportarsi famiglie e bambini?
Chi viaggia con bambini dovrebbe spiegare prima della partenza che lucertole e serpenti si guardano da lontano. Queste raccomandazioni dovrebbero essere superflue, ma essere ripetitivi alcune volte non guasta. I serpenti non si prendono in mano, non si inseguono, non si chiudono in secchi e non si toccano nemmeno quando, pur restando immobili, sembrano morti. La curiosità dei bambini è comprensibile, ma con i rettili il contatto diretto va sempre e comunque evitato.
Anche i cani vanno tenuti al guinzaglio nelle aree naturali. Un animale domestico può avvicinarsi al serpente, annusarlo, provocarlo o tentare di morderlo. La reazione difensiva del rettile diventa più probabile proprio quando viene bloccato o minacciato.
Nelle escursioni sono utili scarpe chiuse, attenzione quando ci si siede su pietre e muretti, prudenza vicino a cespugli, tronchi, cataste e rocce. Sono precauzioni semplici, valide a Ibiza come in molte altre località mediterranee.
Il rischio riguarda anche altre mete?
Il caso Ibiza interessa anche chi viaggia verso altre zone del Mediterraneo. In Spagna, Grecia, Croazia, Sud Italia e isole minori possono vivere serpenti innocui e, in alcune aree, anche specie velenose come le vipere. Il turista medio non sempre è in grado di riconoscerle. La scelta più sicura è mantenere distanza da qualsiasi serpente.
Nelle spiagge attrezzate basta avvisare il personale o il bagnino. In una spiaggia libera si può segnalare l’avvistamento alla polizia locale, alla capitaneria, ai carabinieri forestali o all’ente gestore dell’area protetta. Una foto scattata da lontano può essere utile per l’identificazione. Avvicinarsi per ottenere un’immagine migliore è una pessima idea. Il rischio maggiore si concentra nelle aree naturali dietro gli arenili, lungo sentieri, dune, zone umide, canneti, muretti, pietraie e campagne vicino alle strutture turistiche. In questi ambienti i rettili trovano riparo, prede e temperature adatte.
Che cosa può accadere sulle spiagge italiane?
Il caso Ibiza non annuncia un’invasione di serpenti sulle spiagge italiane. Anche in Italia alcuni serpenti possono nuotare o attraversare tratti d’acqua, ma l’avvistamento vicino agli stabilimenti balneari resta un evento raro. Nelle zone costiere possono comparire bisce d’acqua o altri colubridi innocui, soprattutto vicino a foci, stagni, canneti e aree retrodunali.
Le vipere, gli unici serpenti italiani di maggiore interesse medico, frequentano più spesso pietraie, muretti a secco, prati aridi, margini di bosco e sentieri assolati. L’incontro in piena spiaggia è poco probabile. L’attenzione serve nelle aree naturali vicine al mare, soprattutto durante passeggiate, escursioni e soste fuori dai percorsi più battuti.
Per l’Italia la vicenda delle Baleari rappresenta soprattutto un avvertimento ambientale. Isole minori, vivai, porti, trasporto di alberi ornamentali e movimentazione di materiali agricoli possono favorire l’arrivo di specie estranee. In ecosistemi piccoli bastano pochi predatori per danneggiare popolazioni locali costruite in tempi lunghissimi.
Cosa fare se si vede un serpente?
La regola più efficace è restare a distanza. Il serpente va lasciato libero di allontanarsi. Bastoni, secchi, catture improvvisate e tentativi di uccisione trasformano un avvistamento gestibile in una situazione rischiosa.
In uno stabilimento balneare va avvisato il personale. In una struttura ricettiva bisogna chiamare la reception o il gestore. In un’area naturale conviene segnalare l’animale alle autorità competenti, soprattutto se l’avvistamento riguarda una specie insolita o una zona molto frequentata.
Chi vede un serpente in acqua deve spostarsi lentamente e uscire senza creare confusione. L’animale non va inseguito, accerchiato o spinto verso la riva. Anche quando sembra in difficoltà, l’intervento diretto resta sconsigliato.
Cosa fare in caso di morso?
Dopo un morso da serpente bisogna ridurre i movimenti e chiamare i soccorsi, soprattutto se la specie non è stata identificata. In Italia si chiama il 112. All’estero va contattato il numero di emergenza locale o il personale sanitario della struttura più vicina.
La persona colpita deve rimanere il più possibile ferma, togliere anelli, bracciali, orologi o indumenti stretti dalla zona interessata e attendere le indicazioni dei sanitari. La ferita può essere lavata e disinfettata se possibile, evitando manovre aggressive.
Vanno evitati tagli, lacci, aspirazione del veleno, ghiaccio diretto, alcol e rimedi improvvisati. Il siero antivipera si usa solo in ambiente medico e solo quando i sanitari lo ritengono necessario. Per i morsi di serpenti non velenosi il problema principale è locale, ma serve attenzione se compaiono gonfiore importante, dolore intenso, febbre, nausea, debolezza, difficoltà respiratoria o altri sintomi generali.
Qual è la lezione ambientale?
La vicenda di Ibiza racconta la fragilità degli ecosistemi insulari. Il colubro ferro di cavallo non è un mostro marino e tanto meno rappresenta una nuova minaccia balneare per l’uomo. È una specie terrestre arrivata in un ambiente dove non avrebbe dovuto trovarsi, probabilmente attraverso il commercio di piante ornamentali, e oggi sfrutta prede vulnerabili e nuovi corridoi di espansione. Da qui in poi serviranno mappe degli avvistamenti, trappole controllate, verifiche sui vivai, ispezioni sugli ulivi importati e conteggi delle lucertole rimaste sugli isolotti. Ai vacanzieri resta una regola essenziale: tenersi lontani dagli animali e segnalare gli incontri nelle zone frequentate.
Link utili:
Govern delle Baleari – Catture di serpenti invasivi nelle Pitiuse e tutela della lucertola pitiusa
Studio su Ecology / NIH – serpenti invasivi e lucertole endemiche degli isolotti mediterranei
Note per i lettori
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